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Posts Tagged ‘bunga bunga’

MinettiMilano, i pm: sesso a pagamento Berlusconi: patologia giudiziaria Nicole Minetti.

Il Cavaliere: “Fantasia patologica dei magistrati”.

MILANO— Tutti erano sulla stessa barca, per traghettare le ragazze selezionate e per compiacere e soddisfare il ricco padrone di casa e cliente. Quindi non c’è differenza: sette anni di carcere per ciascuno è la richiesta di condanna per i tre imputati — Nicole Minetti, Lele Mora, Emilio Fede — che «congiuntamente e disgiuntamente » hanno, secondo l’accusa, «favorito l’altrui attività di prostituzione (…) in un’orgia bacchica, quale si verificava» a casa di Silvio Berlusconi. E siccome tra le ragazze a pagamento di Arcore c’era anche una minorenne, e «tutti questi lo sapevano», scattano le aggravanti specifiche. Come l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da tutti quei ruoli pubblici che prevedono un contatto con i minori. (altro…)

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La video assoluzione

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RubyDAVANTI AL TRIBUNALE MOSTRA “I DOCUMENTI DI MUBARAK”. POI MEDIASET SI SCATENA.

Non si è presentata in aula, quando avrebbe dovuto testimoniare al processo che porta il suo nome: era a fare una lunga vacanza in Messico. Ieri però Ruby si è materializzata sulle scalinate del palazzo di giustizia di Milano, per protestare contro i magistrati che non la vogliono più sentire come teste. Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori, ha portato con sé due cartelli e un comunicato stampa di sei pagine, che ha letto davanti a una selva di telecamere e microfoni, senza però rispondere alle domande che le venivano poste.

I CARTELLI dicevano: “Caso Ruby: la verità non vi interessa più?”; e “Voglio difendermi dalle bugie e dai pregiudizi”. Il comunicato esprimeva dolore e rabbia per non essere stata ascoltata come testimone nei due processi in cui è parte offesa, quello con imputato Silvio Berlusconi e quello con alla sbarra Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede. (altro…)

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Il parlamento europeo si esprime in favore delle nozze gay, “no a definizioni restrittive di famiglia allo scopo di negare protezione alle coppie gay e ai loro figli” … e questa è la prima pagina de Il Giornale che sdegnato richiama ai valori della famiglia …

Quale famiglia mi chiedo? quali valori? quelli che ha fatto votare al parlamento Italiano che la prostituta marocchina (allora minorenne), Ruby Rubacuori, fosse la nipote dell’ex presidente egiziano Mubark?

Da stopcensura.com

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Heute, quotidiano austriaco, edizione di oggi. Sempre per quella storia dell’autorevolezza:


[“Ciao Silvio, ora avrai molto più tempo per il Bunga-Bunga!”

-Clicca per ingrandire – Grazie a Marlene]

nonleggerlo.blogspot.com

 

 

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Milano – Il lunedì nero che ha segnato l’inizio d’agosto, con la Borsa a picco e il record negativo dei titoli di Stato italiani, è stato preceduto da una notte di bunga-bunga. Di nuovo. Nella residenza di Arcore. Domenica 31 luglio Silvio Berlusconi ha convocato a Villa San Martino alcune giovani amiche per un’altra delle sue “cene eleganti”. Arrivo dopo le 20, qualche cautela in più rispetto ai tempi d’oro, nessuna esibizione, ma le auto hanno comunque portato ad Arcore un piccolo gruppo di ragazze. Cena, poi dopocena. Uscita delle ospiti (non sappiamo se tutte) dopo le 2 di notte. Ultima ad andar via, una Mini Cooper.

Certo, ci sono importanti differenze rispetto ai festini dell’estate 2010. Non c’è più Lele Mora, che arrivava con le ragazze della sua scuderia: è rinchiuso dal 20 giugno nel carcere di Opera (suo vicino di cella, Olindo, quello vero, quello all’ergastolo per la strage di Erba). Mora è accusato di bancarotta fraudolenta per aver fatto sparire, secondo la Procura di Milano, ben 8,4 milioni di euro dalla sua Lm Management, fallita l’11 giugno dell’anno scorso, malgrado i generosi aiuti arrivati dalle casse di Berlusconi. (altro…)

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Quello che passerà alla storia come il processo del Bunga Bunga sta dipanando il suo racconto giudiziario non dico in sordina, ma certamente non in primissimo piano. È come se appartenesse a una fase precedente della vita pubblica italiana. Più che polemiche arroventate, solleva pietose riflessioni. Una delle testi non può presentarsi perché sta dando la maturità, e basterebbe questo dettaglio a far capire che l’accaduto non ha per argomento la morale sessuale, ma la patologia sociale dalla quale (forse) stiamo faticosamente uscendo.

Che ci facesse una ragazzina (molte ragazzine) in quei palazzi, in compagnia di un paio di vecchi maschi vanitosi, non è cosa che può spiegarsi con l’eros. (altro…)

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Altre due ragazze raccontano ai pm i dettagli sulle serate nella villa di Berlusconi. Ci andarono il 22 agosto 2010, il giorno dopo essere state “provinate” da Emilio Fede. Le barzellette sconce del premier, i giochini a sfondo erotico, i balli delle giovani seminude, la lap dance della Minetti. Tutto alla presenza della presunta “fidanzata” del premier.

Altre due ragazze raccontano l’autentica “eleganza” delle notti di Arcore. A questo punto ci sono cinque giovanissime donne – testimoni dirette – che smentiscono la narrazione minimalista e fantasiosa di Silvio Berlusconi, il premier a giudizio per concussione e prostituzione minorile. Sono tutte e cinque estranee al giro della Dimora Olgettina, al mondo dello spettacolo e alla “scuderia” di Lele Mora. Le ultime due, in ordine di tempo, sono giovanissime. Si chiamano Ambra Battilana e Chiara Danese. Sono invitate a Villa San Martino il 22 agosto del 2010. Quel giorno, Ambra, che è nata il 15 maggio 1992, ha diciotto anni, tre mesi e sette giorni. Chiara, nata il 30 giugno 1992, ha diciott’anni, un mese e ventidue giorni. Quando le incontra, Silvio Berlusconi le chiamerà “le mie bambine”. Il 4 aprile scorso Ambra e Chiara, con i loro avvocati, hanno presentato alla procura della Repubblica di Milano una “memoria” su quanto è avvenuto quella notte. (altro…)

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L’ha notizia l’ha data direttamente Berlusconi a una trentina di deputate del PDL.

Anche le ministre Mara Carfagna e Maria stella Gelmini hanno partecipato al bunga bunga.

Anzi, secondo quanto raccontato da Ruby Rubacuori – la marocchina che sta inguaiando il premier – ai magistrati, le ministre ballavano in topless davanti al Cavaliere, in mezzo a le altre papi-girl. Stranamente però questa volta la notizia è stata data direttamente da Berlusconi. (altro…)

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Centinaia di iniziative. L’appoggio di “Avvenire”: giusto ribellarsi. La mobilitazione di “Se non ora quando?” anche all’estero: previsti oltre trenta raduni  catena. A Perugia già ieri le donne in piazza in una catena umana in pieno centro storico con slogan e cartelli anti Berlusconi.

ROMA – Un urlo collettivo a Roma, dal Pincio a piazza del Popolo. Ombrelli colorati nel corteo di Torino (“Per ripararci dal fango”) e gomitoli di lana (“Perché le donne creano reti”). A Milano a piazza Castello accanto al palco, un lungo filo da bucato dove ciascuna potrà appendere pensieri, storie, immagini. E ad Andria “tutte e tutti coloro che vogliono partecipare portino con sé un fiore da offrire alla dignità di questo paese calpestata più volte”. Avezzano sarà la più mattutina, alle 9 ma, al netto del fuso orario, anche in Nepal e ad Honolulu (ultimissime adesioni) convocazioni di buon’ora. Le piazze delle donne sono oggi 234 in Italia e nel mondo: piazze “per il rispetto e per la dignità”, parole dimenticate ad Arcore e dintorni, e intorno alle quali – denunciano le organizzatrici del comitato “Se non ora, quando?” – ancora si tenta di agitare polemiche pretestuose. (altro…)

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30 agosto 2010: qualcuno sfonda la porta del Gip al Tribunale di Milano cercando i fascicoli sui festini. Nessuno sapeva dell’indagine in corso, tranne Lele Mora. Il primo di una serie di tentativi (legali e non) per impedire ai magistrati di arrivare alla verità. E su questi sabotaggi si apre una nuova indagine.

Lele Mora che riesce a spiare gli interrogatori segreti di Ruby. Emilio Fede che indovina i telefoni intercettati. Un misterioso 007 che penetra di notte negli uffici di tre giudici. Nicole Minetti che convoca ad Arcore le “Papi girls” per parlare della minorenne ancor prima che gli avvocati-deputati comincino le loro, altrettanto profetiche, indagini difensive. E il tesoriere Giuseppe Spinelli che evita la perquisizione grazie a un’immunità parlamentare creata proprio quando scoppiò l’affare Mills, cioè l’altro guaio giudiziario che ora spaventa il capo del governo. (altro…)

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Iniziativa del gruppo Nessun dorma: «Siamo stanchi di vedere il nostro paese deriso a livello internazionale»

ROMA – All’alba di questa mattina 150 statue in tutta Roma hanno deciso di mostrare la propria indignazione, «indossando» dei cartelli per chiedere al Paese di far vedere che esiste un’Italia diversa. «Nessun dorma, svegliamoci» o, in inglese, «Italy: therès more than bunga bunga» e poi ancora «C’è un’Italia che non chiude gi occhi», «Il corpo dell’Italia non è in vendita», «Pietrificata da questo ciarpame». (altro…)

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E’ iniziata la beatificazione del bunga bunga e del suo santo patrono. Si riscrivono i fatti da piantare nella memoria collettiva, come nel 1994 quando «i giudici fecero cadere Berlusconi con un avviso di garanzia al G7 di Napoli». Non era il G7 ma un convegno Onu, non era un avviso ma un invito a comparire e non furono i giudici a far cadere il governo ma la Lega. Fiato sprecato: la vulgata di Arcore ha seppellito la realtà. Ora si tenta il bis. Tale Sabina Began, detta Ape Regina (chissà le operaie), si strucca e va a immolarsi in tv: Bunga bunga è il mio soprannome, dice fra le occhiaie, lui non c’entra nulla, non fa nulla e non sa nulla, nemmeno che io sono qui a proteggerlo e che lo amo con tutta me stessa.

Gli orfani di Beautiful hanno appena intaccato la scorta dei fazzolettini quando su un canale del diretto interessato (per chi è ancora sensibile a queste quisquilie) appare la pietra dello scandalo, Ruby. Non sarà stato facile convincerla a forzare la proverbiale ritrosia per rivelare che la sua vita è un susseguirsi di orchi che la usano e la maltrattano. Finché appare lui, il Santo Pagatore, prodigo di sorrisi & cauzioni in cambio di un semplice grazie. Ci sarebbero quelle 400 pagine di telefonate in cui Ruby parla come un’inviata a Crapulonia, ma gli sceneggiatori hanno pensato anche a questo: «Per non soffrire, fin da piccola mi sono inventata una verità parallela». Suggerirei un miglioramento della trama: le intercettazioni sono un gigantesco falso ordito da alcuni imitatori di Zelig passati al nemico. P.S. Se l’idea piace, sarebbero 7000 euro, ragioniere.

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Un amico sorride amaro: «Non farti illusioni, potenzialmente siamo tutti come lui e la sua corte: trombare e fare soldi, interessati solo ai bisogni primari, ai chakra bassi, per dirla alla maniera di voi che meditate e fate yoga. Sì, qualche disturbato che sogna con un romanzo o va in estasi per una notte d’amore sotto le stelle esisterà pure, ma è la buccia del chinotto: scorza sottile, percentuale insignificante».

Davvero? Davvero la maggioranza dei giovani assomiglia a quel tipo che incita sua sorella a infilarsi nel letto di un anziano miliardario, «così ci sistemiamo»? Davvero il mondo contemporaneo si divide fra padri padroni, disposti a uccidere le figlie che osano ribellarsi, e padri ruffiani che nelle intercettazioni le incitano a sgomitare perché «le altre ti sono passate davanti, svegliati!». Sarò un ingenuo, eppure vedo ancora in giro della dignità, anche in tanti poveri che una busta di 5000 euro l’hanno magari sognata, ma non la vorrebbero trovare nella borsa della figlia a quelle condizioni. Vedo donne e uomini pieni di vizi, ma che non invidiano lo stile di vita dei crapuloni e sognano di invecchiare con una persona amata al fianco e la musica di Mozart nelle orecchie. E quando, come ieri, alcuni lettori telefonano al giornale per segnalare che una luna mai così arancione è spuntata fra le colline e mi arriva sul tavolo la raccolta di poesie di una ragazza timida, allora penso che non è finita. Che la buccia del chinotto è più spessa di tutto il gas che le sta esplodendo intorno, in un enorme rutto di niente.

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Per spiegare Tangentopoli, il pm più spiritoso di Mani Pulite ripete spesso: “In ogni economia il numero dei ladri non può mai superare il numero dei derubati. Quando i ladri arrivano al 51% cominciano a derubarsi fra loro e il sistema implode”. Ora ci risiamo. Umilio Fede che fa la cresta sui “prestiti” del Cainano a Lele Mora è l’emblema di una corte famelica e predona, dove tutti derubano tutti e alla fine chi paga il conto è sempre Lui, il povero B. Una certa Faggioli ha fretta, “mi restano solo mille euro, devo fare cassa per forza”, e aspetta speranzosa un nuovo Bunga bunga. Ma corre voce che Lui “voglia ridurre le cene” e soprattutto i dopocena, così una tale Iris medita: “È ora che iniziamo a rubare qualcosa in casa”. Un’altra erinni ipotizza la soluzione finale: “Che palle ‘sto vecchio, fra un po’ ci manda affanculo tutte quante… quella è la volta buona che lo uccido… vado io a tirargli la statua in faccia”. Cioè: lui s’illude di averle fulminate col suo charme, “volete mettere il piacere della conquista?”. E quelle, subornate dal partito dell’odio, lo chiamano “la nostra fonte di lucro”, “che schifo quell’uomo”, “l’ho visto out, ingrassato, imbruttito, più di là che di qua, è diventato pure brutto (prima invece era un figo pazzesco, ndr): deve solo sganciare. Spero sia più generoso, io non gli regalo un cazzo…”. Uno sciame di cavallette assatanate e sanguisughe parassite, tutte addosso a quel pover’ometto, fra l’altro anziano e gravemente malato, a succhiargli il sangue (anche). A lui che ha già dovuto pagare Craxi, finanzieri, giudici, Mills, un migliaio di parlamentari (i “responsabili” due volte, comprati e ricomprati), servi, giornalisti, giornalisti servi, papponi, ruffiani, mezzane, mignotte (due volte, per i Bunga bunga e poi per il silenzio), e ora deve pure comprarsi una fidanzata. E cos’è, un bancomat? Un caso di circonvenzione di incapace, ma di massa. E dire che lui, a modo suo, tentava di comunicare la sua infermità: quando ne faceva travestire qualcuna da infermiera è perché aveva bisogno di cure, altro che giochini erotici. (altro…)

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Personalmente, come “argomento del giorno” mi sarebbe venuto in mente qualcos’altro; e comunque, anche volendo fare lo gnorri a tutti i costi, avrei scelto un tema, come dire, meno legato alla condizione delle donne.
Sai com’è, vista l’aria che tira

metilparaben.blogspot.com

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Ormai i depistaggi arrivano rapidissimi, in contemporanea con le piste. Lasciamo da parte Minzolingua, che è un professionista (il Tg1 è tutto un “presunto”: manca soltanto che B. diventi il presunto premier e quella di Arcore la sua presunta villa). A scavalcarlo han provveduto persino Emilio Fede, che al suo confronto è Ted Turner e lo stesso B., che ha confessato quasi tutto: conosce Ruby e le ha aperto il suo cuore, al punto di attaccarsi al telefono per salvarla dai poliziotti rossi che avevano osato fermarla per furto. Lasciamo pure da parte i giornali della ditta che, non potendo negare la storia, riattaccano le lagne del “gossip” e della persecuzione, come se la Procura di Milano avesse braccato la ragazza per incastrare B., e non se la fosse invece trovata fra i piedi per caso. Il Giornale titola: “Otto procure a caccia di Berlusconi. Neanche fosse Al Capone”. E Libero: “Ci risiamo con la gnocca. Trappolone per il Cav”. Se passa l’idea che lo perseguitano perché gli piacciono le donne, come riuscì a far credere un anno fa per Noemi, le veline candidate, la D’Addario e i festini nelle ville, B. vincerà anche stavolta. E nei bar si risentirà l’orrendo ritornello italiota: “Lui almeno ama le donne, a sinistra invece sono gay o vanno a trans”. Proprio a questo – dirottare l’attenzione dal vero oggetto dello scandalo verso le sue abitudini sessuali – mirano le dichiarazioni rilasciate ieri da B., dopo l’improvvida confessione del primo giorno: “Amo la vita e amo le donne. Nessuno potrà mai farmi cambiare stile di vita, faccio degli sforzi massacranti, nessuno mi può impedire di passare ogni tanto qualche serata distensiva. Mi sono adoperato per trovare un affidamento per questa ragazza: mi sembrava in una situazione drammatica, le ho mandato una persona (Nicole Minetti, ndr) ad aiutarla”. E così, in un incrocio fra la parabola evangelica e la fiaba, ecco il buon samaritano che si ferma sulla strada fra Gerusalemme e Gerico a soccorrere la piccola fiammiferaia marocchina. Poi, si capisce, siccome si sacrifica per noi, avrà pur diritto a un po’ di svago. La vita è breve e la carne è debole. Casomai, una volta tanto, le opposizioni volessero approfittare dell’ennesimo scandalo (non solo è un loro interesse, ma un preciso dovere), dovrebbero evitare dichiarazioni moralistiche sullo stile di vita, la concezione della donna, la volgarità e i gusti sessuali del premier (fatti suoi, di chi lo vota e frequenta). E inchiodarlo non al bunga bunga, ma agli aspetti pubblici della vicenda. (altro…)

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E’ venuto il momento di fondare un comitato di solidarietà per Angelino Al Fano e Niccolò Ghedini. Due giorni fa, già molto provati dalle ottanta versioni del processo breve e dalle novantacinque della legge bavaglio (peraltro finite nel cesso), erano usciti esausti ma felici dalle segrete di Palazzo Grazioli, dopo mesi di duro lavoro, con l’ultima formula magica del cosiddetto Lodo: un algoritmo complicatissimo che non si capiva bene se fosse reiterabile ma non retroattivo, o retroattivo ma non reiterabile, o reiattivo e retroterabile, tenendo presenti la variante Mills, l’equazione Mediaset, la prescrizione Mediatrade, la radice quadra di Fini costruita sull’ipotenusa di Napolitano che produce una spinta dal basso verso Casini diviso Cuffaro moltiplicato Bersani fratto Di Pietro meno Bossi. I due poveracci stavano per esultare con il classico “eureka!”, ma l’urlo liberatorio gli s’è strozzato in gola. Mentre quelli lavoravano, l’Utilizzatore Finale ci era ricascato con una minorenne, riuscendo a infilarsi in una storia di prostituzione e abusi di potere (vedi telefonata alla questura per far rilasciare la ragazza fermata per furto senza documenti). Tutto da rifare. Ogni volta che gli fabbricano uno scudo su misura e glielo provano addosso, quello si sposta di lato e ne combina un’altra delle sue. Provate voi a scudare un nano in movimento. Aveva ragione B.: non è lui a volere lo scudo, sono Alfano e Ghedini che, non potendone più, sono disposti a tutto pur di tornare a uno straccio di vita normale. Che so, rivedere ogni tanto la luce del sole, riabbracciare i familiari un paio di volte l’anno e soprattutto evitare che mogli e figli li guardino con due occhi così: “Caro, ma davvero hai detto che la storia di Ruby è assolutamente infondata, quando l’ha confermata persino Fede? Sicuro di star bene?”. Ora Angelino Jolie e Niccolò Pitagorico sono ripiombati in laboratorio per apportare alcuni emendamenti al Lodo Al Nano: la maggiore età è abbassata retroattivamente a 12 anni; proibito ex post trattenere in questura le ladre carine nel raggio di 100 km da Arcore; depenalizzato lo sfruttamento della prostituzione quando appaia chiaro, come nel caso B., che non è lui a sfruttare la prostituzione: è la prostituzione a sfruttare lui. L’importante è che lui si cucia la bocca, altrimenti poi persino Minzolini capisce che non è perseguitato. Ieri invece lo sventurato ha spiegato la telefonata in questura con un meraviglioso “lo sanno tutti che sono una persona di cuore e mi muovo sempre per aiutare chi ne ha bisogno”. Ecco, è fatto così: come possono testimoniare migliaia di ladri, non appena ne finisce uno in questura, B. chiama da Palazzo Chigi per farlo rilasciare. Soprattutto se è di origini marocchine e balla sul cubo. (altro…)

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