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Posts Tagged ‘calcio’

Non c’è dubbio che uno dei temi più sentiti dalla popolazione mondiale sia la condizione drammatica in cui versano i miliardari. Sono sempre di meno e per esorcizzare il fantasma della solitudine ricorrono ai pretesti più vari, come il ritrovarsi al matrimonio di uno di loro, il calciatore Leo Messi. In calce all’invito era precisato che, invece del classico regalo di nozze, gli sposi avrebbero gradito una donazione a favore dell’edilizia popolare argentina, perdurando anche in quel Paese il rifiuto dei poveri di abitare nelle ville. La colletta ha raccolto una somma pari a 37 euro per invitato, meno di quanto versa a Telethon un ragioniere di Busto Arsizio. (altro…)

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Da quasi una settimana gli svedesi cercano di mettersi in contatto con Bob Dylan per comunicargli che ha vinto il Nobel. Invano. Stremati dal suo silenzio, hanno ufficialmente smesso di inseguirlo, confidando che a dicembre raggiungerà comunque Stoccolma in tempo utile per la premiazione, anziché festeggiare in un albergo del Minnesota strimpellando la chitarra su un divano Ikea. In una situazione ancora così sospesa ci permettiamo di offrire ai parrucconi scandinavi il profilo di un candidato alternativo. Un giovane scrittore costretto a vivere sotto scorta, la cui libertà di parola è minacciata da una consorteria che intimidisce chiunque osi sfidarla e che gode di protezioni altolocate nella società «rispettabile». Come avrete capito sto parlando di Mauro Icardi, il centravanti dell’Inter che a 23 anni ha sentito l’urgenza di scrivere la propria autobiografia e a breve pubblicherà anche quella dei suoi figli. Titolo: «Dalle prime poppate all’asilo nido». (altro…)

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Natangelo

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calcio

La Federazione li mette al bando: per entrare in uno stadio dovranno comprare il biglietto. “Ricorreremo al Tas e nei tribunali”.

GRIDANO al complotto, giurano che non è finita, preannunciano ricorsi al Tribunale arbitrale dello sport di Losanna e alla giustizia civile. Ma da ieri Sepp Blatter, 79 anni, presidente della Fifa dal ‘98, e Michel Platini, 60 anni, numero uno dell’Uefa, sono banditi dal calcio per 8 anni. La camera arbitrale del Comitato eticoFifa, presieduta dal tedesco Hans-Joachim Eckert, li ha squalificati e multati rispettivamente per 50mila e 80mila franchi svizzeri. Divieto di partecipare a qualsiasi attività, amministrativa o sportiva, legata al pallone. Non potranno neppure essere invitati in tribuna autorità o fare i commentatori tv. Per entrare allo stadio, ha chiarito la Fifa, dovranno comprare il biglietto.

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blatter

Il coinvolgimento del segretario Valcke e le indiscrezioni su un’indagine contro di lui alla base del passo indietro del numero uno del pallone mondiale. “Presto nuove elezioni” ha detto il dirigente svizzero in una conferenza stampa convocata d’urgenza a Zurigo

Quando il lavoro degli 007 della Fbi ha iniziato a scandagliare il lavoro del suo cerchio magico, Joseph Blatter ha deciso di farsi da parte. Prima di finire egli stesso nel calderone dello scandalo. Almeno ufficialmente, visto che dagli Stati Uniti già lo danno sotto indagine al pari del numero due Valcke. Per questo motivo il padrone del calcio mondiale si è dimesso da presidente della Fifa. L’annuncio nel corso di una conferenza stampa convocata a sorpresa a Zurigo, dove la fine del suo sistema era iniziata il 27 maggio scorso, quando gli agenti statunitensi hanno messo le manette ai polsi di 9 alti dirigenti dell’organizzazione. (altro…)

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CONSULTANDO il sito ufficiale della Fifa (Fédération Internationale de Football Association) si constata che negli organismi dirigenti del gioco più diffuso, più famoso e più ricco del mondo, non c’è una sola donna. Non sono riuscito ad appurare se ci sia almeno una donna tra i 209 presidenti delle 209 federazioni calcistiche affiliate (in pratica, il pianeta Terra al completo). Ma tenderei a escluderlo, diciamo così per istinto.
Se è vero che il gioco del calcio è una delle culture più condivise e più rappresentative dell’umanità moderna, se ne deduce che il potere, nell’umanità moderna, è ancora saldamente incarnato (e in questo caso: esclusivamente incarnato) da maschi anziani.

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Ellekappa

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EllakappaZURIGO – Davanti al numero 20 di Fifa-Strasse i reporter improvvisano dirette televisive, mentre gli obiettivi inquadrano la fortezza protetta dal fogliame. L’assedio prende vita. «È una giornata difficile, ma per voi… La Fifa è tranquilla, lasciateci lavorare», butta lì un dirigente, il vestito blu stirato di fresco e il logo della Fifa trionfante sul petto, prima di inforcare il monopattino e perdersi nel bosco. È una giornata normale, certo. Anche se la magnifica fortezza è assediata, e la Fifa barcolla. Anche se fuori da questa Xanadu, che Sepp Blatter ha eretto per celebrare se stesso e il suo trentennale potere, il mondo si fa un sacco di domande e non riceve risposte. Da una poltrona della sua Xanadu, avvolto da quella nube di profumo francese che è uno dei suoi tratti distintivi, giusto nove anni fa Blatter sussurrava ieratico ai giornalisti italiani, gli occhi socchiusi: «Calciopoli è il più grande scandalo della storia del calcio, che peccato…».

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Tangenti

A due giorni dalle elezioni, irruzione all’alba a Zurigo. Nell’inchiesta Usa riciclaggio e tangenti per 150 milioni: 2 vicepresidenti e 5 dirigenti arrestati.

NEW YORK – «Questo è solo l’inizio ». Una lista impressionante di reati (nel dettaglio sono 47 per 12 tipi differenti di accuse) che variano dalla corruzione al pagamento di tangenti per decine di milioni di dollari, dal riciclaggio di denaro all’evasione fiscale. Sette alti funzionari della Fifa (tra cui due vice-presidenti) arrestati nel più lussuoso albergo di Zurigo e indagati insieme ad altre due dozzine di persone per “pratiche criminali”. A 48 ore dal Congresso che domani dovrebbe rieleggere (per la quinta volta) Sepp Blatter alla guida della Fifa, da un tribunale federale degli Stati Uniti un ciclone giudiziario si abbatte sul governo del football mondiale.

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sotto accusaSi allarga l’inchiesta, sospetti sul club appena promosso in B L’appunto: “Se ci beccano ci arrestano”. Campionati a rischio caos.

SALERNITANA-Barletta 3-1. Over con gol di entrambe le squadre. E poi quella parola: «positivo» accanto alla maggior parte dei verbali di perquisizione effettuate ieri in tutta Italia dalla squadra mobile di Catanzaro e dagli agenti del Servizio centrale operativo di Roma, guidati da Renato Cortese. I poliziotti hanno trovato a casa degli arrestati appunti, giocate, cifre, in un caso anche una sorta di libro mastro delle scommesse, e poi pizzini di questo tenore: «Se ci beccano ci arrestano». L’inchiesta della Procura di Catanzaro sul calcioscommesse non è finita. Al contrario, è soltanto al principio.

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Le partite sospette

Partite truccate, nel caos Lega Pro e Dilettanti Cinquanta arresti e oltre trenta squadre coinvolte.

ROMA – Due campionati di calcio falsati, quelli in corso di Lega Pro e della Lega Dilettanti. L’ombra della combine che si allunga anche sulla Serie B, con un paio di partite sospette. Calciatori che si fanno autogol o si fanno espellere apposta, dirigenti che truccano le partite, magazzinieri che si vendono le prestazioni dei giocatori. Finanziatori stranieri del Kazakhstan, della Serbia, della Russia. La mano della ‘ndrangheta.
Minacce di morte, pistole e kalashinikov, pure il sequestro di un albanese, Nerjaku Edmond, per un “debito” da 160mila euro dovuto a una partita finita come non doveva. C’è tutto il brutto dello sport più amato d’Italia, in quest’ultimo capitolo sul calcioscommesse, svelato dall’inchiesta della procura distrettuale di Catanzaro. E il pm che ha firmato il provvedimento di fermo per 50 persone, Elio Romano, scrive: «Siamo di fronte a un nuovo romanzo criminale.

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Il campionato d'oro

GIUGNO 2014, L’ASTA, PREPARATA PER IL SOLITO INCIUCIO, VA STORTA. L’AUSTRALIANO PRENDE TUTTO, IL BISCIONE STREPITA E IL MEDIATORE AGGIUSTA.

Il patto sui diritti televisivi per un triennio di campionato di calcio siglato lo scorso giugno – un inciucio da professionisti che accontentava Mediasete non scontentava l’onnivora Sky – non l’hanno mai smentito. Anzi, la Lega di A e il mediatore Infront se ne vantavano. E il sensale Claudio Lotito, spedito a trattare su mandato di Adriano Galliani, pervaso da un inusuale imbarazzo (il conflitto d’interessi), ha celebrato se stesso e preparato lo scacchiere per imporre Carlo Tavecchio in Ferdercalcio. Quel bando di gara, disegnato da In-front per perpetuare la convivenza dei monopolisti, diviene presto farsa perché le buste, vidimate dai notai, contengono un responso che sfavorisce Mediaset.  (altro…)

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Natangelo

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Diritti tv

L’ANTITRUST MANDA I FINANZIERI A PRENDERE LA DOCUMENTAZIONE SULLA GARA.

Un accordo restrittivo della concorrenza fra i principali operatori attivi a livello nazionale nel mercato delle Pay-tv, Sky Italia e Mediaset, favorito dalla stessa Lega”. Sul sospetto inciucio per spartirsi i diritti tv delle partite di Serie A del triennio 2015-2018 è stata apertaun’istruttoria dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.   L’obiettivo è capire se l’assegnazione delle gare del giugno scorso non sia il risultato di un accordo tra i principali operatori di pay-tv, violando la concorrenza. Per questo gli uomini dell’Antitrust, con gli agenti del Nucleo tutela mercati della Guardia di Finanza, ieri sono entrati nelle sei principali sedi delle società. (altro…)

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MOLTI sghignazzi mediatici su Boateng, il (forte) difensore del Bayern annichilito da una finta di Messi: è collassato sull’erba come se la mossa fulminea del campione lo avesse sollevato dai cardini. Chiedo scusa ai lettori che non si interessano di calcio, ma l’episodio ci dice parecchio di noi stessi. Boateng è senza colpe: non il suo demerito, ma il merito eccelso dell’avversario lo ha atterrato. La derisione di massa dello sconfitto è una maniera come un’altra per esorcizzare il talento del vincitore, per ridimensionarlo, per evitare di considerarlo la sola spiegazione convincente e definitiva dell’accaduto.

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È UN importante atto politico, non solamente sportivo o manageriale, la lotta a viso aperto che il presidente della Roma, l’italoamericano James Pallotta, ha dichiarato ai violenti che occupano la curva giallorossa. Liberare una curva da certi branchi organizzati è tal quale voler liberare il quartiere di una città dalla cosca che lo controlla. Identica la mentalità intimidatoria, identica l’extraterritorialità (“qui la legge siamo noi”). Molte curve di stadio sono fisicamente sequestrate, da anni, da bande che ne dispongono come credono. L’umiliante “inchino” dei calciatori ai capibastone (si sono viste squadre sconfitte “convocate” sotto la curva per consegnare le maglie agli ultras in segno di umiliazione) è una delle più incredibili manifestazioni di resa civile del calcio e non solo. (altro…)

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MOGGI

Ieri Libero ha affidato il commento alla sentenza della Cassazione su Calciopoli a un osservatore super partes: Luciano Moggi, l’imputato principale, condannato per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva a 5 anni e 4 mesi in primo grado e a 2 anni e 4 mesi in appello perché la prescrizione s’è mangiata mezzo capo d’imputazione, e miracolato l’altroieri in Cassazione dalla prescrizione (con assoluzione per due episodi di frode). Stessa sorte per gli altri associati a delinquere Giraudo, Mazzini e Pairetto. Unico condannato definitivo l’ex arbitro De Santis, che aveva lodevolmente rinunciato alla prescrizione. Il noto giurista di Monticiano, già vicecapostazione a Civitavecchia, esulta: “Ho vinto io”, e fin qui passi: non finirà in galera (ma non ci sarebbe finito neppure in caso di condanna: le pene sotto i 3 anni si scontano ai servizi sociali, e comunque i suoi reati erano indultati). (altro…)

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Calcio marcio

COLLETTA DEI CLUB, POI TAVECCHIO CONVINCE I GIOCATORI GIALLOBLÙ A TORNARE IN CAMPO.

Milano – Le urla dentro, un gran silenzio imbarazzato fuori. Sono le due facce del piano predisposto dalla Lega Serie A per soccorrere il moribondo Parma. In via Rosellini c’è un convitato di pietra: la Guardia di Finanza arrivata dal capoluogo emiliano per acquisire documenti utili ai giudici del fallimento e all’inchiesta. Tra i militari in borghese, i presidenti sfilano in silenzio all’ingresso e all’uscita dall’assemblea. Dentro la stanza in cui si vota però si discute animatamente. “Scene pittoresche”, le definisce il direttore generale dell’Atalanta Pierpaolo Marino, l’unico loquace della truppa.

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Il desiderio

Mia compagna adorata, l’immagine della malata terminale olandese che chiede di visitare la mostra di Rembrandt mi ha allargato il cuore. Ma quella del malato terminale belga che chiede di portare la figlia alla partita del Bruges me lo ha straziato. Credimi, cara, ho ammirato anch’io la scelta della signora. Però è nel tifoso ossessivo che mi sono identificato. In questa foto vedo tre bambini, e il più piccolo è l’adulto che prima di andarsene altrove (in Belgio si può) ha voluto prendere per mano la figlia e concederle un’ultima passeggiata. Avrebbe potuto portarla alle giostre o a una mostra di Rembrandt. (altro…)

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È ufficiale, il calcio dà alla testa. E fa vedere tutto nero. Il presidente federale Tavecchio ha tracciato il solco con la celebre saga di Opti Pobà e dei mangiabanane che usurperebbero posti di lavoro pedatori alla meglio gioventù italica. Ma Tavecchio è Tavecchio, cinquanta sfumature di bigio. Ora invece ci si mette un gigante della mia adorata Romagna come Sacchi. Tu quoque, Arrighe. L’allenatore straordinèrio (o straordi-nero?) che divulgò alle folle «l’umilté» e «l’intensité» si dice preoccupato per la presenza di troppi stranieri di colore nelle squadre giovanili, ignorando che la stragrande maggioranza di quei ragazzi è di nazionalità italiana. Poi, per parare l’accusa inesorabile di razzismo, sventola a mo’ di medaglia l’avere fatto giocare trent’anni fa nel Milan delle meraviglie il nerissimo Rijkaard. Sai che sforzo. (altro…)

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