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Posts Tagged ‘calderoli’

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Il titolare del Viminale, in un’intervista all’Huffington Post, spiega che parteciperà solo “col cuore” alla manifestazione del Circo Massimo perché deve monitorare la sicurezza dell’evento. L’attacco del senatore della Lega: “Altro che ‘vorrei ma non posso’ per ragioni di ordine pubblico”. Maroni: “Se passa la legge, pronti a referendum abrogativo”.

Dice di non poter andare al Circo Massimo perché “ricoprendo l’incarico di ministro dell’Interno ho il compito di supervisionare che l’intera manifestazione si svolga in un clima sereno e ordinato”, ma assicura che sarà “in piazza con la mente e con il cuore”. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, intervistato dall’Huffington Post, spiega le ragioni per cui non parteciperà di persona al Family Day del 30 gennaio, manifestazioni contro leunioni civili contrapposte ai 100 flash mob di #SvegliaItalia organizzati da associazioni e cittadini il 23 gennaio. (altro…)

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MA gli 85 milioni di emendamenti di Calderoli, qualcuno li ha visti? Li ha contati? Chi li ha scritti? Chi li ha letti? In quali container sono stati stipati, oppure in quale cloud con quale password, quale algoritmo li ha moltiplicati a dismisura partendo da tre o quattro frasette di partenza? E se fossero solo 84 milioni 999mila e 999? E se fosse solo un unico emendamento con scritto “il mattino ha l’oro in bocca” ripetuto 85 milioni di volte, alla maniera di Jack Nicholson in “Shining”, un sinistro presagio di pazzia maturato però non nella maestosa solitudine innevata delle Montagne Rocciose, ma in una tavernetta perlinata di Ponte di Legno? E la “Settimana Enigmistica”, nella rubrica “Forse non tutti sanno che”, quando provvederà a farci sapere che «ottantacinque milioni di emendamenti, messi tutti in fila, occuperebbero lo spazio che separa la Terra da Saturno»? (altro…)

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La clinica universitaria deve sterilizzare le camere operatorie: ci sono batteri resistenti; le operazioni riescono ma i pazienti muoiono per infezioni post operatorie. Servono soldi. Prendiamoli da quelli stanziati per ampliare il padiglione di medicina generale. Il primario insorge: non se ne parla nemmeno, è cosa ingiusta, farò tutto quello che posso per bloccarvi; e in effetti ha il potere di farlo, almeno per molti anni. Quando tutti sono spaventati: ok, non mi oppongo più; però voi fate assumere la mia amante alle Poste. Qualcuno va in Procura e racconta i fatti. (altro…)

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POLEMICA SULL’ASSOLUZIONE DI CALDEROLI.
LEGGERSI le due paginette con le quali la Giunta per le immunità del Senato dichiara non processabile il collega Calderoli, che diede dell’orango a Cécile Kyenge, è utile per capire quanto lo spirito corporativo vincoli tra loro gli esponenti politici, o gran parte di loro, ben al di là di quanto le idee possano dividerli. La discussa parola “casta” risuona, in casi come questo, con indiscutibile efficacia, lampante come un autoscatto.
COMPRESI gli esponenti di Giunta del Pd, che si sono arrampicati sugli specchi pur di difendere il diritto di Calderoli di dire quello che ha detto pagandone zero conseguenze; ed esclusi quelli del Movimento Cinque Stelle, che hanno votato per l’autorizzazione a procedere.

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SECONDO fonti sperabilmente non autorevoli, Roberto Calderoli avrebbe chiesto la revoca della macumba orchestrata ai suoi danni dal padre del ministro italoafricano Cécile Kyenge, offeso per le dichiarazioni razziste del politico italopadano. Una macumba fortunatamente non è una fatwa.

MA sfortunatamente ha coinciso con una consistente raffica di sciagure ai danni del suo destinatario: ricoveri in ospedale, acciacchi di varia entità, lutti familiari, infine l’intrusione in casa di un ragguardevole serpente (enorme per i parametri italiani), un magnifico biacco di un paio di metri, non velenoso, che Calderoli ha accoppato a randellate attirandosi la peggiore di tutte le disgrazie, l’ira degli animalisti che vogliono vederlo ai ceppi. (altro…)

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Le grandi riforme

L’ex ministro Roberto Calderoli.

Vi assicuro che la riforma del Senato non piace nemmeno alla stragrande maggioranza dei senatori del Pd. Ma sono stati costretti a votarla per evidenti motivi”. Roberto Calderoli è uno dei due relatori della riforma costituzionale passata in prima lettura a Palazzo Madama, ma ne è anche uno dei più severi detrattori. Rivendica, però, il merito di averla migliorata. “All’inizio era una merda. Io l’ho fatta diventare una merdina…”, racconta il senatore leghista inventore del Porcellum. Ora, dunque, siamo al “merdinellum”.   Senatore Calderoli, gli stessi   democrat erano contrari?   Per quello che ho potuto verificare, alla maggioranza dei senatori Pd questa riforma non piace per niente. Ma l’hanno votata da una parte perché Renzi ha posto la questione come ‘o mangi questa minestra o salti dalla finestra’, minacciando le elezioni. (altro…)

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calderoli-finocchiaroUno dei principali problemi della della democrazia, oggi, è l’indebolimento dei canali di comunicazione tra cittadini e decisori della politica.

Questo ruolo di collegamento – fino agli Ottanta, più o meno – veniva svolto dai partiti: di massa o di minoranza che fossero. Lelio Basso, uno dei padri costituenti, l’aveva ben chiaro e per questo scrisse l’articolo 49 della Costituzione.

Poi – a partire appunto dalla fine degli anni 70 inizio degli 80 – i partiti hanno iniziato a diventare sempre di più burocrazie chiuse, corporative, che miravano prevalentemente all’autoperpetuazione e all’occupazione del potere, fino alle conseguenze più estreme note con i nomi di Casta (privilegi) e Mani Pulite (corruzione). (altro…)

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Schiavi moderniI parlamentari Cinque Stelle bloccano i lavori incatenandosi ai banchi, la Lega ha lanciato “banconote” da 80 euro. Seduta sospesa e poi ripresa. Alla fine l’ok alla fiducia posta sul decreto.

Cinque Stelle lo hanno fatto per protesta contro il decreto lavoro sul quale il governo ha posto e ottenuto la fiducia (158 sì, 122 no). Il presidente di turno Roberto Calderoli invece diceva sul serio, eccome: “A seduta chiusa posso anche disporre l’arresto. Quindi vedete voi se dobbiamo arrivare a questo livello”. E il vicepresidente del Senato dice sul serio perché parla forte dell’articolo 72 del regolamento di Palazzo Madama: “In caso di oltraggio al Senato o ad alcuno dei suoi membri nell’esercizio delle sue funzioni o di resistenza agli ordini del Presidente, questi può ordinare l’arresto immediato del colpevole e la sua traduzione davanti all’autorità competente”. (altro…)

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BoschiIL MINISTRO BOSCHI MINACCIA LE DIMISSIONI (POI SMENTITE) PASSA L’ORDINE DEL GIORNO DI CALDEROLI, IN EXTREMIS IL GOVERNO OTTIENE IL VOTO FAVOREVOLE SUL TESTO BASE.

In una nottata concitata e caotica in Commissione Affari costituzionali passa l’ordine del giorno a firma Calderoli, che prevede l’elezione a suffragio universale dei senatori, grazie al voto a favore di Mario Mauro (teoricamente maggioranza). Anna Finocchiaro è costretta a ritirare il suo, frutto di giorni e giorni di mediazioni con la minoranza, che andava in una direzione opposta. Alla fine, il governo incassa il sì sul testo base, con qualche voto di FI: 17 sì, 10 no. Corradino Mineo, minoranza dem esce dall’Aula. A salvare Renzi è lo stesso Berlusconi che nel pomeriggio aveva avvertito (“non votiamo le riforme”). Non a caso tra Renzi e il leader di Fi in serata ci sono una serie di telefonate: Matteo richiama l’alleato al patto del Nazareno. “Approvato il testo base del Governo. Molto bene, non era facile. La palude non ci blocca! È proprio #lavoltabuona”, twitta Renzi a voto avvenuto. Ma dalla prova di forza esce ammaccato, indebolito. (altro…)

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L’intervista di Repubblica tivù a Giulia Kyenge, figlia diciassettenne del ministro Cécile, è la risposta più festosa e più vitale che il razzismo possa ricevere. (L’unico rischio è che l’intelligenza e la fresca bellezza di Giulia possano aumentare quel complesso di inferiorità, esplicito o inconscio, che è la vera molla del razzismo).
Giulia è sicura che ai razzisti basterebbe conoscere il mondo e viaggiare per cambiare opinione. Ha quasi ragione. Solo quasi, perché all’uomo bianco viaggiare non è sempre bastato per capire gli altri popoli e le altre culture; e anzi, uno degli ingredienti del razzismo “moderno” fu la scoperta del “selvaggio”, ovvero dell’uomo integrato nella natura fino a farne parte, considerato “meno umano” proprio perché più saldamente legato al proprio ambiente naturale. (altro…)

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Non so se si rendono conto, i signori che hanno in questo momento le chiavi delle Istituzioni, dell’immagine che stanno dando.
Quella di un condominio.
Dove c’è il ragazzino un pò spocchioso che vuole giocare in giardino, ma alle sue regole, perché lui è il più bravo di tutti.
Ci sono i vecchietti del primo piano, che quel ragazzino non lo possono vedere perché va a giocare davanti a loro e disturba.
E poi ci sono quelli su all’ultimo piano, i condomini che buttano le briciole in basso tanto sotto ci sono quelli con la faccia da scimmia.

C’è anche quel condomino che ha voluto a tutti i costi impiantarsi la sua parabola sul tetto del palazzo (a spese di tutti), perché voleva vedere le sue trasmissioni. Col risultato che ora tutti possono guardare solo le trasmissioni che dice lui.
E l’amministratore del condominio? (altro…)

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ROBERTO Calderoli deve dimettersi dalla vice presidenza del Senato perché chi parla come l’ex ministro non è degno di ricoprire alcuna carica istituzionale, tantomeno una così importante, in un paese civile. Punto e basta.

Almeno in questo caso, per favore, non apriamo il solito dibattito da talk show, dove tutti hanno un po’ ragione e un po’ torto. Qui la ragione sta tutta da una parte, il torto dall’altra.
Si dirà, ma qual è la novità? Sono ormai vent’anni che sopportiamo il continuo imbarbarimento del discorso pubblico, la progressiva perdita di dignità culturale della politica, archiviando ogni passo verso il baratro dell’intolleranza come occasionale “gaffe”, prontamente seguita da svogliate, ipocrite scuse. Il risultato concreto di questo vecchio che avanza è l’aver ridotto a pezzi l’immagine dell’Italia agli occhi del mondo, l’infelice laboratorio di una regressione collettiva. Allora, che cosa cambia una in più o in meno? Il fatto è che esistono punti di non ritorno e questo dell’offesa di Calderoli al ministro Cécilie Kyenge segnala esattamente questo. (altro…)

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Quello che urta di più, nell’ennesimo “caso Calderoli”, è l’ipocrisia delle reazioni indignate e della pubblica esecrazione. Per vent’anni il partito xenofobo (nel nome, per giunta, di una identità fantasmatica come quella dei “padani”) è stato quasi ininterrottamente al governo del Paese. Unico caso in Europa. E grazie all’appoggio della vergognosa destra che ci tocca in sorte, la Lega governa ancora, incredibilmente, le tre Regioni del Nord, pur essendo ridotta a un partitino che vale a stento il quattro per cento dei voti. Perché mai, dunque, ad ogni porcheria razzista che esce di bocca ai Calderoli, ai Borghezio, ai Boso, ci si meraviglia? Di cosa dovrebbero vergognarsi, i leghisti, se il loro armamentario razzista, il loro odio tribale, i loro insulti all’Italia (che gli paga lo stipendio) li hanno condotti a una splendida e incontrastata carriera politica? (altro…)

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Nella frase «Calderoli dà dell’orango alla ministra Kyenge», la parola più nauseante è Calderoli: per la sua recidività. Sono vent’anni che l’Italia si deve occupare delle bizze razziste dei leghisti da bar, vent’anni che molti cittadini non ancora del tutto imbarbariti schiumano d’indignazione, vent’anni che viene loro risposto che si tratta di battute innocenti e che chi non ride a crepapelle è un buonista o un ipocrita. Vent’anni, un surplace infinito, fatto di canottiere, ombrelli, diti medi, deodoranti spruzzati sui treni, tricolori umiliati, incitazioni allo stupro. Non c’è mai un orlo in questo bicchiere che continua imperterrito a ingoiare porcate. Ogni volta ci si stupisce come se fosse la prima, ogni volta la si rimuove come se fosse l’ultima. E invece tornerà, perché torna sempre, e fra un mese o un anno ci sarà un altro orango, un’altra canottiera, un altro rutto mediatico per il quale indignarsi invano.    (altro…)

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Maramotti

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BISOGNA vincere la tentazione di rispondere per le rime a Roberto Calderoli. Lui non chiederebbe di meglio che un confronto sui tratti somatici e i quozienti intellettuali. Ma stavolta non potrà cavarsela rifugiandosi nella buffoneria un personaggio come lui, che la politica italiana ha tollerato rimanesse ai suoi vertici per quasi un ventennio.
L’aggressione verbale alla ministra Cécile Kyenge, mascherata come al solito da battuta di spirito, è stata un atto premeditato di violenza razzista. Calderoli sapeva bene quel che stava facendo.

Con il suo ignobile giro di parole al comizio di Treviglio cercava la provocazione, in un momento di massima difficoltà della Lega Nord afflitta da una vera e propria emorragia di militanti; e sua personale, visto che dall’interno lo accusavano di eccessi di moderatismo. (altro…)

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Roberto-CalderoliCalderoli: la Lega potrebbe uscire quando si vota.

Il prossimo presidente della Repubblica deve essere un garante, una persona moderata, non più di sinistra.

ROMA – Per il leghista Roberto Calderoli un governo Bersani può nascere, ma a determinate condizioni. La prima è che ci sia un accordo con il Carroccio e con Berlusconi sull´elezione del prossimo presidente della Repubblica. «Che deve essere terzo, non di sinistra». E poi basta a chi vuole escludere il Cavaliere dal Parlamento proclamandone l´ineleggibilità.
Senatore, come vi ponete rispetto all´incarico a Bersani?
«La decisione del presidente Napolitano è stata ineccepibile e da parte nostra non c´è alcuna pregiudiziale sulla sua persona. Ma due cose devono essere chiare. Primo: la Lega non prende alcuna decisione in disaccordo con il Pdl. Secondo: non c´è nessun margine per un governo Pd-Lega-Monti». (altro…)

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Da Il Fatto Quotidiano del 14/11/2012.

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Ma il Calderoli incaricato di sottoporre ai suoi colleghi parlamentari (e dunque al Paese) una bozza di riforma elettorale, è per caso lo stesso Calderoli che passerà alla storia come ideatore della peggior riforma elettorale di tutti i tempi? E se la risposta è sì, possibile che non sia venuto in mente a nessuno, in quel luogo istituzionale e nel presente contesto politico e psicologico italiano, che è una pessima idea legare al nome di Calderoli qualcosa che dovrebbe porre rimedio a un errore (uso un eufemismo) che porta il nome di Calderoli? (altro…)

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