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Posts Tagged ‘camorra’

Boschi

Caserta, la ministra promuove la riforma costituzionale davanti a presenze imbarazzanti.

È la dimostrazione che il Pd è un partito plurale e pluralista. Fa stare uno vicino all’altro commissari antimafia e indagati di camorra. Sotto lo sguardo compiaciuto di Maria Elena Boschi, l’altro ieri sera a Caserta per l’avvio della campagna referendaria per il sì. Tra il pubblico, ad ascoltarla ed applaudirla, c’erano infatti sia il capogruppo dem in commissione parlamentare antimafia Franco Mirabelli, commissario dei democratici casertani, sia due politici, un sindaco e un ex sindaco del comprensorio, indagati per concorso esterno in associazione camorristica.  (altro…)

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Travaglio

Confronto tra Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, e Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia, situazione campana del Pd nel corso di Otto e Mezzo (La7). Travaglio prende spunto dalle dichiarazioni rese dal governatore della Campania alla rubrica settimanale #matteorisponde di Matteo Renzi e menziona le liste dei candidati impresentabili alle elezioni regionali del 31 maggio scorso. “In quell’elenco” – ricorda Travaglio – “c’era anche lo zio di Stefano Graziano.

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graziano
IL SUD sta morendo. Il Sud è già morto. Nell’agenda di questo governo, il Sud è stato affrontato con promesse politiche, con proclami, mentre nel mondo reale sono altre le forze che agiscono. Per capire il Paese bisogna studiare le organizzazioni criminali approfonditamente. Il loro assioma di partenza è semplice: sia che tu voglia fare politica, sia che tu voglia fare impresa, devi sporcarti. Se vuoi emergere, devi sporcarti. Se vuoi guadagnare, devi sporcarti. Se non vuoi essere nulla — zi’ nisciun (zio nessuno), come si dice dalle mie parti — allora puoi essere immacolato e onesto. Un principio che deriva da una convinzione altrettanto chiara: nessuno è pulito, nessuno può esserlo, se vuole crescere economicamente. E questo è il motivo per cui il primo gesto davvero efficace contro le mafie sarebbe aiutare gli imprenditori onesti.

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Di Maio

Ieri Luigi Di Maio ha avuto grande coraggio. Ha denunciato l’ipocrisia di chi fa passerelle contro la camorra ma poi blocca i fondi per risarcire le vittime della camorra stessa. L’ipocrisia è un male del nostro paese e chi lo dice viene sempre accusato di sciacallaggio. Così è stato anche ieri. (altro…)

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m5s_quarto“La strada dell’onestà ha un prezzo. Il prezzo è dover essere, sempre, senza eccezione alcuna, al di sopra di ogni sospetto. Per farlo occorre marcare le differenze tra noi e chi ci ha governato finora in modo netto.
A Quarto, un Comune già sciolto due volte per mafia, dove il MoVimento 5 Stelle la scorsa estate è stata l’unica lista politica nazionale autorizzata a correre per le elezioni, lo abbiamo fatto espellendo un consigliere (poi indagato) perché fece pressioni politiche che contraddicevano il nostro programma. Alla prima avvisaglia abbiamo messo alla porta De Robbio e oggi abbiamo preso consapevolezza di aver inflitto un grande colpo al malaffare.
Non ci siamo piegati, non si è piegata Rosa Capuozzo e lo dimostrano gli atti della Procura, che nella vicenda la considerano parte lesa. (altro…)

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De LucaAlzi la mano chi, quando Renzi lanciò il guanto di sfida alla vecchia ditta del Pd, immaginava di vederlo un giorno avvinto come l’edera a Vincenzo De Luca: un vecchio arnese di partito che sta in politica da quasi mezzo secolo e da 10 anni si divide fra le aule di Comune, Parlamento e governo (spesso contemporaneamente) e quelle di tribunale, per giunta ineleggibile. Uno che quattro anni fa fu trombato alle elezioni regionali e, anziché ritirarsi a vita privata come avviene in tutte le democrazie, si ricandida come se niente fosse e, come le cozze, succhia tutta la schiuma della politica campana pur di agguantare un incarico che la legge gli vieta di assumere, in quanto è decaduto due volte (per l’incompatibilità fra i ruoli di viceministro di Letta e di sindaco di Salerno e per la condanna in primo grado per abuso d’ufficio) e decadrà di nuovo non appena poggerà le terga sulla poltrona di presidente della Regione. (altro…)

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Vauro

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Camorra

La candidatura di Enricomaria Natale in Campania per De Luca. Il papà Mario fu arrestato due volte per camorra.

Agli inizi del dicembre scorso, il giorno 4, l’avvocato Mario Natale venne scarcerato e il figlio Enricomaria diede pubblicità alla sua gioia con un improvviso spettacolo di fuochi d’artificio, nel centro di Casal di Principe, dove i Natale abitano. Fu lo stesso Enricomaria che postò il video dei fuochi sul suo profilo di Facebook e scrisse: “Mario Natale torna in Libertà: è INNOCENTE”. Le maiuscole sono quelle originali, del post. Dieci giorni dopo, il Tribunale del Riesame dissequestrò beni per oltre 50 milioni di euro a Natale: 55 terreni, 41 immobili, 8 fabbricati commerciali, 16 automezzi, 15 quote societarie, 13 società e 5 ditte individuali. (altro…)

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SavianoNapoli, sei anni fa il proclama in aula in cui si additavano i nemici della cosca Lo scrittore: “Sono guappi di cartone che si nascondono dietro i legali”.
NAPOLI – L’avvocato è colpevole, i boss di Gomorra no. Una condanna, tre assoluzioni. Si chiude con una sentenza che fa discutere, il processo per le minacce mafiose lanciate, sei anni fa, dal palazzo di giustizia contro lo scrittore Roberto Saviano e la giornalista, oggi senatrice Pd, Rosaria Capacchione.
Clima teso e aula gremita quando, alle 17 di ieri, arriva il dispositivo. Un verdetto a due facce. La terza sezione penale del Tribunale di Napoli, presidente Aldo Esposito, condanna a un anno di carcere, pensa sospesa, il penalista Mi- chele Santonastaso, con l’accusa di intimidazioni aggravate dalla “finalità mafiosa”: è il legale che il 13 marzo 2008 lesse in Corte d’Assise d’appello l’istanza di remissione per spostare il processo Spartacus 2 contro il gotha dei casalesi. Santonastaso, sul quale pende una richiesta di carcere a 22 anni per associazione mafiosa in un altro processo a Santa Maria Capua Vetere, viene condannato anche al risarcimento del danno a favore delle parti civili, fra cui anche l’Ordine dei giornalisti della Campania.

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IL BOSS Antonio Iovine ha deciso di pentirsi: non è uno qualunque.
È un capo, è “il ministro dell’economia” della camorra. È stato condannato all’ergastolo nel processo Spartacus e a 21 anni e sei mesi nel processo Normandia.
ORA vuole collaborare con la giustizia: è una notizia che rischia di cambiare per sempre la conoscenza delle verità su imprenditoria e criminalità organizzata non solo in Campania, non solo in Italia. Antonio Iovine detto ’ o ninno per il suo viso di bambino ma soprattutto per aver raggiunto i vertici del clan da giovanissimo non è un quadro intermedio, un riciclatore delle famiglie, non un solo capo militare. È uno che sa tutto. E quindi ora tutto potrebbe cambiare. La terra trema per una grossa parte dell’imprenditoria, della politica, per interi comparti delle istituzioni. Le aziende grandi e piccole che hanno ricevuto, che sono nate e che hanno prosperato grazie ai flussi di danaro provenienti da Antonio Iovine, si sentono come in una stanza le cui pareti si stringono sempre più. (altro…)

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LE VICENDE accadute allo Stadio Olimpico — dentro e fuori — hanno dell’incredibile, e non semplicemente per il grado di violenza raggiunto. Genny ‘a carogna è diventato il simbolo mediatico di Napoli-Fiorentina per il suo soprannome buffo e feroce, per le foto che lo ritraggono cavalcioni sulle transenne dello stadio, che ricordano le immagini di Ivan Bogdanov, detto “Ivan il Terribile”, l’ultrà serbo che a Marassi il 12 ottobre 2010 guidò gli scontri che portarono all’interruzione di Italia-Serbia. Ma la fama di Genny ‘a carogna dipende da altro: è lui che ha evitato una vera e propria rivolta dopo la sparatoria fuori dall’Olimpico. C’è tutta una parte di società civile e di istituzioni che è stata letteralmente salvata dalle decisioni di Genny ‘a carogna. Perché la diffusione delle notizie avrebbe potuto far insorgere la tifoseria mettendo a ferro e fuoco una Roma impreparata. Il questore di Roma, Massimo Mazza, dice che non c’è stata trattativa. (altro…)

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Complicità nelle banche e business miliardari: quella di Michele Zagaria, il leader dei casalesi arrestato ieri, è una storia simbolo per il governo. Lo scrittore: “È arrivata l’ora di cominciare a colpire i tesori delle organizzazioni criminali. Nei confronti delle mafie finora è stata attuata unicamente una strategia di repressione”.

VORREI che questa storia fosse letta dal premier Mario Monti, dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera e dal ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri. So che la loro sensibilità non rimarrebbe muta se approfondissero questi temi.

L’ARRESTO DEL BOSS ZAGARIA
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 / TUTTI I VIDEO 2
L’AUDIOCOMMENTO 3 di ROBERTO SAVIANO

La storia che racconto è stata scritta dalla procura antimafia. Dai pubblici ministeri Federico Cafiero De Raho, Antonello Ardituro, Catello Maresca, Raffaello Falcone, Franco Roberti e Raffaele Cantone. Dalla polizia, dai carabinieri, dalla Guardia di finanza. E soprattutto è una storia che riguarda non la mia sfortunata terra, non semplicemente Casal di Principe, il comune più sciolto nella storia d’Italia, ma riguarda l’intero paese e l’economia di questo paese. (altro…)

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Ad Angelo Vassallo la parola eroe non sarebbe piaciuta. Perché gli eroi sono quelli che poi alla fine muoiono, e invece lui aveva una gran voglia di vivere. Per questo quando leggo “il sindaco eroe” penso a Vassallo e lo immagino incazzato.
Era un anno fa. Cinque settembre. Domenica. Ad Acciaroli, frazione di Pollica (Sa), una raffica di proiettili squarciò il silenzio di una serata di fine estate. Angelo Vassallo venne colpito in pieno. Stava tornando a casa. Il piombo lo sfigurò, gli sfondò il torace. Rimase immobile, lì, nella sua Audi. Dei killer si perse ogni traccia. E a dodici mesi da quell’omicidio i colpevoli non hanno ancora un nome. (altro…)

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L´amministrazione Obama ha messo i clan campani al secondo posto tra le organizzazioni criminali che minacciano l´economia americana. Ecco perché.

È una rivoluzione. Per la prima volta, il governo americano inserisce la camorra tra i principali problemi dell´economia statunitense definendola «una delle quattro organizzazioni criminali più pericolose per l´interesse nazionale degli Stati Uniti» insieme ai Los Zetas messicani, alla mafia russa del “Circolo dei fratelli” e alla Yakuza giapponese. Non solo quindi un problema criminale, esterno e lontano, una piaga da contrastare semmai per spirito etico. No, la camorra, la neapolitan mafia come è stata sempre chiamata oltreoceano, è ora tra i principali problemi dell´economia degli Stati Uniti d´America. (altro…)

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Smaltire una tonnellata di rifiuti in una discarica nuova costa cento euro a tonnellata. Invece la Provincia di Napoli ne paga 171 usando impianti legati ai Cosentino o in odore di mafia. Così l’emergenza diventa un gigantesco business.

Follow the garbage: nessun concetto è più immediato per comprendere appieno la genesi dell’ultima crisi dei rifiuti a Napoli. Seguire il percorso dei sacchetti, proprio come Giovanni Falcone col suo “follow the money” invitava a fare con il denaro che avrebbe portato dritto al mafioso. Ecco, per capire perché Napoli sia ancora una volta travolta da un fiume di monnezza, cogliere fino in fondo il senso delle accuse di un presunto complotto lanciate dal sindaco ed ex pm Luigi De Magistris o le parole del governatore Stefano Caldoro, che invita a cercare in altri Palazzi le responsabilità della nuova emergenza ambientale, bisogna fare oggi lo stesso cammino che la spazzatura ha fatto da gennaio fino alle scorse elezioni comunali. (altro…)

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Da giorni sto aspettando che qualcuno mi dica che non è vero. Che non è vero che domenica scorsa, a Torre Annunziata, la processione del santo patrono si sia fermata davanti alla casa di un noto camorrista della zona per rendergli pubblico omaggio. Che non è vero che l’arcivescovo di Castellammare, monsignor Felice Cece, abbia minimizzato la sottomissione della sua comunità al signorotto feudale, affermando che la sosta non intendeva omaggiare il camorrista, oh no, ma la chiesa di Santa Fara. Che non è vero che l’arcivescovo abbia continuato ad arrampicarsi sui muri, nonostante il sindaco Luigi Bobbio gli avesse prontamente replicato che la chiesa di Santa Fara si trova dieci metri prima della casa del camorrista e che rimane chiusa quasi tutto l’anno. (altro…)

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E’ quanto accusa la Dda di Napoli, in un decreto di perquisizione di quattro pagine eseguito ieri: i carabinieri del Noe hanno passato al setaccio la discarica, le sedi di quattro aziende sparpagliate tra Napoli, Salerno e Mugnano e le abitazioni di tre delle dieci persone iscritte nel registro degli indagati
L’avevano definita la “discarica più sicura dell’emergenza rifiuti”. Ma per la Dda di Napoli era uno dei tanti luoghi dove la camorra ha banchettato coi soldi dello Stato, senza curarsi di mettere in sicurezza il sito, fino a consentire che il percolato si infiltrasse nel sottosuolo. Secondo i pm Marco Del Gaudio e Antonello Ardituro, i clan avevano allungato i loro tentacoli sulla discarica di Chiaiano, nella quale viene conferita parte della spazzatura di Napoli, che dovrebbe esaurirsi definitivamente entro giugno. (altro…)

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La Tommasi intercettata: “Berlusconi mi perseguita”. “Quei potenti si elettrizzano quando vedono giochini a tre. Vogliono che trovi una amichetta”. “Lele Mora mi faceva mettere cose nei bicchieri”.

NAPOLI – Uno sfogo tra le lacrime intercettato dagli investigatori della squadra mobile impegnati nell’inchiesta che seguendo la pista del soldi si è imbattuta nel filone napoletano del “Rubygate”. Agli atti dell’indagine figurano 16 sms inviati dalla soubrette al premier. Sei contatti in entrata e in uscita con il fratello di Berlusconi, Paolo. Due con il ministro della Difesa Ignazio La Russa, due con l’europarlamentare del Pdl Licia Ronzulli. Sara Tommasi non è indagata come non lo sono i suoi interlocutori. Ma la Ronzulli, in un sms, l’avverte di avere i telefoni sotto controllo. Una storia che nasce nella zona grigia dove il mondo dello spettacolo si confonde con quello della prostituzione e da lì intreccia gli ambienti della camorra e quelli della droga. Vengono citati (tutte persone non indagate) personaggi famosi da Lele Mora a Giletti, da Fabrizio Del Noce ai calciatori Ronaldinho a Quagliarella, da Gigi D’Alessio alla sorella di Belen Rodriguez. Per arrivare ai figli del premier, Marina e Piersilvio, e quindi ai palazzi romani e infine nel regno di Silvio Berlusconi e del bunga bunga. Le stanze di quei “potenti” che Sara così descrive: “Alla fine questo lavoro ti vogliono spingere a diventare lesbica, no. Perché i potenti si elettrizzano quando vedono giochini a due e tre. Quindi vogliono che tu ti trovi una tua amichetta di giochi. Ma a me non piacciono le donne”. Una commistione che legittima il millantato credito e rende concreto ogni giorno il pericolo del ricatto. (altro…)

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La camorra porta di nascosto i rifiuti dalla Campania alla Romania. Via nave: Napoli, Dardanelli, fino al porto di Costanza sul Mar Nero. Ecco tutti gli uomini e le società coinvolte nel business dei veleni.

 

Il mostro s’è risvegliato. Ruggisce di nuovo “Ochiul Boului”, l’occhio di bue, la discarica più spaventosa della Romania. Ruggisce da quando Napoli s’è trovata coperta un’altra volta dai rifiuti. Qui a Glina temono possa tornare il pericolo italiano, i container di spazzatura campana gestita dalla camorra. Temono che al di là delle dichiarazioni del governo Berlusconi, che promette di smaltire quella montagna puzzolente distribuendola fra le altre regioni, partano i traffici di navi fantasma stracolme di monnezza. Perché i soldi in gioco sono tanti. E i contratti ufficiali con gli smaltitori del Nord non rendono certo alla malavita italiana quanto quelle crociere di veleni. Non sarebbe la prima volta che i cargo scaricano illegalmente qui immondizia destinata altrove. Né che dietro a un’operazione legale spunti la mano della mafia. Tanto, una volta che i rifiuti sbarcano in Romania nessuno li trova più. Finiscono sepolti sotto questi mostri che chiamano “groapa”, con il corpo che s’estende per decine di ettari, putrefatto da decenni di accumuli. Il lago a Glina è sparito. La campagna è contaminata. L’acqua è marrone.

L’immondizia di Bucarest, strato su strato, è diventata alta come le colline a sud-est della capitale fino a risucchiare il paesino. Gente che respira quel tanfo dal 1976, quando l’ex leader comunista Nicolae Ceausescu decise di stivare qui gli scarti di Bucarest. Come Glina ci sono una miriade di altre discariche disseminate nel Sud. Legali e illegali. E a gestirle, dietro le società romene di facciata, ci sono gli italiani. (altro…)

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