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Posts Tagged ‘campania’

Sogniamo una volta di più con Dolce Forno Picierno, la donna che non ne indovina una neanche per sbaglio. Idolo.

PDDa facebook.com/Andrea-Scanzi

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Travaglio

“La vicenda in Campania è la nuova ‘mafio-corruzione’, che ormai è diventato tutt’uno”. Così il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ospite a diMartedì (La7) dopo ilnuovo caso di corruzione e appalti truccati a favore dei casalesi nel quale è indagato il presidente del Pd campano, Stefano Graziano, in cui si ipotizza il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.”Le mafie saltano la mediazione con la politica – continua Travaglio -. Sempre più spesso mettono i loro uomini dentro le istituzioni. (altro…)

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Campania

NAPOLI. In vantaggio lo sceriffo. Vincenzo De Luca, a metà dello spoglio, è  ampiamente in testa sul candidato del centrodestra Stefano Caldoro, che  ha governato per cinque anni la Regione, e sui Cinque stelle che  ottengono comunque un buon risultato vicini al venti per cento. A spoglio  in corso in Campania è dunque l’uomo del  centrosinistra che, con una percentuale attestata al 40  per cento, ha convinto gli elettori nonostante il rischio  di essere sospeso per effetto della legge Severino, in  seguito ad una condanna in primo grado per abuso di  ufficio, e nonostante l’inserimento del suo nome nella  lista degli “impresentabili” venerdì scorso da parte della  Commissione parlamentare antimafia per un processo  a suo carico sul progetto di un parco marino a Salerno. (altro…)

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De LucaCaldoro attacca: una candidatura contro la legge Grillo all’Antimafia: impresentabili, fuori i nomi.

«De Luca è candidabile, eleggibile e insediabile». Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, non ha dubbi su come andrà a finire la vicenda nel caso in cui il candidato del Pd vinca le elezioni regionali in Campania. Durante un tour elettorale spiega che «la decisione della Cassazione sulla Severino non cambia l’essenza della questione; tra l’altro il giudice ordinario in altre fattispecie si è già pronunciato». Dunque , conclude il vice di Renzi nel Pd, «ci sono i percorsi previsti dalla legge quindi non ci sarà alcun caos istituzionale. C’è una legge decisa dal Parlamento in una fase particolare del nostro Paese e in cui c’è qualche elemento su cui varrebbe la pena soffermarsi a riflettere».

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De LucaAlzi la mano chi, quando Renzi lanciò il guanto di sfida alla vecchia ditta del Pd, immaginava di vederlo un giorno avvinto come l’edera a Vincenzo De Luca: un vecchio arnese di partito che sta in politica da quasi mezzo secolo e da 10 anni si divide fra le aule di Comune, Parlamento e governo (spesso contemporaneamente) e quelle di tribunale, per giunta ineleggibile. Uno che quattro anni fa fu trombato alle elezioni regionali e, anziché ritirarsi a vita privata come avviene in tutte le democrazie, si ricandida come se niente fosse e, come le cozze, succhia tutta la schiuma della politica campana pur di agguantare un incarico che la legge gli vieta di assumere, in quanto è decaduto due volte (per l’incompatibilità fra i ruoli di viceministro di Letta e di sindaco di Salerno e per la condanna in primo grado per abuso d’ufficio) e decadrà di nuovo non appena poggerà le terga sulla poltrona di presidente della Regione. (altro…)

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Vauro

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Carmine SchiavoneCARMINE SCHIAVONE, IL BOSS PENTITO CHE DENUNCIÒ LO SMALTIMENTO DI MATERIALE TOSSICO IN CAMPANIA GIÀ NEL 1993, ACCUSA IL COSTRUTTORE.

Lo dice senza problemi che in vita sua ha ammazzato almeno cinquanta cristiani, e per altri quattrocento ha dato l’ordine di farli fuori. Lo giura con un sorriso che è scampato alla morte tante volte, per miracolo: “Pure con la stricnina in carcere ci hanno provato, e un’altra volta con un lanciamissili”. Carmine Schiavone ha retto a tutto dopo l’affiliazione alla mafia, con pungitura a Milano nel 1974 per mano di Luciano Liggio. Non un camorrista, dunque, ma un mafioso che gestiva il comparto costruzioni e opere pubbliche a Caserta e dintorni: dieci miliardi di lire al mese da spartire e investire.  (altro…)

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Bassolino“IL FATTO NON SUSSISTE”. IL TRIBUNALE HA SCAGIONATO L’EX GOVERNATORE E GLI ALTRI 27 IMPUTATI ACCUSATI A VARIO TITOLO DI FRODE, TRUFFA E FALSO.

Lo hanno assolto dall’accusa più grave, che lo aveva marchiato a fuoco stroncandone la carriera politica: aver preparato le condizioni per sporcare la Campania di milioni e milioni di tonnellate di rifiuti, abbandonati per strada, a marcire sui marciapiedi, a bruciare nei cassonetti, ad avvelenare milioni di cittadini inermi. Assolto con formula piena, Antonio Bassolino, l’ex governatore Pd della Campania, il commissario dell’emergenza rifiuti dal 2000 al 2004, l’uomo che cercava il dialogo con il governo Berlusconi tramite il sottosegretario Gianni Letta, uno dei tanti testimoni sentiti nel corso di un lungo processo iniziato nel maggio 2008 e assurdamente confinato per anni nell’aula bunker del carcere di Poggioreale per decisione della Procura generale di Napoli.  (altro…)

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Ci vorrebbe un intero dipartimento universitario in scienze della comunicazione per provare a ricostruire la storia paradossale della “Terra dei fuochi” prima che si chiamasse “Terra dei fuochi”, conquistando un marchio (a suo modo) così affascinante, e vendibile nei titoli di giornale. Per esempio: secondo l’ambientalista Massimo Scalia, ex presidente della Commissione parlamentare sulle ecomafie, le catastrofiche rivelazioni del camorrista Schiavone sull’interramento di rifiuti tossici in Campania risalgono a ben prima della sua audizione (secretata) con quella Commissione; furono pronunciate pubblicamente già nel 1995 nel corso di un processo. Perché lo scandalo non esplose allora? E perché non esplose dopo la circostanziata, fremente denuncia di Roberto Saviano (“Vieni via con me”, novembre 2010) di fronte a dieci milioni di persone? (altro…)

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cecigian

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La camorra porta di nascosto i rifiuti dalla Campania alla Romania. Via nave: Napoli, Dardanelli, fino al porto di Costanza sul Mar Nero. Ecco tutti gli uomini e le società coinvolte nel business dei veleni.

 

Il mostro s’è risvegliato. Ruggisce di nuovo “Ochiul Boului”, l’occhio di bue, la discarica più spaventosa della Romania. Ruggisce da quando Napoli s’è trovata coperta un’altra volta dai rifiuti. Qui a Glina temono possa tornare il pericolo italiano, i container di spazzatura campana gestita dalla camorra. Temono che al di là delle dichiarazioni del governo Berlusconi, che promette di smaltire quella montagna puzzolente distribuendola fra le altre regioni, partano i traffici di navi fantasma stracolme di monnezza. Perché i soldi in gioco sono tanti. E i contratti ufficiali con gli smaltitori del Nord non rendono certo alla malavita italiana quanto quelle crociere di veleni. Non sarebbe la prima volta che i cargo scaricano illegalmente qui immondizia destinata altrove. Né che dietro a un’operazione legale spunti la mano della mafia. Tanto, una volta che i rifiuti sbarcano in Romania nessuno li trova più. Finiscono sepolti sotto questi mostri che chiamano “groapa”, con il corpo che s’estende per decine di ettari, putrefatto da decenni di accumuli. Il lago a Glina è sparito. La campagna è contaminata. L’acqua è marrone.

L’immondizia di Bucarest, strato su strato, è diventata alta come le colline a sud-est della capitale fino a risucchiare il paesino. Gente che respira quel tanfo dal 1976, quando l’ex leader comunista Nicolae Ceausescu decise di stivare qui gli scarti di Bucarest. Come Glina ci sono una miriade di altre discariche disseminate nel Sud. Legali e illegali. E a gestirle, dietro le società romene di facciata, ci sono gli italiani. (altro…)

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Invece di dare risposte sensate, la consorteria che controlla il Pdl campano – e non solo campano – si sta scannando per accaparrarsi i milioni che Berlusconi ha promesso, con un decreto che il presidente Napolitano dovrebbe promulgare senza averlo ancora nemmeno visto. E comunque dobbiamo sapere che la soluzione non verrà certo da lì.
A sette mesi dalla visita della delegazione del parlamento europeo, che aveva constatato il disastro provocato da 14 anni di gestione commissariale dei rifiuti campani e dai due di gestione Bertolaso, è ora la volta di una delegazione della Commissione europea, il cui responso è molto più gravido di conseguenze; perché non potrà che confermare il blocco dei finanziamenti Ue determinato da una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Il capodelegazione ha già dichiarato che rispetto a due anni fa niente è cambiato (il che non è esatto, perché la situazione si è ulteriormente aggravata) e presto la Commissione europea dovrà prendere atto di quello che si è finora rifiutata di ammettere: e cioè che le numerose denunce dei molti comitati che si sono rivolte a lei e al parlamento europeo sono pienamente fondate; e che le smentite del governo e di Bertolaso, secondo cui tutto era in via di riordino e l’emergenza era stata superata, erano sonore balle. (altro…)

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In provincia di Salerno 500mila senz’acqua, scuole chiuse
Le banche sospenderanno i mutui nelle zone disastrate.

Trecento milioni per il Veneto alluvionato, più il contributo europeo e la sospensione dei mutui da parte delle banche. Ad annunciare lo stanziamento dei fondi e le agevolazioni per le zone colpite dal maltempo è stato il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

L’ondata di maltempo che ha devastato nei giorni scorsi un parte del Veneto si è spostata intanto al Sud e ha colpito pesantemente alcune aree della Campania. Allarme nel salernitano dove sono straripati il Tanagro e il Sele e circa 300 persone sono state evacuate. Tre uomini alla deriva su un tronco di un albero nel fiume Sele sono stati salvati. Allagati oltre 3 mila ettari e danneggiato seriamente l’acquedotto di Salerno. Allagamenti e frane anche sulla A3 e su numerose arterie della regione. A singhiozzo i collegamenti con le isole. Disagi anche a Napoli e in Sardegna.

Allarme in Campania. Circa 300 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni nelle località Trentalone di Gromola e Ciurnito del comune di Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno a causa dello straripamento del fiume Sele in almeno tre punti. Le persone evacuate si trovano comunque nei pressi delle loro abitazioni, in attesa di un miglioramento delle condizioni del tempo. La furia dell’acqua ha invaso colture e i piani bassi delle abitazioni. Nell’agro sarnese nocerino il torrente Solofrana, che affluisce nel fiume Sarno a Pagani ha rotto gli argini. Gravi i disagi e numerose le famiglie fatte sgomberare. Il Vallo di Diano, trasformato in una sorta di grande lago a causa della violenta ondata di maltempo e per l’esondazione del fiume Tanagro. Moltissimi i fabbricati allagati. (altro…)

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Auto in fiamme, scontri e feriti. Ormai è allarme rosso tra Napoli e Terzigno. Ma Bertolaso getta acqua sul fuoco: “E’ solo un tentativo di speculare. Situazione sotto controllo”

Spazzatura per le strade, proteste antidiscariche, guerriglia urbana, camion dati alle fiamme. No, non è il 2008, quando l’emergenza rifiuti nella Campania rossa di Bassolino fu tra le cause del collasso del governo Prodi. Siamo nel settembre 2010, la Campania è azzurra e al governo c’è Berlusconi, il premier-spazzino che aveva annunciato la risoluzione definitiva del problema, emanando nel dicembre 2009 un decreto che ha steso le basi del nuovo ciclo integrato dei rifiuti, che affida pieni poteri alle Province (li otterranno nel 2011) e ha proclamato la fine dell’emergenza e del commissariamento. Un decreto che dopo appena nove mesi, fa acqua da tutte le parti: le discariche sono in via di esaurimento, l’inceneritore di Acerra funziona poco e male (fuori uso due forni su tre), la differenziata è ferma a livelli da terzo mondo. Sotto il 20% a Napoli, che produce più della metà della monnezza campana. E ben lontana dal 40% che rappresenterebbe lo standard minimo per prolungare la vita degli sversatoi e dare respiro a un territorio martoriato.

Gli scontri di Terzigno Da quattro giorni i comitati civici dei comuni ricompresi tra Terzigno e l’area boschese in provincia di Napoli, sono in rivolta, occupano l’aula consiliare di Boscoreale e presidiano a singhiozzo i cancelli e le strade di accesso di Cava Sari, la discarica collocata all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Lo sversatoio è in esercizio da circa un anno, ha una capacità complessiva di 750.000 metri cubi, accoglie circa il 75% dei rifiuti prodotti tra Napoli e provincia ed è vicino alla saturazione. La protesta ostacola il conferimento dei rifiuti: decine e decine di camion attendono in fila il loro turno, tra urla e proteste dei residenti, mentre la polizia in tenuta antisommossa cerca di mantenere l’ordine pubblico. (altro…)

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