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Posts Tagged ‘cancellieri’

Ai tempi – Da premier e anche prima pretese l’addio di vari ministri, anche non indagati.

Il garantismo, o presunto tale, può anche essere un vestito. Da indossare a seconda della stagione politica. E a Matteo Renzi, apostolo della rottamazione, cambiare piace. Per esempio, già da aspirante segretario del Pd invocava dimissioni per i ministri di Enrico Letta: magari neppure indagati, però impelagati in casi politicamente scomodi. E pare un altro Matteo, rispetto a quello ombroso e tanto garantista delle ultime settimane, in cui il caso Consip ha mietuto un avviso di garanzia per Luca Lotti, renziano prima che ministro. Anzi, dal Lingotto Renzi ha ringhiato contro “chi ha confuso la giustizia con il giustizialismo”. E non una parola sul Lotti indagato. (altro…)

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Le tappe

Un esposto chiama in causa il braccio destro del ministro Cancellieri.

C’È UN dossier che scotta sui tavoli di palazzo Chigi. Riguarda le carceri e Angelo Sinesio, il commissario che le controlla. Prefetto di carriera caro al Guardasigilli Anna Maria Cancellieri. Era il suo vice a Catania quando lei era prefetto. Era il capo della sua segreteria tecnica quando lei era al Viminale. Ora è il suo uomo di fiducia per i penitenziari. Il rapporto parla di cattiva gestione negli appalti del Piano carceri, torta ricca di 470 milioni di euro. (altro…)

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Svuota carceriPassa la fiducia sul decreto, oggi voto finale a Montecitorio.

ROMA — La Camera ha votato ieri sera la fiducia sul decreto carceri. I sì sono 347, mentre 200 sono risultati i voti contrari. Il decreto cosiddetto “svuota-carceri” è stato bocciato da Forza Italia, 5Stelle, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Sel. Oggi il voto finale. Alcuni partiti hanno colto l’occasione del voto per proteste plateali: il deputato della Lega Nord Gianluca Buonanno ha sventolato («A titolo personale», ha precisato) le manette. I deputati di Sel hanno mostrato il libro di Corrado Augias “bruciato” su Facebook da un grillino. I leghisti hanno esibito cartelli con le scritte “No al libera-criminali” e “No al libera-mafiosi”. (altro…)

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cancellieriPare incredibile ma, dopo tutto quel che è riuscita a combinare, Anna Maria Cancellieri è ancora ministro. E non di una cosa qualunque, ma della Giustizia. Insieme a Boldrini e De Girolamo, si propone come insuperabile testimonial dei nemici delle quote rosa. L’avevamo lasciata alle prese con la famiglia Ligresti e col decreto svuotacarceri che quasi dimezza le pene ai criminali, mafiosi compresi. Ma da un po’ di tempo la sua missione prediletta è minimizzare la condanna a morte di Totò Riina contro il pm Nino Di Matteo, che indaga sulla trattativa Stato-mafia e dunque è il nemico pubblico numero uno sia dei vertici dello Stato sia di quelli della mafia. Il defunto consigliere giuridico di Napolitano, nei suoi allegri conversari con l’indagato Mancino, lo chiamava affettuosamente “il solito Di Matteo”. (altro…)

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Natangelo

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Liberi tuttiNELLE BOZZE DELLA MAGGIORANZA, ARRESTI PIÙ DIFFICILI PERFINO PER GLI ASSASSINI INCENSURATI E NIENTE PIÙ MANETTE A SORPRESA.

La maggioranza e il governo lavorano per riformare la giustizia, con un grave rischio: compromettere la sicurezza pubblica, allargando le garanzie per gli indagati, ancor di più se incensurati, e ostacolando le inchieste. Da una parte il prossimo 8 gennaio torna in aula il provvedimento, già licenziato dalla commissione Giustizia alla Camera, di cui è presidente Donatella Ferranti (Pd), sulla carcerazione preventiva. Dall’altra parte, la commissione ministeriale, guidata dal magistrato Giovanni Canzio, ha elaborato una bozza di riforma che potrebbe approdare ben presto in Consiglio dei ministri.  (altro…)

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GiustiziaProvate a indovinare: qual è per il governo la prima emergenza della giustizia dopo i troppi condannati che finiscono in carcere? Non ci arriverete mai, ci vuole un aiutino: la prima emergenza della giustizia in Italia dopo i troppi condannati che finiscono in carcere sono i troppi arrestati che finiscono in carcere. Quindi, dopo il decreto svuota-carceri, ci vuole una bella legge anti-arresti. Vi sta provvedendo la ministra Cancellieri, coadiuvata da un’apposita commissione presieduta da Giovanni Canzio, il presidente della Corte d’appello di Milano che nel febbraio 2012 impiegò un mese per respingere la ricusazione dei giudici del processo Mills, regalando così a B. la sua ottava prescrizione. Insomma l’uomo giusto al posto giusto per una giustizia più rapida ed efficiente. (altro…)

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Vauro

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cancellieri

IL DECRETO CARCERI NE ESTENDE L’USO PREVISTO DALLA CONVENZIONE VIMINALE-TELECOM CHE I GIUDICI HANNO BOCCIATO 2 VOLTE. A FIRMARLA LA CANCELLIERI. SUO FIGLIO È MANAGER DEL GRUPPO.

Il senso del ministro Cancellieri per i braccialetti elettronici sta in otto parole: “Salvo che il giudice non li ritenga non necessari”. Poche sillabe che spuntano dal decreto del governo sulle carceri di tre giorni fa, e che rendono prassi i braccialetti per i detenuti agli arresti domiciliari. Prima applicarli era rimesso alla discrezionalità del giudice (“se lo ritiene necessario”): d’ora in poi sarà la normalità, salvo casi eccezionali, da giustificare. Così prevede il testo (non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale) fortemente voluto dalla Guardasigilli. Nonostante una storia di fallimenti, segnata da oltre 80 milioni di soldi pubblici spesi in otto anni per 14 bracciali funzionanti (sì, 14). (altro…)

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CancellieriChe cosa è accaduto della vecchia rispettabile pratica delle dimissioni? Il più delle volte, se ci assiste la memoria, ce lo ricordiamo come un gesto di dignitosa e rispettabile reazione con cui qualcuno, in posizione importante, fermava un dubbio o una obiezione o un dissenso su qualcosa che gli sembrava non rinunciabile, e diceva: “Va bene, basta così, ho detto quello che penso e che credo. Fermiamoci qui”. Non sto parlando delle dimissioni come via di fuga, ma dell’abbandonare un ufficio o un incarico, specialmente se importante, come affermazione della propria dignità. Ma anche nella consapevolezza che, oggettivamente, la persona che si dimette è circondata di obiezioni, incertezze, giudizi discordanti e diversi.Dimettersi vuol dire troncare il discorso che ha a che fare con la tua posizione, ma anche con la tua reputazione, per riprenderlo, libero da incarichi, sulla verità di ciò che tu, non creduto (o non applaudito come vorresti) stavi affermando. (altro…)

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LigrestiFONSAI, LIGRESTI AMMETTE DI AVER RACCOMANDATO LA CANCELLIERI A B.

L’ancora ministro Annamaria Cancellieri tira un sospiro di sollievo, dopo il voto che la mantiene al governo: “Finalmente”, esclama. Ma le agenzie stanno già diffondendo alcuni atti dell’indagine su Fonsai del pm di Milano Luigi Orsi, depositati alle parti il 13 novembre. Si riapre così non solo la vicenda dei suoi rapporti con Salvatore Ligresti, ma emerge anche la rete di amicizie, favori e protezioni di cui l’ingegnere ha goduto per anni (con amici come Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Ignazio La Russa). E si delineano i contorni di un’operazione, la fusione Fonsai-Unipol, che tanti hanno voluto e spinto a ogni costo: Mediobanca, Isvap, Consob… Intanto una delle figlie di Ligresti, Jonella, ieri ha ottenuto gli arresti domiciliari nell’ambito dell’altra inchiesta su Fonsai, quella della procura di Torino. e ha lasciato San Vittore. (altro…)

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Natangelo

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Così la raccomandai

LA MOZIONE DEI CINQUE STELLE BOCCIATA CON 405 VOTI. SOLO 154 I SÌ MA MONTECITORIO RESTA FREDDA. POI ARRIVA L’ALTRA TEGOLA LIGRESTI.

Cammina veloce nel corridoio che dall’aula porta alle stanze del governo. Scuote la testa: “Mai vista una roba così”. A cosa si riferisce Annamaria Cancellieri, ancora ignara delle nuove intercettazioni che proprio in quel momento stanno uscendo sulle agenzie? Al suo discorso rimasto senza applausi? Alla maggioranza che le vota la fiducia anche se le ha appena detto che avrebbe fatto meglio a dimettersi? Ai 5 Stelle che la chiamano “serva dei potenti”? Forse voleva spiegarlo ai due cronisti che l’aspettavano pochi metri più in là. Fa per scortarli dietro alle porte blindate. Un commesso la ferma: “Ministro, mi dispiace, ma non può far entrare i giornalisti qui”. Così, il Guardasigilli accusata di fare favori, di mettere davanti le amicizie ai suoi doveri, è costretta a fare retromarcia e a commentare il suo giorno più lungo davanti ai taccuini di tutti.  (altro…)

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Il presidente Napolitano è riuscito a imporre la sua linea al Pd. Ma la scelta di Enrico Letta di legare il destino del governo a quello di Annamaria Cancellieri, oltre che sbagliata, è poco o nulla saggia. Non solo per la telefonata del 17 luglio alla compagna di Salvatore Ligresti, in cui la ministra piagnucolava “non è giusto”, mentre la Finanza cercava ancora Paolo Ligresti, fuggito in Svizzera. Non solo per le raccomandazioni a favore di Giulia o per l’interrogatorio lacunoso sui rapporti con Antonino.

Il rischio per il governo non sta in quello che già si sa, ma in quello che il ministro non ci ha raccontato e che i Ligresti potrebbero improvvisamente ricordare. A cosa allude Gabriella Fragni quando rammenta ad Annamaria Cancellieri la chiacchierata nella cascina dei Ligresti, quando le due amiche parlarono di quel “maledetto periodo” in cui il figlio della ministra lavorava in Fonsai? (altro…)

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Civati-Renzi-CuperloLe cose stanno, naturalmente, all’esatto contrario di quanto ha detto ieri sera Letta, antico democristiano e quindi maestro d’ipocrisia.

E il rovesciamento logico questa volta è davvero notevole: arriva a gabellare che Cancellieri non è politicamente responsabile di nulla, per il suo operato, ma su di lei è stata imbastita una campagna per far cadere il governo; mentre la realtà – della storia e della cronaca – dice che Cancellieri è un ministro impresentabile di suo, il quale tuttavia non può essere dimissionato perché altrimenti cade il governo. (altro…)

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VauroDunque, ricapitolando. Il vero scandalo del caso Cancellieri è che la stampa abbia pubblicato le sue telefonate con i Ligresto’s. E il vero scandalo del caso Vendola è che i giornali abbiano riportato la sua chiacchierata ridanciana con Archinà, il faccendiere dei Riva. Lo sostiene una multiforme e trasversale combriccola di politicanti, che naturalmente ha deciso di lasciare la Cancellieri e il Vendola ai loro posti. Per la Cancellieri, la scusa è che non è indagata. Per Vendola non si può, perché è indagato sia sul caso Ilva (concussione) sia sulla malasanità pugliese (un paio di abusi d’ufficio), e allora la scusa è che non è stato condannato. (altro…)

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Ministro, il 29 Aprile, nei nostri discorsi sulla fiducia al Governo, le avevamo rivolto queste parole per voce del Collega Di Battista: “Se Lei si batterà per l’indipendenza della Magistratura, se Lei si dimostrerà indipendente, noi non soltanto la sosterremo ma la chiameremo, con orgoglio, Ministro della Giustizia. Buon lavoro.”
Lei, con i suoi comportamenti, ha perso ogni minima fiducia che noi ed i cittadini italiani riponevano nel suo operato. Lei, Sig. Ministro, riferendosi alla vicenda di Giulia Ligresti, si è messa a completa disposizione della moglie di Salvatore Ligresti ritenendo ingiusto ciò che stava succedendo. (altro…)

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CivatiTregua tra i leader. Ipotesi rimpasto a dicembre per la Giustizia.

«HO PROVATO a lavorare sull’abbandono volontario del ministro ma c’è l’ostacolo del presidente della Repubblica», confida il titolare dei Rapporti con il Parlamento ai suoi fedelissimi. Alla fine, con un Pd dilaniato dalle manovre congressuali e dai dubbi sul comportamento del ministro della Giustizia, tocca a Enrico Letta giocarsi, ancora una volta, la partita in solitudine. Mettendo in gioco se stesso. «Votare la sfiducia alla Cancellieri significa sfiduciare me e il mio governo. Vado io a parlare alla riunione dei deputati». (altro…)

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Letta - Cancellieri

INVIATO DA NAPOLITANO A PLACARE I DEMOCRATICI SUL CASO CANCELLIERI, IL PREMIER PRIMA CHIAMA RENZI E GLI RACCONTA DELLE PRESSIONI DEL COLLE, POI GRIDA: “È ATTACCO AL GOVERNO”.

La monarchia del Napolitanistan salva la ministra della Famiglia Ligresti. Tutto accade molto prima della fatidica assemblea dei deputati del Pd, ieri sera alle nove. Vietato toccare Annamaria Cancellieri. Lei rimane rinchiusa al ministero della Giustizia, per limare il discorso di oggi alla Camera, quando si discuterà la mozione di sfiducia dei grillini. Il lavoro sporco, per la serie “mi chiamo Wolf e risolvo problemi”, lo fanno il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio.  (altro…)

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NapolitanoSolo nelle Repubbliche delle banane, e forse neppure più in quelle, il capo dello Stato plaude a una decisione dei magistrati sul conto di un ministro nominato da lui. Qualunque essa sia. Infatti Giorgio Napolitano ha applaudito alla decisione della Procura di Torino di non indagare la ministra della Giustizia Anna Maria Cancellieri per false dichiarazioni al pm e di inviare il fascicolo intonso alla Procura di Roma, competente per territorio in quanto le dichiarazioni al pm sono state rilasciate nell’ufficio del ministro, in via Arenula, nella Capitale. (altro…)

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