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Posts Tagged ‘cantone’

renzi-matteoMa a che serve esattamente Cantone? La domanda sorge spontanea dopo le ultime retate per fatti recentissimi (2015-2016) di tangenti e appalti truccati, dalle grandi opere stradali e ferroviarie all’Expo al Giubileo. Tutta roba che ricadeva sotto il controllo dell’Anac e dunque, per la propaganda governativa, era pura e sicura al 100%, come tutto dall’avvento dell’Era Renziana. Da due anni, chiunque osi sollevare dubbi su questa o quella grande opera vecchia o nuova, si ritrova di fronte sorrisetti di compatimento: “Ma come, non hai saputo? Ora c’è Cantone”. Sorrisetti che diventano sghignazzi quando la Raggi ritira la candidatura alle Olimpiadi 2024, critica i ritardi e gli sprechi della Nuvola dell’Eur, liquida il carrozzone Roma Metropolitane, annulla la Metro D e blocca la C ormai dispersa nel sottosuolo dalla notte dei tempi. “Si fermano i ladri, non le opere”, dice Renzi. Come? Con Cantone. (altro…)

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renzi-cantoneDavvero ciò che serve all’Italia terremotata è la fine delle divisioni politiche in nome della Grande Unità Nazionale per la Ricostruzione? Davvero le piaghe strutturali e purulente riaperte dal terremoto infinito dipendono da un eccesso di conflittualità fra governi e opposizioni e solo un balsamico spegnimento della polemica politica ci aiuterà a ricostruire in assoluta sicurezza gli edifici e i monumenti crollati? A leggere i giornali, a vedere i tg e a sentire i politici di ogni colore che blaterano di “solidarietà nazionale”, “unità”, “pace”, “concordia”, “patti”, “tavoli” e financo di rinviare il referendum (quel gran genio di Castagnetti), parrebbe proprio di sì. (altro…)

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verdini

L’emergenza smog nelle principali città italiane è drammatica. I dati sulle patologie polmonari sono impressionanti, gli effetti collaterali terribili. Tra questi, la ricomparsa, a Milano, dell’ex sindaco Albertini, che suggerisce di spegnere le caldaie e di mettersi la maglia della salute, segno che i danni dell’inquinamento possono essere anche cerebrali. A Roma l’azione dell’ex prefetto di Milano Tronca è stata rapida e decisa, quasi fulminea: un minuto per decidere le targhe alterne e due giorni per mettere a punto le deroghe. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini romani, eccone un parziale elenco. (altro…)

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Scanzi

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Cantone

Una delibera dell’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone sottolinea: “Serve un coordinamento tra le norme sulla inconferibilità degli incarichi per condanna non definitiva e quelle su incandidabilità e sospensione: ci sono divergenze sui reati elencati e sulle conseguenze legate alla loro graduazione e gravità”. E il reato d’abuso d’ufficio, per il quale è stato condannato De Luca? L’ipotesi è che possa rientrare tra quelli per cui non scatta il provvedimento.

Un documento che mette in evidenza le criticità della legge Severino. Lo ha emanato l’Autorità Anticorruzione, che ha approvato una delibera in cui sottopone a governo e Parlamento25 proposte di modifica al testo. Una delibera che arriva nel pieno delle polemiche sul caso di Vincenzo De Luca, sul quale pende la spada di Damocle della legge che porta il nome del ministro della Giustizia del governo Monti: l’esponente del Pd è stato eletto presidente della Regione Campania ma, essendo stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio, in base alla legge dovrebbe essere sospeso dall’incarico. Raffaele Cantone, capo dell’Anac, nega correlazioni o ripercussioni sul caso del sindaco di Salerno e – intervistato dall’Huffington Post – dice: “Le mie proposte non lo avvantaggiano”.   (altro…)

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lotta anticorruzione-cantone,IL “TAGLIANDO” ALLA SEVERINO.

IL CAPO ANTICORRUZIONE   LANCIA LA REVISIONE PER L’ABUSO D’UFFICIO. PROPRIO QUEL CHE SERVE AL SINDACO CONDANNATO.

L’Angelus, questa domenica, per Vincenzo De Luca anzichè da piazza San Pietro arriva dall’hotel Vanvitelli di Caserta. Il suo papa Francesco, in piena sintonia con la misericordia e l’indulgenza del nuovo Giubileo, è Raffaele Cantone. Che da lì, in un video messaggio alla riunione degli amministratori di Sel, dispensa la sua benedizione al “tagliando” alla legge Severino. Mette in chiaro, il commissario nazionale anticorruzione, che non ha nessuna intenzione di riscrivere da capo una norma che in questi due anni è stata “utilissima” nè tantomeno di “preoccuparsi” di quegli aspetti della legge riferiti a “fatti specifici” e a vicende che hanno “una loro notorietà”. Però, come si ostinano a ripetere i suoi difensori, a Vincenzo De Luca, basta una “dose minima” di cambiamento.   BASTA che la condanna in primo grado per abuso d’ufficio sparisca dalle cause che possono determinare la sospensione dall’incarico. (altro…)

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EPSON DSC pictureNUOVO RICHIAMO del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone sulla proroga alle concessioni autostradali voluta dal governo. Ascoltato ieri in commissione Ambiente, Cantone ha evidenziato che la nuova norma, contenuta all’articolo 5 dello Sblocca Italia (convertito in legge l’11 novembre scorso), “rischierebbe di apparire in contraddizione con l’attività che sta per essere compiuta dal governo nell’interlocuzione con la commissione Europea”. (altro…)

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CantoneL’AMA, EX MUNICIPALIZZATA DEI RIFIUTI E GLI APPALTI DATI AGLI AMICI DI BUZZI TRA LE SOCIETÀ FERMATE ANCHE L’EDERA DELL’EX DI “GUERRIGLIA COMUNISTA”.

Roma prova a rialzarsi dalla voragine etica spalancata dall’inchiesta Mafia Capitale. Il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, ha messo nel mirino le prime due aziende che avrebbero ottenuto appalti illeciti. Lunedì è stato avviato l’iter per il commissariamento di due contratti affidati al Consorzio Nazionale Servizi e alla cooperativa Edera. Il nome di queste società compare nella galassia criminale che orbitava attorno alla figura di Salvatore Buzzi. Cns e Edera avevano messo le mani su attività preziose e remunerative nel campo della raccolta dei rifiuti romani. Ora hanno 15 giorni di tempo per inviare a Cantone una memoria difensiva, poi il presidente dell’Anac potrà chiedere il commissariamento al prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. (altro…)

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CantoneRaffaele Cantone
Parla il presidente dell’Anticorruzione: “Sembra di essere tornati a Mani Pulite, i cittadini sono indignati, ma non possiamo farci prendere dall’emotività”.
ROMA  – Cantone? Poltrona scomoda la sua in queste ore… «Non me ne parli… La gente mi ferma per strada e mi dice “arrestateli tutti… “». E lei si meraviglia? «La cosa mi preoccupa molto perché mi ricorda la voglia di forca e le monetine del ‘93». Il presidente dell’Anac Raffaele Cantone rivela le sue preoccupazioni.
Ci racconta della gente che la ferma, dov’è successo?
«Dovunque, a Roma, a Napoli, e in tutti i luoghi in cui mi sono recato in questi giorni».
E lei come si sente da uomo delle istituzioni, che risponde?
«Sono preoccupato della generalizzazione nel considerare tutta la politica corrotta. Ho provato a spiegare che noi dell’Anac non arrestiamo nessuno e che il nostro compito è molto meno evidente nei risultati, ma ha un obiettivo più ambizioso, provare a prevenire la corruzione » .
La gente vuole risultati immediati?
«La gente, in questa fase, fatica a ragionare. In un Paese in crisi, vedere chi ruba indigna ancora di più e quindi è difficile far ragionare la pancia delle persone. Ma il nostro compito è ragionare e non farci prendere dall’emotività ».
Come dar torto a chi è indignato contro chi ruba, quando, come dimostra il caso di Roma, ci sono politici del Pd a libro paga di un fascista?
«Vorrei che l’indignazione di un giorno delle persone e della politica fosse sostituita da un impegno duraturo. La corruzione non è un male che si vince urlando due giorni, c’è bisogno di cambiamenti radicali da parte della politica e dei cittadini».
La politica deve cambiare. Si dice a ogni inchiesta. Anziché fare il commissario anti-corruzione, non sarebbe meglio che lei fosse il commissario che seleziona gli uomini politici?
«Malgrado la difficoltà del periodo, io vedo segnali positivi…».
Eh lo so, mi sta per parlare bene di Renzi…
«Sto per citare fatti, e non persone. Ricordo la nomina all’unanimità del presidente dell’Anac, l’approvazione di una legge che ci ha consentito di commissariare gli appalti dell’Expo e il consorzio Mose. Si può dire che non basta, ma certamente è un segnale positivo. E poi non me la sentirei mai di fare il selezionatore della politica».
Forse perché sa già che sarebbe una
sconfitta?
«Io, al massimo, posso essere bravo ad applicare le norme, ma non certo a selezionare gli uomini politici. E poi la selezione lasciata a una persona rischia di essere un pericolo. Qui c’è bisogno di un gruppo di persone per bene in grado di allontanare le mele marce».
In questo clima non è grottesco che nell’Italicum si parli di capilista bloccati e non scelti dalla gente?
«Ma l’indagine di Roma non ha dimostrato che i soldi servivano per comprare voti in qualche caso destinati perfino alle primarie? Non è la prova che forse le preferenze rischiano di peggiorare la situazione? ».
La tabella dei pagamenti di Carminati ai politici rivela che il problema della corruzione è lì, in chi si fa pagare…
«L’indagine va molto oltre la politica, coinvolge pezzi significativi del ceto amministrativo, dei portaborse dei politici, degli amministratori delle società miste e mette in rilievo negativo perfino uno dei vanti della nostra società, il mondo cooperativo».
Lei è al vertice dell’Anac dal 28 aprile.
Ma Roma è scoppiata lo stesso. Poteva fare di più?
«Ho fatto tutto quello che umanamente era possibile fare. In questi mesi, io e gli altri 4 quattro colleghi al vertice dell’Anac, siamo entrati in santuari intoccabili, di Expo e del Mose già si sa, ma abbiamo imposto regole rigide di trasparenza alle società pubbliche, agli ordini professionali, abbiamo attivato la vigilanza su un enorme numero di appalti, abbiamo stipulato convenzioni con tutti gli organi per la formazione dei pubblici dipendenti, con Confindustria abbiamo lavorato al loro codice etico…».
Ma lei fino a oggi ha fatto arrestare qualcuno?
«Io non sono più un pm… Certamente il nostro lavoro potrà servire per inchieste future. Ma non è solo con gli arresti che si vince la corruzione. La politica deve recuperare fino in fondo il valore etico della sua funzione”.
Da La Repubblica del 08/12/2014

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RenziIL MAGISTRATO EREDITA L’AUTORITÀ SUGLI APPALTI CHE POTRÀ COMMISSARIARE I SINGOLI CONTRATTI IN MODO DA GARANTIRE LA CONCLUSIONE DEI LAVORI DI EXPO.

Non c’è da mediare, c’è da decidere. Il tempo delle mediazioni è finito”. Matteo Renzi, di ritorno dall’Asia, presiede un Cdm fiume, esce a riunione ancora in corso, e in una conferenza stampa-lampo, chiarisce questo concetto chiave. E in effetti, a vedere la massa di provvedimenti arrivata ieri, che il premier abbia deciso di imprimere un’accelerazione a una situazione un po’ bloccata è evidente. Nel consueto appuntamento delle 20 buono per i tg, snocciola l’una dopo l’altra le decisioni prese: via libera al disegno di legge delega (solo una piccola parte per decreto) per la riforma della Pubblica amministrazione, poteri a Cantone, nomine dell’Autorità anticorruzione, nomine di Agenzia delle Entrate, Enit, Istat, Agenzia del Demanio, Consob. Ancora, due decreti, uno legato all’ambiente e uno all’agricoltura e un terzo relativo alle misure per la competitività e la semplificazione. Leggi che alla fine potrebbero essere scritte sotto forma di un decreto omnibus.   (altro…)

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CantoneL’AUTHORITY- BLUFF.

A OLTRE UN MESE DAGLI ARRESTI EXPO L’ANNUNCIO RESTA TALE. IL COMMISSARIO NON PUÒ BLOCCARE LE GARE FINO A SENTENZA DEFINITIVA. IPOTESI “TAGLIO” DEGLI UTILI.

Sono passati: otto giorni dalla retata che ha messo in carcere i manovratori dei finanziamenti occulti del Mose di Venezia; 35 giorni dagli arresti della cupola degli appalti per l’Expo di Milano; 77 giorni dalla nomina di Raffaele Cantone a presidente dell’Autorità anti-corruzione. Eppure, a parte gli annunci e i proclami, non è ancora successo niente di concreto. Cantone resta in attesa degli eventi. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è costruita la fama di uomo veloce, alla guida di un governo che va di fretta. Ma la definizione dei poteri e degli strumenti da assegnare a Cantone slitta di giorno in giorno, di settimana in settimana, come anche il decreto sulle nuove norme anti-corruzione. Le cronache segnalano che l’ex magistrato anti-camorra ha incontrato l’ultima volta il presidente del Consiglio sabato scorso, 7 giugno, a Napoli. Poi silenzio. (altro…)

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ercole-incalza

Ci sono 820 mila ragioni che rendono Matteo Renzi poco convincente quando promette di fare sul serio contro la corruzione dilagante, dall’Expo al Mose. Ogni giorno sentiamo suonare dai grandi quotidiani le fanfare dell’arrivano i nostri. 

Su Repubblica, ieri, Simona Bonafé prometteva: “Chi sbaglia deve pagare”. Sul Corriere, Debora Serracchiani garantiva: “Con la nuova guardia non ci saranno più ambiguità”. Renzi ieri ha assicurato i poteri al super commissario anti-corruzione Raffaele Cantone e ha annunciato il Daspo per i dirigenti che sbagliano. Intanto, però, continua a lasciare al suo posto di Capo della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, Ercole Incalza. Se Renzi vuole tenere Incalza a comandare la cabina di regia delle grandi opere ha una sola strada: prima deve farsi spiegare dal suo dirigente perché l’architetto Zampolini ha tirato fuori 820 mila euro (520 mila euro in assegni circolari e 300 mila euro in assegni bancari) nel 2004 per pagare una casa al genero del dirigente pubblico, che ha tirato fuori solo 390 mila euro. (altro…)

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