Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘carbone’

carbon-tax

Una scelta di politica industriale, non sterile austerità.

Introdurre tasse ambientali per ridurre quelle sul lavoro. Da un fisco verde l’Italia avrebbe da guadagnare 25 miliardi di euro.

Lo stato insulare di Singapore è piccolo (neanche il triplo dell’isola d’Elba) ma economicamente assai agguerrito. Rappresenta uno dei principali snodi commerciali al mondo e una piazza finanziaria di livello globale, ma è anche sede di una florida attività di raffinazione petrolifera. Sono ben tre gli impianti presenti, tra i quali – oltre a quello della Singapore refining company – si annoverano le più grandi raffinerie possedute da Shell (500mila barili il giorno) ed ExxonMobil (600mila barili). (altro…)

Read Full Post »

stop-carbone
Attivisti sulla ciminiera: è ora di uscire dalle fonti fossili!

Questa mattina un gruppo di nostri attivisti è entrato nell’impianto della ex Liquichimica Biosintesi, a Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria, dove potrebbe sorgere una nuova centrale a carbone.

Hanno scalato la ciminiera e ora si trovano proprio in cima, dove stanno componendo la scritta “STOP CARBONE”, lunga circa 70 metri, che sarà leggibile anche a due chilometri di distanza.

Già alle prime luci dell’alba i nostri attivisti hanno scritto “NO AL CARBONE”– con la tecnica del light painting ai piedi della ciminiera, mentre altri hanno aperto uno striscione sul quale si legge “STOP CARBONE, ACCENDIAMO IL SOLE”.

 

(altro…)

Read Full Post »

carbone-greenpeace
L’Unione Europea è impegnata in un processo di aggiornamento dei limiti di emissione delle centrali a carbone negli stati membri. Un’indagine di Greenpeace svela come l’intero processo di aggiornamento di questi limiti sia finito nelle mani dell’industria del carbone, col risultato che gli standard che l’Unione si appresta ad approvare potrebbero essere assolutamente deboli e inefficaci.

Siamo di fronte a un’opportunità che capita una volta ogni dieci anni, per tentare di abbattere emissioni tossiche responsabili ogni anno della morte di migliaia di persone. Eppure rischiamo di perderla.

(altro…)

Read Full Post »

Greenpeace
Oggi abbiamo voluto portare un messaggio forte e chiaro ai ministri UE per l’Energia e l’Ambiente, riuniti a Milano per discutere il futuro energetico dell’Europa: rinnovabili ed efficienza energetica sono il futuro!

“People want renewables and energy efficiency“: è questo il messaggio del banner che i nostri attivisti hanno aperto all’arrivo dei ministri e delle loro delegazioni.

Abbiamo voluto ricordare così, in modo “originale”, che oltre l’80 per cento dei cittadini considera ilcambiamento climatico un problema urgente e chiede di puntare su rinnovabili ed efficienza energetica, abbandonando le fonti fossili, in particolare carbone e petrolio.

 

La riunione di Milano è l’ultimo “appuntamento” previsto prima del Consiglio Europeo del 23-24 ottobre, in cui ci si aspetta che Capi di Stato e di Governo europei prenderanno una decisione definitiva sugli obiettivi comunitari al 2030 in tema di clima e energia: un momento importante in cui l’Italia, Presidente di turno dell’UE, giocherà un ruolo fondamentale.

Peccato che, per ora, il governo Renzi stia dando un “cattivo esempio” e punti a trivellare i mari piuttosto che a sviluppare maggiormente l’efficienza energetica e le rinnovabili.

Stabilire obiettivi vincolanti al 2030 e fare in modo che vi sia un taglio del 55 per cento delleemissioni di CO2, che il 45 per cento di energia provenga da fonti rinnovabili e che ci sia il40 per cento di incremento dell’efficienza energetica è l’unica strada per fermare il cambiamento climatico!

Se anche tu vuoi un futuro rinnovabile, lontano da trivelle offshore e centrali a carbone, aderisci al nostro appello, FIRMA la DICHIARAZIONE di INDIPENDENZA dalle FONTI FOSSILI!

Da greenpeace.org

(altro…)

Read Full Post »

Centrali a carbone

“Nubi nere all’orizzonte. E polvere: sulle strade, sulle coltivazioni, sulle case, i balconi. Polvere che sporca e uccide: si affollano gli ambulatori medici prima, gli ospedali poi, in un destino ineludibile. Non si tratta di essere gufi: è matematica. Questo è ciò che accade all’accensione di ogni nuova centrale a carbone. Un mostro che sputa fuori arsenico, mercurio, piombo, polveri sottili e altri inquinanti e agenti cancerogeni, uccidendo il territorio circostante con i suoi abitanti, la sua economia e la sua ricchezza.
Sono 13 le centrali a carbone attive in Italia. Tredici buchi neri, non solo velenosi, ma anche – e questo è ancora peggio – inutili. Inutili per un semplice motivo: il picco storico di fabbisogno elettrico è di circa 57 GW (dato del 2007) e la potenza che le nostre centrali idroelettriche, termoelettriche, solari, eoliche, geotermiche sono in grado di sviluppare è di ben 120 GW. (altro…)

Read Full Post »

catena-umana-carbone

7.500 le persone unite per protestare contro enorme progetto per lo sfruttamento di lignite a cielo aperto.

Sono state 7.500 le persone da quasi 30 Paesi che hanno formato una catena umana per protestare contro il progetto della più grande miniera di lignite a cielo aperto d’Europa. Sabato 23 agosto le città di Kerkwitz, in Germania, e Grabice, in Polonia, sono state così unite da 8 chilometri di persone mano nella mano. La catena non si è interrotta neanche al confine tra i due Stati, dove la gente manifestava nel fiume Neisse, con l’acqua alle ginocchia, pur di mantenere la continuità. (altro…)

Read Full Post »

Carbone
Abbiamo commissionato un’indagine sulla sostenibilità ambientale della filiera del carbone dalla Colombia, uno dei maggiori esportatori in Italia; e abbiamo scoperto le relazioni commerciali di Enel con due grandi aziende minerarie di pessima reputazione.

L’indagine è stata affidata all’istituto di ricerca indipendente olandese SOMO, e il risultato – non smentito da Enel, cui abbiamo sottoposto le informazioni prima di pubblicare questo dossier – svela che l’azienda italiana ha rapporti commerciali con la statunitense Drummond e laProdeco (di proprietà della svizzera GlencoreXstrata). Rapporti imbarazzanti, visto che i due giganti del carbone che operano in Colombia sono stati ripetutamente accusati di gravissime violazioni dei diritti umani e di aver commissionato omicidi e torture di sindacalisti e abitanti delle aree circostanti le loro miniere.

(altro…)

Read Full Post »

greenpeace-energy-revolution
Lo scenario Energy [R]evolution, realizzato con il supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) e la collaborazione di EREC (European Renewable Energy Council) e GWEC (Global Wind Energy Council), descrive due possibili scenari futuri per il settore energetico italiano: uno di riferimento come evolverà il settore energetico sviluppando gli indirizzi attuali) e uno “Energy [R]evolution”, per centrare l’obiettivo di decarbonizzare l’economia italiana al 2050, contribuendo così alla salvaguardia del clima. Oggi ogni italiano emette in media 6,8 tonnellate di CO2 l’anno, che nello scenario di Greenpeace scendono a 0,5 nel 2050. (altro…)

Read Full Post »

energiasenzafuturo3

12 miliardi di euro in Italia vanno a petrolio, carbone e altri fonti che inquinano l’aria, danneggiano la salute, aumentano il fenomeno drammatico dei mutamenti climatici.

Dal ciclone nelle Filippine alla Sardegna, fino ai tornado in Illinois e Michigan dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia fragile l’equilibrio climatico del Pianeta e quanto sia urgente un cambiamento. Un modello energetico fondato su efficienza e rinnovabili che riduca drasticamente il consumo di petrolio, carbone, gas è una assoluta priorità.  Paradossalmente le fonti fossili continuano a beneficiare di sussidi che hanno superato nel mondo i 544 miliardi di dollari.   (altro…)

Read Full Post »

eolico_solare_energiaContro le lobby del carbone e del petrolio, che vogliono fermare un cambiamento a vantaggio dei cittadini, dell’ambiente e delle imprese, sabato 26 ottobre ci sarà a Roma ‘L’Italia rinnovabile in festa’, una grande manifestazione promossa da oltre 40 associazioni.

Non è un’utopia ma un fatto concreto. Dove si è potuto realizzare un sistema combinato di autoproduzione e di distribuzione di energia da fonti rinnovabili si vive meglio, si crea sviluppo, si risparmia. È il caso di Prato allo Stelvio (Bolzano), dove grazie ad una vecchia legge è consentito a una cooperativa di cittadini (che coinvolge anche il comune e altre realtà locali), di gestire la produzione e la vendita ai soci dell’energia realizzata grazie a un mix di fonti rinnovabili, con un risparmio per le famiglie pari al 30% per l’elettricità e al 50% per il riscaldamento, l’azzeramento delle emissioni climalteranti, l’abbassamento dell’inquinamento atmosferico e il reperimento di fondi da investire in innovazione e ricerca. È un caso, ma che si potrebbe ripetere nelle case e nei condomini delle città italiane o al servizio di piccole e medie imprese. (altro…)

Read Full Post »

greenpeace_porto_tolleAssolti. Lo scorso 4 ottobre sono stati assolti 25 attivisti di Greenpeace che, nel 2006, furono protagonisti per tre giorni di una azione di protesta alla centrale di Porto Tolle (Rovigo) che Enel vuole convertire a carbone. L’azione era motivata anche dal fatto che, per “far spazio” a questa nuova centrale, l’allora governo Prodi aveva presentato un piano di emissioni di Co2 al rialzo, che prevedeva soglie di emissione non in linea con gli impegni dell’Italia in materia di difesa del clima. Con quell’azione Greenpeace chiedeva il blocco della conversione a carbone – allora peraltro vietata dalla legge istitutiva del Parco regionale veneto del Delta del Po – e la riduzione del piano di emissioni di Co2. (altro…)

Read Full Post »

enel

“Striscioni: numero 8, lunghezza 8/10 metri – altezza almeno 1,5 metri, formato orizzontale e verticale, font: scritti con pennello. No spray. Colore: preferibilmente blu scuro/verde scuro su fondo bianco. Scritte: ANDATE A LAVORARE, BASTA ECOBALLE, SIAMO VERDI DI RABBIA, uno o due a piacere in”. Questo il contenuto delle email con cui i vertici dell’azienda organizzavano le contro-manifestazioni in risposta alle proteste ambientaliste spacciandole per ‘azioni spontanee’.

Per il buon esito di una manifestazione ci vogliono anche due megafonidieci fischietti da arbitro e dieci trombe nautiche a bomboletta. A stendere la “lista della spesa” non è il capo-ultras di una curva, ma un uomo dell’ufficio stampa di Enel. E i campi da gioco sono le centrali a carbone prese di mira da Greenpeace, più volte citata in giudizio dal colosso dell’energia per le sue azioni dimostrative. (altro…)

Read Full Post »

no-al-carbone-civitavecchia

Un futuro a carbone o un futuro “rinnovabile”? Quali sono le fonti economicamente ed ecologicamente sostenibili cui affidare la produzione energetica delle nostre società per i prossimi anni?

Secondo Greenpeace e le migliaia di cittadini che sono scesi in piazza in questi giorni per la fine dell’Era del Carbone, la risposta è semplice: basta fonti fossili e soprattutto basta centrali a carbone.

Lo dice chiaramente il comunicato stampa fatto circolare ieri dall’associazione:

Quello del carbone è un business sempre più insostenibile: la sua estrazione è causa di distruzione di interi ecosistemi ed è spesso correlata a fenomeni di violazione dei diritti umani; la sua movimentazione minaccia aree fragili del pianeta, come nel caso dell’export australiano che rischia di distruggere la più preziosa barriera corallina del mondo; infine, la sua combustione è responsabile di oltre il 40% delle emissioni di anidride carbonica, a livello globale, primo fattore assoluto di impatto sul clima. (altro…)

Read Full Post »

enel_greenpeaceLA DISPUTA Il cortometraggio “Uno al giorno” denuncia l’impatto sulla salute delle centrali inquinanti, l’azienda querela per diffamazione regista e sceneggiatore.

Si sposta in tribunale lo scontro tra il colosso italiano dell’elettricità, Enel, e il gruppo ambientalista Greenpeace. Una disputa che nasce dopo la diffusione di un cortometraggio dal titolo “Un morto al giorno”, quattro minuti in cui vengono portati in scena i dati sull’inquinamento prodotto dalle centrali a carbone dell’Enel. Numeri preoccupanti che parlano di un decesso al giorno. L’azienda tuttavia per tutelare la propria scelta di produzione ha deciso di denunciare gli autori del cortometraggio.

Il regista Mimmo Calopresti e l’autore della sceneggiatura Manfredi Giffone così sono finiti nel registro degli indagati per diffamazione.   (altro…)

Read Full Post »

“La verità è che Enel col carbone realizza extra profitti ai danni della salute dei cittadini e dell’ambiente"

“La verità è che Enel col carbone realizza extra profitti ai danni della salute dei cittadini e dell’ambiente”

Continua la battaglia di Enel contro Greenpeace. L’azienda tenta di censurare attraverso vie legali la denuncia portata avanti dall’associazione ambientalista degli impatti sanitari, ambientali ed economici legati alle attività della grande multinazionale energetica.

Enel tenta di ridurci al silenzio attraverso le vie legali. Un’azienda ancora oggi largamente controllata dallo Stato non risponde alle contestazioni che Greenpeace le muove riguardo agli impatti sanitari, ambientali ed economici delle sue attività, e invece cerca la strada delle aule di tribunale, convinta di poterci zittire a suon di richieste di risarcimento e denunce. Ma queste intimidazioni non ci fermeranno”.

Con queste parole, il direttore esecutivo di Greenpeace Giuseppe Onufrio, rende pubblico l’ultimo capitolo della contesa tra la grande multinazionale energetica e Greenpeace.   (altro…)

Read Full Post »

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il blitz a Roma nella notte.

«Sei amico del petrolio e del carbone?». Con questa domanda precisa gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione nella notte a Roma affiggendo manifesti con il volto di alcuni leader politici del Paese (Bersani, Alfano, Renzi, Casini, Fini). I manifesti rimandano alla nuova campagna di Greenpeace, http://www.IoNonViVoto.org, lanciata oggi con il sito: l’associazione ambientalista promuove una piattaforma online attraverso la quale tutti i cittadini che credono in un futuro di energia pulita, distante dall’inquinamento e dai disastri di carbone e petrolio, possono mandare un messaggio chiaro a chi si candida a governare il Paese. (altro…)

Read Full Post »

In Germania le rinnovabili pesano sulla produzione energetica totale più del nucleare e del carbone convenzionale.

Primi risultati della scelta tedesca di graduale abbandono dell’energia atomica. Secondo l’ultimo rapporto della Bundersverband der Energie und Wasserwirtschaft, l’associazione federale dell’industria dell’energia e dell’acqua, le rinnovabili pesano sulla produzione energetica totale più del nucleare e del carbone convenzionale.

Quando il 30 maggio scorso la Germania ha annunciato l’addio alle centrali nucleari entro il 2022, molti osservatori si sono detti scettici. Che la prima potenza industriale europea potesse rinunciare all’atomo sembrava irrealizzabile. I rischi paventati andavano dall’insicurezza degli approvvigionamenti all’aumento delle emissioni per la conseguente dipendenza dalle fonti fossili.

È certamente presto per trarre conclusioni, eppure, a pochi mesi da quell’annuncio, i primi segni della praticabilità del disegno tedesco sono già visibili, almeno a giudicare dall’ultimo rapporto della Bundersverband der Energie und Wasserwirtschaft (BDEW). (altro…)

Read Full Post »