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Posts Tagged ‘carceri’

Un ergastolano si suicida in prigione e sulla pagina Facebook di un sindacato di polizia penitenziaria compaiono commenti di tenebra: «un rumeno di meno», «mi chiedo cosa aspettino gli altri a seguirne l’esempio». Stupore, scandalo, indignazione. E il solito carico insopportabile di ipocrisia. Come se molti secondini non avessero mai formulato questi pensieri anche prima che la tecnologia permettesse loro di farli conoscere a tutti. Come se, oltre a pensarli, non li avessero già espressi fin troppe volte in pestaggi e torture. Ma, soprattutto, come se si trattasse di qualche malapianta cresciuta in un giardino di rose anziché dell’ovvia conseguenza di un sistema in cui carcerieri e carcerati condividono le stesse brutture e combattono l’ennesima guerra tra poveri.   (altro…)

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Se i libri negati dietro le sbarre diventano l’ultima pena

I volumi con copertina rigida vietati, gli altri limitati Ancora oggi la lettura per i detenuti non è un diritto ma una concessione Come dimostrano le polemiche inglesi e le proteste di Dell’Utri

La storia.

DOVETE andare in galera: abbracciate i vostri cari, mettete nel sacco spazzolino, biancheria di ricambio, e due libri — forse i due libri prima dello spazzolino? — un romanzo da rileggere, e un saggio recente, o forse un dizionario portatile. All’arrivo, vi lasciano lo spazzolino, vi tolgono i libri. Se eravate novellini, e credevate che davvero le arance fossero permesse, e anche i libri rilegati, dovrete rassegnarvi allo scempio delle copertine rigide strappate via, per regolamento — ragioni di sicurezza.
Ogni tanto si ricomincia, con la questione dei libri in cella: se siano una concessione, o un diritto. In Inghilterra è appena successo con la breve detenzione di un ex-deputato laburista ed ex-ministro, Denis MacShane, condannato per aver falsificato i rimborsi (risonanza enorme, cifra modesta in confronto alle nostre) cui furono confiscati i libri che si era portato dietro. Caso che ha fatto esplodere uno scandalo tuttora non sopito. Il ministro della giustizia, Chris Grayling, ha fatto sapere che il divieto di portarsi dietro libri o riceverli per pacco o dai parenti è una misura tesa a far sì che i detenuti li meritino: in sostanza, i libri devono essere un premio alla buona condotta. Per fortuna, un’insurrezione ha accolto la pretesa. Di spirito poetico dotata, la scrittrice Cathy Lette ha avvertito: «Lo impaleremo sui nostri pennini». (altro…)

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IndagatiROMA – Appalti per lavori nelle carceri assegnati a ditte, sempre le stesse, di familiari di funzionari del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Carte falsificate per fare entrare nel giro di ristrutturazione degli istituti penitenziari italiani solo chi era “amico di”. Lo scandalo del Piano carceri era una bomba a orologeria. Perché a fine 2013, nel corso di un’audizione alla Camera, Alfonso Sabella, l’ex direttore generale della Direzione mezzi e servizi del Dap, ne aveva denunciato sprechi e anomalie. E perché un mese fa il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, aveva fatto partire un’inchiesta interna e segnalato ai magistrati illeciti nei lavori effettuati nelle carceri di Voghera, Lodi e Frosinone.
Il caso è esploso ieri, quando gli uomini della polizia tributaria
della guardia di Finanza capitolina hanno bussato alle porte delle sedi del Dap di Roma, Milano e Catania, delle due imprese edili coinvolte (la Me. ta Costruzioni di Caserta e la Devi Impianti di Busto Arsizio), degli uffici e delle abitazioni dei sette indagati. (altro…)

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napolitanoIl Consiglio d’Europa decide fra il 3 e il 5 giugno se l’Italia dovrà risarcire i circa 7mila detenuti che hanno fatto ricorso per le condizioni “inumane e degradanti” dovute al sovraffollamento. Ma il ministro Orlando si mostra ottimista. Dopo lo “svuota carceri” il nostro Paese potrebbe ottenere una dilazione. Il caso aperto dalla sentenza Torreggiani.

Arriverà fra il 3 e il 5 giugno la sentenza sul sovraffollamento nelle carceri che potrebbe costare all’Italia fino a 100 milioni di euro. Il tempo concesso al nostro Paese è scaduto e il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa dovrà stabilire se rendere o meno esecutiva la condanna definita “mortificante” dal presidente Napolitano. (altro…)

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giannelli

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OrlandoStanchi di scegliere tra la Caritas e il Radisson? Stufi di valutare se scappare in Svezia o lavare piatti al ristorante cinese? Da oggi, in epoca post-ideologica, c’è una terza via: farsi arrestare e poi chiedere i danni.

L’avevamo detto per gusto del paradosso, ma nella terra del nonsense ogni sparata è un’idea che chi sa coglierla trasforma in oro. Incentivare a delinquere: strano che non ci avessero ancora pensato. O meglio: risarcire i detenuti, trattati peggio delle bestie, del danno che si fa loro nel tentativo di dissuaderli dal lacerare ancora il patto sociale. Ciò supera ogni boutade, la riveste di genio, la trasforma in decreto con tanto di timbro.

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renziUna notizia buona e una cattiva. Prima la cattiva: Renzi non ha le idee chiare sulla giustizia (o, se le ha, le nasconde benissimo). Nel discorso d’insediamento al Senato, ha riassunto la riforma che ha in mente con questa supercazzola: “Sulla giustizia non possono esserci solo derby ideologici. La giustizia è un asset reale”. Poi, rispondendo a Saviano su Repubblica , ha annunciato l’ennesimo “commissario anticorruzione” per combattere mafie e tangenti e recuperare il maltolto. Infine, per difendere i cinque membri inquisiti del governo, ha mandato la Boschi alla Camera a farfugliare di “presunzione di innocenza” e ha accusato Civati di incoerenza perché partecipò alle primarie del Pd essendo ancora indagato. (altro…)

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Le tappe

Un esposto chiama in causa il braccio destro del ministro Cancellieri.

C’È UN dossier che scotta sui tavoli di palazzo Chigi. Riguarda le carceri e Angelo Sinesio, il commissario che le controlla. Prefetto di carriera caro al Guardasigilli Anna Maria Cancellieri. Era il suo vice a Catania quando lei era prefetto. Era il capo della sua segreteria tecnica quando lei era al Viminale. Ora è il suo uomo di fiducia per i penitenziari. Il rapporto parla di cattiva gestione negli appalti del Piano carceri, torta ricca di 470 milioni di euro. (altro…)

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Svuota carceriPassa la fiducia sul decreto, oggi voto finale a Montecitorio.

ROMA — La Camera ha votato ieri sera la fiducia sul decreto carceri. I sì sono 347, mentre 200 sono risultati i voti contrari. Il decreto cosiddetto “svuota-carceri” è stato bocciato da Forza Italia, 5Stelle, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Sel. Oggi il voto finale. Alcuni partiti hanno colto l’occasione del voto per proteste plateali: il deputato della Lega Nord Gianluca Buonanno ha sventolato («A titolo personale», ha precisato) le manette. I deputati di Sel hanno mostrato il libro di Corrado Augias “bruciato” su Facebook da un grillino. I leghisti hanno esibito cartelli con le scritte “No al libera-criminali” e “No al libera-mafiosi”. (altro…)

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cancellieriSTOP ALLE MANETTE FACILI: MA LE ALTERNATIVE AL CARCERE SONO TROPPO BLANDE IL SÌ ALLA CAMERA, 231 ASSENTI E CINQUE STELLE ASTENUTI: “L’ABBIAMO MIGLIORATA”.

Lo hanno ribattezzato “stop alle manette facili”. Ed effettivamente quello che ieri ha visto la luce alla Camera (e che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva) è un provvedimento di revisione della custodia cautelare che renderà sempre più complicato per il giudice fermare un presunto delinquente anche davanti a imputazioni pesanti e delitti gravi. Scopo della legge, che ieri ha avuto il voto favorevole di 290 deputati (dunque sotto la soglia della maggioranza di 316, vista l’assenza di ben 231), con 13 contrari e 95 astenuti (i grillini), sarebbe quello di restituire la natura di extrema ratio alla carcerazione preventiva, rendendo più stringenti i presupposti e ampliando le misure alternative. (altro…)

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Vauro

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Il sovraffollamento

Sconti di pena e braccialetto elettronico “Nelle carceri 3mila detenuti in meno”
La giustizia
Oggi il decreto del governo. E contro gli abusi arriva il Garante.

CON il merito di erodere la legge Fini-Giovanardi sulla droga (nasce il “piccolo spaccio”) e la Bossi-Fini sull’immigrazione. In consiglio dei ministri oggi arriva anche una corposa legge delega per il processo civile, che potrebbe passare alla storia come quella della “sentenza breve”, mentre è destinata al rinvio un’altra legge delega, questa davvero rilevantissima, frutto del lavoro della commissione presieduta da Giovanni Canzio, il presidente della Corte di appello di Milano, che riduce i tempi del processo penale. Niente “processo breve” come voleva Berlusconi, ma interventi sulle impugnazioni e sui ricorsi in appello e in Cassazione. Non sarà una passeggiata convertire il decreto e neppure spuntare le due deleghe in Parlamento, perché basta scorrere la materia scottante per prevedere le contestazioni. (altro…)

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La Cancellieri: presto un nuovo “svuotacarceri”.

ROMA— Ancora una frustata al Parlamento sull’emergenza carceri: «Si prenda la responsabilità di approvare un provvedimento di indulto», oppure abbia il coraggio di dichiarare apertamente di «non considerarlo necessario », anche se a maggio scade «la raccomandazione, per non dire l’intimazione della Corte di Strasburgo » che ha messo l’Italia nel mirino per la violazione dei diritti umani. Giorgio Napolitano, dopo il messaggio alle Camere dell’otto ottobre scorso, torna a “inchiodare” la politica sul dramma sovraffollamento nei penitenziari italiani. Non era e non è, ammonisce il capo dello
Stato parlando a margine di un convegno al Senato proprio su amnistia e indulto, «un messaggio prendere o lasciare», perché il Parlamento «è assolutamente libero di fare le proprie scelte» ma un modo «per richiamare l’attenzione su un problema drammatico e un dovere ineludibile». (altro…)

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PoggiorealeIL CAPPELLANO DEL CARCERE: “VINCENZO NON HA PROTEZIONI ECCELLENTI” LA GARANTE DEI DETENUTI: “PORTERÒ IL CASO ALL’ATTENZIONE DI VIA ARENULA”.

Vincenzo è figlio ’e nisciuno, figlio di nessuno, e per questo deve crepare nel-l’inferno di Poggioreale. Non ha protezioni e conoscenze politiche che contano, nessuno si commuove e fa dei passi per lui, nessun eccellente ministro della Repubblica alza il telefono e rassicura la sua famiglia. Per lui hanno un occhio di riguardo e di umana pietà il prete, la suora e i volontari, e un garante per i diritti dei detenuti che si sta facendo in quattro per salvarlo. Ma a Roma, al ministero che si chiama di Grazia e pure di Giustizia, non ci sono né occhi per vedere, né orecchie per sentire. Carcere di Poggioreale, Napoli, la vergogna d’Italia, il penitenziario più grande d’Europa: capienza 1350 detenuti, presenti 2800, nelle celle ne stipano fino a nove con i letti a castello a tre piani per guadagnare spazio.  (altro…)

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Forse a Giulia Ligresti non occorreva neppure l’interessamento della ministra della Giustizia Cancellieri perché il tribunale valutasse il suo stato di salute come troppo rischioso per la sua incolumità psico-fisica e quindi ne decidesse la scarcerazione. Bastava la sua condizione di persona ricca e privilegiata, non abituata quindi ai disagi. Secondo la perizia medica alla base della decisione del tribunale, infatti, proprio la sua condizione di persona abituata ai privilegi e agli agi l’ha resa particolarmente inadatta a sostenere l’esperienza carceraria. Secondo il perito, Giulia Ligresti soffriva “di un disturbo dell’adattamento, che è un evento stressante in modo più evidente per chi sia alla prima detenzione e in particolar modo per chi sia abituato a una vita particolarmente agiata, nella quale abbia avuto poche possibilità di formarsi in situazioni che possano, anche lontanamente, preparare alla condizione di restrizione della libertà e promiscuità correlate alla carcerazione». (altro…)

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Carceri

IL GUARDASIGILLI VUOLE RIFORMARE LA CUSTODIA CAUTELARE OGGI RIGUARDA 24MILA PERSONE: “ODIOSO ANTICIPO DI PENA”.

Nella versione costituzionale dovrebbe essere il contrario: la legge come prerogativa del Parlamento. In tempi di larghe intese, soprattutto quando si parla di indulto e amnistia, argomenti sui quali il presidente della Repubblica ha speso il monito, è il ministro che mette fretta ai deputati. E detta le linee guida di quella che deve essere la legge. Anna Maria Cancellieri, in altri guai affaccendata, qualche giorno fa ha spedito alla commissione la relazione sulle carceri. Insostenibile, come ha ripetuto l’intero arco governativo, per chiudere con la più abusata delle affermazioni: “È l’Europa che ce lo chiede”. Prima di precisare: “Il ministero è al lavoro per una riforma della custodia cautelare”. Perché “spesso è una odiosa anticipazione della pena”. (altro…)

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Repubblica

Esiste un modo tutto italiano di risolvere i nostri probliemi (eccesso di burocrazia, clientelismo, grandi banche che fanno credito solo a grandi clienti, arretratezza informatica, corruzione, evasione ..): quello che piuttosto che affrontare i problemi, se li inventa o li lascia decantare (vedi emergemza case, emergenza carceri, emergenza immigrazione).
Piuttosto che trovare soluzione che eliminano il problema, lancia annunci a mezzo stampa degli annunci di grandi riforme che risolvono il problema solo sulla carta. (altro…)

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Nel dibattito molto emotivo sulla condizione carceraria non si capisce perché siano usati l’uno contro l’altro due argomenti ugualmente inoppugnabili come la certezza della pena e l’utilità/umanità della stessa. Un Paese che apre le sue carceri perché non è in grado di averne a misura di Costituzione, e si vergogna delle decrepite galere dove stipa i detenuti, non è un Paese serio. Indulto e amnistia, quand’anche servano (e servono) a far scendere la febbre delle carceri, e ad alleviare sofferenze, hanno il difetto “politico” di sembrare un espediente tanto quanto i giustamente detestati condoni edilizi e fiscali. In questo senso credo abbia ragione Matteo Renzi quando eccepisce sull’indulto. (altro…)

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Chi tocca i fili muore. Che si tratti di frequenze televisive, di conflitti di interessi o di rapporti stato mafia.
Chi parla di questi argomenti, viene attaccato da tutti, messo da parte, isolato.
Da ieri sappiamo che, a questi argomenti tabù per la politica, si deve aggiungere anche l’indulto: lo sappiamo dopo le critiche che sono piovute addosso al candidato Renzi, reo di aver osato criticare la scelta di Napolitano.
“Non è lesa maestà”: Renzi ha imparato in fretta come non solo non si può né nominare né tantomeno criticare il re.
Ma nemmeno toccare questi fili.
Le televisioni, i conflitti di interesse, la trattativa e ora l’indulto.
Tutte questioni care a B. Guarda caso. (altro…)

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lacrime_napulitane

Ieri il presidente dei partiti (in quanto eletto dai loro nominati) Giorgio Napolitano ha detto che il M5S ha un chiodo fisso e se ne frega dei problemi della gente e del Paese in merito alla sua proposta di indulto e amnistia per liberare le carceri. Il sospetto che questo appello avvenga per salvare Berlusconi e una miriade di colletti bianchi è lecito. Le lacrime napulitane versate per coloro che sono detenuti sono sospette da parte di chi è parte fondante di questa classe politica dal 1953 ed è ora nel suo ottavo anno di presidenza. Le carceri sono piene perché molte sono inutilizzate, perché leggi inutili e dannose come la Fini-Giovanardi sono in vigore, perché i cittadini extracomunitari e comunitari detenuti non vengono mandati nel loro Paese a scontare la pena. Cosa ha fatto su questi punti, signor Presidente? Con quale urgenza si è mosso in questi anni? (altro…)

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