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Posts Tagged ‘Caselli’

CaselliL’ex procuratore Caselli: i cittadini devono sapere Il governo per la linea dura: sì alla proposta Gratteri.

ROMA – «La pubblicazione delle intercettazioni può svelare i cosiddetti “arcana imperii” ed è proprio questo che il potere, per legittima difesa, non gradisce». Esordisce così Gian Carlo Caselli, magistrato oggi in pensione che non ha bisogno di essere presentato per via della sua storia, dalle indagini su terrorismo e mafia alla direzione di procure come Palermo e Torino. Lo dice a Repubblica nelle stesse ore in cui da Renzi trapela che tra la soluzione Bruti-Pignatone (pubblicabile solo ordinanza e richiesta, segreto il resto fino al processo) e quella Gratteri (niente intercettazioni neppure nelle ordinanze e carcere per i giornalisti che le pubblicano), è per la seconda. (altro…)

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La trattativaSe il film La Trattativa di Sabina Guzzanti fosse già uscito nelle sale, si eviterebbero molti equivoci. Almeno per chi è interessato alla storia che racconta. Non per i poveracci che l’hanno recensito senza vederlo o degli onanisti della penna alla Battista, che sguazzano compiaciuti nella presunta rissa fra “forze del Bene”, infischiandosene dell’oggetto del contendere: i fatti e le sentenze che documentano inoppugnabilmente la trattativa Stato-mafia. Come se il contrasto fra Sabina e Caselli potesse inficiare un fatto storico gravissimo che i negazionisti alla vaccinara seguitano a gabellare per “eventuale, problematico, immaginato”, addirittura “fiction” solo perché finalmente è diventato un film. La polemica è nata dalla proiezione di alcuni frammenti del film alla festa del Fatto. (altro…)

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notav23marzo2013

“La Tav va sabotata”.
Lo scrittore Erri De Luca, raggiunto al telefono dall’HuffPost, commenta con scarne parole l’accusa che il procuratore Giancarlo Caselli lancia nei confronti degli intellettuali che a sinistra “sottovalutano pericolosamente l’allarme terrorismo” in Val di Susa.

Caselli non fa i nomi dei “conniventi” ma nell’ elenco, è chiaro, figurano il filosofo Gianni Vattimo e De Luca, che hanno manifestato pubblicamente il supporto agli attivisti No Tav finiti in carcere per sabotaggio. Pochi giorni or sono Vattimo è finito nelle attenzioni della Procura torinese per i suoi stretti legami con le frange più dure del movimento, mentre lo scittore ha firmato un intervento durissimo nel volume appena uscito “Nemico pubblico. Oltre il tunnel dei media: una storia NoTav”, ebook dedicato alla lotta valligiana scritto con la giornalista Chiara Sasso, WuMing1 e Ascanio Celestini. (altro…)

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Caselli - GrassoEx commissario Csm Francesco Menditto.

È l’attuale procuratore di Lanciano, Francesco Menditto, il magistrato a essere chiamato in causa, senza mai essere citato per nome, in questi giorni di polemiche scaturite dalle critiche del vicedirettore del Fatto Marco Travaglio al presidente del Senato, Piero Grasso, ex procuratore nazionale antimafia.

Grasso e “grassiani” hanno sostenuto che nel 2005 il plenum del Csm, come chiesto da 13 consiglieri, avrebbe potuto votare per il procuratore nazionale antimafia prima che la legge anti Gian Carlo Caselli (voluta dal centrodestra) escludesse, in pieno iter, il procuratore generale di Torino. Alla Quinta commissione del Csm, presidente Menditto, c’era già stato il voto, finito 3 a 3, fra Grasso e Caselli. Il pm Giuseppe Fici, allora consigliere al Csm del Movimento per la Giustizia, accusa Menditto di aver rallentato la pratica e quindi di aver impedito il voto prima che la legge anti Caselli fosse promulgata.  (altro…)

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CaselliC’è un fatto oggettivo: una legge “contra personam”, contro il procuratore Gian Carlo Caselli, approvata dal centro-destra nel 2005 per escluderlo dalla corsa a procuratore nazionale antimafia. C’è un altro fatto oggettivo: grazie a quella legge, che aveva cambiato le regole a gara aperta dal Consiglio superiore della magistratura, Piero Grasso, senza concorrenti, fu nominato procuratore nazionale antimafia (pna).

MA DOPO le critiche a Grasso del vicedirettore del Fatto Marco Travaglio, i dati oggettivi vengono strumentalizzati per provare a dimostrare che l’attuale presidente del Senato, anche senza quella legge contra personam, sarebbe diventato lo stesso superprocuratore. Una tesi giornalistica e pure di un magistrato, Giuseppe Fici, nel 2005 consigliere al Csm del Movimento per la giustizia. Ha scritto che Grasso avrebbe comunque prevalso su Caselli con “14 voti”. Aggiunge che la sua elezione sarebbe avvenuta addirittura prima dell’approvazione della legge contra personam se il relatore a favore di Caselli, Francesco Menditto, di Magistratura democratica, avesse “predisposto in tempo la motivazione” per il plenum. Menditto, che avrebbe preferito non inserirsi in una “polemica giornalistico-politica”, ricorda a Fici che all’epoca non lamentò alcun ritardo e che né il presidente Carlo Azeglio Ciampi né il vicepresidente Virginio Rognoni, sollecitati dai consiglieri moderati e di centro-destra, “ritennero di intervenire su di me”. (altro…)

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CaselliIl procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli, giovedì non ha visto l’intervento di Piero Grasso a Servizio Pubblico. “Ero fuori a vedere “Il matrimonio segreto” di Cimarosa”, spiega al Fatto , “ma oggi grazie a internet ho potuto rivedere tutto”. E cosa pensa della seconda carica dello Stato che sfida a duello televisivo un giornalista che lo critica? Io non sono Grasso. Non mi faccia dire altro. Effettivamente siete molto diversi. Lei è stato accusato di essere un magistrato politicizzato e Grasso è sempre stato trattato come un magistrato equilibrato. Oggi lei fa il procuratore e Grasso è presidente del senato, in quota Pd. Non è un paradosso? Bisogna vedere chi ti accusa. Totò Riina dichiarava a tutte le telecamere nel 1994 che io sono un comunista e che il governo in carica in quell’anno si doveva guardare da me. Anche io ho avuto molte offerte dalla politica e ho sempre detto di no. Non è il mio mestiere anche se non ho nulla da dire contro chi sceglie di farlo. (altro…)

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Elena Garberi e Marianna Valenti, attiviste No TAV in carcere dal 9 settembre scorso nonostante fossero incensurate sono tornate a casa. Il Tribunale del Riesame, respingendo la richiesta della Procura di Torino di carcerazione, ha concesso a Elena gli arresti domiciliari e a Marianna l’obbligo di dimora. Io credo nell’innocenza di queste due donne presenti a Chiomonte per assistere gli eventuali feriti, una delle quali ha tre figli ed è volontaria al 118 e spero che presto vengano a cadere le accuse. Sono comunque soddisfatto di una decisione che poteva arrivare prima di quasi due settimane di carcere. Il Tribunale del Riesame ha rigettato a termini di legge la carcerazione. Chi l’ha proposta ci rifletta.

da beppegrillo.it

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