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Posts Tagged ‘casini’

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Scanzi - Casini

Polemica concitata tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, durante Otto e Mezzo, su La7. Il tema della discussione, a cui partecipa anche il filosofo Massimo Cacciari, ospite in collegamento, verte sul concetto di antipolitica e sulla crisi dei partiti tradizionali. Casini attribuisce la causa del malessere a un dato genetico che riguarda l’Europa. Scanzi osserva: “Magari è anche colpa di chi ha fatto politica fino all’altro giorno. Quando si insiste con la parola ‘antipolitica’, si continua a dare una categorizzazione completamente sbagliata di quello che sta succedendo. (altro…)

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CasiniFantasmi Dc.

E se lo stallo nascondesse il pacco del Nazareno? Il sospetto diventa feroce con il passare dei minuti. Matteo Renzi sta incontrando i capigruppo del Pd e alla Camera è l’ora del surplace. Amato e Mattarella sono appaiati, in un tempo sospeso, entrambi votati alla sconfitta. Ed è a questo punto che un ex ministro berlusconiano decide di vivacizzare il deserto dei tartari di Montecitorio e racconta una storia. “Adesso vi spiego come stanno le cose”. È infervorato, impaziente, incazzato. La notizia che Pierferdinando Casini, imbolsito leader del piccolo centro, marito di Azzurra Caltagirone, è stato ricevuto a Palazzo Chigi è passata quasi inosservata. (altro…)

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Casini - BerlusconiSc: il solito trasformista. Dellai: noi popolari con i riformisti
Le alleanze.

ROMA— Alfano lo accoglie a braccia aperte: «Bentornato nel centrodestra, insieme batteremo la sinistra». Pier Ferdinando Casini, che dichiara chiusa la stagione del centrismo e nell’intervista a “Repubblica” dichiara la sua scelta bipolarista, ritrova i compagni di strada di un tempo ma rompe del tutto con gli ex di Scelta Civica («il solito trasformista ») e non convince nemmeno tutti i “suoi” Popolari per l’Italia. Che infatti al momento non lo seguono, «per ora restiamo dove siamo — dichiarano Olivero e Dellai — e comunque poniamo un confine invalicabile a destra». Gelide le reazioni di chi invece al progetto centrista ancora crede, come Enzo Carra, «Casini cerca solo un posto da Berlusconi». L’annuncio che il vecchio sogno di rifare la Dc è andato in frantumi, e che se ne torna perciò nel campo del Nuovo centrodestra e di Forza Italia, viene salutato con grande entusiasmo dai forzisti. (altro…)

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CasiniL’EX LEADER DELL’UDC PRESENTERÀ OGGI UNA PREGIUDIZIALE NESSUN VOTO SU B. PRIMA CHE SI RIDEFINISCA L’INTERDIZIONE.

Gli amici si riconoscono nel momento del bisogno. E Pier Ferdinando Casini amico di Silvio Berlusconi lo è stato e lo è ancora adesso. Al punto da sfoderare per lui tutta la sua trentennale (quasi) esperienza parlamentare per metterla a disposizione della causa del Cavaliere di veder slittare, almeno per un po’, la decadenza. Senza vergogna alcuna, ma anzi con la scusa di “impedire a chiunque di ergersi a vittima di una persecuzione politica e giudiziaria”, Casini presenterà oggi in aula in Senato una pregiudiziale in cui chiederà lo slittamento del voto dopo la decisione della Cassazione sulla durata dell’interdizione.  (altro…)

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Scelta cinica

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Il Grande Centro

Bisognerebbe fare una raccolta – un’antologia completa – del corteggiamento durato cinque anni a Casini e Fini, poi a Monti e Montezemolo. Bisognerebbe farne un’antologia perché ormai ce lo siamo dimenticati tutti e si parla tutti d’altro, del presente, com’è giusto: eppure dal 2008 fino a pochissimi mesi fa nel Pd e dintorni non si è parlato d’altro che di quello – dell’Udc, di Fli, di Scelta Civica – e ora viene da ridere e da piangere solo a pensarci.

Ora di quel centro – anzi il ‘Grande Centro’ come  dicevano loro – non è rimasta che polvere, e su ‘Repubblica’ perfino Pisanu suggerisce di chiudere la serranda, mentre il montezemoliano Romano si prende a male parole con il montiano Olivero, particelle elementari che politicamente esistevano soltanto nei titoli dei giornali amici e nei calcoli aritmetici di D’Alema e i suoi cari. (altro…)

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CasiniDellai: il premier pensa solo ai suoi scopi personali
I centristi.

ROMA — Frammentati, eppure costretti a stare insieme. Almeno per il momento. Scelta civica, già malconcia dopo la batosta elettorale, conta i lividi procurati dalla trattativa (fallita) sulla Presidenza delle Camere. E si prepara alla resa dei conti. Il malumore verso Mario Monti fatica a restare negli argini e il partito unico sembra allontanarsi. Il Professore, d’altra parte, gioca in proprio senza abbandonare l’ormai noto contegno british: «Io voglio fare politica, non costruire un partito». (altro…)

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Crocerossine

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Maramotti

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Dai diritti gay all’amico Cuffaro: tutte le posizioni di Casini e dell’Udc.

Il 26 giugno sulla Stampa la Jena pone un interrogativo (retorico): “Comprereste un’alleanza usata da quest’uomo?” Il venditore era Pier Ferdinando Casini. L’acquirente il Pd, in primis il suo segretario Pier Luigi Bersani. La risposta democratica è arrivata in questi ultimi giorni: sì. Eppure la base di centrosinistra non appare così soddisfatta, sui social network i dubbi spesso si tramutano in insulti, accuse, feroci invettive. Gli iscritti denunciano differenze sostanziali, distanze non colmabili, posizioni inconciliabili. Sarà vero? Proviamo ad analizzare punto per punto. Matrimonio gay Da una settimana è l’argomento che spezza in più parti il Pd. Dall’Assemblea di sabato 14, quando un gruppo di delegati ha stracciato la tessera in faccia a Bersani. La colpa: non concedere il voto ai documenti che menzionavano i matrimoni omosessuali. Venerdì Pier Ferdinando Casini ha definito la sua posizione: “I matrimoni tra gay sono una idea profondamente incivile, una violenza della natura e sulla natura”. (altro…)

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Il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, ha archiviato l’esperienza politica del Terzo Polo. “Oggi siamo in una stagione nuova – ha detto, per il secondo giorno di seguito – in un campo nuovo, il gioco è diverso. Onore a chi ne ha fatto parte, ma il Terzo polo non è sufficiente per rappresentare le esigenze di novità e di cambiamento. Un giudizio espresso dopo il risultato deludente delle ultime amministrative. Il leader centrista ha aggiunto: “A forza di parlare di alleanze la politica si sta distruggendo. Meglio un viaggio in Italia, ripartire dal territorio”. Poi, a una domanda sul possibile divorzio con Fini e Rutelli, ha risposto: “Questo lo dite voi, siamo in ottimi rapporti, con Fini siamo in sintonia totale”. (Repubblica). (altro…)

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Il Pdmenoelle può finalmente gettare la maschera e votare alla Camera a favore della riforma dell’articolo 18. La Camusso, persino lei, non è riuscita ad accettare il licenziamento libero, dai conati di vomito che le procurava. Bersani invece ce la può fare, ce la farà, a consegnare all’oblio decenni di conquiste dei lavoratori. Là dove neppure Berlusconi osò, lui volerà alto e non si tirerà indietro. Per il bene dello Stato, ovviamente. Cancellare l’articolo 18 per un pdimenoellino è un atto liberatorio, un outing che gli restituisce la sua vera identità politica dopo anni di relazioni nascoste con il Pdl. Si sentirà meglio nelle serate insieme a Azzurro Caltagirone e al Coniglione Mannaro. Rigor Montis, argomentando con il mento in fuori, ha spiegato alla plebe che a partire dall’articolo 18 il “diritto di veto” non sarà più concesso. A nome di chi parla? Il diritto di mandarlo a fanculo, questo ce lo concediamo da soli.

Da beppegrillo.it

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A furia di citare la foto di Vasto con Bersani, Di Pietro e Vendola per dire che gli intrusi erano Di Pietro e Vendola, è stata scartata a priori l’ipotesi che dei tre quello sbagliato fosse Bersani. Ipotesi che assume una certa pregnanza alla vista della foto di Casta, twittata da un gaio Piercasinando durante l’inutile vertice con Monti. La foto di gruppo lo ritrae in compagnia del resto della Trimurti, anzi della Trimorti a giudicare dal consenso di cui godono i rispettivi partiti:l’implume Angelino Jolie e il solito Bersani, che sta diventando un po’ come Zelig e Forrest Gump: facapolino in tutte le foto (anche in quelle dei matrimoni).Eccoli lì, sorridenti e giulivi davanti al fotografo, Casini,Alfano e Bersani, ma anche Casano, Bersini e Alfani, ma anche Alfini, Bersano e Casani. La Trimorti è uscita finalmente dalla clandestinità, dopo tre mesi di incontri clandestini in tunnel, catacombe e suburre umidicce e infestate da cimici e pantegane, e ha trovato il coraggio di fare outing sul loro ménage à trois: ebbene sì, i tre dell’Ave Mario si amano e rivendicano i loro diritti di trojka di fatto. Un tempo la politica si faceva nelle piazze,poi traslocò in televisione. (altro…)

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Cinque ore di incontro tra il presidente del consiglio, Alfano, Bersani e Casini. Sul lavoro”vince” il modello tedesco. Il partito berlusconiano accetta norme più severe sulle tangenti, ma ottiene la promessa di una nuova regolamentazione dello strumento di indagine, dopo anni di tentativi falliti. Rimandata la questione spinosa della Rai. Il prossimo consiglio dei ministri discuterà anche la riforma fiscale.

E’ finito con un accordo su articolo 18 e giustizia, compresa la responsabilità civile dei giudici, l’incontro di ieri sera tra il presidente del consiglio Mario Monti e il tre leader della maggioranza che lo sostiene, Pierluigi Bersani(Pd), Angelino Alfano (Pdl), Pier Ferdinando Casini (Udc-Terzo Polo). Nulla di fatto, nel vertice durato cinque ore e terminato verso l’una e mezza di notte, sull’altro tema delicato all’ordine del giorno, la questione Rai, la cui discussione è stata rimandata, insieme alla discussione sui provvedimenti per la crescita economica. (altro…)

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Nascosti dietro i tecnici, in uno dei loro più riusciti travestimenti, i politici autonominati vivono una stagione di libidine sfrenata. In Parlamento non vanno mai (le aule sono deserte, tanto non c’è niente da votare). Qualunque porcata facciano non se ne accorge nessuno. E hanno un sacco di tempo libero per dare sfogo alla perversione più inconfessabile: l’inciucio, sogno proibito di una vita, che negli anni passati li costrinse a spericolati e clandestini Kamasutra per non farsi notare dagli elettori. Ora invece, dietro il trompe l’oeil montiano, sono come topi nel formaggio: possono scatenarsi, come quei sadomasochisti repressi che trovano finalmente il coraggio dell’outing in gita premio a Sodoma e Gomorra. E allora vai con l’orgia, anzi al momento l’orgetta, sulla giustizia. Ad apparecchiare il talamo a tre piazze Pdl-Pd-Udc è Il Messaggero, quotidiano del gruppo Caltagirone, con la scusa della solita “riforma della giustizia” (non bastando le cento e più varate, con i risultati noti a tutti, negli ultimi 18 anni). L’idea l’ha lanciata sul Messaggero un osservatore neutrale: Casini, che incidentalmente di Caltagirone è il genero. L’indomani gli ha risposto, sempre sul Messaggero, il presunto segretario del Pdl Alfano. Poteva mancare a questa soave corrispondenza di amorosi sensi il contributo di Violante? No che non poteva. Infatti ieri è arrivato anche lui: “Per anni siamo vissuti fra due opposti giacobinismi”, ha detto, mettendo sullo stesso piano i magistrati che tentano di  far rispettare le leggi e i politici che le violano o le cambiano a proprio uso e consumo. (altro…)

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