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Posts Tagged ‘caso ruby’

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Nello speciale della trasmissione di Michele Santoro tutto l’affaire Ruby. Dalla telefonata in questura per far rilasciare l’allora minorenne Karima El Marough, al racconto delle feste di Arcore, fino alla condanna in primo grado a sette anni di reclusione. In onda dalle 21.10 su La7 e in diretta streaming su ilfattoquotidiano.it.

Tutto l’affaire Ruby. Dopo la puntata di giovedì scorso, “L’età dell’innocenza 2” è il titolo del nuovo appuntamento di Servizio Pubblico più, lo spazio di approfondimento del programma di Michele Santoro, in onda giovedì 27 giugno, alle 21.10 su La7 e trasmesso in diretta streaming su il fattoquotidiano.it

Partendo dalla sentenza di primo grado del cosiddetto “Processo Ruby”, che ha visto il Cavaliere condannato a sette anni di reclusione, uno in più di quanto chiesto dall’accusa, più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, per prostituzione minorile e concussione, il  programma ripercorrerà tutte le tappe dello scandalo che ha interessato l’ex premier Silvio Berlusconi, avvalendosi anche di ricostruzioni a fumetti e fiction che si intrecciano con interviste esclusive, da Noemi Letizia,Patrizia D’Addario fino a Ruby(altro…)

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Il 18 giugno 2004, nelle dichiarazioni spontanee al processo Sme, era un altro uomo. Fino a notte fonda aveva concordato parola per parola con gli avvocati le cose da dire e soprattutto da non dire. Poi, appena scattò in piedi e impugnò il microfono, lasciò perdere il copione e parlò a braccio. Disse che “la legge è uguale per tutti ma io sono più uguale degli altri perché ho avuto i voti”. Aggiunse che mai avrebbe corrotto un giudice con bonifici esteri, potendo “mettere una mano in tasca e tirar fuori i contanti senza lasciare traccia”. Un attimo prima che confessasse, Ghedini e Pecorella lo portarono via di peso, con la scusa di “un impegno a Roma col premier greco” (il suo consulente finanziario). L’altroieri, otto anni dopo, nel monologo-bis al processo Ruby, ha letto da seduto con voce monocorde una pappardella scritta da Ghedini e Longo. Limitiamoci all’accusa più grave: la concussione per le telefonate in questura dopo il fermo di Ruby per furto: “Nessuna pressione sul funzionario: ho solo dato e chiesto una semplice informazione… (altro…)

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Altre due ragazze raccontano ai pm i dettagli sulle serate nella villa di Berlusconi. Ci andarono il 22 agosto 2010, il giorno dopo essere state “provinate” da Emilio Fede. Le barzellette sconce del premier, i giochini a sfondo erotico, i balli delle giovani seminude, la lap dance della Minetti. Tutto alla presenza della presunta “fidanzata” del premier.

Altre due ragazze raccontano l’autentica “eleganza” delle notti di Arcore. A questo punto ci sono cinque giovanissime donne – testimoni dirette – che smentiscono la narrazione minimalista e fantasiosa di Silvio Berlusconi, il premier a giudizio per concussione e prostituzione minorile. Sono tutte e cinque estranee al giro della Dimora Olgettina, al mondo dello spettacolo e alla “scuderia” di Lele Mora. Le ultime due, in ordine di tempo, sono giovanissime. Si chiamano Ambra Battilana e Chiara Danese. Sono invitate a Villa San Martino il 22 agosto del 2010. Quel giorno, Ambra, che è nata il 15 maggio 1992, ha diciotto anni, tre mesi e sette giorni. Chiara, nata il 30 giugno 1992, ha diciott’anni, un mese e ventidue giorni. Quando le incontra, Silvio Berlusconi le chiamerà “le mie bambine”. Il 4 aprile scorso Ambra e Chiara, con i loro avvocati, hanno presentato alla procura della Repubblica di Milano una “memoria” su quanto è avvenuto quella notte. (altro…)

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Ellekappa da Repubblica del 12/04/2011.

Per incastrare B. non è necessario intercettarlo: basta lasciarlo parlare. Nelle dichiarazioni spontanee del 2003 al processo Sme, dov’era accusato di un bonifico da un suo conto svizzero a uno di Previti a uno di Squillante, tenne al tribunale una memorabile lezione su come si corrompe un giudice pagandolo cash: “Ma vi pare che, se uno versa 500 milioni destinati a un fine illecito, fa un versamento da conto a conto in modo che sia facilissimo ricostruirlo? Ma anche il più ingenuo dei manager sa che questa dazione illecita si deve fare con un versamento in contanti.  (altro…)

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Montecitorio, esterno giorno. L’Italia dentro, l’Italia fuori.
Dentro al Palazzo una maggioranza di governo servile e comprata da un anziano miliardario ricattato da frotte di prostitute e di deputati – assoldati entrambi per tacere o mentire sul suo conto – vota per la seconda volta quel che nessuno al mondo può credere a meno di non certificare che l’Italia sia guidata da un ingenuo allocco incapace di accertare e di distinguere, nella selezione dei suoi ospiti in villa, la discendente di un capo di stato da una prostituta minorenne. Per la seconda volta in poche settimane, cioè, il Parlamento italiano offre al mondo l’indecente spettacolo della sua convinzione che effettivamente la giovane Karima fosse «la nipote di Mubarak». (altro…)

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Immaginiamo che accadrebbe se uno dei profughi che sbarcano a Lampedusa, appena toccato il suolo italiano, andasse incontro alle telecamere e dichiarasse: “Sono l’uomo più imputato della storia dell’universo, ho avuto 2.565 udienze in tribunale e più di mille magistrati si sono già occupati di me”. Verrebbe respinto all’istante in mare come delinquente incallito, o circondato e preso in consegna dalle forze dell’ordine, condotto in cella di isolamento di un carcere di massima sicurezza, guardato a vista giorno e notte da corpi speciali, teste di cuoio e lagunari paracadutati sul posto per l’occasione. 
Ma si dà il caso che quella frase sia stata pronunciata a Canale 5, in collegamento telefonico con Belpietro, dal presidente del Consiglio, che da anni sbandiera ai quattro venti i suoi processi con lo stesso orgoglio con cui rivendica i trofei del Milan. Tanto, controllando militarmente l’informazione, sa che quel palmarès da far impallidire Al Capone verrà letto come una prova non della sua predisposizione a delinquere, ma della persecuzione giudiziaria ai suoi danni. Anzi per dimostrare di essere tanto perseguitato, vanta tanti processi, molti più di quelli reali. Il guaio è che, complice l’arteriosclerosi, non ricorda mai quanti ne ha inventati la volta precedente. (altro…)

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Da Cusani a Ruby. Da un faccendiere a una sfaccendata. Dalla madre di tutte le tangenti alle nipotine di tutti i presidenti. Lo sfondo è lo stesso di 20 anni fa: il Tribunale di Milano. E ci sono bustarelle anche qui. Però i ladroni e i ladruncoli che testimoniarono al processo Enimont, simbolo e funerale della Prima Repubblica, emanavano un’aria drammatica. Invece di fronte alla lista dei testimoni del processo al bunga bunga, simbolo e carnevale della Seconda, uno non sa se mettersi a ridere o a piangere, se chiedere l’autografo o l’asilo politico. Lele Mora, Emilio Fede, le 32 girls 32, altrimenti note come Olgettine. E poi Carfagna, Gelmini, Canalis, Belen, Aida Yespica, Barbara D’Urso, Minetti, Ruby la Minorenne (citata dall’accusa) e Ruby la Maggiorenne (citata dalla difesa: si cambierà d’abito fra una parte e l’altra?). E i genitori di Ruby, mentre lo zio presunto è trattenuto in Egitto da impegni improrogabili. In compenso c’è George Clooney. (altro…)

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Da oggi l’Italia ha un nuovo ministro, si chiama Saverio Romano. È indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, ha avuto l’incarico perché è un esponente dei cosiddetti Responsabili, quelli che hanno salvato il governo: dunque, mafia o non mafia, obiezioni del Quirinale o meno, gli spettava. Era il corrispettivo pattuito. (altro…)

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La “fidanzatina” evocata da Berlusconi come scudo virtuoso contro le tentazioni della carne è uno dei misteri gaudiosi delle notti arcoriane. Nessuno sa chi sia, nelle intercettazioni non figura, non esistono ipotesi o illazioni sulla sua identità, eppure non è la prima volta che Berlusconi la cita, incurante dell’ inevitabile ilarità che quel termine – fidanzatina – suscita se accostato a un signore molto maturo come lui, e per giunta già titolare, a quanto si vocifera, di parecchie fidanzatone. Vengono alla mente – più che le carnali cortigiane con conseguenti trame di palazzo – i fantasmi incantati dell’ infanzia (si sa che ogni anziano è anche un bimbo di ritorno). (altro…)

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L´«avviso di conclusione indagini» è stato un colpo più duro del previsto. Ruby adescata a 16 anni, sesso col premier 13 volte, 33 ragazze indotte a prostituirsi nei festini di Arcore. Roba pesantissima, per l´imputato Berlusconi. Si impone un cambio di strategia. L´altroieri i primi segnali. La telefonata del Cavaliere a «Repubblica»: autoassolutoria e densa di messaggi «in codice». La Struttura Delta ne ha isolati almeno un paio, riciclandoli nel circuito politico-informativo. Sono indirizzati alle 33 ragazze. Dice il presidente: «Le hanno marchiate a vita come prostitute». E poi: «Queste ragazze non possono più lavorare… Io voglio difenderle pubblicamente». Infine: «I miei avvocati mi hanno consigliato di non rispondere alle loro telefonate. E alcune di loro hanno pensato che le stessi scaricando…». Se si aggiunge la crociata parallela di Giuliano Ferrara su «Qui, Radio Londra», il senso dell´operazione è chiarissimo. Presto queste ragazze saranno chiamate in tribunale a testimoniare. Dunque, vanno «rassicurate». È come dal dottore: dica 33.

MASSIMO GIANNINI da La Repubblica del 17 marzo 2011.

giovannitaurasi.wordpress.com

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O Manco a farlo apposta, a Milano succede questo: l’altra notte Kathryn Emily Andrews, 25 anni, inglese in vacanza in Italia, irrompe all’hotel Madison ubriaca fradicia dicendo di voler salutare un amico. Questo però chiama la polizia. Arriva una volante, gli agenti le chiedono i documenti, ma lei comincia a insultarli urlando: “Sono la figlia di un ministro inglese”. Quelli pensano: eccone un’altra, ci risiamo, non bastava la nipote di Mubarak, ora pure la figlia del ministro, magari adesso chiama B. e ci rimanda la Minetti. Nell’attesa la portano in Questura, controllano la patente, contattano l’ambasciata e scoprono che davvero la ragazza è figlia del ministro della Cooperazione del governo Cameron. Essendo maggiorenne, la denunciano a piede libero per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire documenti e ubriachezza. Nessuna telefonata da Arcore. Forse B., causa cerotto finto, non può parlare. Forse teme che la Minetti molli pure Kathryn a una mignotta brasiliana: poi chi li sente gli inglesi, mica sono di bocca buona come Mubarak e gli egiziani. (altro…)

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ROMA – “Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi” perché “se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell’Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva”, parola di Daniela Santanché.

E’ questa l’ultima sparata del sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’attuazione del programma Daniela Santanché. Sui giudici, sui magistrati ha lanciato una autentica fatwa, una maledizione: vi siete persi Yara per cercare le Olgettine. Non ci sono fatti dietro le parole della Santanché, anzi i fatti dicono di centinaia di persone impegnate nella ricerca della povera ragazza e di decine di telefoni intercettati nell’area di Brambate di Sopra. Ogni paragone è incongruo, almeno incongruo per usare eufemismo. Ma, anche a seguir la “logica” del raffronto, le indagine sulle “olgettine” hanno impegnato dieci agenti di polizia e un costo complessivo di meno di 30mila euro, intercettazioni comprese. (altro…)

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«Il premier intende scendere in campo in prima persona per difendersi». L’annuncio dato ieri dall’avvocato Niccolò Ghedini dà un’idea precisa della situazione disperata in cui il Paese si trova. Siamo davvero un caso unico nell’Occidente democratico. Altrove un primo ministro rinviato a giudizio per concussione e prostituzione minorile da tempo – diciamo almeno dal giorno del rinvio a giudizio – non sarebbe più tale. Da noi il premier-imputato, attraverso il suo legale a tempo pieno (che ha fatto eleggere al Parlamento, altro fatto impensabile altrove al quale ci siamo abituati) nello stesso giorno annuncia che, nella sua qualità di imputato, si presenterà davanti ai giudici e, nella sua qualità di primo ministro, varerà una riforma “epocale” della giustizia. (altro…)

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Dunque, la legge dice che non si può andare a letto con una prostituta minorenne, e (anche) su questo s’è indagato a Milano.

Allora, il piano A è stato dire che il tribunale di Milano non era competente, perché il presunto reato era avvenuto ad Arcore, quindi doveva indagare Monza: ma poi gli hanno spiegato che prevaleva il luogo dov’era avvenuto il reato più grave, cioè la concussione, cioè il luogo in cui sono arrivate le pressioni per far liberare Ruby, insomma Milano.

Pertanto si è passati al piano B, cioè dire che la presunta concussione era stata fatta nell’interesse del Paese, perché lui credeva veramente che fosse la nipote di Mubarak, quindi era competente il tribunale dei ministri, però ora si accorgono che far passare per buona questa boiata pazzesca è difficile, la stessa Ruby ha smentito, c’è pure di mezzo Fini, e se anche la questione finisse alla Consulta intanto il processo andrebbe avanti. (altro…)

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Nelle 782 pagine dei pm di Milano le strategie per avere soldi dal premier e le rivendicazioni: “Ho avuto da lui la Smart, voglio la Mini Cooper”. Bonifici e versamenti per 400mila euro a 12 di loro.

“Più troie siamo e più bene ci vorrà”. Il giorno di Natale, nelle conversazioni via sms tra due ragazze coinvolte nei festini di Arcore, il tema del dibattito è chiaro: trovare il modo per spillare più soldi possibile a Silvio Berlusconi. Essere “disponibili”, per usare un termine meno forte, è la strada considerata migliore, perché “oltre che per le palle bisogna prenderlo per il coso…domani se è aperto vado in un sexy shop”. Ragazze che si augurano di tornare dalle nottate a Villa San Martino “con le tasche piene”, ma che constatano che il premier “sta peggiorando con l’invecchiamento”, e temono “la manina stretta”. Ma non solo. C’è anche chi si preoccupa per la propria salute. E dopo le nottate “allucinanti” vanno a fare il test dell’Hiv e poi si confrontano tra loro: “Tutto a posto? Globuli bianchi a posto, non abbiamo nessun Aids”. C’era qualche dubbio? “Mah sai, quando uno va a letto con 80 donne, non si sa mai”. (altro…)

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Oggi la decisione dei legali del premier.
E si studia la strada dell’improcedibilità.

ROMA – Domani, martedì, il governo, il Pdl e gli avvocati di Berlusconi metteranno in campo l’attacco a tre punte (braccio di ferro parlamentare nei confronti della magistratura milanese; nuovo impulso al ddl intercettazioni; riforme costituzionali del Csm con separazione delle carriere) per riprendere l’iniziativa politica sulla giustizia. Si dovrà scegliere anche la strategia difensiva per fronteggiare il processo Ruby e gli altri dibattimenti che stanno per riprendere (Mills, Mediatrade e Mediaset). Quanto ai processi la scelta, che sarà messa a punto oggi a Milano in una riunione dei legali Niccolò Ghedini, Piero Longo e Giorgio Perroni, sarà quella di utilizzare i legittimi impedimenti per bloccare solo due processi, la presunta corruzione dell’avvocato inglese David Mills e la vicenda Ruby, lasciando andare avanti gli altri due, Mediaset e Mediatrade, che sono quelli a rischio prescrizione. (altro…)

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DICE il presidente del Consiglio che un golpe morale è in atto contro di lui, e che a cospirare sono le procure, i giornali, le donne che domenica hanno manifestato contro un premier giudicato indegno della carica che ricopre.

Dice ancora, anticipando quella che sarà la sua strategia difensiva: “Io sono un uomo separato e sono libero di fare quel che voglio a casa mia. Vogliono farmi dimettere e basta”. Sventola la bandiera della libertà, grida al lupo indicando il Tribunale di Milano che ieri l’ha rinviato a giudizio con rito immediato per concussione e prostituzione minorile, ma in questo suo sventolare c’è qualcosa che non va. Pur occupando il potere, non cessa di presentarsi come uomo privato, nella cui vita nessuno può interferire. S’identifica addirittura col piccolo mugnaio di Federico II, che ai soprusi del despota replicò: “C’è pur sempre un giudice a Berlino”. Al tempo stesso, nella qualità di uomo pubblico, accampa diritti a un’impunità che nessun cittadino o mugnaio possiede. (altro…)

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