Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘che tempo che fa’

Gramellini

Read Full Post »

Vauro

Read Full Post »

Read Full Post »

massimo-gramelliniIeri, a Che tempo che faMassimo Gramellini – firma valente e talentuosa de La Stampa – ha attribuito a “Nembo Kid Renzi” i meriti della cancellazione della porcata sulle slot machine. È vero che Matteo Renzi è lodevolmente intervenuto, e gliene va certo dato atto; ma sarebbe stato appena (ma appena, eh) più giusto aggiungere e ricordare che senza l’intervento di Endrizzi e del M5Snessuno si sarebbe accorto di quella porcata. E la stessa cosa può dirsi (merito di M5S e Lega) sia sugli affitti d’oro sia sull’emendamento nascosto nella Legge di stabilità, che blocca la rescissione per gli immobili sui quali è presente un’assicurazione: l’ennesimo regalo ai palazzinari, più che ai risparmiatori. A quel punto, di nuovo, Renzi è corso ai ripari seguendo la linea del M5S (ma guai a scriverlo) e il Pd ha finto un’altra volta di cadere dal pero. (altro…)

Read Full Post »

Gramellini

Read Full Post »

La storia con cui tenterò di farvi addormentare questa sera l’ho scoperta mercoledì scorso in un bell’articolo di Paolo Foschini sul Corriere della Sera. Apparentemente parla solo di un pensionato milanese che trova per terra un portafogli, ma la ragione per cui ho deciso di raccontarvela è un’altra e se rimarrete svegli ancora un paio di minuti la scoprirete.

Tutto comincia nel parcheggio dell’ipermercato di Nerviano, periferia nord di Milano. Il signor Luigi Musazzi sta spingendo il carrello della spesa verso l’automobile, quando occhieggia un portafogli abbandonato sul selciato. Si china a raccoglierlo, lo apre e gli tremano le mani. Dentro ci sono quattordici banconote da 500 euro.   (altro…)

Read Full Post »

OMBRELLO

Read Full Post »

FazioSOLO BACI E ABBRACCI.

I 35 minuti di Diego Armando Maradona a Che tempo che fa possono essere racchiusi in due immagini. La stanca standing ovation dello studio, con le persone che stavano bene attente ad accertarsi che la telecamera le inquadrasse mentre si alzavano. E il gesto dell’ombrello con cui Maradona ha recensito Equitalia e, forse, tutti quegli italiani che delle tasse hanno un rispetto appena superiore al suo. Fazio avrebbe voluto evitare l’argomento, per antica inclinazione al quieto vivere. Un accenno a Equitalia, però, si imponeva. Maradona, fino a quel momento in equilibrio tra veste penitenziale (la croce sul retro della giacca, gli accenni a Dio e famiglia) e iconografia da ribelle, si è di colpo ridestato. “Io non sono mai stato un evasore. Lo dico a Equitalia, a Equifrancia, a chiunque. Si occupino di chi ha firmato il contratto, di Coppola o Ferlaino, che oggi possono girare indisturbati. A me invece tolgono gli orecchini, gli orologi”. (altro…)

Read Full Post »

Il Maradona che ho conosciuto alla fine degli anni Ottanta era più bravo a giocare che a vivere. O forse solo quando giocava sembrava vivere davvero. La storia che voglio raccontarvi parla proprio di uno di quei momenti lì.
Era il mezzogiorno di un sabato, alla vigilia di qualche partita importante, e Maradona, tanto per cambiare, non si era presentato agli allenamenti per tutta la settimana. Il povero addetto stampa del Napoli aveva esaurito la scorta di bugie: la foratura della gomma, la visita medica, l’influenza contagiosa. Il giovedì, proprio quando lo davano a letto con 40 di febbre, era stato beccato in discoteca  nel cuore della notte con un bottiglia vuota di champagne in equilibrio precario sulla testa. (altro…)

Read Full Post »

Pubblichiamo il testo della ’Buonanotte’ data domenica sera da Massimo Gramellini ai telespettatori di “Che tempo che fa” su RaiTre.

Questa sera vi racconterò la storia di Kebrat, una ragazza di 24 anni con i capelli ricci, di un nero che tende al rosso.

Giovedì mattina, credendola senza vita, l’hanno adagiata sulla banchina del porto di Lampedusa accanto ai cadaveri, avvolta come un pacco regalo in un foglio di alluminio dorato da cui spuntavano solo le braccia unte di nafta. Aveva la pancia talmente gonfia di acqua e gasolio che, oltre che morta, sembrava incinta.

Poi all’improvviso Kebrat ha aperto gli occhi e dopo una corsa in elicottero è approdata in un ospedale di Palermo. Tutta tremante, con un filo di voce dietro la mascherina dell’ossigeno, ha raccontato a un’infermiera la sua avventura.   (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

Cara Isabella,
ho scoperto la sua storia da un articolo di Laura Bogliolo sul Messaggero e ho capito subito che dentro c’era qualcosa di duro e di vero. C’era la vita. L’ho vista alzarsi tutte le mattine alle quattro nel suo appartamento di Torvajanica, rassettare in silenzio, preparare la colazione ai quattro bambini, uscire piano quando fuori era ancora buio e non si poteva vedere il mare. L’ho vista salire sul pullman che percorre la Pontina facendo lo slalom fra le buche, arrivare a stazione Laurentina e prendere la metro B, scendere a Termini e dopo attese e sballottamenti infiniti, salire sulla linea A, mescolandosi ai volti sfatti che si incontrano sui mezzi pubblici. L’ho vista scendere al quartiere Tuscolano, percorrere a piedi via Nocera Umbra, entrare nel bar e mettersi al forno per preparare i cornetti. Il suo orgoglio. Il suo sogno. Aprire un forno tutto suo. (altro…)

Read Full Post »

Complimenti signor Renzani,

non so se lei sia già un potenziale premier, ma di sicuro è diventato un format televisivo. La sfida fra il giovane che vuole mandare a casa la nomenclatura e l’erede dell’unico modello di comunismo di successo, quello delle coop, ha avuto il merito di restituire ai cittadini la voglia di guardare i dibattiti politici, ma soprattutto di uscire di casa per andare a compiere il gesto fondante di ogni democrazia: il voto. Grazie a lei, signor Renzani, in queste settimane abbiamo imparato a conoscere il significato della parola rottamazione e qualche nuova, ardita metafora sullo smacchiamento dei giaguari. Ci siamo fatti una cultura sulle regole per iscriversi alle primarie, sui finanziamenti delle campagne elettorali, su chi aveva amici alle Cayman e su quante legislature hanno fatto la Bindi e Massimo D’Alema. Ora però è arrivato il momento di parlare d’altro. (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

Read Full Post »

Read Full Post »

6 – E’ ancora estate dappertutto, tranne che a Palermo. Lì è sempre inverno. Ma un inverno di quelli duri, se pensi che il sig. Salvatore Di Grazia, impiegato della Provincia, ha chiesto e ottenuto il pagamento di centinaia di ore di straordinario per avere spalato la neve. 53 ore a maggio, quando a Palermo la neve era talmente fitta da risultare invisibile. Ma doveva esserne rimasta attaccata alla pala, perché a giugno il Di Grazia ha lavorato straordinariamente altre 38 ore, anche di notte, mentre infuriava la tormenta. A luglio ha continuato a spalare, nonostante ci fossero 40 gradi all’ombra: forse lui stava al sole. (altro…)

Read Full Post »

(altro…)

Read Full Post »

7 – Hai ammirato lo spot sui 150 anni dell’unità d’Italia? Non trovi che manchi qualcosa?
L’Italia. Non viene nominata mai.
Sarà per il rispetto della privacy.
6 – Per entrare nello spirito dei festeggiamenti, un gruppo di parlamentari leghisti ha presentato una proposta di legge volta a impedire l’ingresso nel corpo degli Alpini ai meridionali.
“Come la pummarola sta a Napoli, l’alpino sta alle nostre montagne”, ha spiegato l’onorevole Gidoni, che dev’essere l’intellettuale del gruppo. Per i meridionali il posto fisso nell’esercito è diventato un ammortizzatore sociale, ci vogliono le quote verdi. Si potrebbe rispondere che in un paese dove all’Osservatorio delle Fiere Lombarde viene nominato il Trota anziché un giovane laureato (del nord o del sud) è inesorabile che un ragazzo senza santi in paradiso si butti nell’esercito. Si potrebbe ricordare che il primo modello del copricapo degli alpini era chiamato cappello alla calabrese. Ma preferisco leggere questo breve elenco.
Alpino Giuseppe Orlando, nato a Palermo, morto a Kabul nel 2006.
Alpino Vincenzo Cardella, nato a Caserta, morto a Roma nel 2006 in seguito alle ferite riportate a Kabul.
Alpino paracadutista Rosario Ponziano, nato a Palermo, morto a Herat nel 2009.
Alpino Mauro Gigli, genio guastatori, nato a Sassari e morto a Kabul nel 2010.
Alpino Luca Sanna, nato ad Alghero, morto in Afghanistan nel 2011.
Devo continuare? (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

Older Posts »