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Posts Tagged ‘Chiara Daina’

FarmaciFARMACI E VACCINI.

Quattro mila vittime e poco più di otto mila casi di persone infettate. Un bilancio di uno su due. L’epidemia di Ebola più drammatica della storia. Una psicosi da contagio che si estende a tutte le latitudini del mondo. Perché quello che fa più paura è la mancanza di una terapia specifica per uscirne vivi. Al momento, i farmaci e i vaccini studiati apposta per curare il virus sono stati sperimentati solo sugli animali e devono ancora superare i test sull’uomo. “Interveniamo con terapie di supporto: reidratazione del corpo, somministrazione di antidolorifici e antibiotici se ci sono altre infezioni”, spiega Antonino Di Caro, direttore del laboratorio di microbiologia dell’ospedale Spallanzani, centro di riferimento nazionale per l’Ebola, e team leader di due recenti spedizioni, una in Guinea, l’altra in Liberia, due degli stati africani più martoriati dalla malattia assieme alla Sierra Leone. “Sopravvive chi ha un sistema immunitario in grado di produrre gli anticorpi contro il virus”. Di Caro ha lavorato sul campo nelle strutture di Medici senza frontiere.   (altro…)

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SupplentiMollo tutto La maestra elementare.

“Ora prego solo di trovare un altro lavoro”.

Francesca ha messo le mani avanti. Appena rientra dalle vacanze, la settimana prossima, porterà il curriculum ad alcune cooperative in cerca di un posto da educatrice. Trentaquattro anni, supplente da dieci nelle scuole elementari di Ravenna e provincia, una decina di istituti e paesi cambiati, anche per un giorno di lavoro da 40 euro lordi. L’annuncio dell’altroieri del ministro Giannini sull’abolizione delle supplenze le è piombato addosso come una doccia fredda. Francesca è una dei 400 mila insegnanti precari delle graduatorie d’istituto che, a quanto pare, da settembre dovrà dire addio al mondo della scuola.   Se non trova un altro lavoro, ha un piano C?   Sarò costretta a mettere la mia vita in una valigia e tornare nella casa dei miei genitori, in Sicilia. (altro…)

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A volte ritornano

BLOCCATA L’ABOLIZIONE: I DECRETI ATTUATIVI DELLA LEGGE DELRIO DOVEVANO ARRIVARE A LUGLIO, MA (FORSE) SI VEDRANNO IN SETTEMBRE. INTANTO IL PARLAMENTO GLI RIDÀ I RIMBORSI SPESE.

Non solo le Province restano. Ma continuano a fare quello che facevano, come se ci fosse ancora un domani per una istituzione da 11 miliardi di euro l’anno. La ragione è fin troppo semplice, ma il problema è grave per le casse pubbliche che languono: dopo quattro mesi dalla data di entrata in vigore del “ddl Delrio” (dal nome dell’allora ministro per gli Affari regionali e attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio) sul riordino delle Province, mancano ancora i decreti attuativi per renderlo operativo. “Dovevano essere approvati entro l’8 luglio – spiega il presidente dell’Unione province d’Italia (Upi), Alessandro Pastacci –. Ma le Regioni non hanno trovato un accordo con il governo. (altro…)

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Parole,parole,parole

ANGELINO ALFANO AVEVA IMMAGINATO NAVI ORMEGGIATE FASSINO VOLEVA RICORRERE AL PROJECT FINANCING, SEVERINO E CANCELLIERI PENSAVANO ALLE CASERME. RISULTATI POCHI (O NULLI).

Oltre vent’anni di promesse (quasi) mai mantenute. Il piano carceri, almeno nella Seconda Repubblica, è il cavallo di battaglia dei vari inquilini di via Arenula. Ma l’Italia, ancora oggi, continua ad avere lo stesso problema: il sovraffollamento nelle celle, per cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato il nostro Paese nel gennaio 2013.   Dietro le sbarre, al 31 luglio di quest’anno, si contano 54.414, persone, cioè 5.012 in più a fronte dei posti disponibili. Secondo un rapporto del Consiglio d’Europa di due anni fa, è messa peggio di noi soltanto la Serbia. Per via della solita cattiva abitudine: annunciare la costruzione di nuovi padiglioni e poi rimangiarsi le parole. Eppure, lo rileva l’Istat, il tasso di detenzione per 100mila abitanti è pari a 112,6 da noi, contro una media europea del 127,7, e 156 nel mondo.  (altro…)

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Nardi

Social street

Ore 11 di un sabato mattina a Milano. Il ritrovo è al bar all’angolo tra via Maiocchi e via Stoppani per fare colazione. Così da sette mesi. Sono in venti, non fanno in tempo a sedersi, due baci sulle guance e le parole sono già spedite sui progetti. Elena è lì con il fidanzato Riccardo. Si sono trasferiti dalla provincia di Potenza per lavoro e sono i primi ad aver stretto amicizia con Lucia, di Varese, che si occupa di teatro. Caterina, stilista, ha l’accento fiorentino. Simona è nata a Pantelleria e organizza eventi. La sua omonima, romana, fa la guida turistica. Anna la mamma, Erica la grafica, e Luca l’ingegnere informatico, che ha portato i suoi due bambini, di sette e nove anni, ed è l’unico milanese della combriccola. Fino a Natale a malapena avevano incrociato i loro sguardi, non sapevano di abitare nella stessa via o di condividere il pianerottolo del palazzo. (altro…)

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Sulla pelle dei pazienti

LA GLAXO ACCUSATA DI CORRUZIONE IN MEDIO ORIENTE PER LO SMERCIO DI UN ANTI-ASMATICO. LA ROCHE E LO SCANDALO TAMIFLU. E POI LA MAXI-MULTA ALLA NOVARTIS: COSÌ LE MULTINAZIONALI FANNO I MILIARDI.

 Big Pharma sta uscendo allo scoperto per quello che è: una lobby planetaria, una casta di intoccabili che fa i miliardi sulla pelle dei cittadini, accumula scandali uno dietro l’altro, inventa le malattie prima di sfornare la pillolina miracolosa e ovviamente è impermeabile alla crisi. Glaxo Smith Kline, gigante britannico dei farmaci, si è comprata i medici di mezzo mondo. Solo ad aprile è stata accusata di corruzione in Libano, Giordania, Iraq e Polonia, dove il manager regionale dell’azienda e 11 dottori sono sotto indagine per un presunto giro di mazzette in cambio della prescrizione del farmaco anti-asmatico Seretide. Nel luglio 2013 è stata incastrata in Cina, dove ha sganciato 320 milioni di sterline per ingraziarsi la classe medica con regali di lusso e prostitute.   (altro…)

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Una questione di soldiSono nati subito: “#Grazia #graziella e #graziealcazzo”. Tre hashtag lapidari, tre parole che servono ai cittadini italiani su Twitter per esprimere tutta la rabbia che hanno in corpo dopo l’annuncio di Giorgio Napolitano sul possibile contentino grande come il condono di una pena al condannato Berlusconi.
Ma il popolo della rete questa volta non perdona. E per accorgersene basta guardare i commenti arrivati numerosi all’editoriale che Antonio Polito ha ieri messo in pagina sia sulla prima del quotidiano di via Solferino che poi in rete: “Una via ragionevole”. La nota rassicurante dell’editorialista sulla pronuncia del Colle è stata accolta da commenti come “Polito! Complimenti un gran bel pezzo di nulla! Questo si che è giornalismo”, “Napolitano non doveva prendere atto di nulla, la condanna è definitiva quindi va applicata e basta”, “Credo che ‘prendere soltanto in considerazione’ la richiesta di B sia un’offesa agli italiani onesti. Lei Polito forse ha smesso di frequentarli tanto tempo fa…”. (altro…)

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