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Posts Tagged ‘cinema’

L’inchiesta di Giorgio Mottola sui fondi pubblici alcinema ha già fatto rumore, prima che fosse mandata in onda: colpa della parte del servizio su Papigno, lo studio voluto da Benigni e che è finito in perdita.
Al cinema abbiamo dato 1,2 miliardi l’anno: che qualità di film abbiamo prodotto?
La casa del Cinema Cinecittà: è stata in parte privatizzata da Prodi nel 1997, oggi lo Stato se la sta riprendendo e troviamo il banchiere Abete in due vesti, da privato e da pubblico interessato.
Il film di cui ci parla Mottola è un film che parte proprio da qui: dalla finta privatizzazione del 97, con Ente Cinema di Abete venduta a Cinecittà studios, sempre di Abete (con Della Valle e De Laurentiis).

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GolinoVENEZIA – Ha vinto il cinema sudamericano grande protagonista a Venezia, premiato da una giuria presieduta dal messicano Alfonso Cuarón. Ha vinto il nuovo mondo, la sua forza.
Desde allá , opera prima di un venezuelano di 40 anni ha sgominato i grandi vecchi e i mostri sacri del cinema – Sokurov, Gitai, Solimoski, Bellocchio. Non la Russia, non l’America, non Israele né la Francia. Non i mongoli muti di fatica del antesco Behemoth , né il Louvre occupato dai nazisti di Francofonia , né il delitto di Rabin raccontato da Amos Gitai. Neppure gli acclamati The Danish girl del premio Oscar Tom Hooper e Remember di Atom Egoyan. I quattro film italiani, con l’eccezione della meritata Coppa Volpi a Valeria Golino, escono sconfitti. Per la prima volta alla mostra irrompe il Venezuela e fa piazza pulita dei pareri che al lavoro del finora sconosciuto Lorenzo Vigas avevano assegnato un voto modesto, in coda a molti.

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A ROMA (Trastevere) c’è un piccolo cinema dismesso, l’America, da un paio d’anni preso “in affido”, se così si può dire, da un gruppo di ragazzi che l’ha occupato poi disoccupato poi rioccupato (ma solo il tetto) a seconda dei complicati sviluppi tecnico-giuridici di questo genere di vicende. L’occupazione ha scopo “conservativo”: quei ragazzi vorrebbero che il cinema rimanesse un cinema, e come tale cercano di rianimarlo. La moria delle sale rende il gesto romanticamene anacronistico. Eppure l’occupazione dell’America, nel suo semplice e nel suo piccolo, è diventata quasi popolare, non solo tra la gente di cinema: anche il presidente Napolitano, sia pure nei limiti concessi dalla sua delicata carica eccetera eccetera, scrisse ai ragazzi dell’America parole di simpatia. (altro…)

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Robin Williams
Un Marziano tra i lupi Robin ha perso l’attimo
WILLIAMS AVEVA 63 ANNI. IL SUCCESSO TRA IL 1987 E IL 1993. POI UN OSCAR E FILM SBAGLIATI.

l Professor Keating ha perso l’attimo. Non lo ha più colto e ha tolto il disturbo. Robin Williams è stato trovato morto ieri alle 12 locali nella sua casa di Tiburon, California, Contea di Marin. Aveva da poco compiuto 63 anni. Asfissia, verosimilmente. Suicidio, probabilmente. Soffriva di una grave forma di depressione e nel mese scorso era stato, per un breve periodo, in un centro di recupero per alcolizzati nel Minnesota. Non era la prima volta. Parafrasando Peter Pan, uno dei suoi molti personaggi, “aveva perso il pensiero felice”. La terza moglie, la graphic designer Susan Schneider, ha detto: “Ho perso mio marito e il mio miglior amico, mentre il mondo ha perso un grande attore. Vi prego di ricordare Robin per la sua brillante carriera e per il suo sorriso, non per il modo in cui è morto”. (altro…)

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Sorrentino

Sorrentino: “Ripagato di 15 anni di fatiche ma ora provo a ripartire da zero”.

Il regista premiato a Hollywood per il miglior film straniero dell’anno È il più importante riconoscimento all’artista e al nostro cinema L’ultima volta era accaduto nel ’99 con Benigni e “La vita è bella”.

SI FA in fretta una tazza di caffè Kimbo portato da casa e corre con il figlio Carlo, il produttore Nicola Giuliano e un amico di Napoli al bar italiano di Rodeo Drive, dove trasmettono la diretta di Livorno-Napoli. Impreca all’autorete del portiere Reina, sotto lo sguardo interrogativo degli avventori, e commenta alla fine con Nicola: «Speriamo che stasera vada meglio». Tanto per non dimenticare che anche il cinema è un gioco, uno dei più belli inventati dagli uomini, magari. (altro…)

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Nel 2013, contro ogni aspettativa, nei cinema italiani sono aumentati (di oltre il 6 per cento) gli spettatori. Per un “vecchio medium” come il cinematografo è un dato in controtendenza, e abbastanza clamoroso: il consumo “miniaturizzato” e individuale dei film, sullo schermo dei computer e dei tablet, viene annunciato come irresistibile esito della rivoluzione tecnologica. Il cinema da sala, così come il teatro, i libri di carta, l’informazione di carta, la televisione generalista, l’intero vecchio mondo mediatico e culturale, sono spesso oggetto di profezie funeste, alimentando l’euforia dei “nuovisti” e il cupore dei nostalgici. (altro…)

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LE POLEMICHE seguite alla mostra di Venezia sono la perfetta metafora di come gli italiani ormai riescano a rovinare anche le poche immagini davvero belle, serie e pulite che il nostro Paese offre ancora al mondo. La mostra di Venezia, che celebrava gli 80 anni, ha vissuto un’edizione straordinaria. Per una volta, non accadeva da molti anni, il concorso era superiore al ben più importante festival di Cannes. Alla fine ha vinto il migliore, il coreano Kim Ki-duk con «Pieta». Un verdetto onesto e coraggioso, com’era lecito attendersi da una giuria presieduta dal grande Michael Mann, che non ha esitato a preferire l’arte poverissima di un poeta visionario abituato a girare con qualche migliaio di euro alla mega produzione hollywoodiana di «The Master». (altro…)

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Con la Taylor scompare l’ultima grande star di Hollywood. Gli esordi da diva bambina, le grandi interpretazioni degli anni Cinquanta accanto ad attori come James Dean e Paul Newman, i due Oscar. E la tumultuosa dimensione privata: la collezioni di mariti, il grande amore con Burton, l’amicizia con Michael Jackson. E l’impegno nella lotta all’aids.

E’ UN PERSONAGGIO davvero a due facce Liz Taylor, l’ultima grande star della vecchia Hollywood morta oggi a 79 anni. La prima è la carismatica, bellissima attrice dagli occhi viola, il due volte premio Oscar – per Venere in Visone (1960) e per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) – che abbiamo ammirato in tante indimenticabili interpretazioni. La seconda è l’inquieta protagonista delle cronache rosa e del gossip, la celebrità famosa per i suoi amori folli (vedi Richard Burton), per i suoi numerosi mariti, per l’amicizia fedele a star cadute in disgrazia (Michael Jackson) e per la partecipazione instancabile a iniziative benefiche di vario tipo. (altro…)

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Reintegrato anche il Fondo unico per lo spettacolo. I soldi arriveranno dalle accise.

Due buone notizie per il cinema e la cultura. È stato reintegrato il Fus (ossia il Fondo unico per lo spettacolo) per l’anno in corso e garantito il tax credit (le agevolazioni fiscali), che ora diventa stabile e permanente. Ma c’è di più. Sparisce la tanto contestata “tassa di un euro”, l’obolo in più a biglietto che si sarebbe dovuto pagare dal primo luglio per l’ingresso al cinema. L’annuncio arriva in conferenza stampa dal sottosegretario Gianni Letta.

Le risorse dalla benzina

”Abbiamo abolito l’aumento di un euro sui biglietti del cinema  – annuncia – e finanziato stabilmente la tax credit, con risorse che derivano dalle accise sulla benzina”.
Tradotto: i soldi non ci sono e da qualche parte bisogna pur prenderli.
“Un piccolo sacrificio – dice Letta –  di uno o due centesimi, che tutti gli italiani saranno lieti di poter fare”. (altro…)

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I consumatori contro il provvedimento nel Milleproroghe. Un euro in più dal 1° luglio.

A volte ritornano. La ribattezzata “tassa” sul cinema, che prevede 1 euro in più a biglietto, rispunta nel Milleproroghe, arrivata direttamente dal governo attraverso un emendamento presentato al Senato. La misura era “comparsa” per la prima volta (scatenando un fiume di polemiche) a dicembre scorso, nella prima bozza del decreto, poi smentita dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.
Ora rieccola. Giustificata dalla necessità di coprire le agevolazioni fiscali (tax credit e tax schelter) assicurate ancora per quest’anno alla produzione cinematografica.
Se l’emendamento passerà, “il balzello” di 1 euro in più varrà per tutte le sale – escluse quelle parrocchiali ed ecclesiastiche – e la tassa entrerà in vigore dal prossimo primo luglio, fino al 31 dicembre del 2013.

I Consumatori: “Una decisione folle”. (altro…)

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Il Colosseo sta cadendo a pezzi, ma lui fa spallucce e non molla un euro. Come per tutto il resto del patrimonio culturale italiano: teatri, biblioteche, archivi, cinema. Tanto quel che conta è la tivù.

Sulla carta è il monumento più famoso al mondo. Nella realtà sta cadendo a pezzi.
Il Colosseo ha bisogno di un restauro da 25 milioni di euro, ma di quattrini nelle casse dello Stato non c’è traccia. Così il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha aperto la caccia agli sponsor privati: s’è già offerto Diego Della Valle per guidare la cordata che salverà facciata e faccia alla cultura in crisi ormai cronica. Ma ecco che quei calcinacci che di buon mattino si sono staccati dall’ambulacro centrale sono anche il simbolo del fallimento italiano: addirittura all’anfiteatro Flavio, che da solo fa milioni di turisti e nelle statistiche mondiali è sul podio con un valore d’immagine pari a 91 miliardi di euro, più dei Musei Vaticani e quasi come il marchio della Coca-Cola, occorre un salvagente per restare in piedi. E presto lo vedremo avvolto da quei mega-cartelloni pubblicitari che ricoprono i tesori in restauro a spese di multinazionali o del magnate di turno, facendo infuriare le archistar.

Perché se lo Stato arranca già nel cuore dell’Urbe, figuriamoci cosa capita a musei, scavi, teatri, fondazioni, archivi e biblioteche di mezza Italia.

I conti del ministero del Beni culturali sono rossi come certe, ormai abbandonate rovine romane. E i tagli soffocano quello che dovrebbe essere, piuttosto, il core business del Belpaese. Per denunciare il crac della cultura l’artista Mimmo Paladino ha coperto con un drappo nero la sua ultima opera, i cavalli donati al teatro San Carlo di Napoli. “L’ho fatto per protestare pubblicamente, indignarsi, criticare le autorità”, racconta l’artista. Ma quel drappo dovrà presto allargarsi fino al teatro di Roma, al Goldoni di Venezia, alla Scala di Milano. Come all’Accademia di Santa Cecilia, a Pompei ed Ercolano, alla biblioteca di Firenze, passando per la Crusca e il Centro sperimentale di Cinematografia. (altro…)

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