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CliniDIRETTORE GENERALE AL MINISTERO DAL 1989: GESTISCE POTERE, CONTATTI E INCARICHI IN TUTTO IL MONDO.

Èla fine di un regno durato un quarto di secolo. Quello di Corrado Clini, direttore generale al ministero dell’Ambiente dal 1989: ci arrivò in quota Psi (lo volle Giorgio Ruffolo) dopo una breva carriera alla corte di Gianni De Michelis. 25 anni in cui Clini è stato spesso il vero ministro gestendo progetti di bonifica e cooperazione per miliardi di euro. Solo quelli in Montenegro e Sudamerica, su cui indaga la Procura di Roma, valgono 214 milioni. L’ex ministro di Mario Monti – oggi finito ai domiciliari per aver distratto fondi destinati a progetti di cooperazione (dice la Procura di Ferrara) – è stato una potenza, anche internazionale. È il sistema Clini, su cui non tramontava mai il sole.   (altro…)

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Ci sarà un giorno in cui nessun politico o funzionario di Stato finirà sotto inchiesta per avere intascato soldi pubblici a palate. Però oggi non è ancora quel giorno. Oggi è il giorno di Corrado Clini, direttore generale e già ministro dell’Ambiente del sobrio Monti, dislocato agli arresti domiciliari con l’accusa di avere sobriamente collezionato mazzette per il risanamento ambientale di Iraq, Cina, Montenegro, insomma del mondo intero tranne che dell’Italia, dove più che di un risanamento ci sarebbe bisogno di un sanatorio per rinchiudervi i pochi pazzi che si ostinano a volerle bene. Nella danarosa vicenda non manca nessuno degli elementi classici della trama: le false fatture, i conti cifrati in Svizzera dai nomi creativi (Pesce e Sole, un tocco d’ambientalismo), il coinvolgimento di una «femme fatale», la compagna del protagonista che a Cosenza fa l’assessore alla sostenibilità ambientale e, a parere degli inquirenti, si sosterrebbe benissimo da sola, molto meglio dell’ambiente.   (altro…)

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CliniROMA – Quattro passaggi esteri e poi i soldi arrivavano a destinazione: conto corrente 0247678051 aperto presso la filiale di Lugano dell’Ubs, intestato a Corrado Clini. Nome in codice, «Pesce». Celandosi dietro lo pseudonimo l’ex ministro dell’Ambiente pensava forse di farla franca. Invece sono state proprio le autorità elvetiche a denunciare l’irregolarità di quegli otto bonifici per un totale di un milione e 20mila euro ordinati tra il 2008 e il 2011 contestando il reato di riciclaggio. E alla fine le verifiche effettuate dalla Guardia di Finanza hanno convinto il giudice di Ferrara a far scattare l’arresto. Anche perché il denaro proveniente dai fondi pubblici stanziati per l’Iraq potrebbe essere soltanto una parte dei finanziamenti che Clini ha «stornato» per sé nell’ambito di numerosi progetti internazionali gestiti nel suo incarico di direttore generale.

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Ilva

Tutte le telefonate (intercettate) di Archinà a politici e sindacalisti
L’inchiesta.

TARANTO— Nessuno può dirsi innocente di fronte ai veleni dell’Ilva. Nel triangolo Taranto- Roma-Milano, tutto e tutti hanno avuto un prezzo. Non necessariamente economico. Tutto e tutti ne sono irrimediabilmente rimasti sporcati e dunque prigionieri. Nei trentuno faldoni di atti e nelle 50mila intercettazioni telefoniche dell’inchiesta della Procura di Taranto depositati in questi giorni e di cui Repubblica è in possesso, è la prova documentale che il Sistema Riva e il capitalismo di relazioni di cui è stato espressione hanno appestato, insieme all’aria, all’acqua, al suolo di Taranto, il tessuto connettivo della politica, della pubblica amministrazione, dei controlli a tutela dell’ambiente e della salute. (altro…)

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La nuova Autorizzazione unica ambientale (Aua)BLITZ SULL’AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE: 15 ANNI SENZA CONTROLLI.

Un vero servitore dello Stato non dorme mai, nemmeno mentre tutti gli altri sono distratti dalla campagna elettorale, da Sanremo o dal gran rifiuto di Joseph Ratzinger. E infatti il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha portato e fatto approvare venerdì in Consiglio dei ministri il decreto che istituisce la nuova Autorizzazione unica ambientale (Aua) per le Piccole e medie imprese, che ingloba una serie di adempimenti burocratici in vigore fino ad oggi. Bene, si dirà, semplificare è giusto. Vero in generale, ma il diavolo – al solito – si nasconde nei dettagli e la linea che separa uno snellimento burocratico dalla deregulation è sottilissima: “Più che una semplificazione – denuncia Angelo Bonelli, leader dei Verdi e candidato di Rivoluzione Civile – è un tana libera tutti per chi inquina, un regalo elettorale per un sistema produttivo che lo stava aspettando con ansia: l’interesse dell’impresa a risparmiare tempo e denaro è prevalente rispetto alla tutela dell’ambiente e della salute”. Non ci si lasci nemmeno ingannare dal fatto che le nuove norme riguarderanno solo le Pmi. Questo non è affatto un provvedimento di nicchia: piccole e medie sono quelle imprese che hanno meno di 250 dipendenti e una cinquantina di milioni di fatturato annuo, a spanne l’80% di chi produce in Italia.  (altro…)

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