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Posts Tagged ‘CO2’

mappa-emissioni-c02

I negoziati internazionali per raggiungere un accordo sulle politiche per tagliare le  emissioni di gas serra sono disseminati di ostacoli, incomprensioni e furbizie e, secondo un team di ricercatori statunitensi ed australiani, «Senza valutazioni indipendenti delle emissioni, globalmente coerenti, gli accordi sul clima rimarranno gravati da errori, self-reporting e dall’impossibilità di verificare i progressi delle emissioni».

Per questo il team guidato dagli scienziati dell’Arizona State University (Asu) ha sviluppato un nuovo approccio, il Fossil Fuel Data Assimilation System (Ffdas) per stimare 15 anni di emissioni di CO2, ora per ora, per l’intero pianeta, con una risoluzione spaziale di 0,1°,  fino al livello di singola città ed industria, una mole di dati che fornisce informazioni essenziali ai policymakers. (altro…)

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Giornata-mondiale-dell-ambiente
Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, ma per il pianeta il 2014 non è ancora l’anno dell’inversione di tendenza. La questione climatica resta l’emergenza principale con un nuovo record negativo messo a punto ad aprile di quest’anno, quando per la prima volta nella storia della Terra sono state superate le 400 parti per milione (ppm) di Co2 in atmosfera, rilevate dalla centralina installata presso il vulcano hawaiano Mauna Loada dal National oceanic and atmospheric administration (Noaa), istituto di ricerca scientifica del dipartimento del commercio Usa. Per fare un paragone, “il pianeta ha vissuto per secoli sulla soglia delle 200 ppm”, ricorda all’Adnkronos il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Cosa significa? Che con buona probabilità “l’aumento di 2 gradi centigradi della temperatura globale, previsto per metà secolo, avverrà prima – aggiunge – Il problema è che l’aumento della temperatura non fa presagire problemi futuri, ma già oggi provoca un’estremizzazione dei fenomeni meteorologici a tutte le latitudini, dallo scioglimento di ghiacciai alle alluvioni, passando per la desertificazione”. (altro…)

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Grafico-PPMPer la prima volta livelli di CO2 sopra le 400 parti per milione.

Siamo ormai vicini al superamento della soglia di pericolo per la catastrofe climatica.

Il mese di aprile che si conclude oggi ha segnato il nuovo record di concentrazione di CO2 nell’atmosfera: sono state superate le 400 parti per milione (Ppm), il massimo nella storia dell’umanità. La conferma arriva su Climate Central da Pieter Tans, un climatologo statunitense della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa): «Ogni giorno nel mese di aprile è stato oltre i 400 ppm». I dati provengono dall’osservatorio di Mauna Loa, nelle Hawaii, che dal 1958 misura i livelli di CO2 nell’atmosfera, tracciando la storia dell’Antropocenea d e delle emissioni umane che stanno cambiando il clima e l’ambiente del nostro pianeta.

La soglia di pericolo sembra ormai superata ed ormai siamo ben oltre l’allarme lanciato sempre da Mauna Loa il 9 maggio 2013, quando per la prima volta si raggiunsero le  400 ppm, un limite che quest’anno è stato raggiunto e superato ben due mesi prima, per rimanere costantemente superiore per tutto aprile. Un confine ancora in parte simbolico ma che illustra drammaticamente la distanza che ci separa dai 280Ppm dell’era preindustriale. (altro…)

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In tre distinti rapporti Greenpeace fotografa la situazione delle grandi aziende elettriche ancora bloccate a difendere le fonti fossili, del pericoloso invecchiamento centrali nucleari e del conflitto tra rinnovabili e fonti sporche nelle reti elettriche in Europa. Entro ottobre 2014 la UE dovrà decidere la propria politica energetica e di taglio delle emissioni di CO2 e stabilire gli obiettivi al 2030.

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Action against CO2 Storage in Kiel Aktion gegen CO2 Lagerung in Kiel

La proposta della Commissione europea è davvero deludente. È persino un arretramento rispetto a quella che nel 2008 fissava il famoso “pacchetto 20-20-20” e non è coerente con l’obiettivo di mantenere sotto i 2°C l’aumento della temperatura media globale.

L’obiettivo per le rinnovabili è un modestissimo 27 per cento a livello europeo (gli obiettivi per i singoli Paesi sono tutti da discutere) che non è altro che la proiezione delle politiche già in atto, con nessun nuovo impulso a un settore che, oltre ad aver contribuito per il 40-50 per centoalla riduzione delle emissioni che si sono già registrate in Europa, produce nuova e qualificata occupazione e riduce la dipendenza dall’importazione delle fossili. (altro…)

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Ambiente. La commissione Ue propone una riduzione del 40% per le emissioni di Co2 entro il 2030 e il 27% di energie rinnovabili ma senza imporre vincoli ai singoli paese. Gli ambientalisti protestano: “Sono obiettivi deludenti”.

La lobby dell’industria voleva che la soglia dei gas serra fosse abbassata al 35% e Confindustria parla di “scelta autolesionista per le imprese in tempo di crisi”. Il governo italiano diviso: il ministro dell’ambiente Orlando si oppone al ministro dello sviluppo Zanonato. Il 21 e 22 marzo la decisione finale del consiglio dei ministri europeo

Qua­ranta e ven­ti­sette. Sono que­sti i due pic­coli numeri su cui l’Europa punta tutto per tute­lare l’ambiente. Ieri la Com­mis­sione Ue ha pro­po­sto che entro il 2030 ven­gano ridotte le emis­sioni di gas-serra del 40% rispetto alle emis­sioni pro­dotte nel 1990. (altro…)

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Doveva ridurre il surriscaldamento globale. Dietrofront degli Stati per carenza di fondi.

L’era di Kyoto è alla fine. Non è stata un successo. Il Protocollo ratificato da 191 Paesi (ma non dagli Stati Uniti) doveva agire da moltiplicatore degli sforzi per limitare il surriscaldamento del pianeta: per qualche tempo c’è riuscito ma non nella misura voluta. Ora sta lentamente spegnendosi. In un rapporto pubblicato ieri dalle Nazioni Unite e dal World Resources Institute di Washington si legge che «le emissioni (di gas serra, ndr) stanno ancora crescendo e gli impegni per azioni di riduzione future, in aggregato, sono inferiori a quanto la scienza suggerisce essere necessari».
Soprattutto, succede che la crisi finanziaria mondiale ha bloccato — anzi, ha fatto retrocedere — molti degli sforzi che si stavano facendo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra: nessuno vuole più prendere impegni, costa troppo. (altro…)

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Per l´Associazione degli ingegneri britannici la strada migliore contro l´effetto serra.

ROMA – Se il respiro degli alberi non basta a depurare il pianeta, l´uomo prova a intervenire costruendo foreste artificiali. Mimando il meccanismo con cui le piante assorbono anidride carbonica, questi impianti non troppo diversi nell´aspetto da un pannello solare sfruttano una reazione chimica per risucchiare la CO2 dall´aria. Se un castagno con le sue foglie larghe impiega un anno ad assorbire una tonnellata del gas serra, l´albero artificiale è in grado di raggiungere questo obiettivo in un giorno.
Secondo l´Associazione degli ingegneri britannici, gli alberi artificiali rappresentano la strada migliore per arginare il cambiamento climatico. «I governi e le aziende – si legge in una nota del gruppo che raccoglie 35mila professionisti – dovrebbero concentrare i finanziamenti su questa tecnologia, affinché si diffonda rapidamente e raggiunga una scala sufficientemente ampia da dare risultati concreti». (altro…)

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Un studio su Nature: sbagliato insistere unicamente sulla riduzione delle emissioni di CO2 per frenare il cambiamento climatico. Meglio agire anche sugli altri gas serra, responsabili fino al 45% del surriscaldamento.

SE SI PARLA di gas serra il dito è puntato sempre su di lei: l’anidride carbonica. E non c’è dubbio che questa molecola sia la regina dei gas che intrappolano il calore negli strati più bassi dell’atmosfera terrestre. Ma, secondo alcuni scienziati americani, per decenni abbiamo trascurato l’importanza di altri gas prodotti dalle attività umane e che contribuiscono al cambiamento climatico. (altro…)

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