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merkelA Colonia e Lipsia caccia allo straniero: 12 feriti La Bild: “Abusi e molestie, ecco cosa è successo”.

Raid anti-immigrati, ronde e attacchi contro i profughi: la reazione degli estremisti di destra arriva puntuale, ed è la risposta violenta alle aggressione di Capodanno alle donne.
I raid di stampo xenofobo sono stati organizzati con appelli lanciati dall’ultradestra su Facebook e su tutti gli altri social forum ultrà. E l’ordine, i camerati di Colonia l’hanno subito eseguito: ronde di skinhead e hooligans hanno pattugliato la città, e qualche balordo ha iniziato anche una caccia all’uomo.
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risse e violenzeLA TESTIMONIANZA / MOHAMMED, IRACHENO.

COLONIA – «Litigavano, lanciavano petardi. Erano ubriachi fradici. Li ho visti circondare una ragazza, in quattro o cinque. Lei avrà avuto forse 25 anni, era sola e terrorizzata. Piangeva e non sapeva che fare. La toccavano, la palpeggiavano. Hanno smesso soltanto quando è intervenuta la polizia ». Il racconto di Mohammed è pieno di sdegno. Lui in Germania è arrivato da quattro mesi, e il sogno di un nuovo inizio, lontano dall’Iraq e dalla guerra, sembra ora messo in discussione dai fatti di Capodanno. La sua famiglia è rimasta a Kerbala, e al giovane iracheno si «stringe il cuore pensando a tutto quel che ho lasciato». Ma adesso la nuova vita, per cui ha speso denaro ed energie, è a rischio: il giovane teme che il governo tedesco possa cambiare atteggiamento verso i rifugiati dopo gli abusi della stazione di Colonia.

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europa

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La protesta

Lo scrittore algerino sui fatti di Colonia: “Del rifugiato vediamo lo status, non la cultura. E così l’accoglienza si limita a burocrazia e carità, senza tenere conto dei pregiudizi culturali e delle trappole religiose”.

Cos’è accaduto a Colonia? Leggendo i resoconti si fa fatica a comprenderlo con chiarezza. Forse però sappiamo cosa passava nella testa degli aggressori e come di sicuro come la pensano gli occidentali.
Il “fatto” in se” è espressione fedele dell’immagine che gli occidentali hanno dell’Altro, il rifugiato/immigrato: spiritualismo esasperato, terrore, riaffiorare della paura di antiche invasioni e base del binomio barbaro/civilizzato. Gli immigrati che accogliamo se la prendono con le “nostre” donne, aggredendole e stuprandole. Una nozione che la destra e l’estrema destra non tralasciano mai di esporre quando si pronunciano contro l’accoglienza ai rifugiati. I colpevoli sono immigrati arrivati da tempo o rifugiati recenti? Appartengono a organizzazioni criminali o sono semplici teppisti? Per delirare con coerenza non si aspetterà che queste domande abbiano risposta.

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colonia

La polizia disperde gli xenofobi. Le denunce salgono a 379. Il governo: via il diritto di asilo a chi commette reati.

COLONIA. Finisce con gli idranti e i lacrimogeni il confronto fra le due Germanie: quando 1.700 manifestanti del partito islamofobo Pegida decidono di trasformare in corteo non autorizzato il comizio sulla Breslauerplatz, per raggiungere il vicino duomo di Colonia, l’intento è quello di provocare i 1.300 dimostranti della sinistra. E la polizia, schierata in forza con duemila agenti in assetto antisommossa, deve intervenire con forza. Contro i poliziotti bottiglie, petardi, ma soprattutto slogan. Da «Islam il cancro, Pegida la terapia» a «Merkel, vattene!». Per il conservatore
Die Welt è una nuova prova dell’impotenza della forze dell’ordine, sotto accusa per gli abusi trascurati e ora costrette a usare il pugno duro anche su un confronto gestibile, in cui l’intenzione provocatoria dell’organizzazione xenofoba era annunciata.

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QUANTO è successo a Colonia e in altre città tedesche la notte di San Silvestro ha messo a nudo la nostra vulnerabilità in modo per molti versi analogo agli attacchi terroristi a Parigi, Londra, Madrid.

I BRANCHI di uomini organizzati che hanno aggredito le donne che festeggiavano il Capodanno hanno mostrato quanto possano essere insicuri gli spazi pubblici proprio in un Paese che della sicurezza, della civiltà dei rapporti in pubblico, della condanna della sguaiataggine ha fatto negli ultimi decenni la propria cifra. E lo hanno fatto sfidando uno dei simboli della civiltà occidentale: la libertà delle donne di muoversi nello spazio pubblico senza essere aggredite.
Certo, chi brandisce quel simbolo in funzione anti-migranti è spesso poco o per nulla sensibile alle molestie e aggressioni che le donne europee e occidentali subiscono nei propri Paesi (una su tre, secondo gli ultimi dati Eurostat) per lo più da connazionali e per lo più da famigliari, amici e conoscenti. Finge di ignorare che il modello di prepotente violenza maschile che trasforma ogni donna vuoi in potenziale oggetto a disposizione, vuoi in soggetto subordinato da controllare, di cui gli aggressori di Colonia sono portatori alligna anche tra noi.

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