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Posts Tagged ‘Conchita Sannino’

tende

Un giorno insieme agli sfollati e ai volontari che si prendono cura di loro e dei bambini. Dalle messe ai pasti in comune. Ma ora tutti temono la pioggia.

Il bimbo di Sara, il coniglio di Christian e l’amatriciana la prima domenica nel campo di chi ha perso tutto.

AMATRICE – NON è ancora nato, nessuno potrebbe indovinarne il nome ma nella più grande tendopoli degli sfollati, sopra il cuore indurito di Amatrice, quel bimbo che verrà alla luce tra qualche mese scende più come benedizione che problema. Promessa segreta di domani, argomento che strappa ai pensieri tra i meccanici buongiorno e buonasera delle lunghe code ai bagni, alla mensa, o in cucina. La vita che spinge avanti mentre, laggiù, sotto i piedi, le scosse non frenano, non lasciano tregua. Il piccolo ignaro simbolo ora tira calci nella pancia di Sara, tenda numero 21, il secondo vialetto a destra.

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VerdiniIl leader di Ala a Napoli: non cambio idea sul suo nome in lista, le colpe sono personali. Imbarazzo nel Pd Scontro con la senatrice Capacchione: “Denis è colluso con la mafia”. E lui: “Se l’ha detto, lo sarà sua madre”.

NAPOLI – Imbarazzo, tensione. E fuoco amico. Doveva essere il giorno dell’abbraccio politico tra Denis Verdini e la candidata sindaco Pd Valeria Valente. È diventata una passeggiata sulle braci ardenti del capitolo “impresentabili”. Esplode pubblicamente, nella tappa napoletana del leader di Ala, il caso aperto con la notizia data da Repubblica sui due Calone candidati, Vitale e Vincenzo, figlio e nipote di un boss – anche lui Vincenzo con condanna definitiva per traffico internazionale di droga e altre denunce gravi. «Le persone rispondono per le proprie azioni, non pagano per colpe altrui », fa quadrato Denis Verdini, intervenuto alla Stazione Marittima alla presentazione dei candidati, dopo aver stretto la mano a Vitale.

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de lucaCampania.

I pm: in cambio di una sentenza favorevole sulla Severino fu costretto a promettere un posto da dirigente al marito del magistrato.

ROMA – Era l’unico modo per rimanere in sella. Un patto “criminoso” stretto tra politica e magistratura. Obiettivo: sventare gli effetti della legge Severino sulla poltrona del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Un clamoroso episodio corruttivo. A leggere le contestazioni avanzate dalla Procura di Roma, si può sintetizzare così. Se non date un posto importante da dirigente sanitario per mio marito, può arrivare un provvedimento sfavorevole per il neo presidente della giunta.

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De LucaScene da stadio alla prima uscita pubblica, ma l’ex sindaco evita di affrontare il suo affaire giudiziario “L’onore si riconquista con il lavoro”

SALERNO – «Non perderemo un minuto di tempo». Nessuno pensi che molleremo proprio ora. L’eterno sindaco è diventato neo governatore. Il salto elettorale è fatto, il resto dipenderà da un inedito groviglio giuridico- istituzionale che ora si stende tra lui e la poltrona. Lui, Vincenzo De Luca, con 987mila e 651 voti, il 41,15 per cento su dieci liste (compresa qualcuna che imbarazzava il premier Renzi), strappa la rivincita a Caldoro cinque anni dopo, è presidente Pd della Campania, scrive la sua pagina nuova con quello stesso slogan che si porta dietro come stimmate del suo passato di amministratore: «Non possiamo consentirci distrazioni, cominceremo subito, ecco le mie priorità».

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NapoliLe elezioni in Campania

Il candidato del centrosinistra aveva detto: non accetto spezzoni del vecchio ceto politico ma a suo sostegno ora ci sono numerosi impresentabili. Ecco le loro storie.

NAPOLI – Il “nuovo”, a volte, fa strani giri. E tende agguati alla rivoluzione renziana. Un impasto di contraddizioni e vecchia politica rischia di gravare sulle liste del candidato governatore Pd, Vincenzo De Luca. Duri battibecchi e aspre polemiche, soprattutto sui social network, infiammano la fase più calda della campagna elettorale per le regionali, dopo alcune storie ricostruite da Repubblica, alla chiusura delle dieci liste a sostegno dell’ex sindaco di Salerno, che tra l’altro rischia la sospensione dopo la condanna di primo grado, se eletto a Palazzo Santa Lucia.

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FerrarisNapoli.
Elettrotecnici e informatici: uno studio indica nei diplomati dell’istituto superiore Galileo Ferraris il simbolo italiano dell’eccellenza scolastica. Smentendo tutti i pregiudizi: “Basta con la retorica dello Stato che non c’è, lo Stato siamo noi”.

NAPOLI – Chi si stupisce è già fuori strada. Capita, a chi di Scampia ricorda i troppi morti di faida, tralasciando i vivi, di talento o semplicemente diligenti. «Funziona così da un po’ di anni. Aziende e multinazionali sono attentissime ai nostri ragazzi, ci seguono, li formano con noi, vengono qui a fare colloqui, non dicono quasi mai di no a una proposta, a un’idea, a un progetto innovativo. Spesso li assumono a pochi mesi dal diploma », sorride Alfredo Fiore.
È il preside dell’Istituto tecnico “Galileo Ferraris”, cravatta e baffi curatissimi, la stanza illuminata dal sole e aperta su corridoi multi-livelli e cortili invasi da ragazzi e motorini. «Lo sa che nell’ultimo anno sei studenti sono passati dalla Maturità al contratto regolare in 60 giorni? E in particolare, quattro della terza “D” ora lavorano tutti insieme in Magnaghi? Tutto sulle loro gambe, e col nostro entusiasmo». (altro…)

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Napoli, le ammissioni di un terzo manager: “Era chiaro che l’operazione in Tunisia era illecita” L’ex presidente Casari ai pm: “Soldi alla fondazione Icsa per essere introdotto ad Abu Dhabi”.

NAPOLI – «Sì, c’era il contratto tra Tunita e Concordia. Simone, purtroppo, si è reso disponibile a creare della liquidità per Cpl. Operazione illecita, è chiaro». Fondi neri per la politica e Cpl Concordia: nuove ammissioni da un altro indagato nell’inchiesta su appalti truccati e il colosso dell’energia. Il 2 aprile, dinanzi al gip e ai pm, parla Maurizio Rinaldi, già direttore finanziario, poi amministratore della controllata Cpl Distribuzione. Da altri interrogatori di garanzia, emergono particolari anche sui rapporti tra Massimo Ferrandino (fratello del sindaco di Ischia, Giuseppe) e appalti in Vaticano, e sull’attività di lobbing che lega Roberto Casari, storico presidente di Cpl, con Icsa, fondazione presieduta dal generale Leonardo Tricarico, nata con Cossiga e Marco Minniti (oggi, sottosegretario con delega ai Servizi), a cui Concordia versa 20mila euro. È lo snodo da cui filtra il sospetto dei pm Woodcock, Carrano e Loreto sui movimenti di 007e possibili scambi di informazioni relative all’inchiesta.

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Il casoSvolta dopo le confessioni del supermanager pentito. Nelle intercettazioni i legami con i politici: “Ho dato una mano a Tremonti e sono più schifato di prima”.

NAPOLI – Sta raccontando la “prassi”. Quella che in azienda qualcuno chiamava solo “metodo operativo”. Era la modalità della coop Concordia prima di scendere sui terreni: ovvero, secondo Francesco Simone, distribuire tangenti, travestite da consulenze, collaborazioni per aggirare gli ostacoli della burocrazia, per annullare le rigidità degli ingranaggi. In tre parole: per aprire porte. Quindi, per accedere a commesse e soldi di Stato. Si scrive “collaborazione”, si legge: la svolta dell’inchiesta di Napoli sulla corruzione negli appalti della metanizzazione, e non solo. Francesco Simone, l’ex potente capo delle relazioni istituzionali del colosso modenese dell’energia, l’uomo che ancora ai giorni nostri rispondeva «Sono al Raphael», ha parlato per 12 ore, dal carcere, ai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giusi Loreto. Verifiche e accertamenti dell’inchiesta coordinata dall’aggiunto Alfonso D’Avino non si sono fermati neanche nelle feste pasquali. (altro…)

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L'informativa

Simone voleva fuggire in Tunisia. I pm allargano le indagini. Nelle carte il “canale preferenziale con Renzi, Lotti e Nardella”.

NAPOLI – «Ho chiamato te che sei potentissimo e supremo…». Ora si scopre che lo adulavano così al telefono, perfino per ottenere una sua intercessione per una nomina, tanto all’Ama di Roma quanto in Regione Campania. E lui, Francesco Simone, ex capo delle Relazioni istituzionali della coop modenese Cpl Concordia, il facoltoso manager accusato di aver messo in piedi il consolidato sistema corrutivo scoperto una settimana fa dalla procura di Napoli con il blitz che ha travolto Ischia, si schermiva e avvertiva: «Se ci intercettano, arrestano te e me». Era pronto a scappare in Tunisia, Simone. «In Italia siamo ascoltati fin nel buco del culo», si lamentava. Aveva già trovato casa in nord Africa. E ora il “potentissimo” sta parlando dal carcere. Dopo l’apertura di un nuovo filone che coinvolge l’ex parlamentare (An, e poi Fli) Luigi Muro — sui lavori di metanizzazione nel’isola di Procida — altri interrogatori sarebbero fissati per le prossime ore. (altro…)

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Papa FrancescoDa Scampia a piazza Plebiscito “Criminali, convertitevi alla giustizia” Il sangue di San Gennaro si scioglie a metà: “Dobbiamo fare tutti di più”.

NAPOLI – «È tempo di riscatto, per questa città. Reagite alla delinquenza. Il futuro di Napoli non è ripiegarsi ». Il cielo è grigio, il meteo prevede piogge, ma s’aprono grandi squarci, è primo giorno di primavera con le parole lucide e coraggiose di Francesco. Sei tappe, dieci ore, il globetrotter di Dio s’immerge nell’umanità complessa di una metropoli in cui da secoli, annota lui, «la vita non è mai stata facile, ma non è stata mai triste». E dalla città che lo avvolge di un calore gioioso e composto, e gli riserva il primato storico del sangue di San Gennaro sciolto davanti a un pontefice (sebbene sia liquefazione “a metà”, così Bergoglio dice: «Ci dobbiamo convertire di più»), lancia messaggi di speciale peso pastorale e politico: sulla «diffusa » corruzione, «che è sporca, e puzza» (in realtà dice «spuzza», una delle sue invenzioni linguistiche).

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SavianoRoberto Saviano
Per lo scrittore la primarie campane restano “un fallimento” “De Luca e Cozzolino nomi legati a vent’anni di sperperi”.
NAPOLI – Una scivolata nell’antipolitica? «No. Nessuna caduta nichilista. E non mi imbarazza il fatto che Beppe Grillo abbia condiviso il mio invito a non partecipare a queste primarie in Campania, che hanno riproposto la politica più vecchia. Ma certo siamo distanti su altre cose, con lui e il M5Stelle». Roberto Saviano non arretra, non corregge, non sfuma quelle parole che, ad urne appena aperte, hanno arroventato la polemica intorno ai gazebo e diviso il popolo del web. Ma mette un punto fermo: «Le primarie devono essere regolamentate per legge».

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Ecomostro
Lo “scheletro” di Alimuri fatto esplodere con il tritolo.
L’ esplosione perfetta da videogame, prima. E la bellezza che cala subito dopo, ripristinata e silenziosa. A Punta Scutolo, sul confine di costa tra Vico Equense e Meta di Sorrento, la ricorderanno come la mattina in cui tornano a respirare (tardivamente) Natura e buonsenso. La domenica in cui si disintegra il cemento cattivo, quel palazzone di 18mila metri quadri che, nonostante un paese distratto e un’inclinazione inquietante ai condoni, non era riuscito del tutto a trasformarsi in 150 camere e suite di un hotel vista mare.
Lo scheletro del maxi abuso di Alimuri, aggrappato fin dal 1964 tra mare e terra della costiera sorrentina, ormai ridotto a putrido alveare per immigrati e barboni, viene abbattuto alle 13 e pochi minuti.

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Casal di PrincipeRenato Natale è stato rieletto a vent’anni dal primo mandato quando era stato ucciso il prete che lottava contro i clan.

CASAL DI PRINCIPE – Ha vinto ancora lui, contro Gomorra.
Ma ci sono voluti venti anni e tre scioglimenti antimafia. Renato Natale, 64 anni, medico, esponente di Libera, è di nuovo sindaco a Casal di Principe, 20mila abitanti, epicentro dell’impero del clan dei casalesi. «La mia parola d’ordine? Lo Stato. Che sanziona, ma che sa anche stare al fianco dei cittadini migliori». È la nemesi del potere criminale, quattro lustri dopo la breve primavera di Casale. Eletto al ballottaggio con il 68,3 e due liste civiche (contro le quattro liste e il 31,7 del rivale omonimo, Enricomaria) il primo cittadino aveva già governato per dieci mesi, dal ’93 al ’94, poi costretto a dimettersi per il voto contrario della sua maggioranza, dopo l’esecuzione mafiosa del parroco Peppino Diana. Un risultato che provoca entusiasmo: dalla Bindi, a Saviano (che twitta: «Casal di Principe è in una nuova era») a Nichi Vendola (che parla di «riscatto e futuro migliore» e lancia l’hashtag #tuttanatastoria). (altro…)

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Benigni

Renzi e Berlinguer, l’Expo e il Mose, l’Europa e i partiti della paura, Dante e Troisi, i miracoli dell’Italia Il grande regista e il fondatore di “Repubblica” in viaggio con Ulisse tra politica, filosofia e selfie.
Il dialogo.

NAPOLI ALZA gli occhi dalla platea al loggione, tutto gremito anche lassù. «Guarda che gioia. Quanto mi piace questo San Carlo. È pieno, proprio. Pensare che i sondaggi lo davano vuoto. Ci devono essere stati dei brogli». Roberto Benigni comincia con il genio comico e finisce con la poesia che ammutolisce. Eugenio Scalfari, finge preoccupazione accanto al travolgente premio Oscar: «Questa cosa non finisce bene». Poi gli intima giocoso: «Giù le mani», temendo di essere preso in braccio «come Berlinguer», lo provoca su Renzi, lo interroga sull’anima e su Ulisse, infine lo candida al Quirinale, a Palazzo Chigi e al Vaticano. Il lirico napoletano, ricolmo e reattivo in una bollente domenica estiva, appena li vede insieme scatta in piedi: tripudio di partecipazione, ilarità e commozione, che è voglia di abbracciare e riconoscersi in due simboli della cultura italiana. Una, due, sei volte sarà standing ovation per Benigni e Scalfari, formidabile coppia che corona il successo della Repubblica delle Idee, voluta a Napoli dal direttore Ezio Mauro. (altro…)

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BiagiQuell’ex ministro dell’Interno «agevola la mafia calabrese». «Consapevolmente», scrivono i pubblici ministeri, forse a fugare il dubbio che anche stavolta sia “a sua insaputa”. E con le sue azioni si rende quasi «socio occulto» di uno dei più influenti concorrenti esterni della ‘ndrangheta, Amedeo Matacena, già deputato Pdl.
La Procura antimafia di Reggio Calabria prova la mossa finale contro Claudio Scajola. E lo fa attraverso l’appello depositato al Tribunale del Riesame a carico dell’ex plenipotenziario berlusconiano arrestato tre settimane con l’accusa di aver coperto la latitanza dell’ex politico calabrese: è l’ultimo filone della poderosa inchiesta “Breakfast”, che ha travolto anche Chiara Rizzo, la moglie di Matacena in un carcere di Reggio, sotto accusa insieme insieme a segretari e mediatori internazionali come l’indagane to Vincenzo Speziali. (altro…)

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Ncd

Domiciliari a Romano, presidente del consiglio campano Alfano: “Se il gip decideva dopo il voto era meglio”.

SANTA MARIA CAPUA VETERE – «E adesso come va a finire con le europee? Ho un’agenda, impegni, cosa faccio?». Lo sguardo di Paolo Romano, presidente del consiglio regionale della Campania e candidato a Bruxelles nella lista Ncd della circoscrizione sud, è incredulo di fronte agli ufficiali della Finanza che alle sette, nella sua lussuosa villa di Capua, gli notificano l’ordinanza degli arresti domiciliari. Là fuori, i suoi cartelloni elettorali 6 per 3 invadono l’intera provincia, il suo volto è ovunque. L’accusa: tentata concussione. L’obiettivo: potere su nomine, trasferimenti, servizi della Sanità casertana. Indagate altre tre persone: il consigliere regionale Ncd Eduardo Giordano, che fu eletto con Idv; l’avvocato Francesco Pecorario, e un giornalista collaboratore della “Gazzetta di Caserta”, Giuseppe Perrotta. (altro…)

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ScajolaAtti secretati dopo sette ore di interrogatorio a Regina Coeli, l’ex ministro risponde a tutte le contestazioni I legali: nessun nuovo addebito. Il procuratore Cafiero De Raho: il palazzo dia un segnale, isolare i corrotti dal sistema.

ROMA  – È la sua versione. Ma stavolta ha risposto eccome, Claudio Scajola. Senza sottrarsi ad alcuna delle contestazioni poste dai pubblici ministeri: né sui passaggi societari e gli amici pericolosi, come l’ex deputato Pdl latitante per una condanna definitiva di mafia, Amedeo Matacena; né sui rapporti intrattenuti con eccellenti alleati internazionali come l’ex presidente libanese Gemayel e il mediatore Vincenzo Speziali, l’uomo che “salvava” gli impresentabili; né sugli acerrimi avversari di Forza Italia che gli avrebbero stroncato la candidatura alle europee, fino a spingere Scajola a sfogare la propria ira al telefono con presunti ricatti, e la minaccia di «far succedere un casino» ai vertici del partito. (altro…)

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La corruzioneEx senatore del Pd “Soldi da Berlusconi per far cadere Prodi”.

NAPOLI – «Era l’agosto del 2007. Andai a quell’incontro con il senatore Tomassini del Pdl, che era un collega di schieramento opposto ma anche un concittadino e medico che conoscevo da tempo, pensando che dovessimo parlare del territorio e dirci buone vacanze. Invece mi fu fatta una proposta che mi lasciò profondamente turbato. Mi furono offerti soldi, a nome di Silvio Berlusconi, per assentarmi al Senato o per esprimere un voto contrario al mio partito, il Pd, e al governo Prodi. Mi dissero che era stata messa in conto una bella cifra, per me e anche per altri. E che Berlusconi era disposto a tutto, pur di tornare al centro della vita politica del paese».
Una deposizione schiacciante. Parla l’ex senatore del Pd Paolo Rossi, parlamentare fino al 2013, 55 anni, di Varese dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Napoli, presieduta dal giudice Serena Corleto. E l’accusa segna i primi colpi, al processo per la compravendita di senatori, che vede imputati per corruzione Silvio Berlusconi e Valter Lavitola. (altro…)

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L'avvocatoIpotesi di abuso e turbativa d’asta per le riunioni del “direttorio” con il dg dell’Asl

L’inchiesta.

Una dozzina di avvisi in arrivo all’indomani dell’addio al governo.

BENEVENTO – «Sviluppi giudiziari imminenti », soffiano le voci di Benevento. Ma una certezza intanto c’è: il cerchio delle indagini si è stretto. Secondo indiscrezioni figurano tra gli indagati l’ex ministro Nunzia De Girolamo e i dirigenti suoi fedelissimi, tra cui l’attuale direttore generale della Asl, Michele Rossi.
Almeno quattro filoni. Dodici, almeno, le persone inquisite. Il pool della Procura che si occupa della Sanitopoli beneventana punta sui molteplici aspetti di una spy story che sembra consumata in una vera e propria “faida”, tra gruppi di potere, a colpi di registrazioni incrociate. (altro…)

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VerbaliPisapia: così mi chiamavano alle riunioni del comitato di Nunzia.

BENEVENTO — Le riunioni del direttorio?
«Io venivo invitato a partecipare, organizzava Luigi Barone ». Leggi: il fedelissimo del ministro Nunzia De Girolamo.
Ecco cosa racconta, al gip di Benevento, Felice Pisapia, l’ex direttore amministrativo dell’Asl che con le sue registrazioni segrete ha aperto la Sanitopoli che scuote il governo. Un altro, distinto interrogatorio svela poi le gravi anomalie legate a truffe e parcelle milionarie all’interno della Asl, per 10 milioni di euro, e conferma la consuetudine di riunioni e discussioni tra l’inquisito Pisapia e l’allora deputata Pdl. (altro…)

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