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Posts Tagged ‘concorso esterno in associazione mafiosa’

berlusconi-dell-utriPg di Palermo emette ordine di carcerazione. Sarà allegato a richiesta inoltrata alle autorità libanesi.

La Suprema Corte ha accolto la richiesta del procuratore generale: il fondatore di Forza Italia colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa. Il pg: “I rapporti tra Cosa Nostra e Dell’Utri non si sono mai interrotti e si sono protratti senza soluzione di continuità dal 1974 fino al 1992”. Emesso ordine di carcerazione.

Il fondatore di Forza Italia, il primo partito italiano degli ultimi vent’anni, è un amico di Cosa Nostra, frequentatore di boss mafiosi e uomo cerniera tra la piovra e Silvio Berlusconi. Nel giorno in cui l’ex premier inizia a scontare la pena con l’affidamento in prova ai servizi sociali, cadono i condizionali anche su Marcello Dell’Utri, l’amico di una vita, prima piazzato al vertice di Publitalia e poi l’ideatore di Forza Italia: la prima sezione della Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna a sette anni di carcere per concorso esterno a Cosa Nostraaccogliendo la richiesta del pg. (altro…)

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Dell’Utri, ordine d’arresto dalla Corte d’Appello di Palermo: ma è latitante.

L’ordine d’arresto per pericolo di fuga non è stato quindi potuto eseguire dalla Squadra mobile di Milano perché da giovedì sera l’ex senatore è irreperibile. Il 15 aprile è fissata la sentenza definitiva in Cassazione sul concorso esterno in associazione mafiosa, reato per il quale è stato condannato a sette anni di carcere.

Marcello Dell’Utri è latitante. Ufficialmente dalla sera di giovedì 10 aprile. La terza sezione dellaCorte d’Appello di Palermo ha emesso un ordine di custodia cautelare per pericolo di fuga nei suoi confronti, ma la Squadra mobile di Milano non ha potuto eseguirlo, perché non riesce a trovare l’ex senatore. La notizia, riportata da La Stampaarriva a pochi giorni dalla sentenza definitiva in Cassazione sul concorso esterno in associazione mafiosa – fissata per martedì 15 aprile – reato per il quale è stato condannato a sette anni di carcere. (altro…)

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In Senato arriva la norma salva-Dell’Utri: condanna dimezzata per concorso esterno in associazione mafiosa. Niente carcere e intercettazioni per chi svolge attività sotterranea di supporto ai componenti dell’associazione mafiosa. Si dovrà dimostrare che c’è un profitto. Ecco cosa prevede il testo Pdl appena assegnato in commissione Giustizia del Senato, relatore Giacomo Caliendo.

Condanna dimezzata per concorso esterno in associazione mafiosa. Niente carcere e intercettazioni per chi svolge attività sotterranea di supporto ai componenti dell’associazione mafiosa. Si dovrà dimostrare che c’è un profitto. Lo prevede il testo Pdl appena assegnato in commissione Giustizia del Senato, relatore Giacomo Caliendo. Tra i casi “celebri” nei quali viene contestato il concorso esterno ci sono tra gli altri quelli di Marcello Dell’Utri e Nicola Cosentino e l’ex assessore regionale della Lombardia Domenico Zambetti.

Da ilfattoquotidiano.it del 21/05/2013.

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POLITICI, AMMINISTRATORI, IMPRENDITORI IMPUTATI O CONDANNATI PER CONCORSO ESTERNO.
Il presidente Schifani, l’ex ministro Romano, Cosentino e decine di politici e imprenditori si aggrappano alle parole del Pg della Cassazione Iacoviello (“al concorso esterno non crede nessuno”) e sperano nell’abolizione del reato.
Potenti o non potenti, questo è il dilemma. Tutti aggrappati alle parole del Pg della CassazioneFrancesco Iacoviello. Tutti sperano nell’abolizione del reato. Se il concorso esterno pende come una spada di Damocle su illustri inquisiti, come il presidente del Senato Renato Schifani, l’ex ministro Saverio Romano e l’editore Mario Ciancio (oltre ovviamente a Marcello Dell’Utri che, dopo l’annullamento della Cassazione, resta condannato in primo grado a 9 anni), lo scontro politico. (altro…)

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Ma interessa ancora a qualcuno sapere perché vent’anni fa è morto Paolo Borsellino con gli uomini di scorta? Sapere perché l’anno seguente sono morte 5 persone e 29 sono rimaste ferite nell’attentato di via dei Georgofili a Firenze, altre 5 sono morte e altre 10 sono rimaste ferite in via Palestro a Milano, altre 17 sono rimaste ferite a Roma davanti alle basiliche? Interessa a qualcuno tutto ciò, a parte un pugno di pm,giornalisti e cittadini irriducibili? Oppure la verità su quell’orrendo biennio è una questione privata fra la mafia e i parenti dei morti ammazzati? È questa, al di là delle dotte e tartufesche disquisizioni sul concorso esterno in associazione mafiosa, la domanda che non trova risposta nel dibattito (si fa per dire) seguìto alla sentenza di Cassazione su Marcello Dell’Utri e alle parole a vanvera di un sostituto Pg. O meglio, una risposta la trova: non interessa a nessuno.
A parte i soliti Di Pietro e Vendola, famigerati protagonisti della “foto di Vasto” che va cancellata o ritoccata come ai tempi di Stalin, magari col photoshop, non c’è leader politico che dica: “Voglio sapere”. Anzi, dalle dichiarazioni dei politici che danno aria alla bocca senza sapere neppure di cosa parlano, traspare un corale “non vogliamo sapere”. (altro…)

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