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Posts Tagged ‘condanna’

BerlusconiRiconosciuta l’ammissibilità di uno dei ricorsi contro la condanna per frode fiscale che causò la decadenza da senatore Il legale: sarà valutato il rispetto dei principi del ‘giusto processo’. Intanto la sede di Fi perde un piano per risparmiare.
ROMA – È lo spiraglio nel quale ha sperato per mesi. Adesso dalla Corte di Strasburgo arriva un primo segnale che rinfranca Silvio Berlusconi. Se da giorni il leader di Forza Italia ripete che si riprende il partito e torna alla guida del centrodestra è perché un paio di settimane fa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo hanno notificato l’ammissibilità di uno dei ricorsi contro la condanna definitiva a quattro anni per frode fiscale per il caso Mediaset.
«Entusiasmo? Diciamo che inizia a essere ottimista», racconta in queste ore chi sta vicino all’ex Cavaliere, che anche ieri ha trascorso le sue quattro ore settimanali nell’istituto di Cesano Boscone (prima di raggiungere Milanello e rilassarsi un paio d’ore con la sua squadra). È uno degli storici legali, Piero Longo, a confermare la notizia del primo disco verde al ricorso presentato dalla difesa per «violazione delle regole del giusto processo » (gli altri erano stati respinti).
Si tratta solo di una prima valutazione di carattere formale, il dibattimento dovrebbe tenersi entro fine anno. L’obiettivo adesso è recuperare la piena agibilità politica, con annessa possibilità di candidarsi. Lui ci crede e per questo ha già messo la testa in quella che si preannuncia come la rifondazione del partito. Con la nomina di nuovi e sconosciuti responsabili dei dipartimenti e il (quasi) azzeramento dell’attuale struttura di comando.

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Cesano BosconeALLE 9:45 DEL 9 MAGGIO SI DOVRÀ PRESENTARE NELLA PALAZZINA “CINQUE STELLE” PER AIUTARE GLI ANZIANI.

Ne hanno viste tante, nei 118 anni di vita della Sacra Famiglia. Questa però li sta mettendo a dura prova: devono ospitare un condannato ingombrante come Silvio Berlusconi. Non è il primo e non sarà l’ultimo mandato dal Tribunale di sorveglianza a svolgere un “progetto di giustizia riparativa” presso l’istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone: qui, in questo grande centro dell’accoglienza e del dolore nell’hinterland nord di Milano, sono arrivate molte persone che hanno scontato e stanno scontando la loro pena, svolgendo attività d’aiuto agli ospiti, giovani e vecchi, disabili e malati. Ma questo è un condannato particolare. Da una parte, si muove sotto l’attenzione di giornali e tv, arrivati in gran numero, anche dall’estero, ad assediare la Sacra Famiglia. (altro…)

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All'estero

I FLASH DELLE AGENZIE INTERROMPONO TUTTE LE TRASMISSIONI. I CORRISPONDENTI IN ITALIA NON CREDEVANO DI POTER MAI ANNUNCIARE UNA SIMILE DECISIONE.

Berlusconi condannato in via definitiva”: il titolo che i più esperti corrispondenti dall’Italia della stampa estera credevano di non riuscire mai a scrivere campeggia sui siti d’Europa e d’America. Le prime a fare esplodere la notizia sono state le agenzie di stampa internazionali, Afp, Reuters, Ap, tutte con flash che interrompono le altre trasmissioni. In pochi minuti, la condanna definitiva dell’ex premier italiano nel processo Mediaset è diventata titolo da home page su tutti i siti che contano dell’informazione internazionale. Le formule, anche per i tecnicismi della sentenza, tendono a essere simili e fattuali. Eccone un’antologia. Le Monde: “Mediaset, pena di prigione confermata in Cassazione per Berlusconi”. El Pais: “La Corte suprema italiana conferma la condanna di Berlusconi per frode”. Die Welt: “Berlusconi condannato definitivamente a quattro anni di detenzione”. The Guardian: “La condanna di Silvio Berlusconi confermata ma l’interdizione sarà ridefinita”. New York Times: “La condanna di Berlusconi a un anno per frode fiscale è confermata”. Bbc: “Confermata la pena al carcere per Berlusconi”. (altro…)

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Berlusconi

Oddio, hanno condannato Berlusconi e nessuno sa cosa mettersi. Del resto, chi l’avrebbe mai detto che il compare di Mangano, Gelli, Craxi, Dell’Utri e Previti – per citare solo i migliori – già amnistiato per falsa testimonianza, prescritto due volte per corruzione giudiziaria e cinque per falso in bilancio e una per rivelazione di segreto, tuttora imputato per corruzione di senatori e indagato per induzione alla falsa testimonianza, nonché condannato in primo grado a 7 anni per concussione e prostituzione minorile, avrebbe potuto un giorno o l’altro diventare un pregiudicato? Era tutto un darsi di gomito, uno strizzare d’occhi, un “tutto si aggiusta” all’italiana, con leccatine agli “assi nella manica” del sommo Coppi, dipinto come il mago di Arcella che fa assolvere i colpevoli. Invece da ieri anche la Cassazione, grazie a cinque giudici impermeabili a minacce e pressioni e moniti, ha detto ciò che chiunque volesse sapeva da tempo immemorabile: Silvio Berlusconi è un fuorilegge, un delinquente matricolato, colpevole di un reato – commesso anche da premier e da parlamentare – che in tutto il mondo lo porterebbe dritto e filato in galera per un bel po’. (altro…)

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La condanna di Silvio Berlusconi per il reato gravissimo di frode fiscale ha tre immediate conseguenze.

Primo: dopo vent’anni di scorciatoie, minacce, forzature e vergognose leggi ad personam l’uomo di Arcore è incappato in una sentenza definitiva: da questa sera è tecnicamente un pregiudicato che entro sei mesi o giù di lì dovrà scontare una pena detentiva, arresti domiciliari o servizi sociali. Per la prima volta l’articolo 3 della Costituzione viene attuato completamente: la legge è uguale per tutti compreso il miliardario di Arcore.

Secondo: le conseguenze politiche di questa sentenza storica sembrano inevitabili: le grandi intese vanno in pezzi e il governo potrà anche sopravvivere per un po’ ma sarà come un morto che cammina. (altro…)

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Natangelo

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Natangelo

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manifestazione-pdl

Piazza Duomo spaccata tra sostenitori e anti berlusconiani. Da una parte le urla contro il Cavaliere. Dall’altra le grida “Silvio, Silvio, Silvio” dei militanti. Lo scontro comincia ancora prima del comizio davanti all’albergo dove soggiornano i deputati del Popolo della libertà e prosegue anche al termine del discorso dell’ex premier quando rimangono a fronteggiarsi le due parti avverse che si scambiano insulti gettandosi addosso le rispettive bandiere.

Un piazza spaccata tra contestatori e sostenitori. Da una parte le urla “vergogna!”, “buffone!”, “mafioso”. Dall’altra le grida “Silvio, Silvio, Silvio” dei militanti Pdl accorsi a sostegno di Silvio Berlusconi, sceso in piazza Duomo a Brescia per una manifestazione “contro l’uso politico della giustizia”. Contestazioni che anticipano il comizio del Cavaliere e che proseguono anche al termine con scambio di insulti e lancio reciproco di bandiere. (altro…)

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GhediniDIRITTI TV MEDIASET: L’APPELLO CONFERMA LA CONDANNA DI PRIMO GRADO IN CUI FU DESCRITTA LA SUA “PARTICOLARE CAPACITÀ A DELINQUERE”.

Condannato bis. Silvio Berlusconi ieri a Milano è stato condannato per frode fiscale anche dai giudici di appello che hanno celebrato il processo sulla compravendita dei diritti televisivi Mediaset.

In primo grado il Tribunale gli avevano attribuito “grande capacità a delinquere”. Quella di ieri per il leader del Pdl è la quinta condanna, non definitiva, come le altre: per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza, Medusa e All Iberian. Assolto, come in primo grado, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.  (altro…)

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Il padre costituentePer la prima volta nella sua lunga carriera di imputato, Silvio B. è stato condannato in appello, ultimo grado di merito, a conferma della prima sentenza che gli infliggeva 4 anni di reclusione, 5 di interdizione dai pubblici uffici e 10 milioni di danni da pagare al fisco per una mega-frode fiscale durata dieci anni. Ora gli resta soltanto la Cassazione, presieduta proprio da ieri da un vecchio amico di Previti. Che però può valutare solo i profili di legittimità, mentre i fatti sono definitivamente accertati, così come illustrati dalle motivazioni del Tribunale: B. è un criminale matricolato che ha mostrato “particolare capacità di delinquere nell’architettare” e “ideare una scientifica e sistematica evasione fiscale di portata eccezionale” che gli ha procurato “un’immensa disponibilità economica all’estero, ai danni non solo dello Stato, ma anche di Mediaset e, in termini di concorrenza sleale, delle altre società del settore” tv. Il noto delinquente ha governato l’Italia, direttamente o indirettamente (nascosto dietro Monti e Letta jr.), per 11 anni su 19. È con questo delinquente che il mese scorso il Pd s’è appena alleato per rieleggere Napolitano e fare il governo che deve “pacificare” l’Italia dopo vent’anni di “guerra civile”. La guerra fra guardie e ladri, fra chi non paga le tasse e chi le paga anche per lui. Mentre plotoni di finti tonti rimuovono la biografia penale e politica di B., chiamando “pace” l’impunità al delinquente, e mentre si attende che il Pd trovi le parole per definire il suo pregiato alleato, è il caso di ricordare l’oggetto del processo Mediaset. Checché ne dicano i servi di Arcore, la Procura ha dimostrato “con piene prove orali e documentali” che nel 1995-’98 (quando B. era già in politica da un pezzo) la Fininvest e poi Mediaset acquistarono 3mila film dalle major Usa con 13mila passaggi contrattuali per gonfiare i costi, abbattere gli utili, pagare meno tasse e accumulare una fortuna per B. e famiglia nei vari paradisi fiscali, con due diversi sistemi: i film rimbalzavano da una società fittizia all’altra, aumentando ogni volta di prezzo (le decine di offshore create ad hoc dall’avvocato Mills, tutte riferibili al mandante B.); e altri passaggi- fantasma venivano assicurati da “intermediari fittizi” come il produttore Frank Agrama, prestanome di B., anche lui condannato. Risultato: costi maggiorati per 368 milioni di dollari, con evasioni fiscali sulle varie dichiarazioni fino a quella del 2004. L’inchiesta partì nel 2002, il dibattimento nel 2006. In origine i reati erano tre: falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. Poi i primi due caddero in prescrizione, così come gran parte delle frodi (restano 7,3 milioni). E non solo per il naturale passare del tempo: anzi è un miracolo che il processo sia giunto in fondo, visto che in 11 anni s’è trasformato in una corsa a ostacoli, costellata da ben 11 leggi ad personam. Nel 2001 il primo scudo fiscale. Nel 2002 la controriforma del falso in bilancio che, per le società quotate, abbatte le pene e dimezza la prescrizione; il condono fiscale, che sanava un bel po’ di frodi berlusconiane. Nel 2003 il condono fiscale per i coimputati; il lodo Maccanico- Schifani; lo scudo fiscale-bis. Nel 2005 la ex-Cirielli che tagliava ancora la prescrizione e salvava dall’arresto i condannati ultrasettantenni. Nel 2006 l’indulto del centrosinistra, che condonava 3 anni ai condannati passati e futuri (perciò, se questa sentenza diventerà definitiva prima della prescrizione nel luglio 2014, B. non andrà in galera, ma dovrà lasciare il Senato). Nel 2008-2010 il “lodo” Alfano, il legittimo impedimento (due leggi scritte dall’attuale vicepremier e ministro dell’Interno, poi dichiarate incostituzionali) e lo scudo fiscale-tris. Ora, per pacificarci definitivamente col delinquente evasore, manca soltanto l’ultimo passaggio: che l’amico Napolitano lo nomini senatore a vita. S’è liberato il posto di Andreotti, lo impone l’ordine alfabetico.

Da Il Fatto Quotidiano del 09/05/2013.

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Fermare i magistrati. Anche lasciando il governo Monti. Silvio Berlusconi torna nel bunker. La condanna al processo Mediaset è impossibile da incassare. “Il Tribunale di Milano mi ha definito un individuo dotato di naturale capacità a delinquere, credo si sia passato il limite”. L’ex premier teme di trasformarsi in pungiball per i magistrati. Per questo si dice “obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia”, valutando l’opportunità di togliere la fiducia all’esecutivo tecnico. E sia chiaro, scandisce, se Monti vuole restare a Palazzo Chigi deve candidarsi e farsi eleggere. INFILA i guantoni, il Caimano. Con tutti. Monti, “l’egemone Germania” di Angela Merkel, che sorridendo con Nicolas Sarkozy “assassinarono la mia credibilità politica”. E poi la pressione fiscale , la crisi che ha fermato i consumi. Va all’attacco a modo suo, in un one man show di oltre un’ora. A Lesmo, alle porte di Monza, nella villa Gernetto che ospita l’Università della Libertà, ha chiamato a raccolta giornalisti e quanti del Pdl potevano arrivare per garantire applausi e sala piena. Daniela Santanchè e Mariastella Gelmini, la fedelissima Michela Vittoria Brambilla e il ministro delle tv, Paolo Romani. Poi Tiziana Maiolo e Roberto Lassini, indagato per i manifesti “via le Br dalle Procure” apparsi a Milano nel 2011. (altro…)

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Sventuratamente i discepoli dell’Università delle Libertà, ma anche gli infermi del Sudan e i calciatori del Milan devono portare pazienza: il Cainano, o quel che ne resta, non potrà dedicarsi a loro a tempo pieno. Ancora una volta, quando ormai pensava solo agli ospedali, ai gol e all’erudizione dei (e soprattutto delle) giovani, un evento inaspettato – una sentenza attesa da appena 11 anni – lo colpisce in quanto ha di più caro – il portafogli e l’impunità – e lo costringe, a 76 anni suonati, a tornare a “modernizzare il Paese”. Però, beninteso, rinuncia a Palazzo Chigi (cioè al nulla: sta al 15%). Rimesso insieme alla bell’e meglio da truccatori e stuccatori, con la dentiera che fischia, una calotta marron sul capino e robusti tiranti dagli orecchi che gli regalano due simpatici occhi a mandorla facendolo somigliare a un cinese in coma, il pover’ometto ha riunito una corte di fedelissimi plaudenti e di camerieri a mezzo stampa nel bunker di villa Gernetto – sede dell’Università delle Libertà dove s’insegna furto con scasso, frode fiscale, abigeato e adescamento di minori – per l’ultimo sequel del cinepanettone “Natale in Brianza”. (altro…)

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Il trucco dei film strapagati per creare all’estero una cassaforte segreta. Il sistema Berlusconi: frode da 270 milioni.

LO HANNO chiamato, con un eufemismo, «processo Mediaset». Sedici anni, tra indagini dei pm e conflitti con il tribunale di Milano. In realtà questa condanna del Cavaliere rivela e colpisce il cuore segreto del «Sistema- Berlusconi»: i fondi neri.
BUONI per tutti gli usi: evadere le tasse, pagare tangenti. Un metodo collaudato. Non solo in quest’ultimo processo. Con soggetti e oggetti diversi, ricorre anche in altri processi che hanno visto l’ex presidente del Consiglio sul banco degli imputati: dall’affare Mills al caso Mediatrade, fino ad arrivare alle vicende di All Iberian. C’è questo filo rosso, a legare la lunga sequela di inchieste che lo hanno riguardato e accompagnato in questi diciotto anni di avventura politica e di sventura giudiziaria: creare una «provvista riservata», nelle pieghe dei bilanci societari, per farne un uso indebito e improprio. (altro…)

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Tutto il mondo instituzionale si stringe attorno al giornalista Sallusti, dopo che la Cassazione ha confermato la sentenza di condanna a 14 mesi.
Perché ha scritto il falso.
Non rischia la galera, ma la sentenza permette a tanti di gridare allo scandalo alla vergogna, all’offrirsi come vittima sacrificale.
La condanna consentirà, probabilmente, una riforma dell’articolo 595 c.p. (cosa che nel passato governi liberali o di centrodestra non hanno fatto).
Per evitare, però, che la gente pensi che governo, giornalisti e istituzioni (il colle che monitora la situazione) si mobilitano solo per giornalisti famosi, sarebbe opportuno che si rivedesse anche il meccanismo delle cause civili per diffamazione.  (altro…)

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I sospetti di elettrosmog che favorirebbe l’insorgere di alcune malattie, prime delle quali leucemie, è stato confermato dalla IV sezione penale della Cassazione che ha confermato la prescrizione per una condanna a 10 giorni di carcere per il cardinale Roberto Tucci, ma l’ha condannato a pagare, oltre alle spese processuali, anche un risarcimento a favore dei cittadini di Cesano, il Comune vicino Roma dove le antenne di Radio Vaticana hanno creato i maggiori danni. (altro…)

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Dopo settimane di mobilitazione internazionale, il ministero degli Esteri di Teheran annuncia il blocco della condanna per la donna accusata di adulterio. In suo favore anche i premi Nobel e una risoluzione dell’Europarlamento. I deputati iraniani accusano Italia e Francia di interferenze.

STRASBURGO – La sentenza di lapidazione per Sakineh è stata sospesa, lo ha annunciato il il ministero degli Esteri iraniano. E’ il primo risultato della grande mobilitazione internazionale contro la condanna a morte per la donna accusata di adulterio. “Il verdetto riguardo la vicenda di tradimento extraconiugale è stata bloccata ed’ è stata sottoposta a revisione” ha detto il ministro  Ramin Mehmanparast in un’intervista a una Tv locale.

Il Parlamento iraniano attacca Italia e Francia. Non scende intanto la tensione tra Iran e occidente sul caso della donna condannata alla lapidazione. II Parlamento iraniano accusa Italia e Francia di indebita interferenza. “Le posizioni di Francia e Italia sono esempi perfetti di interferenza negli affari interni e nel sistema giudiziario iraniano. Simili interventi sono illegittimi e pura propaganda contro la Repubblica islamica”, ha detto all’Irna Zohreh Elahian, autorevole esponente della commissione Affari Esteri e Sicurezza Nazionale del Majilis. Lo riferisce il sito in inglese del canale televisivo iraniano di Stato. (altro…)

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