Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘conflitto di interessi’

la-frase

Read Full Post »

ROMA – Dieci anni dopo l’approvazione della legge Frattini sul conflitto di interessi, l’aula di Montecitorio torna a discutere del tema che ha segnato un’intera epoca della vita politica italiana. Ieri, infatti, è iniziata, ma si è velocemente conclusa, la discussione di un progetto di legge varato dalla commissione Affari costituzionali. Ma l’iter sembra veramente in salita.
In primis perché sta per iniziare la sessione di bilancio. Ma soprattutto perché il testo sembra non avere una paternità, o una maternità, certa. L’articolato è stato infatti scritto dal forzista Francesco Paolo Sisto, presidente della Affari costituzionale, che però non lo condivide per niente. E ieri lo ha detto chiaro e tondo in aula.

(altro…)

Read Full Post »

INTERESSI IN CONFLITTO.

Enrico Letta ha promesso che oggi nel decreto “milleproroghe”, rinnoverà per l’ennesima volta il divieto di incrocio tra stampa e tv, stabilito dalla legge Mammì. Ma quello che sta alla base di questa norma, che ci si ostina a prorogare, è un problema che non si vuole risolvere: il conflitto d’interessi. Con un protagonista assoluto e ineguagliato: il Cavaliere.

OGGI la situazione appare un po’ diversa da quando questa norma fu scritta, dentro la legge Mammì (era il 6 agosto del 1990); c’era la Rai e c’era la Fininvest. E la bramosia di Silvio Berlusconi di conquistare tutto l’etere distruggendo il servizio pubblico televisivo per prenderne il posto. Utilizzando, alla bisogna, anche le testate della carta stampata, comprandole , per portare l’offensiva alla Rai sia dal punto di vista mediatico che imprenditoriale, ossia sottraendogli la pubblicità. La norma della Mammì sul divieto d’incrocio tra proprietà televisive e carta stampata (chi possiede due reti nazionali non può avere partecipazione in imprese editrici) fu introdotta proprio per tentare di arginare un minimo la “fame” di Berlusconi. (altro…)

Read Full Post »

RubyKarima El Mahroug, in arte Ruby, il volto segnato dal dolore “provocato dai magistrati”, in lacrime davanti al palazzo di Giustizia di Milano. E ancora Silvio Berlusconi intervistato sul caso: “Ruby venne a una cena e raccontò una storia drammatica, disse di essere figlia di una ricca famiglia egiziana, che i genitori avevano cacciato perché aveva deciso di abbracciare la religione cattolica. Mostrò cicatrici di olio bollente, parlò di difficoltà enormi, di comunità e di essere arrivata a Milano poco tempo prima dove aveva trovato un lavoro da cameriera in un ristorante. Una storia che commosse tutti i presenti”. Fotogrammi di un’inchiesta, quella sulle “cene eleganti ” di Arcore. Inchiesta tv con il marchio di Canale 5. E dal nome burrascoso: “La guerra dei vent’anni, Ruby ultimo atto”. In onda oggi in prima serata. Collocazione in palinsesto, che non sembra scelta a caso. (altro…)

Read Full Post »

La-guerra-dei-ventanni-Ruby-ultimo-atto.

Lunedì, al processo Ruby, il pm potrà finalmente formulare le sue richieste, dopo i vari rinvii delle udienze ottenuti dall’imputato.

La sera prima, domenica, alle 21,30, la principale rete televisiva di proprietà del medesimo imputato trasmetterà uno speciale intitolato ‘La guerra dei vent’anni – Ruby, ultimo atto”.

Sarà condotto da Andrea Pamparana, che è anche opinionista del ‘Giornale’. E andrà in onda subito dopo ‘Striscia la notizia’, per avere il massimo traino possibile. Durerà due ore, dice la guida tv del sito di Mediaset.

Nel promo, già andato in onda, il voice over dice: «33 processi, 2500 udienze, 1000 magistrati impegnati, oltre 300 mila intercettazioni telefoniche».

Ecco, è tutto qui.

Ci si chiede quale altro imputato, al mondo, possa usare una rete televisiva nazionale per diffondere un’arringa mediatica a suo favore e per accusare i suoi giudici. (altro…)

Read Full Post »

berlusconi-ineleggibile-477

Cari amici, mentre attendiamo il miglior governo della storia repubblicana e anche monarchica che dovrebbe fare in pochi mesi tutto quello che i suoi promotori e i loro fiancheggiatori non han fatto in vent’anni, tra qualche giorno le giunte per le elezioni della Camera e del Senato dovranno decidere sull’eleggibilità o meno degli eletti ineleggibili. Il primo si chiama Silvio Berlusconi e, come scriviamo dal 1994 in ristrettissima compagnia, è ineleggibile in base alla legge del 1957 sui concessionari pubblici.

MicroMega ha lanciato un appello (160 mila firme in una settimana) perché, dopo cinque legislature di inciuci, alla sesta volta i parlamentari del centrosinistra trovino il coraggio di sbattere l’ineleggibile Caimano fuori dal Parlamento (stavolta s’è infilato in Senato). (altro…)

Read Full Post »

fidanzatinoA costo di essere equivocato, trovo che sia fin troppo facile ironizzare sui soffietti domenicali della badante D’Urso alla Mummia Nana che le paga lo stipendio. Di fronte a presunte domande come “Ma Presidente, mi si è fidanzatoooo?” o a squittii tipo “Macheccarinoooo!”, mai più sentiti dai tempi di Sandra Milo e di Ciro, non resta che il silenzio. Anche perché le denunce sdegnate di politici e giornali sul Cainano che occupa il video in campagna elettorale, suonano fasulle, ancor più fasulle degli assist dei suoi cani da riporto, della sua maschera, del pratino all’inglese sul capino, del nasino rimodellato dai piallatori arcoriani, della dentiera che fischia, della lavagnetta bordata di rosso, dell’educazione sentimentale del fidanzatino di Peynet, della benedizione urbi et orbi “pace, gioia e amore a tutti”.
Chi oggi scopre, o riscopre, che la Mummia Nana possiede le tre tv Mediaset, oltre a controllare metà della Rai, dovrebbe spiegarci dove ha vissuto in questi vent’anni e cos’ha fatto per metter fine a questo sconcio che un tempo, quando le parole avevano ancora un senso, si chiamava “conflitto d’interessi”. (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

Il ministero per lo Sviluppo di Passera rinnova le autorizzazioni televisive per vent’anni. Mediaset evita di perdere i suoi privilegi e le emittenti locali soffriranno con il passaggio al digitale terrestre.

Chi l’ha detto che il mercato sia selvaggio e pericoloso? Chi l’ha detto sbaglia. Perché le televisioni italiane, grosse e piccine, possono dormire serenamente per i prossimi vent’anni. Oppure rassegnarsi perché nulla potrà più cambiare. Garantisce il ministero per lo Sviluppo economico, diretto dall’ex banchiere Corrado Passera, che rinnova le autorizzazioni per le frequenze (patrimonio pubblico) con un provvidenziale documento amministrativo: lo Stato fotografa il sistema attuale, pieno di conflitti e interferenze, e lo rende immodificabile sino al 2022. Certo, può replicare il ministero, lo Stato può sempre ripensarci: a costo di pagare rimborsi milionari, però. Cos’è l’autorizzazione televisiva? Un treppiedi che lo Stato si batte continuamente contro le caviglie. (altro…)

Read Full Post »

LA RAI per il governo. Viale Mazzini per palazzo Chigi. Il controllo della tv pubblica per la tutela dell’interesse pubblico. Siamo alle solite. Ma questa volta il ricatto del centrodestra si gioca sulla pelle del Paese, di tutti noi cittadini, sudditi del regime televisivo, proprio in un momento cruciale per le sorti dell’economia nazionale e dell’intera collettività nazionale. Ricatto, non c’è termine più appropriato per definire l’ultimatum del partito-azienda. O la borsa o la vita, insomma. O la consegna della Rai oppure la sopravvivenza del governo. È fin troppo trasparente ed esplicito il senso dell’avvertimento lanciato dall’ex ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, per giudicare l’affidabilità del quale basterebbe constatare lo stato di crisi in cui è ridotto il sistema produttivo italiano. (altro…)

Read Full Post »

E così, la scomessa di Santoro, del team di giornalisti di Annozero, è riuscita: possiamo dirlo, alla fine della prima stagione televisiva di questa “cosa” rivoluzionaria che è andata in onda ogni giovedì sera su un network di reti locali e su internet.
Una scomessa vinta anche grazie all’impegno e alla volontà dei telespettatori, anzi dei cittadini, che non hanno accettato la scelta dei partiti di chiudere Annozero, invenstendo quei 10 euro per la messa in onda di Servizio Pubblico.
La scelta di continuare con questo conflitto di interessi che, a questo punto, dopo le nomine dentro AGCOM cui nemmeno il Partito Democratico si è sottratto, interessa solo i cittadini.
Una scelta che non significa solo far sprofondare l’Italia in fondo alle classifiche sulla qualità dell’informazione, ma significa anche pagare quella multa da 10 milioni di euro a De Stefano, di europa 7. (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

“No, non faremo cadere Monti, almeno per ora…”, così parlo Berlusconi dopo essere rientrato in Italia, al termine della lunga rimpatriata con l’amico Putin. L’annuncio ha gelato gli entusiasmi dei suoi fedelissimi che già si vedevano in tuta mimetica, pronti a scatenare l’assalto contro il “Governo dei padroni”.

I leghisti sognavano il cappio e il ritorno del Barbarossa, magari inversione Barbablù. Purtroppo per loro, Silvio Berlusconi sarà pure suonato, ma mantiene un invidiabile istinto di classe, una variante di destra dell’antico istinto di classe. La ragione vera della mancata rottura non ha nulla a che vedere con gli appelli di Napolitano, con i richiami dell’Europa, tanto meno con l’interesse nazionale e generale, tutte parole che non procurano emozione alcuna al cuore e, soprattutto, alle tasche del cavaliere. (altro…)

Read Full Post »

Mentre il sindaco di Agrigento pensa di cedere ai privati il brand della Valle dei Templi, o qualcun altro di vendere la tv di Stato, il governo italiano vuole regalare ai “soliti noti” altre sei frequenze televisive liberate nel passaggio dal sistema analogico a quello digitale. Il pacco-dono è stato confezionato a palazzo Chigi per essere spedito ai due principali beneficiari: la Rai e Mediaset. Rai e Mediaset, cioè i detentori del vecchio duopolio che oggi fa capo direttamente o indirettamente al presidente del Consiglio. E naturalmente il costo della munifica elargizione, da uno a tre miliardi di euro, sarà a carico di tutti noi, cittadini e contribuenti, sudditi del regime televisivo, in termini di mancato incasso per lo Stato: a meno che nei prossimi giorni non venga approvato al Senato un emendamento del Pd per bloccare questo ennesimo saccheggio via etere. (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »