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Posts Tagged ‘consultazioni’

Renzi-Grillo

Adesso la disputa su chi ha vinto e chi ha perso lascia il tempo che trova, anche perché è molto interna al mondo dell’informazione e di quei giornalisti che a Montecitorio Grillo maltratta e che Renzi invece chiama per nome. Lo streaming tra il premier incaricato e il leader Cinquestelle non è un talk show da misurare con l’Auditel, ma la puntata spettacolare e rovente di una guerra dei mondi dove alla fine a sopravvivere sarà uno solo. Fin dal primo incontro con Bersani (e poi con Letta) fu chiaro che Grillo non avrebbe concesso un solo centimetro al Pd e che anzi avrebbe approfittato delle dirette web per manifestare totale repulsione verso un sistema “mar – cio”, irriformabile e destinato a sicura autodistruzione. (altro…)

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Giannelli

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napolitano-governo-saggi-pp

Giorgio Napolitano non si dimetterà in anticipo. E affida a due gruppi ristretti il compito trovare proposte programmatiche attorno a cui fare nascere il nuovo governo. ”Continuo a esercitare fino all’ultimo il mio mandato – ha detto il presidente della Repubblica – non nascondendo al Paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo la mia fiducia nella possibilità di un responsabile superamento della situazione che l’Italia attraversa”. Nel ponmeriggio verranno resi noti i nomi dei ”gruppi ristretti di personalità” citate dal presidente della Repubblica, figure di alto profilo che andranno a costituire due commissioni di saggi.  (altro…)

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Natangelo

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napolitano_berlusconiBerlusconi conferma: “O governo di grande coalizione o voto”. I Cinque Stelle: “Governo del presidente? Prima ci facciano un nome”. Vendola: “L’unica opzione per il cambiamento è Bersani, il centrodestra non è un alleato possibile”. Letta: “Non mancherà il nostro supporto alle decisioni di Napolitano”. Che decide di non decidere e rimanda tutto di 12 ore.

Il Pdl insiste: “O governo di larghe intese o voto”. Il Movimento Cinque Stelle idem: “Voteremo un governo solo formato da noi”. Il Pd spiega: “Abbiamo proposto una convenzione costituente per il cambiamento, ma questo progetto è fallito per i troppi no”. Ma un no lo dicono anche i democratici: niente governissimo. La palla, quindi, ritorna a Giorgio Napolitano, nei cui confronti il Partito democratico ha detto di nutrire “fiducia e gratitudine” e ha garantito “supporto responsabile alle decisioni che prenderà”. Fuor di politichese, quindi, i democratici appoggeranno un governo del presidente. (altro…)

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berlusconiLa settimana di incontri tra Pier Luigi Bersani e i leader delle altre forze politiche non ha prodotto risultati per la formazione del nuovo governo. In giornata il capo dello Stato potrebbe indicare il nome a cui affidare l’incarico per superare lo stallo politico che si è creato.

ROMA – Con l’arrivo della delegazione del Pdl e della Lega, guidata da Silvio Berlusconi e dal segretario del Pdl Angelino Alfano, sono iniziate al Quirinale le consultazioni “lampo” per la formazione del nuovo governo. All’incontro con Napolitano hanno partecipato i capigruppo del Pdl di Senato e Camera, Renato Schifani e Renato Brunetta, e per la Lega il segretario federale del Carroccio e governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che in mattinata aveva scritto su Twitter: “Verso il Quirinale per nuove (inutili?) consultazioni. Ma nel pomeriggio di nuovo in Regione ad occuparmi della Lombardia”.  (altro…)

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Questa mattina mi sono recato al Quirinale con i capigruppo alla Camera e al Senato, Roberta Lombardi e Vito Crimi, per incontrare il presidente della Repubblica e riferire la posizione del MoVimento 5 Stelle.
Il M5S è stato il primo per numero di voti alle ultime elezioni. Per questo chiede ufficialmente un incarico di governo per realizzare il suo programma, in particolare per realizzare le misure per il rilancio delle piccole e medie imprese, il reddito di cittadinanza e i tagli agli sprechi della politica. Finora, nonostante le dimensioni del successo elettorale, non è stata data alcuna rappresentanza istituzionale al M5S, non la presidenza della Camera, non la presidenza del Senato, che sono stati oggetto di contrattazione e mercanteggiamento tra i partiti e non espressione del riconoscimento del consenso elettorale. (altro…)

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Crollano Pasok e Nea Dimokratia. Ma il Paese appare ingovernabile. Vince l’umore antieuropeo. La sinistra radicale di Syriza al secondo posto. Per la prima volta neonazisti in Parlamento.

C’è chi pensa che i greci, stremati dei continui sacrifici imposti dalla Trojka, abbiano votato per la dracma. Lo pensano soprattutto gli analisti economici che da oggi prevedono una settimana di Borse al calor bianco proprio per effetto del caos uscito dalle urne in Grecia. I cittadini ellenici in effetti hanno penalizzato duramente i due maggiori partiti, Nea Dimocratia e Pasok, che finora hanno sostenuto la linea della necessità dei tagli, delle privatizzazioni, della riduzione dei salari imposti dai Memorandum decisi da Fmi e Bruxelles. E hanno invece premiato, a destra e a sinistra, i partiti che questa linea rigorista hanno contestato. (altro…)

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Fra le ragioni per cui il governo spread-sidenziale di Mario Monti non è ancora riuscito a entusiasmare i mercati va annoverato lo spettacolo incomprensibile offerto dalle consultazioni dei 21 (ventuno) partiti presenti in Parlamento. Fare Italia, Liberaldemocratici, Liberali per l’Italia, Repubblicani Azionisti, Noi Sud, Io Sud, Forza Sud, Popolo e Territorio, Coesione Nazionale, altoatesini, valdostani, vecchi classici come socialisti, repubblicani e radicali e qualche altro manipolo di coraggiosi miracolosamente scampati alla mannaia del bipolarismo. Molte di queste sigle sono ignote persino ai commessi della Camera. Figuriamoci al professor Monti, che durante i colloqui coi vari Nucara, Iannacone e Antonione avrà passato metà del tempo soltanto per capire chi erano e soprattutto chi rappresentavano. (altro…)

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