Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘corte costituzionale’

ImpresentabiliROMA . Per la Consulta e i due giudici già si va oltre il voto di domani a Montecitorio dando per scontata la fumata nera. Si fanno strada due ipotesi. La prima: blindare almeno il voto sul Csm, dove bisogna eleggere due consiglieri, per sbloccare la grave impasse dell’attuale Consiglio in prorogatio . Mentre la Consulta può funzionare con 13 giudici (e pure con 11), il Csm è congelato, con grave preoccupazione del suo presidente Napolitano per le numerose nomine da fare dopo il taglio dell’età pensionabile delle toghe. La seconda ipotesi, a votazione fallita, è chiedere ai presidenti delle Camere una pausa di riflessione, motivata da due fatti, l’assemblea dell’Onu a New York che non solo vede presente Renzi, ma comporta la partenza di un’ampia delegazione fatta di ministri, vice ministri, sottosegretari, presidenti e vice presidenti di commissione. (altro…)

Read Full Post »

Donato BrunoIL FORZISTA, IN CORSA PER LA CORTE COSTITUZIONALE, INQUISITO PER UN INCARICO DA CURATORE FALLIMENTARE. GLIELO DIEDE L’AVVOCATO CON CUI DIVIDE LO STUDIO.

Quella consulenza da circa 2,5 milioni di euro è ora nei cassetti della Guardia di finanza e della Procura di Isernia. E rischia di far tramontare ogni velleità per Donato Bruno, parlamentare di Forza Italia, candidato a diventare giudice della Corte costituzionale. Il Fatto Quotidiano è in grado di rivelare che Bruno è indagato per concorso in “interesse privato del curatore negli atti del fallimento”. Parliamo del fallimento della Itierre di Isernia, ex colosso del tessile, con ben 600 dipendenti ormai in cassa integrazione.   PER COMPRENDERE questa vicenda bisogna procedere con ordine e mettere a fuoco un dato: Bruno è molto amico di Stanislao Chimenti, commissario straordinario della Itierre, così amico da condividerne le stanze dello studio. Per intendersi, Bruno e Chimenti hanno assistito insieme Stefano Ricucci nella vicenda Magiste. (altro…)

Read Full Post »

Il candidato del Pd in calo, quello di Fi aumenta i consensi Nulla di fatto anche per il Csm. Oggi nuovo tentativo.

ROMA – Ancora fumata nera per l’elezione dei due nuovi giudici costituzionali e dei due membri laici del Csm che ancora mancano all’appello. Donato Bruno, il candidato di Forza Italia, infatti ha raccolto 544 voti, 15 in più rispetto a lunedì. mentre Luciano Violante, indicato dal Pd, si è fermato a 526 voti. Quattro meno rispetto a lunedì. Il quorum per la Consulta, tre quinti degli aventi diritto, era fissato a 570. Niente di fatto neanche per il Csm. Luigi Vitali, il candidato berlusconiano che è un po’ la pietra dello scandalo di queste elezioni, si è fermato a 389 voti contro i 421 di lunedì. Pochi voti anche per i due candidati che sono espressione dell’area grillina: Luigi Zaccaria si è fermato a 140 e Nicola Colaianni a 136. Il quorum per il Csm, tre quinti dei votanti, a causa delle presenze maggiori dei parlamentari, era salito dai 482 di lunedì ai 515 di ieri.

(altro…)

Read Full Post »

Renzusconi

I CANDIDATI SCELTI DAL PREMIER E DA B. NON ARRIVANO AL QUORUM. IL PRIMO SI FERMA A 529 VOTI, IL SECONDO A 530. ASSENZE IN ENTRAMBI GLI SCHIERAMENTI.

Donato Bruno, insaccato dentro un ampio doppiopetto blu berlusconiano, fende per l’ennesima volta il Transatlantico, apre la porta-finestra che dà sul cortile di Montecitorio, scende pochi gradini e si accende la decima sigaretta in meno di un’ora. Quanto fuma, Bruno. L’avvocato pugliese che vuole diventare giudice costituzionale è in ansia ma ai cronisti dice: “Sono sereno”. Usa l’aggettivo più sfigato nell’era renziana. Accanto a lui, c’è Nitto Palma, ex guardasigilli, tabagista come Bruno. Sono due previtiani di acciaio, “Nicola” e “Nitto”. Nel giro di un fine settimana, Bruno da alfiere della ribellione di Forza Italia contro   B. (che voleva il giannilettiano Catricalà) è diventato uno dei due simboli del patto renzusconiano sulla Consulta. Un giudice al Pd, l’altro al partito del Pregiudicato. Ma la fumata è ancora nera, nera, nera.   E sono dieci   senza risultati   La decima votazione per eleggere i due nuovi componenti della Corte costituzionale inizia alle quindici. (altro…)

Read Full Post »

ViolanteMa questi analfabeti lo sanno cosa sono la Corte costituzionale e il Csm? A giudicare dai personaggi squalificati che vogliono mandarci e dal silenzio che avvolge i loro curricula, si direbbe di no. Ma, a giudicare dalla pervicacia con cui insistono per quei nomi, a costo di paralizzare da quattro mesi il Parlamento, si direbbe di sì. Il Partito Unico Renzusconi sa benissimo che la Consulta, pur già inquinata da vecchi politicanti, potrebbe ancora dare fastidio per la presenza di personalità indipendenti, che vanno al più presto rimpiazzate con uomini di stretta obbedienza. Sennò le loro leggi incostituzionali (tipo l’Italicum) vengono di nuovo bocciate. I nomi di Violante, participio presente per tutte le stagioni, e Donato Bruno, membro della grande famiglia dei Cesaroni (è amico di Previti) e padre di un giovanotto inquisito per le baby squillo dei Parioli, rispondono perfettamente all’identikit: infatti Napolitano, che dovrebbe garantire un minimo di decenza costituzionale, tace e acconsente. (altro…)

Read Full Post »

Corte Costituzionale

DOPO LE MOTIVAZIONI DELLA BOCCIATURA DEL PORCELLUM L’ITALIA TORNA ALLA PRIMA REPUBBLICA, PREFERENZE E NIENTE PREMIO DI MAGGIORANZA.

Da ieri sera l’Italia è di nuovo una Repubblica fondata sul proporzionale. Col deposito delle motivazioni con cui la Corte costituzionale ha bocciato il Porcellum sul premio di maggioranza senza soglia e l’assenza della possibilità di esprimere almeno “una preferenza”, il sistema elettorale italiano viene ridisegnato in profondità: da stamattina è in vigore la legge scritta dagli ermellini, il cui nome in filigrana è “larghe intese per sempre”.  (altro…)

Read Full Post »

“Chi è veramente esperto nell’arte della guerra sa vincere l’esercito nemico senza dare battaglia, prendere le sue città senza assediarle e rovesciarne lo Stato senza operazioni prolungate”. Bisogna leggere la plurimillenaria opera del grande generale e filosofo cinese Sun Tzu, autore de L’Arte della Guerra, per avere la fotografia esatta della piega presa dal dibattito sulla decadenza da senatore del pregiudicato Silvio Berlusconi. Senza aver sparato un solo colpo il Cavaliere è a un passo dalla vittoria. Intimoriti dal volteggiare dei falchi, blanditi dal tubare delle colombe, ammaliati dal sibili ricattatori della Pitonessa,i sempre più teorici avversari dell’ex premier paiono prepararsi alla ritirata.

L’annuncio è stato significativamente dato da due dei supposti dieci saggi di Giorgio Napolitano. Secondo Valerio Onida (saggio in quota Sel) e Luciano Violante (saggio in quota Pd) la legge Severino sulla decadenza dei condannati va sottoposta all’esame della Corte Costituzionale. Entrambi sono certi che la norma, approvata pochi mesi fa dal parlamento quasi al completo, sia perfettamente legittima. Tutti e due spiegano che non è una legge penale e che quindi ha valore retroattivo. Ma con salto carpiato aggiungono che sollevare un’eccezione davanti alla Consulta non sarebbe una “dilazione”, ma l’applicazione della Costituzione. Anzi, spiega Violante, Berlusconi tanto che c’è potrebbe pure rivolgersi pure alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. (altro…)

Read Full Post »

Corte CostituzionaleI GIUDICI: “NON SI POSSONO ELIMINARE PER DECRETO”. PER FARLO BISOGNA MODIFICARE LA COSTITUZIONE.

Salva Italia? Tiè. La Corte costituzionale, con una sentenza che lascia pochi margini ai dubbi, boccia senza appello il taglio delle Province deciso per decreto legge e confermato dal voto del Parlamento all’epoca del governo dei tecnici guidato da Mario Monti. Lo strumento del decreto legge non può essere adoperato per organizzare una materia costituzionale come quella dell’esistenza in vita delle Province (espressamente indicata in Costituzione al Titolo V) o della loro razionalizzazione.

L’epitaffio della nota dei giudici costituzionali è senza scampo per chi aveva pensato di poter cancellare le Province con il sistema spiccio della decretazione d’urgenza: “Il decreto legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema, quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio”.  (altro…)

Read Full Post »

napolitano-e-mancino_pp166Depositata la sentenza della Consulta sul conflitto legato all’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Per i giudici, conversazioni del presidente sempre inviolabili, anche nel caso di fatti gravissimi. La reazione di Ingroia: “La sentenza mette a rischio l’equilbrio dei poteri”.

Depositate le motivazioni del verdetto della Corte costituzionale sul conflitto d’attribuzione. I giudici sanciscono l’inviolabilità assoluta della conversazioni del capo dello Stato. Che ha “la medesima responsabilità penale degli altri cittadini”, ma nel caso le prove andrebbero cercate “con mezzi diversi”. La procura di Palermo avrebbe dovuto quindi distruggere subito le intercettazioni di Mancino con Napolitano.

Il presidente della Repubblica, in quanto “supremo garante dell’equilibrio dei poteri dello Stato”,non è mai intercettabile. Le sue conversazioni sono inviolabili anche in presenza di reati comuni. Anche se, per pura ipotesi, svelassero prove di reati gravissimi. E’ questo il cuore delle motivazioni, depositate oggi, con cui la Corte costituzionale ha dato ragione al Quirinale nel conflitto d’attribuzione sollevato contro la Procura di Palermo in relazione all’inchieste sulla trattativa Stato-mafia. (altro…)

Read Full Post »

Dobbiamo purtroppo continuare a subire le prepotenze di una maggioranza parlamentare lontana dalla percezione stessa di che cosa significhi rispetto per i diritti civili. È passato appena un giorno dalla severa lezione impartita dalla Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il divieto di sposarsi per gli immigrati senza permesso di soggiorno, perché così veniva negato un diritto fondamentale della persona.Ed ecco che la Camera dei deputati ha subito voluto smentire questo segnale di civiltà che, per un momento, ci aveva fatto sentire vicini ai Paesi che praticano il buon diritto, quello che ha la sua bussola nel rispetto dell´altro, nell´accettazione della diversità come fondamento dell´eguaglianza. Nell´aula di Montecitorio si è bloccata la possibilità di approvare una norma contro l´omofobia, usando addirittura, in maniera del tutto distorta l´argomento di una sua incostituzionalità. Il mondo capovolto. (altro…)

Read Full Post »

Alfonso Quaranta appena eletto presidente della Corte Costituzionale, dichiara: “E’ un mio parere personale, no a ingerenze esterne. Ci pronunceremo domattina, non posso anticipare nulla”.

 

La Consulta sceglie il suo nuovo presidente. Eletto Quaranta, giudice gradito al governo. Salta il criterio dell’anzianità di carica che ha garantito finora l’automatismo dell’elezione. La nuova formazione della Corte Costituzionale si esprimerà sul ricorso del governo contro il referendum sul nucleare e dovrà decidere questioni legate ai processi di Berlusconi. (altro…)

Read Full Post »

Per tamponare la sentenza della Consulta prevista una modifica alle norme sulle graduatorie che di fatto impedisce ogni movimento da una regione all’altra: solo al sud riguarderà 20mila persone. E il Codacons apre il capitolo risarcimenti.

Ancora pochi mesi di lavoro al Nord e poi migliaia di supplenti meridionali saranno costretti a tornarsene nelle regioni di origine. E sulla scia del megarisarcimento accordato dal Giudice del lavoro di Genova a 15 precari della scuola liguri, parte la più grande class-action mai avviata contro la pubblica amministrazione. A presentarla è il Codacons e ad avvantaggiarsene saranno 40 mila i precari di scuola e università. Nel corso dell’incontro con i sindacati, i tecnici di viale Trastevere hanno comunicato che, per applicare la sentenza della Corte costituzionale  –  che a febbraio ha dichiarato illegittime le graduatorie “di coda”  –  emanerà un decreto che darà la possibilità ai supplenti di aggiornare soltanto il punteggio nella graduatoria di merito in cui si trovano inseriti attualmente. (altro…)

Read Full Post »

ROMAUn appello, già partito, al presidente della repubblica Giorgio Napolitano perché non firmi il decreto legislativo. Poi, in caso di insuccesso, un ricorso alla corte costituzionale. Intanto una raccomandazione alle regioni perché il decreto “ammazza rinnovabili”, così lo chiamano i contestatari, venga impugnato con tutti i mezzi possibili e in tutte le sedi plausibili. E, nel mentre, un ricorso parallelo all’Unione europea.
Prima dei commenti, i fatti. Si parla di migliaia di persone pronte a finire in cassa integrazione (Valerio Natalizia del Gifi Confindustria Anie, eccede in pessimismo e azzarda 10mila addetti in cassa). Gli imprenditori parlano di nottate passate a rifare i business plan, parlano di progetti congelati a decine, parlano di telefonate algide con cui le banche sospendono i piani di finanziamento.

Più colpiti sembrano i settori dell’energia fotovoltaica e dell’eolico; meno sensibile il settore delle agroenergie; qualche soddisfazione per segmenti come l’edilizia sostenibile; i consumatori industriali di energia attendono che la riduzione degli incentivi alleggerisca le bollette elettriche. (altro…)

Read Full Post »

Libertà e Giustizia.

Con stupefacente impudenza, un presidente del Consiglio, imputato in quattro processi per reati comuni, pretende di far ingoiare al paese l’introduzione di nuove leggi a suo uso e consumo, pomposamente etichettate come “riforma della giustizia”.

È sufficiente uno sguardo ai temi di questa presunta riforma per rendersi conto che essa in nessun modo affronta i problemi veri della giustizia italiana, quelli che interessano tutti i cittadini, rivolgendosi invece esclusivamente a lenire le ossessioni del presidente del Consiglio: i pubblici ministeri, le intercettazioni, la tanto inseguita e mai raggiunta impunità. Né il presidente del consiglio esita a stravolgere la Costituzione e attaccare la Corte Costituzionale per risolvere i suoi problemi giudiziari.

Poiché i membri del governo e la maggioranza parlamentare sembrano non rendersi conto della macroscopica anomalia e improprietà di questa iniziativa, spetta ai cittadini italiani far sentire la loro voce e chiedere che il governo e il parlamento, memori delle loro funzioni istituzionali di organi che devono operare nell’esclusivo interesse del Paese, rifiutino di farsi asservire all’utilità e al potere di un singolo imputato.
Firma anche tu

FIRMA QUI.

mivergognodiessereitaliana.blogspot.com

Read Full Post »

Read Full Post »