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Posts Tagged ‘cota’

CotaFra le spese istituzionali per 25.410,66 euro che lo sgovernatore leghista piemontese Roberto Cota s’è fatto rimborsare in due anni e mezzo dalla Regione, c’è un paio di boxer di color padano verde-kiwi, modello “Chappytrunk”, taglia L, costo 40 euro, acquistati il 6 agosto 2011 a Boston dove lo statista novarese era in missione istituzionale per “corso di formazione e visita al Mit”. Pareva brutto, vista anche la calura, indossare dei normali pantaloni, consumandoli a spese proprie. Molto meglio i pratici mutandoni padani, anch’essi istituzionali. Per la Procura, che ha chiuso le indagini a carico del Cota e di 42 consiglieri regionali in vista del processo, questo si chiama peculato. Per l’erede di Cattaneo (che Dio lo perdoni), “è solo fango dei feticisti della penna” che la Procura dovrebbe ignorare e anzi – chissà perché – “sostenermi”. (altro…)

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Nella buferaAnche i boxer di Cota a spese della Regione Piemonte, il governatore li comprò a Boston. E in Consiglio scoppia la bagarre: “Vergogna”.

Lo scandalo

TORINO-NEMMENO nell’intimo, e a oltre settemila chilometri di distanza, il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha voluto tradire la Lega. E chissà se sarà questa l’unica scusa alla quale appigliarsi per spiegare come mai con i soldi del Gruppo ha messo in nota spese pure un paio di mutandoni.

ERA l’estate del 2011 quando Roberto Cota cercava il colore “verde” tra gli scaffali di un noto negozio di abbigliamento degli Usa, e trovava quel che più si avvicinava alla nuance del Carroccio accontentandosi della sfumatura “kiwi”. È lì che si è comprato un bel paio di boxer da sfoggiare anche in spiaggia. Ma poi, tornato in Italia, non ha provato imbarazzo a chiederne il rimborso: l’equivalente, in dollari, di 40 euro. (altro…)

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CotaCosì scontrini e rimborsi affondano il modello leghista
L’inchiesta.

TORINO — Gli esegeti ancora s’interrogano, a quattro giorni di distanza dal fattaccio, su quale sia stato il passaggio dell’intervento di Mercedes Bresso che ha scatenato l’ira del consigliere dei Fratelli d’Italia Franco Maria Botta, figlio di Giuseppe, capocorrente della Dc torinese negli anni della Prima Repubblica. Il Botta figlio (nomen homen) si è avventato sul microfono della Bresso, prontamente bloccato dai colleghi prima che il parapiglia si concludesse con la generale caduta a terra, plastica rappresentazione del livello raggiunto dall’istituzione regionale complessivamente intesa. È il crollo del mito del Territorio, la fine dell’idea ingenua che per il solo fatto di essere lontani da Roma si diventa onesti. E invece, nella terra del leghista Roberto Cota, si scopre che il palazzo della Regione è solo un bonsai della Montecitorio degli anni peggiori. Dalla macro-regione del Nord alla mega-abbuffata. (altro…)

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UBIQUO e vorace collezionista di scontrini, certamente più a suo agio a Roma che a Torino, giunge anche per il presidente piemontese in cravatta verde, inesorabile, il giorno del giudizio: torna a casa, Cota. Il leghista che surclassa anche il bigamo più incallito, risultando in grado di mangiare contemporaneamente in luoghi distanti, e di pagare fino a cinque conti diversi per un totale di ben ventidue coperti una sera di giugno in un ristorante dei Parioli. Torna a casa, Cota.

Per quanto non si sappia bene se la sua casa vera sia a Novara o a Milano. L’unica certezza per anni è stata quella di trovarlo nella sede leghista di via Bellerio se lì c’era Bossi, dietro al quale girovagava come un segugio, quando il senatur era ancora in auge. (altro…)

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CotaIl governatore accusato di peculato: 25mila euro per fini personali.

TORINO— «Non posso restare Presidente anche solo con l’ombra di un avviso di garanzia ». Pronunciava queste parole, lapidarie, il governatore del Piemonte, Roberto Cota, ai pm di Torino che lo ascoltavano nell’inchiesta sulle spese pazze della Regione. Era l’11 gennaio 2013. Da allora sono passati più di 11 mesi. E nonostante sia stata raggiunto da ben due provvedimenti, avviso di garanzia e chiusura indagini, è ancora oggi alla guida del governo piemontese. È accusato di peculato per aver indebitamente speso oltre 25 mila euro dei fondi destinati ai rimborsi del Gruppo del Carroccio. Tra i suoi scontrini ci sono conti per cene e pranzi al ristorante, caffè e hamburger al fast food, ma anche una valigia, un pacchetto di sigarette, libri, cravatte, dvd e custodie per ipad. Tutte gli vengono contestate come spese personali e non attribuibili alla sua attività politica. Cota per due volte ha scelto di andare in procura, chiedendo di farsi interrogare con il suo avvocato di fiducia (fedelissimo di Maroni) Domenico Aiello, temendo le conseguenze della nuovissima legge Severino. (altro…)

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Corruzione

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A fronte di una giornata più che positiva per il Movimento No Tav sono state diverse le testate giornalistiche e le televisioni che hanno provato a raccontare la manifestazione di ieri, domenica 23 ottobre. Un tentativo ben riuscito, possiamo dirlo, è il servizio di Report che oltre ad intervistare diverse persone della valle e non, trasmette anche un’intervista davvero infelice a Cota. Il Presidente della Regione Piemonte, infatti, con le sue dichiarazioni mostra quanto poco sappia di Tav per poi innervosirsi e negare ulteriori commenti. Che vergogna Cota…! (altro…)

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