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Posts Tagged ‘crimea’

I punti

Il “ Perekhod”, la transizione, semina caos in Crimea
Il reportage.

VUOL dire “transizione” e bisogna farla in fretta. Perché come dice uno stravolto signore dal cappotto “grigio Soviet”, tornato improvvisamente di moda, «Non basta cambiare bandiera per passare da uno Stato a un altro ». E dopo i giorni della retorica, gli inni, gli eroi, si scende tutti sulla Terra a parlare di cose piccole ma fondamentali: le tasse, la benzina che costerà meno, il passaggio di proprietà dell’auto, i passaporti, l’ora solare che dal 30 marzo slitta due ore avanti per allinearsi a Mosca, i libri di scuola, quel prestito da saldare non si sa più a chi. (altro…)

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Ucraina-Crimea

L’ipocrisia non è soltanto un problema italiano, è un dramma internazionale. Nessuno, ripeto, nessuno parteggia per Putin. Putin, il tangentaro Scaroni (nuove inchieste riguardanti corruzione in ENI, chapeau!) e Berlusconi hanno rovinato l’Italia con gli accordi “take or pay” con Gazprom sanciti, come sempre, all’insaputa del popolo italiano. Ma questo non ci impedisce di considerare la Nato, gli Usa e gran parte della comunità europea di una ipocrisia stomachevole. Gli Usa criticano l’utilizzo del veto da parte della Russia nel Consiglio di sicurezza ONU rispetto alla risoluzione contro il referendum in Crimea. Ma quante volte gli Usa hanno utilizzato il vergognoso diritto di veto nei confronti delle decine di risoluzioni che sanzionavano Israele per le violazioni di diritti (umani e internazionali) in Palestina? Ipocriti! (altro…)

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REAZIONI DAL MONDO.

UcrainaStati Uniti ed Unione europea non hanno atteso che i seggi fossero chiusi e i risultati – scontati – noti per ribadire, domenica, che il referendum in Crimea è, a loro giudizio, illegale e che non intendono riconoscerne l’esito. Nelle prossime ore, i ministri degli esteri dell’Ue, che si riuniscono a Bruxelles, dovrebbero decidere sanzioni contro dirigenti russi e ucraini filo-russi, senza tuttavia colpire troppo forte né troppo in alto, per lasciare un varco al negoziato. C’è, infatti, la sensazione che, passata la tempesta del referendum, ci possa essere, tra Washington e Bruxelles da una parte e Mosca dall’altra, una sorta di tregua, almeno fino a giovedì 21, quando si riunirà il Vertice europeo e ci sarà la firma del capitolo politico dell’accordo di associazione tra Ue e Ucraina – quello la cui mancata firma a fine novembre a Vilnius innescò le proteste a Kiev poi sfociate nel rovesciamento del presidente Ianucovich –. (altro…)

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Crimea

EXIT POOL SUL REFERENDUM.

Alle sette di mattina del giorno del “ritorno a casa”, davanti alla base militare ucraina, su via Karl Marx, circondata da blindati e soldati russi armati fino ai denti, la coda è già lunga. Almeno una ventina di metri. Ma le persone non sono in fila per entrare in uno dei tanti seggi elettorali dove potranno decidere se votare o meno a favore dell’annessione della Crimea alla Russia, bensì per ritirare i soldi al bankomat. Anche davanti a molte altre banche di Simferopoli, capitale della penisola autonoma – donata da Kruscev all’Ucraina nel 1954 – ci sono code fin dalle prime ore del mattino. (altro…)

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MAN mano che viene disseppellito il linguaggio della guerra fredda, per giudicare l’Ucraina minacciata da Mosca e la possibile secessione della Crimea, anche la contrapposizione Est Ovest torna in vita.

Sembrava sotterrata, quando l’Urss si sfaldò. Per qualche anno si parlò addirittura di un nuovo ordine mondiale, comprendente la Russia. Questa parentesi si chiude e la vecchia domanda si ripropone: cos’è l’Occidente e dov’è il suo confine? È costituito, come ieri, da un compatto blocco atlantico, incarnazione di una preminente moralità internazionale? (altro…)

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ManifestantiIL GOVERNO: “SE PUTIN INTERVIENE, È GUERRA”. LA TYMOSHENKO DOMANI IN MISSIONE DALLO “ZAR”. RIUNIONE D’URGENZA DI CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU E CASA BIANCA.

Kiev – La rabbia contro il nuovo governo ucraino oltrepassa i confini della Crimea e si propaga nelle città dell’est del paese, dove maggiore è la presenza dei filo-russi. Sia a Donetsk, città natia del deposto presidente Yanukovich (ora in Russia) che a Kharkiv, altro centro minerario della regione del Donbass, non lontano dal confine con la Federazione russa, bande di ‘pro-Putin’ si sono scontrati con sostenitori ‘pro-europei’, diversi i feriti.  (altro…)

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Crimea

Guai a chi tocca la cortina! Arretrato rispetto ai tempi non lontani della Guerra fredda, il cordone di protezione intorno alla Madre Russia non è più di ferro, ma resta un confine d’influenza per Mosca invalicabile: Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Georgia. E che la Russia faccia sul serio, quando qualcuno non rispetta le convenzioni della geopolitica, lo dimostra la guerra di Georgia del 2008: i territori russofoni sottratti a Tblisi con le armi, non le sono stati restituiti. Ora, la decisione di Putin di chiedere alla Duma l’autorizzazione all’invio di truppe in Crimea sorprende chi dimentica che, nel 2002, il presidente George W. Bush si fece autorizzare dal Congresso Usa l’attacco all’Iraq; e che, soltanto sei mesi fa Obama voleva sollecitare al Congresso il via libera per l’intervento in Siria (e lì fu la Russia a fornirgli una via d’uscita).  (altro…)

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