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Posts Tagged ‘crisi di governo’

NatangeloFESTA IN FAMIGLIA, AUGURI DA VERONICA.

Il risveglio inganna: “Questa notte, superati 59 giorni pessimi, ho dormito per 10 ore. Mi sento 37 anni”, fa sapere Silvio Berlusconi ai sostenitori di Napoli che festeggiano il 77° compleanno in contumacia. E mentre i figli Marina, Barbara, Pier Silvio (con la moglie Toffanin) e i nipoti bussano in villa San Martino ad Arcore per il pranzo con Francesca e Dudù e l’immancabile senatrice Maria Rosaria Rossi, il Cavaliere, recuperato il sonno, perde la pazienza e le colonne di Forza Italia. E li radia senza appello con il piglio televisivo di Flavio Briatore: “Fuori, che se ne vadano. Dove pensano di andare questi Quagliariello, Lorenzin e Lupi senza di me? Chissà che promesse avranno ricevuto da Napolitano e da Enrico Letta”.  (altro…)

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Berlusconi ha ritirato i ministri dal governo. L’impalcatura costruita da Napolitano a colpi di rielezione, di saggi comprati al mercato della politica, di gestione presidenziale del Parlamento, è crollata. Non era necessario un indovino per prevederlo. L’Italia non può più reggersi sulle spalle di un ultra ottuagenario che sta, volontariamente o meno non importa, esercitando poteri da monarca che nessuno gli ha attribuito. Napolitano deve rassegnare le dimissioni. E’ a lui che dobbiamo questo impasse. Alle sue alchimie va attribuito lo sfacelo istituzionale attuale. Napolitano non poteva non sapere che un governo di larghe intese con un potenziale delinquente finisse nel peggiore dei modi. Vi ricordate l’entusiasmo e il sorriso di Berlusconi, i suoi applausi felici alla nomina di Napolitano alla Camera? Lo aveva eletto lui, lo aveva votato il pdl composto da suoi impiegati. Berlusconi sembrava ringiovanito, aveva evitato gli iceberg, per lui mortali, rappresentati da Rodotà e Prodi, quest’ultimo fottuto dagli uomini di D’Alema e Renzi dietro il rifugio vergognoso del voto segreto. Napolitano bis è una creatura di Berlusconi. (altro…)

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E’ veramente fenomenale la faccia tosta con la quale i protagonisti indiscussi dello sfascio ora vogliono chiudere la legislatura come niente fosse (cioè come se lo Stato non fosse in bancarotta) e rinverginarsi con una bella campagna elettorale. Nella quale, magari, giocarsela da vocianti innovatori dopo essere stati, per lunghi anni, l’ alfa e l’omega di un potere politico tanto tracotante quanto inetto. Così è il populismo (del quale Berlusconi e Bossi sono il Gatto e la Volpe): un giorno a Palazzo, il giorno dopo a fare casino per le strade, un giorno reazionario e il giorno dopo rivoluzionario, basta non dover rendere conto ad altri che a se stessi e alla propria claque vociante, che fino a un minuto prima strillava sui suoi giornali “giù le mani dalla legislatura” e un minuto dopo strilla “evviva, tutti alle urne!”. (altro…)

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I finiani prefigurano alleanze con Rutelli, Lombardo e la stessa sinistra. Intanto, l’esito delle primarie milanesi mette in discussione la leadership dello stesso Bersani

Governo sempre più sull’orlo della crisi definitiva. La rottura è arrivata stamani. E il Capo dello Stato, dopo un incontro avuto oggi con Gianfranco Fini, ha convocato i due presidenti delle Camere per un incontro domani. Nel pomeriggio vertice tra Pdl e Lega nella residenza del premier ad Arcore. Dopo due ore di incontro, però, i leghisti hanno lasciato la riunione senza rilasciare alcuna dichiarazione. Dal fronte Pdl, invece, poche e laconiche dichiarazioni. Berlusconi va avanti. Niente crisi pilotata, il governo farà passare la Finanziaria in Parlamento e poi arriveranno le verifiche della fiducia. E, “se non ci fosse la fiducia – ha dichiarato Ignazio La russa –  l’ipotesi è di ribadire con forza la nostra richiesta di elezioni anticipate, perché se un governo non avesse i numeri per andare avanti, la parola deve tornare agli elettori”.

Dopo tanti tira e molla, oggi sembrava poter essere la volta buona. Resta, però, un fatto. Ministri e sottosegretari di Fli hanno consegnato le lettere di dimissioni al governo. “Dimissioni irrevocabili”, precisa  Adolfo Urso, coordinatore di Futuro e libertà. E precisa. “Si tratta di una scelta di responsabilità”. In mattinata, la conferma del sottosegretario finiano Antonio Buonfiglio. “Entro le 13 di oggi consegneremo le nostre lettere di dimissioni irrevocabili dal governo”.

Il passaggio, annunciato da tempo, arriva oggi e si porta dietro un bel carico da novanta. E cioè l’annuncio dei finiani di proporre un’alleanza con Udc, Api e soprattutto Mpa. In sostanza, a livello nazionale, si sta riproducendo lo scenario siciliano. Con un Pdl spaccato in due e la cui eredità berlusconiana, sull’isola, è stata raccolta da Gianfranco Miccichè con la nuova formazione La Forza del sud. Di contro il Movimento per l’autonomia del governatore Raffaele Lombardo. (altro…)

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La premiership in cambio di una leggina. Berlusconi non è Riccardo III che offrì, si narra, il suo regno per un cavallo e poi fuggire e salvarsi. Ma la situazione è molto simile. Mentre l’impero crolla e molti pensano già al “si salvi chi può”, sono in corso contatti freneteci tra i moderati di Fli e le colombe del Pdl. Si lavora, tra le due parti che ancora dialogano sperando di salvare qualcosa di ciò che fino a pochi mesi fa sembrava intramontabile, ad un salvacondotto per il premier sul fronte della giustizia. In fondo è per questo, per salvare la sua azienda e se stesso dai processi che il Cavaliere scese in politica.

E per quanto molto sia già stato ottenuto – mai una condanna in diciotto processi grazie a una ventina di leggi ad personam – il paradosso, visto con gli occhi di Arcore, è che proprio sul più bello l’impalcatura di sedici anni di era belusconiana crolli lasciando solo macerie. E magari non solo per il Cavaliere. Si racconta che Berlusconi, assediato nel bunker, sia così fuori di sè che neppure ci pensa.

«Il suo chiodo fisso non sono i processi pronti a ripartire e ad arrivare a sentenza non appena lui diventasse ex premier senza più alcun tipo di immunità» confida un berlusconiano di vecchia data. Ci stanno pensando invece i finiani più ragionevoli e la vecchia guardia del Pdl, chi viene dalla Prima Repubblica e crede che, per quanto spietata, la politica debba consentire vie di fuga dignitose ed evitare accanimenti di cui la nostra Storia può dare esempio. Il quadro complesso e ancora indefinito, in attesa del ritiro delle deleghe dei ministri e dei sottosegretari di Fli e del ritorno in Italia di Berlusconi, può essere letto seguendo due tracce. La prima, «la più ragionevole» si spiega, prevede «l’ipotesi di farlo dimettere e di tentare un nuovo governo e una nuova maggioranza in cambio di un salvacondotto per i processi». (altro…)

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Giorno dopo giorno prende finalmente forma l’elettrizzante alternativa al regime di B.: quella che Casini definisce “nuova area di responsabilità”, cioè l’Armata Brancaleone Fli-Udc-Mpa-Api sorta intorno alla coraggiosa astensione su Caliendo perché – spiega Piercasinando – “rifiutiamo il giustizialismo, ma non minimizziamo la questione morale”. Forse voleva dire molare, essendo lui il leader dell’Udc, in cui siedono i Cuffaro e i Cesa, ma anche Enzo Carra (ovviamente pregiudicato) e Renzo Lusetti (indagato per le sue affettuosità con Romeo, di cui era un po’ la Giulietta in concorrenza con Bocchino); e financo Peppe Drago, appena decaduto da deputato perché definitivamente condannato per peculato, avendo svaligiato la cassa dei fondi riservati della Regione Sicilia quando ne lasciò la presidenza: il tipo ideale per sventolare il vessillo della legalità. Poi c’è il governatore attuale Raffaele Lombardo, leader Mpa, che è solo indagato per mafia e si porta appresso collezionisti di poltrone come Misiti e Latteri e un tal Roberto Commercio, un nome una vocazione. Per l’Api rutelliana ha preso la parola un altro frugoletto della politica, Pino Pisicchio, che ha all’attivo più tessere di partiti che capelli in testa e cammina a fatica con la cadrega incollata dietro. (altro…)

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