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Posts Tagged ‘crisi’

MattarellaParla il presidente della Commissione europea: “Quando lanciamo un piano di aggiustamento va valutato l’impatto sociale. Finora non è stato fatto”.
BRUXELLES – A un certo punto, negli ultimi due anni, dopo aver perso le elezioni in Lussemburgo, Jean-Claude Juncker ha accarezzato l’idea di lasciare la politica e scrivere un libro di memorie. Poi ha pensato che su quello di cui non si può parlare bisogna tacere: «Per dire qualcosa di interessante su questi anni di piombo bisogna raccontare interiorità inconfessabili ». Juncker ha accantonato il progetto di tornare nel suo habitat naturale: ha vinto le elezioni europee e ora, nonostante le reticenze di Berlino, guida la Commissione Ue che lui stesso definisce «dell’ultima opportunità», riferendosi alla necessità di sollevare definitivamente la testa da questa concatenazione di crisi multiple condite da un euro-disincanto di proporzioni clamorose.

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I numeriROMA – Meno reddito e meno libertà di spesa. La crisi ha intaccato la ricchezza delle famiglie: quella legata al lavoro, ma non solo. Ci sono meno soldi, meno risparmi, meno investimenti e anche gli immobili di proprietà hanno perso valore: è aumentata invece la quota delle spese obbligatorie. Dopo aver fatto i conti con bollette, affitti, premi assicurativi o spese di trasporto e sanitarie, nelle tasche delle famiglie resta poco. Troppo poco per far ripartire la domanda interna: ecco perché nemmeno il bonus da 80 euro del governo Renzi ha prodotto gli effetti sperati sui consumi.
Così spiega un rapporto del Centro Studi di Confcommercio: dal 2007 ad oggi il reddito disponibile per abitante si è assottigliato, dai 20,4 mila euro medi a testa si passerà ai 17,9 di quest’anno. Stesso andamento per la ricchezza finanziaria e per quella immobiliare. Ma non solo: negli stessi anni, analizza lo studio, «la libertà di scelta dei consumatori è diminuita» perché è via via aumentato il peso delle voci di spesa che la famiglia non può tagliare dal bilancio.

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A partire dal 2008 drastico allargamento delle distanze sociali Tra gli abbienti sale il ceto produttivo, giù quello delle rendite.
Le 10 famiglie più ricche
ROMA – Mentre crollava Lehman Brothers, falliva la Grecia, l’America eleggeva il primo presidente nero, l’ultimo governo di Silvio Berlusconi scivolava via, mentre la Cina cresceva del 60% e Apple diventava la società di maggior valore al mondo, in Italia si consumava un evento storico. In sordina, però. Magari tutti erano troppo presi a seguire gli altri eventi, quelli che hanno segnato le prime pagine dal 2008 in poi, per accorgersene. Eppure non era invisibile, perché è stato uno spettacolare doppiaggio a grande velocità.

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f35

Il budget previsto nella legge di Stabilità – circa 18 miliardi – è sostanzialmente lo stesso del 2014. I soldi verranno stanziati anche per nuovi aerei, elicotteri, navi e carri blindati. Finanziamenti minori per le forze terrestri e i satelliti spia. Per avere dettagli sul piano F35, invece, bisogna aspettare marzo.

A volte capita che Babbo Natale sia così buono da portare i suoi doni anche a chi non gli ha scritto la letterina. E’ il fortunato caso dei generali italiani, che pur non avendo ancora presentato l’elenco dei nuovi armamenti che desiderano – il famoso Libro Bianco della Difesa – hanno già ricevuto dal Parlamento un generosissimo buono-acquisto con il quale potranno comprare tutto ciò che vogliono. La legge di stabilità 2015 prevede infatti per l’anno venturo quasi 18 miliardi di spese militari, di cui oltre 5 miliardi per l’acquisito di nuovi armamenti: le stesse cifre del 2014, limate solo di poche centinaia di milioni. (altro…)

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La vertenze
ROMA – Centosessanta aziende, 155.000 lavoratori dei quali 28.000 già dichiarati in esubero. Non c’è solo la ThyssenKrupp, al ministero dello Sviluppo Economico: negli ultimi 12 mesi si sono svolte quasi 300 riunioni nei tavoli convocati dalla Unità Gestione Vertenze. Nel 2013 sono stati sottoscritti 62 accordi, ma trovare soluzioni diventa sempre più difficile. Non ci sono settori che si salvano: le vertenze sono distribuite tra l’agroalimentare, la siderurgia, l’informatica, l’elettronica, la chimica, il tessile. A volte la crisi aziendale è determinata da una situazione generale legata alla produzione, come è per le acciaierie, da Terni all’Ilva di Taranto a Piombino. Ma altre volte si tratta semplicemente di decisioni prese dall’alto, per ragioni strategiche che non hanno nulla a che fare con le difficoltà del mercato: è il caso della Guaber di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, destinata a chiudere entro il giugno del 2015 perché la Henkel intende concentrare la produzione nella sede di Milano, trasferendovi solo una parte dei lavoratori.

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L'Opera di RomaL’unico capolavoro da sempre in cartellone all’Opera di Roma è l’ottusità di certi sindacati. Pur di difendere privilegi di casta, il partito del demerito è riuscito a fare perdere il posto a duecento orchestrali e coristi. L’Opera è l’Alitalia dei teatri: ha costi da Metropolitan e produttività da banda di paese (con molte scuse alle bande di paese). Appena il piatto ha cominciato a piangere, ci si è trovati a scegliere tra l’aumento dei concerti e la riduzione degli stipendi. Ma i burocrati dello spartito hanno optato per una terza soluzione: ridurre i concerti, lasciando inalterati gli stipendi. E poi si chiedono perché Muti è scappato ululando. Perlomeno non hanno preteso l’aumento, anche se si vocifera di un braccio di ferro con l’amministrazione del teatro sulla diaria giornaliera per le trasferte: 190 euro tra pranzo e cena. (altro…)

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SOLO +0,5% DI CRESCITA L’ANNO PROSSIMO E DEFICIT VICINO AL 3%: LA UE GIÀ AVVISATA.

Ufficialmente la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), il testo in cui il governo mette nero su bianco la situazione dei conti pubblici e le sue intenzioni per il futuro, arriverà mercoledì prossimo (il 1° ottobre): doveva essere pubblicato a metà settembre, ma il ritardo sui nuovi metodi di calcolo del Pil da parte dell’Istat hanno un po’ rallentato il lavoro. Ebbene, a quanto risulta al Fatto Quotidiano, nonostante l’aiutino sul Prodotto interno lordo, i tendenziali che il Tesoro si appresta a rendere pubblici non sono affatto positivi: il Pil a fine anno risulterà in contrazione dello 0,3%, mentre il deficit sfiorerà la soglia di Maastricht (2,9%). Male anche il 2015 in cui la crescita secondo il governo si attesterà su un modesto +0,5%, mentre i calcoli sull’indebitamento netto dello Stato sono ancora in corso: dipenderà anche dalla legge di Stabilità, ma probabilmente si rimarrà vicini al 3% (cioè a distanza siderale dall’1,8% a cui si erano impegnati tanto Letta che lo stesso Renzi). Il debito in rapporto al Pil dovrebbe superare il 130%.  (altro…)

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DraghiIl presidente Bce pronto ad usare “armi non convenzionali” Alla Fed ancora tassi zero. Yellen: “Il lavoro non si è ripreso”.

NEW YORK – La Bce ora è più pronta a usare «misure non convenzionali» come quelle che hanno avuto successo in America, per reagire a una crescita agonizzante. Lo dice Mario Draghi proprio durante un’immersione nel modello Usa, al summit annuo dei banchieri centrali sulle Montagne Rocciose. Aggiunge che le regole dell’austerity consentono «una flessibilità che può essere usata meglio, per affrontare la debole ripresa e i costi delle riforme». Auspica un «ampio programma di investimenti pubblici» come quello proposto dalla Commissione Ue. I mercati lo assecondano, spingono al ribasso l’euro che tocca quota 1,32 sul dollaro. E’ il minimo degli ultimi 12 mesi, se l’indebolimento continuerà darà un aiuto concreto alla ripresa italiana e francese, due Paesi dove la competitività dell’export è penalizzata dal cambio troppo forte. (altro…)

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Fondi esteriPer l’hedge fund Brigdewater siamo in depressione: “Un problema per la Ue” Finito l’entusiasmo degli investitori che portò 160 miliardi su Btp e Piazza Affari.

E SE qualcosa lo distingue da molti dei suoi colleghi, è la cura ossessiva che Dalio mette nel perseguire la sua dottrina della «trasparenza radicale»: dire in faccia, senza stile, ciò che si ritiene vero. Di recente Bridgewater l’ha applicata al Paese d’origine del capo, l’Italia.
Lo hedge fund naturalmente ha degli interessi e prende posizioni sul mercato, senza comunicarle. Ma il suo rapporto datato 12 agosto, riservato allo staff e a un gruppo ristretto di clienti, non fa sconti. È il ritratto in cifre di un’Italia colta nel pieno di una contraddizione: dal 2008 non ha fatto che peggiorare per le condizioni del debito pubblico, della produzione industriale, del mercato del lavoro e della competitività, eppure negli ultimi due anni il mercato ha risposto in senso opposto. (altro…)

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Il prelievo sulle super pensioni per avere soldi da dare ad esodati o per le tasse.
Il piano shock per l’economia.
L’ennesima riforma della giustizia per abbassare la durata dei processi.
L’accordo segreto, o trattativa (parola che piace tanto ai ns. politici).
La grande riforma del lavoro per i giovani. Il salva Italia, cresci Italia, sblocca Italia (più cantieri per tutti). Il prossimo sarà resuscita Italia.

Cambiano i governi, ma non cambiano i titoli dei giornali in estate.  Forse perché la musica è sempre la stessa. (altro…)

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Natangelo

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DraghiLe scelte condizionate dai rappresentanti della Buba nella Banca centrale europea a tutt’oggi non hanno prodotto risultati positivi sul fronte della ripresa economica L’analisi.

SE QUESTE previsioni erano la base delle scelte, non sorprende che la Bce stia fallendo nel suo compito principale: garantire la stabilità dei prezzi, cioè un’inflazione «vicina ma sotto al 2%» nel medio periodo. Quest’estate i prezzi sono in caduta in Spagna, Portogallo, Grecia e di fatto anche in Italia, mentre nella media dell’area l’inflazione (in frenata) è ad appena lo 0,4%. Angel Ubide dal Peterson Institute nota che i mercati non credono affatto che i prezzi ripartiranno: i valori impliciti nei tassi forward — stime di mercato sul futuro — danno un ritorno alla normalità non prima di un decennio. (altro…)

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Si taglia

ADDIO AGLI ACCORDI UE SANCITI AD APRILE. DELRIO: “BONUS? M’ASPETTAVO DI PIÙ”.

Più si avvicina la scadenza in cui bisognerà aggiornare il Def e scrivere la legge di Stabilità più diventa chiaro che quello che è stato scritto nel Documento di economia e finanza ad aprile previo accordo con Bruxelles è una pia illusione: per rispettare gli impegni scritti per il 2015, infatti, servono miglioramenti in bilancio per non meno di 18-20 miliardi, al netto della conferma del bonus da 80 euro che ne costa altri dieci l’anno. A poche settimane dal momento decisivo, anche rispetto alle trattative in Europa, il governo si presenta confuso, dilettantesco, a volte schizofrenico. Un breve riassunto.   C’è un equivoco:   i conti pubblici   Matteo Renzi, Pier Carlo Padoan e altri membri del governo amano parlare del vincolo del 3%: “Non sforeremo”, dicono. (altro…)

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DelrioC’è voluto il forcipe per estrarre dalla bocca di un esponente di governo l’ovvia constatazione che i famosi 80 euro non hanno mosso di un millimetro il Pil e neppure i consumi degli italiani, come del resto molti avevano pronosticato, subito impallinati dal premier zoologo come gufi, sciacalli, avvoltoi e profeti di sventura. Onore quindi al sottosegretario Graziano Delrio e al suo eloquente “mi aspettavo qualcosa di più”, anche se poi grazie anche a quei soldini nella busta paga di dieci milioni di italiani Matteo Renzi ha fatto il boom alle europee del 25 maggio. Ma che a riconoscerlo fosse il numero due di Palazzo Chigi era chiedere troppo. Sarebbe sufficiente che il Presidente del Consiglio la smettesse una buona volta con la guerra personale contro tutti quelli che si permettono di non essere d’accordo con lui, ammettendo qualche errore e concedendo a chi lo critica l’esistenza di qualche fondato argomento. Invece, ecco riesumata la vecchia regoletta del “chi non è con me è contro di me”.   (altro…)

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GrauweL’economista Paul De Grauwe.

Come uscire dalla crisi l’hanno capito tutti: inglesi, giapponesi e americani. Tutti tranne l’Europa, che continuerà a essere schiacciata dalle paure di tedeschi e olandesi”. Paul de Grauwe, belga, docente alla London School of Economics, è un economista di fama mondiale. La sua ricetta per uscire dalla spirale di recessione e deflazione è una sola: tornare a spendere. Gli ultimi dati sul Pil di Francia e Germania mostrano che la crisi è davvero europea. Come si è arrivati a questo   punto?   L’azione politica comunitaria è completamente sbagliata da anni. È stato imposto a tutti i Paesi di badare solo alla riduzione del deficit e si è detto ai governi che si sarebbe usciti dalla crisi migliorando la competitività dell’offerta. (altro…)

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PIL

I motivi e gli effetti della battuta d’arresto del Pil Ma la ripresa di tutta la Ue dipende solo dai tedeschi.

ROMA  – Il grande freddo è arrivato. Prima, la gelata dei prezzi: i dati dicono che troppi Paesi dell’eurozona sono ormai apertamente in deflazione. Unita all’inflazione troppo bassa negli altri, la gelata ha finito per avviluppare l’economia, mettendo in frigorifero anche la potente locomotiva tedesca e proiettando sui prossimi mesi il rischio non del ristagno, ma della recessione. Per ora, quello di cui tutti sono sicuri è che non si arriva alla luce in fondo al tunnel, se la locomotiva tedesca non riparte. In qualche modo, i dati fanno giustizia dell’ottimismo, sparso a piene mani nelle ultime settimane, anche da Mario Draghi che, nei giorni scorsi, aveva parlato di ripresa europea «fragile, ma ancora in traiettoria» e di prezzi destinati a scuotersi dall’immobilismo. Gli osservatori ne possono trarre due lezioni. La prima è che è illusorio fidarsi di indicatori, come i sondaggi sugli orientamenti di chi, nelle aziende, fa gli acquisti (i “purchasing managers’index”) che avevano alimentato quell’ottimismo. La seconda è che anche modelli econometrici più sofisticati e complessi — compreso quello della Bce — hanno urgente bisogno di revisione e manutenzione, perchè da anni, ormai, sbagliano per eccesso, pronosticando una ripresa che non arriva. (altro…)

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Crisi: dopo 2 anni Pil cala in Germania. Bce: “In Eurozona ripresa disomogenea”.

Il Prodotto interno lordo tedesco cala dello 0,2% nel secondo trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente. Il dato è peggiore delle attese che indicavano una possibile flessione del -0,1%. Francia ferma per il secondo trimestre consecutivo. Ministro Spain: “Ue allenti la stretta”. Borse europee aprono in rosso. Banca centrale europea: “Finora riforme strutturale in Paesi euro insufficienti”. Rendimento Bund crolla sotto 1%, prima volta nella storia. Portogallo cresce il Pil dello 0,6% nel secondo trimestre.

Non succedeva dal 2012: l’economia tedesca arretra. Il Pil della Germania cala dello 0,2% nel secondo trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente. Il dato è peggiore delle attese che indicavano una possibile flessione del -0,1%. La crescita del primo trimestre rispetto all’ultimo del 2013 è stata rivista dal +0,8 al +0,7%. Anche in Francia l’economia è ferma per il secondo trimestre consecutivo. Notizie che hanno avuto ripercussioni negative sulle borse europee. E a pochi giorni dalle parole del governatore Mario Draghi, che ha chiesto agli stati di “cedere un pezzo di sovranità, arriva un nuovo monito da parte della Banca centrale europea che torna a a chiedere ai Paesi dell’Eurozona riforme strutturali. Perché quelle fatte finora sono insufficienti e costituiscono “un altro rischio al ribasso” per le prospettive economiche. (altro…)

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RenziIL PREMIER PASSA IL FERRAGOSTO A PALAZZO CHIGI. L’ARTICOLO 18? “DIBATTITO INUTILE”.

Domani Expo. Poi Napoli (Città della scienza, Bagnoli), Reggio Calabria e la Sicilia. E intanto qui si lavora allo #sbloccaitalia #italiariparte”. Puntuale di pomeriggio arriva il tweet. Sono giorni di comunicazione per il premier. Se qualcuno pensava che Matteo Renzi si sarebbe fermato la settimana di Ferragosto s’è sbagliato. Da lunedì è chiuso a Palazzo Chigi a lavorare sui dossier economici, oggi e domani sarà in tour, in giro per l’Italia. E ieri ha fatto il “suo” punto della situazione, in un’intervista a Millennium (Rai Tre).Seguita da un altro tweet,in cui conferma di fatto che la manovra sarà da 16 miliardi: “Abbiamo già iniziato” a tagliare le tasse “sia con gli 80 euro che con il 10% di Irap. Il taglio di spesa 2015 sarà di 16 miliardi”.  (altro…)

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