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Posts Tagged ‘cultura’

Uno dei mantra del luogocomunismo italico recita che la cultura classica non serve più a nulla. Poiché la romanità è ciarpame nostalgico e il latino una fabbrica di disoccupati, per procurare uno straccetto di futuro ai nostri ragazzi occorre togliere in fretta dai loro zaini il Castiglioni Mariotti e l’Eneide e sostituirli con un trattato sugli algoritmi e un dizionario di cinese. Siamo nell’era di Facebook, cosa volete che conti la conoscenza della storia antica?
Poi un giorno sbarca in Italia colui che Facebook lo ha inventato e scopriamo che conosce il latino, ha una passione politica per la Pax Augustea e una artistica per i monumenti della Roma dei Cesari, cita la perseveranza di Enea come modello esistenziale e apprezza il «De Amicitia» di Cicerone.  (altro…)

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Libri

La lettura è la migliore ginnastica per l’immaginazione e oggi ci serve soprattutto questo: immaginare. Immaginate cosa potrebbe diventare il Salone del Libro di Torino se gli editori italiani riuniti a conclave non decidessero di gettargli tra le gambe una contromanifestazione milanese.

Lo scopo del Salone non è mai consistito nel mettere in mostra libri e scrittori soltanto per il pubblico degli appassionati e per quello ancora più esile degli addetti ai lavori. La finalità più ambiziosa, ai limiti della follia e quindi sommamente auspicabile, è sempre stata quella di utilizzare la kermesse primaverile per fare incontrare i libri con i non lettori. (altro…)

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Nel suo romanzo di fantapolitica «Colosseo vendesi» il nostro imprevedibile Marcello Sorgi immagina che il governo ceda a uno sceicco arabo il monumento più famoso del mondo per ripianare il debito pubblico. La storia è ambientata nel 2017 e la clamorosa scelta del premier, che non è più Renzi, ma un fantomatico Successore ritagliato su Matteo Salvini, viene accolta con soddisfazione da tutti gli italiani, romani compresi. Ma questo solo perché siamo in una fiction. Nella realtà gli abitanti dell’Urbe rivendicherebbero una sorta di esclusiva sul Colosseo, pretendendo che il ricavato della vendita venisse riconvertito in abbonamenti Sky alle partite di Roma e Lazio per l’intera popolazione.   (altro…)

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VIVA l’innovazione, il libro elettronico, il print on demand (si stampano solo le copie acquistate e si evitano le valanghe di resi), il fecondo rapporto tra nuove tecnologie e cultura. Ma mette un brivido sentire (intervistato su Radiorai) non so quale boss di Amazon sentenziare che in un futuro prossimo «a decidere quali libri stampare e quali no saranno le community dei lettori, non gli editori». In apparenza è un allargamento “democratico” delle decisioni, un colpo all’elitarismo intellettuale. In sostanza, è il definitivo asservimento della cultura ai gusti di (presunte) maggioranze, e fa venire in mente l’aforisma di Marcello Marchesi sulla società di massa: «mangiate merda, miliardi di mosche non possono avere torto». (altro…)

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Giornata del libro

La Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, proclamata come ogni anno per il 23 aprile, è divenuta ormai un appuntamento fisso fondamentale nel calendario delle manifestazioni culturali italiane.

La Conferenza generale dell’UNESCO rende tributo mondiale a libri e autori in questa data, incoraggiando tutti, ed in particolare i giovani, a scoprire il piacere della lettura e mostrare un rinnovato rispetto per il contributo insostituibile di quelle persone che hanno promosso il progresso sociale e culturale dell’umanità. L’idea di questa celebrazione è nata in Catalogna, dove il 23 aprile, giorno di San Giorgio, una rosa viene tradizionalmente data come un dono per ogni libro venduto. Il successo Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore dipende principalmente del sostegno ricevuto da tutte le parti interessate (autori, editori, insegnanti, bibliotecari, istituzioni pubbliche e private, ONG umanitarie e mass media), che sono mobilitate in ogni paese dalle Commissioni Nazionali UNESCO, Club UNESCO, Centri e Associazioni, delle Scuole Associate e Biblioteche, e da tutti coloro che si sentono motivati a lavorare insieme per questa celebrazione. (altro…)

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LE STATUE sono pezzi di pietra, non dovrebbe succedere che la loro distruzione desti uno sgomento perfino superiore a quello dell’assassinio di un essere umano. Eppure succede; e se succede è perché ognuno di quei pezzi di pietra incarna non solamente chi lo ha concepito, ma le decine di generazioni (centinaia nel caso dei reperti assiri) che lo hanno visto e toccato lungo i secoli. Sono, quei pezzi di pietra, stratificazioni di innumerevoli vite umane, e distruggerne uno significa uccidere simbolicamente, con un solo gesto, il figlio, il padre, il padre del padre, e a ritroso fino all’inizio della storia, strappando alle tombe anche chi è già morto per farlo morire di nuovo.

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Storia
ECCO i nuovi cinque minuti di video che i vanitosi farabutti del sedicente Stato Islamico hanno messo in rete: mostrano la fatica meticolosa con cui distruggono a colpi di mazza e rifiniture di martello pneumatico e trapano le sculture custodite in un museo di Mosul. Pezzi sumeri, assiri, babilonesi. I teppisti non hanno uniformi, sono dilettanti radunati per la buona azione comune, in camicioni bianchi o in tute nere, o in borghese maglietta e pantaloni. Si sono divisi il lavoro: alcuni spaccano e sbriciolano, altri riprendono e fotografano. Addestrati a farlo con gli umani inermi, sanno ripeterlo con le statue sacrilegamente umane e altrettanto inermi: non trovano colli cedevoli alle lame, dunque le decapitano, dopo averle atterrate, a colpi di mazza.

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Libri

Nel Bel Paese una famiglia su dieci non ha neanche un libro in casa.

E dopo un tentativo fallito nel 2008 il governo annuncia l’obbligatorietà dell’educazione ambientale.

Nel Bel Paese non solo i cervelli sono in fuga, ma anche ciò che più li nutre: i libri. Secondo il report diffuso dall’Istat, nel 2014 sono poco più di 23 milioni e 750 mila le persone di 6 anni che più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è dunque scesa dal 43% al 41,4%, una tendenza negativa avviatasi nel 2010, dopo un «lento ma progressivo aumento» registratosi all’inizio del nuovo millennio. E il risultato è che ancora una famiglia su dieci (il 9,8%) non ha alcun libro in casa. (altro…)

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Pompei

SOLDI STANZIATI DA BRUXELLES NEL 2012 CHE VANNO SPESI ENTRO IL 2015: A LUGLIO NE RISULTAVA USATO L’1%, ORA POCO DI PIÙ, ADESSO, PUR DI CONSUMARLI TUTTI, SI PROCEDE A CASO. E CON LA GARA PER LA “COMUNICAZIONE” SI COMPRA LA CANCELLERIA.

L’ultimo scandalo è di appena 48 ore fa: Pompei chiusa ai turisti nel giorno di Natale. All’ira dei tour operator e degli albergatori, il ministro Dario Franceschini oppone la fredda statistica delle scarse affluenze: “Nel Natale 2013, a Pompei, sono stati staccati appena 800 biglietti”. Il punto è che la direttiva del ministero riguarda tutti i musei e le strutture statali. E se non bastasse, Franceschini tiene a sottolineare che “del resto anche il Louvre è chiuso a Natale e il primo giorno dell’anno”. Già, il Louvre: con i suoi 9,7 milioni di visitatori l’anno è il museo più visitato al mondo nel 2013. Al terzo posto troviamo i Musei Vaticani, con 5,9 milioni di biglietti staccati, mentre la prima struttura italiana è in 21esima posizione – la Galleria degli Uffizi – con 1,7 milioni.   (altro…)

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CaravaggioMina Gregori, la più grande esperta dell’artista, rivela a “Repubblica” “È l’originale, l’opera che Merisi aveva con sé poco prima di morire”.

FIRENZE – Quando Mina Gregori si è ritrovata davanti agli occhi la Maddalena in estasi di Caravaggio, ha detto solo: «Finalmente, è lei». Il dipinto sparito nel nulla. Quello che Michelangelo Merisi aveva sulla barca in direzione Porto Ercole, ultimo viaggio. Almeno otto esemplari in giro per il mondo. E uno solo autentico. Questo. La massima studiosa di Caravaggio, l’allieva di Roberto Longhi, l’ha scoperto in una collezione europea. L’immagine che pubblichiamo in queste pagine non si è mai vista prima. La testa abbandonata all’indietro, gli occhi semichiusi, la bocca appena aperta, le spalle scoperte, le mani giunte, i capelli sciolti, il bianco della veste e il rosso del manto. Mina Gregori è sicura: «L’incarnato del corpo di toni variati, l’intensità del volto. I polsi forti e le mani di toni lividi con mirabili variazioni di colore e di luce e con l’ombra che oscura la metà delle dita sono gli aspetti più interessanti e intensi del dipinto. È Caravaggio ».

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L'Opera di RomaL’unico capolavoro da sempre in cartellone all’Opera di Roma è l’ottusità di certi sindacati. Pur di difendere privilegi di casta, il partito del demerito è riuscito a fare perdere il posto a duecento orchestrali e coristi. L’Opera è l’Alitalia dei teatri: ha costi da Metropolitan e produttività da banda di paese (con molte scuse alle bande di paese). Appena il piatto ha cominciato a piangere, ci si è trovati a scegliere tra l’aumento dei concerti e la riduzione degli stipendi. Ma i burocrati dello spartito hanno optato per una terza soluzione: ridurre i concerti, lasciando inalterati gli stipendi. E poi si chiedono perché Muti è scappato ululando. Perlomeno non hanno preteso l’aumento, anche se si vocifera di un braccio di ferro con l’amministrazione del teatro sulla diaria giornaliera per le trasferte: 190 euro tra pranzo e cena. (altro…)

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SaramagoLa rivolta senza armi di chi ha solo la dignità. Ecco il libro incompiuto del Nobel.

«DI tutte le cose che poteva fare José Saramago morire è quella più inaspettata. Se conoscevi José proprio non lo mettevi in conto. Sì, certo, muoiono anche gli scrittori. Ma lui non ti dava proprio alcuna possibilità di pensare a un corpo stanco di vita, di respirare, di mangiare, di amare. Si era consumato negli ultimi anni, tra la carne e le ossa sembrava esserci sempre meno spessore, la sua pelle era sottile mantello che ricopriva il teschio. Ma diceva: “Potessi decidere, io non me ne andrei mai”».
Scrissi queste parole quando seppi che José invece era andato via e per un po’ mi rassegnai all’idea di una distanza che potevo ridurre solo rileggendo i suoi libri. Ora mi accorgo di non aver concesso vera fiducia alla sua ostinata volontà di tornare. Eccolo di nuovo qui di carne e sangue nelle pagine di questo nuovo libro. «c’era la luna piena, di quelle che trasformano il mondo in fantasma, quando tutte le cose, le animate e le inanimate, stanno sussurrando misteriose rivelazioni, ma ciascuna dicendo la sua, e tutte discordanti, perciò non riusciamo a capire e patiamo quest’angoscia di essere sul punto di conoscerle e di non conoscerle » così José scriveva nella Storia dell’assedio di Lisbona e queste nuove pagine sono crittogramma del brusio continuo delle rivelazioni misteriose che riceviamo. (altro…)

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Perché dovrebbe abbandonare la candidatura alla federcalcio, il signor Tavecchio?
In fondo non è meno razzista di altri politici e ministri di cui sono piene le cronache anche giudiziarie.
In fondo in Italia la competenza e il merito sono solo un optional e non è colpa sua se, più che per questioni sportive, il suo cv può “vantare menzioni nel libretto dei protesti” (come spiega Antonio Padellaro questa mattina sul F.Q.).
Bene fa allora il senatore Villari (l’ex Pd, quello della poltrona alla vigilanza Rai su cui si era incollato) a lanciare l’hashtag #Tavecchiononritirarti.
Perché in Italia ci sta sempre che una polemica si trasformi in questione politica, tanto per fare ammuina. Il caso Tavecchio e le sue banane sono diventate la notizia dell’estate, assieme al panico per Ebola e la riapertura del caso Pantani. (altro…)

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PompeiGIOIELLI IN SVENDITA.

ATTORNO AGLI SCAVI SI AMPLIFICANO I DIFETTI DI UN SISTEMA: LA BUROCRAZIA, I SERVIZI, LE LOBBY, LA MANCANZA DI REGOLE.

Pompei è la nostra grande Prova d’Orchestra, il luogo giusto per capire l’Italia di oggi, con tutto il suo groviglio di contraddizioni. Dopo il rosario di crolli causato dalle piogge monsoniche di questa primavera, dopo i furti a orologeria, ecco che in questi giorni è stato il turno delle agitazioni sindacali selvagge, che hanno lasciato migliaia di cittadini e turisti fuori dai cancelli degli scavi. Un clamoroso autogoal mediatico, che ha costretto Raffaelle Bonanni a commissariare la Cisl di Pompei.  (altro…)

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CulturaSpesa complessiva giù del 3%, si salva solo la musica classica Federculture: pesano il crollo degli investimenti e la burocrazia.

ROMA – Questione di soldi, certo, ma anche di una mentalità che stenta a cambiare. La crisi economica sta soffocando la cultura: lo Stato taglia gli investimenti, i privati lesinano i fondi, l’offerta langue e il pubblico scema. Si va meno al cinema, si trascura il teatro, resistono — a sorpresa — solo i concerti di musica classica. Per il secondo anno consecutivo — e dopo dieci d’ininterrotta crescita — calano i consumi culturali degli italiani. L’ultimo rapporto Federculture (l’associazione delle aziende pubbliche e private che operano nel settore) mette in fila una lunga serie di numeri negativi, ma ce n’è uno, positivo, che dimostra che non tutto è ineluttabile: il pubblico è tornato alla musica classica, la fruizione ai concerti è aumentata — fra il 2012 e il 2013 — del 16,7 per cento. «Merito della gestione dell’offerta » spiega Roberto Grossi, presidente di Federculture «il mondo è cambiato, è finito il tempo in cui la cultura poteva vivere d’investimenti pubblici. (altro…)

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nottedeimusei

Ritorna sabato 17 maggio l’appuntamento con la Notte dei Musei, che si svolgerà in contemporanea anche in altre città europee: Biblioteche, accademie, palazzi storici e musei in tutta Italia saranno aperti dalle 20 alle 24, con ingresso gratuito.

Il programma delle apertura è in continuo aggiornamento, ma segnaliamo che hanno già aderito all’iniziativa il museo del Duomo di Milano, il Museo Tattile Borges di Catania, il Museo Ebraico a Bologna, i Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza, la Casa della Musica di Parma, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano a Torino, l’Orto Botanico di Modena e Palazzo Zavallos Stagliano di Napoli. (altro…)

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Premio_Strega_2014Lo scorso 11 aprile, il Comitato direttivo del Premio Strega 2014presieduto da Tullio De Mauro ha votato e definito la rosa dei dodici titoli in gara per l’edizione di quest’anno. «Ancora una volta – ha dichiarato De Mauro – abbiamo constatato una qualità alta e l’emergere di temi legati sia alla ricostruzione storica sia ai dilemmi della nostra coscienza di fronte al mondo contemporaneo. Abbiamo anche alcune novità, un graphic novel e forme letterarie sperimentali».

Parole che promettono una gara all’ultima pagina, che non può far altro che alimentare la curiosità dei lettori per le opere in concorso.

Ma vediamo subito assieme quali dei 27 autori candidatisi è riuscito ad entrare nella rosa dei dodici in gara:

1. Non dirmi che hai paura (Feltrinelli) di Giuseppe Catozzella
Presentato da Giovanna Botteri e Roberto Saviano.

2. Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori) di Antonella Cilento
Presentato da Nadia Fusini e Giuseppe Montesano. (altro…)

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La settimana della bellezza

La bellezza, il nostro futuro

Dal 5 al 13 aprile tanti eventi in tutta Italia per raccontare la bellezza del territorio e il meglio del nostro Paese con visite guidate, escursioni, azioni di riqualificazione e di cittadinanza attiva e l’abbattimento dell’ecomostro di Ostuni. Roma, l’Aquila, Cuneo, Napoli, Ostuni e San Luca (Rc) le città simbolo dell’edizione 2014. Legambiente lancia il “Premio Sterminata Bellezza” per valorizzare esperienze ed idee che guardano al futuro del Paese.

È l’Italia che fa ben sperare, è quella che si sforza di non perdere il senso di appartenenza e che ama difendere, creare e valorizzare la sua grande bellezza, orgoglio e simbolo di un Paese tra più amati e visitati al mondo. Ed è questa l’Italia che Legambiente è pronta a far riscoprire e valorizzare con la “Settimana della Bellezza”, in programma dal 5 al 13 aprile in tutta la Penisola. Giunta alla seconda edizione, l’iniziativa, ideata e organizzata dall’associazione ambientalista, prevede tanti eventi culturali che uniranno il Nord e Sud del Paese per raccontare le qualità ambientali, culturali e sociali del nostro Paese e far conoscere la bellezza dei luoghi, dell’arte e dei gesti. (altro…)

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La necropoliLa retorica della grande bellezza non salva Pompei: ieri è avvenuto il terzo crollo in tre giorni, l’ennesimo muro millenario che si sgretola sotto i secchi d’acqua di un febbraio monsonico. La procura apre un fascicolo per disastro colposo: ma se il disastro c’è – e c’è – è tutto tranne che colposo.

Esattamente come per l’ambiente, anche per il patrimonio non è infatti mai decollata una vera conservazione programmata fondata su metodi e strumenti scientifici: ad essa preferiamo il ‘restauro’ (cioè il recupero a posteriori, spesso solo estetico). Come ha scritto Bruno Zanardi, Pompei si salva «attraverso un rapido ripristino di tetti, finestre e porte degli edifici antico romani, così come la realizzazione di sistemi di smaltimento delle acque meteoriche a partire dalle fogne … un progetto di ricerca e sviluppo aperto anche a università e industria».  (altro…)

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La cultura

Dai monumenti alla letteratura il nostro patrimonio vale più di 200 miliardi. Così l’Italia può trasformare in Pil le sue bellezze.

Siamo poveri, ma “belli”. Talmente belli e ricchi di cultura che nel valutare la solidità finanziaria dell’Italia varrebbe la pena di tenerne conto: non di sola industria, infatti, vive un Paese, ma anche della ricchezza che può produrre la sua arte, la sua storia, il paesaggio. Fonti di reddito che le agenzie di rating si guardano bene dal considerare, e sulle quali invece la Corte dei conti non intende più tacere. Tanto che ha aperto un’istruttoria nei confronti di Standard & Poor’s e dell’«incauto» declassamento che l’agenzia ci ha propinato nel 2011. Un crollo che ci ha fatto versare lacrime e sangue in termini di spread, pressione fiscale, fiato sul collo da parte di mezza Europa. Cosa sarebbe successo invece se l’agenzia avesse tenuto conto del valore, materiale e non, del nostro patrimonio artistico e culturale? Voci non confermate dalla Corte dei conti stimano in 234 miliardi il danno subito. (altro…)

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