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Posts Tagged ‘Daniela Ranieri’

pd

Renzi & B. – Cosa avrà promesso Matteo in cambio dell’accordo sulla legge elettorale?

C’è chi si eccita con le immaginette licenziose, chi con le icone bulgare; noi, notoriamente, nutriamo un’attrazione patologica per tutto ciò che fanno e dicono – e ancora più per ciò che fanno e non dicono – Matteo e Silvio. Ieri i due più pirotecnici bugiardi della storia repubblicana hanno rilasciato rispettivamente a Repubblica e al Corriere due interviste che chi soffre della nostra stessa fissazione non può non leggere in sincrono, come i pensieri di Dottor Jekyll e Mr. Hyde e le frasette di Qui Quo Qua. (altro…)

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Come melodia e armonia, due registri sorreggono la retorica del post-terremoto: quello doloristico-emotivo e quello patriottico-sospensivo. Se il secondo si occupa di sedare “le polemiche” in onore a un peraltro solitamente oltraggiato sentimento di unità nazionale (“Forza italiani, forza Renzi”, Il Giornale, 25/08), il primo è come il coro greco: un brusio di emozione coagulata che si solleva a tratti portando alle stelle l’enfasi generale. (altro…)

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Renzi

Scenari da pre-boom economico, risentimento popolare e furbate da capopopolo: come parla la campagna per il Sì.

L’estate ammolla, infrollisce i pensieri. L’avanguardia schiumogena della campagna per il Sì, fatta di slogan, motteggi e nonsense, diventerà legione coi volontari dei porta a porta. Non facciamoci trovare impreparati. C’è un’Italia che dice sì. Renzi si intesta una battaglia di popolo contro nemici immaginari creati all’inizio della sua ascesa: quelli che “dicono sempre no” e “si lamentano senza il coraggio di cambiare le cose”. Si dà un’investitura popolare che non ha mai avuto: gli ultimi voti che ha preso alle elezioni (non a primarie del Pd) sono i 100.978 contro il calciatore Giovanni Galli per diventare sindaco di Firenze. (altro…)

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PetrolioIl bestiario – Pressioni e insulti, mentre la Procura ascolta: le intercettazioni che imbarazzano i fidanzati (e il governo).

Clan o combriccola. Così Guidi, ministra, chiamava i petrolieri di Tempa Rossa in affari col suo fidanzato. Il che fa escludere che infilasse emendamenti a loro favore nelle leggi del governo Renzi. (Se Matteo vuole pagarci la consulenza per lo storytelling, giri pure il bonifico agli abitanti di Taranto e della valle del Sauro).

Gemelli, Gianluca. Poi dite che i cittadini non vengono mai a sapere le cose: abbiamo appreso che l’affarista era fidanzato con la ministra dello Sviluppo nello stesso istante in cui l’ha appreso il capo del governo. Non è fenomenale? (altro…)

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Renzi

Storytelling renziano – Creare coppie fittizie di opposti in cui uno dei due termini è negativo.

Lo fa sempre, è uno dei numeri più riusciti dello storytelling: creare coppie fittizie di opposti in cui uno dei due termini è negativo, indegno, incondivisibile e l’altro, arbitrariamente contrapposto al primo, è lui o le sue riforme o i suoi metodi.

Chi ieri ha visto l’assemblea del Pd ha potuto riconoscere il momento in cui Renzi si produce nell’esercizio di retorica in questione. Parlando del referendum sulla riforma costituzionale e dell’accusa che gli viene mossa di “personalizzare lo scontro”, ha detto: “Il potere non è una parolaccia, chi vuol cambiare le cose sa che il potere è fondamentale. Il contrario di potere è impotenza”. (altro…)

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Che quelli di Sinistra italiana (piddini scismatici più pezzi di Sel e ex comunisti in pensione) non fossero proprio dei buontemponi intenti a fondare il partito della spensieratezza, si poteva già intuire dalla scelta del nume tutelare,impersonato sulla locandina ufficiale e su un tavolo nel teatro Quirino, zeppo per l’occasione, da una foto di Pietro Ingrao, padre comunista deceduto ultracentenario a settembre.   “Questa nuova Sinistra che nasce”, ha comunque spiegato il leader probabile Stefano Fassina,“ha una proposta di governo alternativa al liberismo da Happy days del segretario del Pd”.   (altro…)

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Ci siamo. Il governo italiano, grazie ai suoi segugi, ha letto sul Corriere che l’Italia sta per fare guerra all’Isis, e si è prontamente attivato. Con sprezzo del pericolo e senza por tempo in mezzo, il gruppo tetragono degli strateghi Renzi, Pinotti, Gentiloni e Alfano, si è riunito attorno a un tavolo per decidere se o meglio quando cominciare a bombardare l’Iraq. È questione di ore.   E pensare che Renzi era stato escluso dal vertice di Parigi tra Francia, Germania e Gran Bretagna su Siria, Libia e Media Oriente, e così il ministro degli Esteri Gentiloni,esattamente come fu escluso dai vertici tra Merkel e Hollande sulla Grecia. (altro…)

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alfanoAL GOVERNO Da Castiglione ad Azzollini, da Formigoni a Lupi: sono solo alcuni dei big capitanati dal prode Alfano. Colonne dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi, protagonisti nonostante i problemi con la giustizia. Anche se, ora, rischiano un po’ di ombra grazie all’arrivo di Verdini e dei suoi.

Se non ci fosse Ncd! Benché già assurdo che esista Alfano (foto 1), a fine 2013 alcuni pidiellini si scoprirono “alfaniani”, e diversamente berlusconiani. In cambio del ministero degli Interni per il capo,sostennero Letta, al quale dobbiamo la scelta di imbarcare Lorenzin (foto 2) che, forte del suo diploma di maturità classica,divenne ministro della Sanità, poi confermata  da Renzi per la manifesta incompetenza che la parifica agli altri componenti del suo esecutivo. (altro…)

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Boschi

Conigli mannari. La duchessa de noantri.

Dev’essere dura fare a vita la bionda della classe. Se ti invitano al cinema, è per farsi belli con gli amici; se ti chiamano alle feste, è per far venire più gente; se c’è da andare a parlare col preside, mandano sempre te, confidando nella capacità persuasiva dei tuoi occhioni blu. Compiangiamo la ministra delle Riforme e dei rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi, che domenica è stata mandata al Foro Italico a premiare il tennista Novak Djokovic, vincitore degli Internazionali Bnl.   Accanto a un phonatissimo presidente del Coni Malagò, la ministra, radiosa come una ragazza dello spot del Campari, ha consegnato con le sue manine il trofeo del Masters 1000 al serbo, che per l’emozione si è poi sparato il tappo dello champagne in faccia. (altro…)

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RenziL’insonne performer dei social network, lo statista tweet-star, l’idolo dorato delle masse evolute della rete nonché inventore di felicissimi hashtag che faranno la Storia di questa Repubblica, sta per finire bollito nel suo stesso calderone. Se per noi la cosa sarebbe lungi dal rappresentare una questione politica, per lui qualche significato deve avere che la sua pagina Facebook sia invasa in queste ore da commenti del tipo: “Non voteremo più Pd perché indignati dal ddl La Buona scuola”.   Sono tanti, centinaia e ogni ora di più, sotto le “sfide” narrate da Matteo: le foto coi tennisti di grido e con Raul Castro, lo scatto alla firma all’Italicum, il video del discorso all’Expo. (altro…)

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MottiRetorica anti gufi Zitti tutti, è una vittoria.

Il premier che ha preso tanti voti per diventarlo quanti Monti e Letta (nessuno) ama le curve spericolate della logica e gli ossimori spaccacervella, sul tipo di “il cavallo nero di Napoleone era bianco” e “sono fedele a quel cornuto di mio marito”.   “Massimo rispetto per chi vuole chiacchierare”, ha twittato dopo la vittoria del Pd in Calabria e Emilia-Romagna, “noi nel frattempo cambiamo l’Italia”. “Noi” è lui, o meglio: lui con la Boschi, Orlando, Martina (è un ministro), Alfano e ovviamente Verdini, nel tempo libero concessogli dai rinvii a giudizio. E chi è che chiacchiera? “Chiacchierano” i sindacati, Landini, i professoroni , gli operai, i costituzionalisti, gli editorialisti, quelli che non cacciano mille euro per cenare con lui, i feticisti dell’art. 18, la minoranza del Pd e in sostanza tutti quelli che dissentono da lui. (altro…)

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OrlandoStanchi di scegliere tra la Caritas e il Radisson? Stufi di valutare se scappare in Svezia o lavare piatti al ristorante cinese? Da oggi, in epoca post-ideologica, c’è una terza via: farsi arrestare e poi chiedere i danni.

L’avevamo detto per gusto del paradosso, ma nella terra del nonsense ogni sparata è un’idea che chi sa coglierla trasforma in oro. Incentivare a delinquere: strano che non ci avessero ancora pensato. O meglio: risarcire i detenuti, trattati peggio delle bestie, del danno che si fa loro nel tentativo di dissuaderli dal lacerare ancora il patto sociale. Ciò supera ogni boutade, la riveste di genio, la trasforma in decreto con tanto di timbro.

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Quel che restaLE PAROLE CHIAVE DELL’ANNO.

APPLAUSI Impazza sui sagrati d’Italia la moda di applaudire ai funerali. Il tormentone, partito dal web o da certi ambienti Rai, è una critica sarcastica verso quelli che non sono emigrati per tempo.

ARMATA ROSSA Alla fine è arrivata. Sul palco di Sanremo, portata da Toto Cutugno. Tante volte avessimo il dubbio che il comunismo non fosse morto.

BERLINO Bisogna fare come Berlino. Grande coalizione, viali alberati, Ordnung muss sein, salame a colazione, ridere di noi.

BRUNETTA A colpi di mattinali e recensioni a programmi tv, il savonarolino aspirante programmista-regista è passato dalle retrovie barricadere dei ministeri ai fulgidi apici della propaganda forzista. Un grande passo per l’uomo, un piccolo passo per l’umanità. Ipse dixit: “scendo dal plurale maiestatis all’io”, caso più unico che raro di modestia regale, specie per uno che ha dovuto fare la fatica morale di arrampicarcisi.  (altro…)

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