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Posts Tagged ‘Daniele Martini’

3 anni per fare peggio di prima. Salutati come salvatori dopo la gestione pubblica e quella dei capitani coraggiosi sono riusciti a perdere un miliardo.

C’è un ennesimo errore capitale che i protagonisti dell’orribile vicenda Alitalia non dovrebbero aggiungere alla catena di castronerie compiute in questi anni. Che è davvero lunga: dai leasing degli aerei ottenuti a prezzi da amatori al carburante pagato almeno 20 dollari in più alla tonnellata. Vista però l’ingordigia con cui si sono tuffati sugli sbagli, c’è purtroppo da temere che ci ricaschino. L’errore che non dovrebbero compiere azionisti (Etihad, Unicredit e Banca Intesa) e manager è quello di considerare il referendum come la pietra tombale sull’Alitalia, senza tentare nuove e possibili soluzioni, magari con il coinvolgimento del governo che fino ad ora anche su questa vicenda non ha fatto una bella figura. L’obiettivo comune dovrebbe essere quello di salvare un’azienda che resta uno dei pochi assett del Paese e dà lavoro a 12 mila persone. (altro…)

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Il nuovo ad Armani è un cambiamento rispetto al passato, ma premia un uomo di Ciucci.

È targato Pietro Ciucci i l r i n n o v a m e n t o dell’Anas. Mentre nell’azienda delle strade ancora brucia la sberla degli arresti per gli appalti truccati e le tangenti sotto l’egida della Dama Nera, al secolo Antonella Accroglianò, il nuovo amministratore delegato e presidente, Gianni Armani, ha deciso una serie di nomine presentandole come un segnale di rinnovamento. Ma che al contrario si collocano nel solco della continuità con la passata e fallimentare gestione.Tra queste nomine la più importante è quella di Ugo Dibennardo che di Ciucci era uno dei preferiti,un dirigente che per sei lunghissimi anni, dal 2008 al 2013, ha guidato il compartimento Anas della Sicilia, la regione con il maggior numero di strade dissestate e chiuse, ponti e viadotti crollati o pericolanti perché costruiti male o perché non curati con la manutenzione necessaria.  (altro…)

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PostePoteri Forti Non vuole mollare sul monopolio

In vista della quotazione in Borsa, l’azienda chiede di spostare la liberalizzazione al 2019: la consegna di contravvenzioni e notifiche vale almeno 300 milioni l’anno. Grazie a tariffe “fatte in casa” e nonostante il no dell’Antitrust.

Poste vuole ancora fare soldi su ogni multa che ci arriva
L’OMBRA DEL GOVERNO   A giugno del 2016 il colosso di Stato dovrebbe perdere il monopolio nella consegna di contravvenzioni e atti. Per l’imminente quotazione in Borsa chiede lo slittamento al 2019. A carico dei cittadini.
Che pacchia le multe e i processi per le Poste.Perconsegnare le contravvenzioni agli sventurati automobilisti che se le sono beccate e i 28 milioni di atti giudiziari generati da 9 milioni di processi l’anno, le Poste ci guadagnano così tanto e per di più in beata solitudine, senza il disturbo di nessuna concorrenza imponendo il prezzo che vogliono, che ormai ci si sono affezionate come una madre con i figli.

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Autostrade

Il ladro più odioso per antonomasia è il Robin Hood alla rovescia, quello che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Le grandi opere italiane, soprattutto quelle messe in cantiere dal 2001 in poi con la berlusconiana e criminogena legge Obiettivo, sono come una gigantesca foresta di Sherwood dove si sono annidati per anni e continuano ad annidarsi tanti Robin Hood al contrario contornati da bande di manigoldi. Quante risorse hanno sottratto allo Stato italiano e quindi a tutti noi? Quanti quattrini negati per utilizzi più certi e socialmente vantaggiosi sono stati incanalati verso la costruzione di quelle oltre 400 infrastrutture in larga parte considerate utili soltanto da chi le fa e da chi, politici in prima fila, le ha volute senza uno straccio di studio sul rapporto tra costi e benefici, senza uno scopo preciso che non fosse quello dell’arricchimento di pochi e il conseguente impoverimento di molti? Quante cose utili per la vita dei cittadini si sarebbero potute fare con i quattrini rimasti appiccicati alle mani di direttori lavori accomodanti, politici felloni, facilitatori, intermediari, mazzettari di professione?   Costi aumentati del 40 per cento   Si potevano fare più investimenti nella ricerca medica che nel nostro paese è vergognosamente a livelli di povertà, per esempio. (altro…)

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D'Alema

FINE MARZO 2011. DALLA FONDAZIONE DALEMIANA PARTE UNA MISSIVA: LA COOP ROSSA DEL METANO DI ISCHIA È PREGATA DI ELARGIRE 45 MILA EURO.

La firma in calce alla prima richiesta di finanziamenti è di Andrea Peruzy, il found raiser, cioè il procacciatore di fondi per Italianieuropei, la fondazione di Massimo D’Alema. Il destinatario della perorazione è un capo della Cpl Concordia, la grande cooperativa rossa dello scandalo di Ischia, sospettata dai magistrati di aver unto le ruote del sindaco isolano del Pd e di altri soggetti in cambio di lavori per la metanizzazione. Siamo alla fine di marzo 2011. La somma richiesta non è stratosferica, ma nemmeno una bazzecola: 20 mila euro per la fondazione più 25 per la rivista (5 pagine di pubblicità a 5 mila euro la pagina). (altro…)

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Contro natura

DAL 1985 LA POLITICA PERDONA GLI ABUSI EDILIZI CHE VIOLENTANO IL TERRITORIO.

L’Italia non sarebbe così sfasciata e fragile se negli ultimi trent’anni non si fosse coalizzata una santa alleanza dell’abuso edilizio che coinvolge tutti. Dai cittadini che alla meno peggio si sono tirati su la casetta, alle imprese del mattone che hanno fatto spuntare come funghi villaggi in riva al mare e interi quartieri fuori legge, fino ai sindaci e assessori, certi che con il pugno duro si sarebbero scavati la fossa, elettoralmente parlando. Ma siccome come dicono a Napoli “o pesce fete da’ capa”, il pesce puzza dalla testa, la scriteriata propensione nazionale al cemento selvaggio non si sarebbe trasformata in una catastrofe epocale, se non fosse stata tollerata, anzi, incentivata dai governi in cambio di consensi a buon mercato.  (altro…)

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Autostrade

ECCO COME E PERCHÉ LA “PROROGA DELLE CONCESSIONI” DELLO SBLOCCA ITALIA FA FELICI BENETTON, GAVIO, COOP, BANCHE, ECC. SODDISFATTO PURE VITO BONSIGNORE CON LA SUA ORTE-MESTRE.

Che pacchia lo Stato in bolletta per i signori delle autostrade. Siccome di soldi pubblici per finanziare la costruzione di nuove tratte non ce ne sono più, i concessionari si travestono da Babbi Natale, promettono investimenti per oltre 12 miliardi di euro e in cambio ottengono dal governo di Matteo Renzi, con il decreto Sblocca Italia, una cosetta di appena tre parole, «allungamento delle concessioni», che detta così sembra acqua fresca, ma è una miniera d’oro. Le autostrade sono come bancomat e per chi le gestisce non c’è rischio di impresa o quasi, i pedaggi aumentano sempre e automaticamente, collegati come sono all’inflazione e ai piani di investimento finanziario calcolati con complicatissimi algoritmi. (altro…)

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Alitalia

ETIHAD PER INVESTIRE PRETENDE 2500/3000 TAGLI AL PERSONALE NELL’EX COMPAGNIA DI BANDIERA GLI AMMORTIZZATORI SONO FINANZIATI, OLTRECHÉ CON I SOLDI STATALI, ANCHE CON UNA TASSA SUI BIGLIETTI AEREI.

 Chi pagherà per le migliaia di dipendenti Alitalia che gli arabi di Etihad non vogliono? Con molta probabilità i contribuenti italiani che, dopo essersi sobbarcati un fardello tra i 3 e i 4 miliardi di euro per mettere una toppa sulla vecchia compagnia di bandiera statale, saranno di nuovo costretti a portare il loro obolo all’azienda dei capitani coraggiosi, i famosi “patrioti” mandati allo sbaraglio da Silvio Berlusconi e ora costretti ad alzare bandiera bianca. James Hogan, il capo della compagnia di Abu Dhabi che sta per impossessarsi della società italiana, su questo punto è stato irremovibile: 13 mila e passa lavoratori in un’azienda come quella di Fiumicino che fattura poco più di 2 miliardi e mezzo di euro l’anno sono troppi. (altro…)

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In ginocchio

L’AMMINISTRATORE DELEGATO DEL TORCHIO PRESENTA AL CDA LE DURE RICHIESTE DI ETIHAD PER SALVARE L’EX COMPAGNIA DI BANDIERA. MA SE NON ACCETTA SARÀ FALLIMENTO SICURO.

La passione di Alitalia non è finita con la Pasqua, anzi, probabilmente è appena cominciata, e la trattativa con gli arabi di Etihad si sta presentando come la stazione di una straziante via crucis. Tra la compagnia araba e quella italiana è in corso da alcuni giorni uno scambio di lettere e il consiglio di amministrazione di ieri pomeriggio della società di Fiumicino è stato usato dall’amministratore Gabriele Del Torchio per comunicare agli azionisti il succo di queste pratiche epistolari. Per tirar fuori dai 350 ai 500 milioni di euro con cui acquisirebbero tra il 40 e il 49 per cento della società italiana, i capi di Etihad guidati dal falco James Hogan continuano ad alzare la posta aggiungendo pretese a pretese. Una sfilza: 3.000 dipendenti da mandare a casa o in subordine da scaricare sullo Stato italiano e quindi sui contribuenti. E poi la trasformazione in azioni della compagnia dei 400 milioni di debito vantati da Banca Intesa e Unicredit che sono anche già socie rispettivamente con il 21 e il 13 per cento.  (altro…)

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Caccia americani

RIDURRE LA SPESA DI 153 MILIONI SIGNIFICA RINUNCIARE A UN CACCIA USA SUI 90 TOTALI. È PROBABILE, PER DI PIÙ, CHE SIA SOLO UN RINVIO ALL’ANNO PROSSIMO.

Se di un taglio si tratta, è di entità assai modesta: 153 milioni di euro sono appena l’1 per cento circa rispetto ai 13 miliardi di spesa complessiva preventivati fino ad oggi per l’acquisto di 90 cacciabombardieri F 35, gli avveniristici e ultracostosi jet americani prodotti dalla Lockheed Martin. Per avere un ordine di grandezza concreto, 153 milioni equivalgono a un solo aereo (costo attuale stimato 135 milioni) più un pezzetto di motore. Ma non è affatto sicuro che di una riduzione vera e propria si possa parlare. È più verosimile che il governo di Matteo Renzi, nel Consiglio dei ministri di venerdì sera, abbia deciso un rinvio di spesa. (altro…)

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Pinotti

DOPO LA VISITA DI OBAMA A ROMA E LA RICHIESTA DI MAGGIORI INVESTIMENTI MILITARI IL MINISTRO DELLA DIFESA PINOTTI RASSICURA LE TRUPPE: “NON FAREMO MARCIA INDIETRO”.

Tra Obama e Renzi sugli F 35 c’è un gigantesco gioco delle parti. Quando il presidente americano alla conferenza stampa con il capo del governo italiano dice “niente tagli alla difesa” è evidente che si riferisce all’Italia. Ma quelle parole non significano automaticamente “niente tagli ai cacciabombardieri della statunitense Lockheed Martin” che anche il nostro paese sta comprando. L’equivalenza non è così diretta, per tre ordini di motivi almeno. Primo e più importante: Obama sa che non può chiedere
ai partner, Italia compresa, di non tagliare gli F 35 quando lui stesso lo sta facendo. (altro…)

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La variante

OPERA A RISCHIO. CALTAGIRONE E TOTO CHIEDONO MEZZO MILIARDO IN PIÙ. AUTOSTRADE: “È TUTTO A POSTO”.

Sono vent’anni che lavorano alla Variante di Valico, il tracciato bis dell’autostrada del Sole sull’appennino tosco-emiliano, tra Barberino del Mugello e Sasso Marconi. E dopo vent’anni non solo non si vede la fine, ma le gallerie franano e c’è il rischio che si debbano buttar via almeno altri cinque anni di lavori. Di più: c’è il pericolo che la Variante sia addirittura chiusa prima del taglio del nastro nonostante nel frattempo i costi siano aumentati di oltre mezzo miliardo di euro. Quattrini al momento contesi tra privati, i Benetton concessionari dell’autostrada e i costruttori Toto e Caltagirone (con la società Via-nini) più Profacta, ma che gira e rigira, prima o poi, trattandosi di una strada a pagamento, saranno scaricati sugli automobilisti attraverso i pedaggi.   (altro…)

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GaribaldiLA GARIBALDI È IN VENDITA, MA PER LA MARINA C’È UNO STANZIAMENTO DA SEI MILIARDI CHE FA GIÀ GOLA A FINCANTIERI.

Le due portaerei Garibaldi e Cavour, orgoglio e vanto della marineria italiana, in questo momento non sono operative. La prima, la Garibaldi, avendo ormai spesso bisogno di manutenzione a causa dei 33 anni di navigazione alle spalle, si trova nel cantiere di Taranto dove decine di operai le stanno rifacendo il trucco forse anche per rimetterla al meglio in vista della vendita. Si dice che la marina militare dell’Angola sia molto interessata all’affare. (altro…)

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La GaribaldiTAGLI ALLA DIFESA: OLTRE AGLI F-35 E AL PROGRAMMA “FORZA NEC”, SI PREVEDE ANCHE LA DISMISSIONE DELLA PORTAEREI.

La portaerei Garibaldi in vendita. Tarpato in modo drastico il costosissimo programma per il soldato cibernetico. E infine dimezzato l’ordine di acquisto dei cacciabombardieri F-35, da 90 a 45. Il tutto per risparmiare 1 miliardo di euro l’anno. I parlamentari Pd, coordinati dal deputato sardo Gian Piero Scanu, hanno consegnato questa specie di spending review con le stellette alla ministra della Difesa, Roberta Pinotti, e al capo del governo, Matteo Renzi. Entrambi hanno preso al volo la proposta. Renzi in particolare asseconda convinto la virata, impegnato com’è a reperire risorse per finanziare tutti gli impegni che si è preso con gli italiani, a cominciare dagli 80 euro in più in busta paga da maggio. Se il taglio proposto arrivasse fino in fondo, sarebbe una bella svolta sia nella sostanza sia da un punto di vista politico e istituzionale.  (altro…)

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3000 milioni di euroNON SOLO GLI F-35, BLITZ DEL MINISTRO MAURO E LA NORMA È NELLA MANOVRA.

Se per fare grande e forte l’Aeronautica militare si spendono 15 miliardi di euro per l’acquisto dei cacciabombardieri F-35, può la Marina fare la figura della cenerentola restando a bocca asciutta? Certo che no. E infatti, solerte e comprensivo nei confronti del grido di dolore degli alti comandi, il ministro ciellino della Difesa, Mario Mauro, è corso ai ripari. Al comma 13 dell’articolo 3 della legge di Stabilità ha inserito quasi di soppiatto uno stanziamento monstre che si presume faccia felice lo Stato maggiore marittimo e la società statale Fincantieri che le navi militari le fabbrica, ma che è una specie di bocca di pozzo aperta sui conti pubblici per i prossimi vent’anni: in totale quasi 6 miliardi e mezzo di spesa per “assicurare il mantenimento di adeguate capacità della Marina militare”. (altro…)

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Il tracciatoIL MINISTRO LUPI SBLOCCA L’AUTOSTRADA ORTE-VENEZIA CHE VALE 10 MILIARDI: I LAVORI ANDRANNO ALL’AZIENDA DI VITO BONSIGNORE, EX UDC PROTAGONISTA DI TANGENTOPOLI.

Epoi dicono che questo governo vive alla giornata, incapace di scelte incisive. La riprova di quanto sia fuorviante una convinzione del genere è data dal via libera all’autostrada Orte-Mestre da parte del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). Un progetto che sembrava esaurito per auto-consunzione, eroso dalla crisi e dalla mancanza di soldi, e che a sorpresa, invece, viene riportato all’onor del mondo nonostante i costi proibitivi. Con un’invidiabile dose di ottimismo dicono che i lavori partiranno tra due anni e saranno completati nel 2021. C’è da dubitarne parecchio, visto l’andazzo italiano.  (altro…)

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Le tappe dell'affare.

IL DOCUMENTO APPROVATO ALLA CAMERA NON DICE NÉ SÌ NÉ NO AGLI AEREI. L’INCERTEZZA PESA ANCHE SULL’AZIENDA.

La mozione sull’acquisto degli F-35 approvata da Pd-Pdl alla Camera serve al governo per tirare a campare. Ma scontenta tutti gli altri. Non accontenta neppure Alenia-Aermacchi, la società della Finmeccanica che partecipa alla costruzione di quei cacciabombardieri, anche se da una posizione secondaria e sotto la supervisione dell’americana Lockheed Martin, capofila del gigantesco progetto internazionale.

QUELLA mozione, in sostanza, non offre una risposta chiara alla questione di fondo: all’Italia quei costosissimi aerei servono o non servono? E quindi, vanno comprati o no? Nell’arco di sei mesi una commissione ad hoc dovrebbe fornire la risposta, ma il fatto stesso che essa venga istituita con il voto di Pd e Pdl è comunque la conferma implicita di quanto fossero viziati da superficialità tutti gli impegni all’acquisto solennemente assunti fino ad oggi a livello internazionale dai governi di centrodestra e centrosinistra di cui quegli stessi partiti facevano parte.  (altro…)

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DA DOMANI CONTROLLO DIRETTO SU CONTI CORRENTI E INVESTIMENTI. I GRANDI GRUPPI, PERÒ, EVADERANNO ANCORA.

Non è il caso di parafrasare Neil Armstrong, che mettendo piede sulla Luna consegnò alla storia la seguente frase: “Un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità”. La possibilità per il fisco italiano di mettere da domani mattina il naso nei movimenti e nei saldi dei conti correnti bancari e delle Poste, negli investimenti finanziari nelle fiduciarie e assicurazioni, nelle società di gestione del risparmio e di intermediazione mobiliare, è un importantissimo e significativo passo in avanti nella lotta all’evasione fiscale e come tale va registrato. Ma senza eccessivi entusiasmi e illusioni, perché non sarà un gigantesco balzo risolutivo. Non occorre essere profeti per prevedere che la novità difficilmente potrà sradicare il vizio italiano dell’evasione, soprattutto quella in grande stile dei grandi gruppi economici. (altro…)

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MondadoriQuattro milioni di posti di lavoro meno 15. Proprio il giorno in cui Silvio Berlusconi promette assunzioni a vagonate, mettendo a dura prova la tetragona credulità dell’adorante curva sud, la sua Mondadori si accinge a mandare a casa 15 giornalisti di Panorama, circa un terzo di un organico di 48 persone. Di questi 15 addirittura 9 solo a Roma dove lavorano 14 cronisti e dove la redazione in pratica viene coventrizzata. Quindici sono meno di una briciola rispetto ai 4 milioni di posti annunciati (e come al solito smentiti), ma è il valore simbolico che colpisce. Prima di tutto perché se davvero il Santone di Arcore è capace di moltiplicare i pani e i pesci, viene spontaneo incitarlo a non trascurare le sue aziende. E poi perché Panorama non è un giornale qualsiasi. Chi scrive ci ha lavorato quasi 23 anni e si ricorda di quando era una corazzata, un settimanale libero e autorevole, capace di far tremare mezzo Palazzo ogni volta che arrivava in edicola. Di successo in successo i dirigenti puntavano allora al milione di copie, che non era una berlusconata, ma una mèta a portata di mano, considerati i ritmi di crescita prima che la cura Berlusconi producesse i suoi effetti. (altro…)

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SommergibilePer l’acquisto di due sottomarini militari U-212 lo Stato spenderà 2 miliardi (170 milioni l’anno) grazie a una norma confermata dalla legge di Stabilità voluta
dal governo Monti e approvata da Pdl, Pd e Terzo Polo. Un altro spreco dopo gli F-35.

Pensioni, ospedali e scuole sì. Cacciabombardieri, sommergibili e siluri no. Chissà perché in Italia da un po’ di tempo a questa parte si può tagliare di tutto, senza esitare a mettere per strada centinaia di migliaia di esodati, per esempio, o fino al punto da indurre i direttori amministrativi degli ospedali a “suggerire” ai medici di prescrivere ai malati le cure meno care e non le più efficaci. Ma quando si arriva di fronte alle armi i governi come d’incanto smettono la faccia feroce e diventano accondiscendenti e rispettosi come indù al cospetto di vacche sacre e i quattrini gira e rigira riescono sempre a trovarli. (altro…)

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