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Posts Tagged ‘Dario Del Porto’

Figlio d'arte

Dirigenti e calciatori, in 64 sotto inchiesta per evasione Da Galliani a Lotito, da De Laurentiis a Moggi jr: tutti i nomi.

NAPOLI – Fatture false e procuratori mascherati da consulenti: per il calcio italiano dribblare il fisco era diventato un gioco da ragazzi. Un meccanismo semplice in cui guadagnavano tutti e ci rimetteva solo lo Stato, secondo la Procura di Napoli che ha indagato su 64 tra manager, dirigenti e giocatori e svolto accertamenti su 35 società di A e B. I magistrati ipotizzano violazioni della normativa tributaria e hanno ottenuto dal giudice Luisa Toscano un sequestro “per equivalente” dell’importo complessivo di 12 milioni. I fatti vanno dal 2009 al 2013.

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la sentenzaAccolta la tesi dei pm:il Cavaliere corruppe De Gregorio Stessa pena per Lavitola,dovranno risarcire Palazzo Madama.

NAPOLI. Silvio Berlusconi comprò un senatore per indebolire il governo Prodi fino a provocarne la caduta. Dopo diciassette mesi di processo e oltre sei ore di camera di consiglio, il tribunale di Napoli ha condannato l’ex Cavaliere a tre anni di reclusione e 5 di interdizione per corruzione. Stessa pena per l’ex direttore ed editore dell’ Avanti! Valter Lavitola. I giudici della prima sezione penale, collegio presieduto da Serena Corleto, hanno dunque accolto la tesi del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e dei pm Henry John Woodcock, Fabrizio Vanorio e Alessandro Milita: i magistrati avevano indagato con il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza sui tre milioni di euro, due dei quali in nero, versati tra il 2006 e il 2008 da Berlusconi, attraverso Lavitola, all’ex senatore Sergio De Gregorio, eletto con Italia dei Valori, poi passato con il centrodestra, con l’obiettivo di condurre «una guerriglia urbana» contro l’esecutivo di centrosinistra che si reggeva su una maggioranza risicatissima.
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De LucaLei replica: “Accuse infondate”. E la Boldrini la difende Ma altri impresentabili, Lonardo e Passariello, la denunciano.

NAPOLI – come preconizzato dal premier Matteo Renzi, lo scontro sugli “impresentabili” finisce in tribunale. Appena eletto presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca è andato in questura, a Salerno, per presentare una denuncia querela contro la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi, che 48 ore prima del voto aveva comunicato alla stampa la “black list” dei candidati gravati da guai giudiziari non in linea con il codice etico di Palazzo San Macuto.
Secondo i legali di De Luca (che è finito nell’elenco perché a giudizio per concussione) la Bindi sarebbe andata oltre i compiti istituzionali e con la sua iniziativa avrebbe influito sulla formazione della volontà popolare.

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Arresto negatoNAPOLI . Ritorno a Sea Park. Il caso che aveva infiammato il dibattito politico giudiziario a Salerno quasi dieci anni fa, costa adesso a Vincenzo De Luca l’inserimento nella black list degli impresentabili. Tutto per l’accusa di concussione contestata in un processo da molti dimenticato, quello sul progetto di un parco marino al posto dello stabilimento Ideal Standard. Il giudizio di primo grado riprenderà il 23 giugno. A metà aprile, l’ex sindaco era pronto a presentarsi in tribunale per rendere dichiarazioni spontanee. Poi ha chiesto il rinvio a un’altra udienza, da fissare dopo le elezioni.
I fatti si riferiscono al 1998, ma De Luca, che deve rispondere anche di altri reati (abuso d’ufficio, truffa aggravata, associazione per delinquere) ha scelto di rinunciare alla prescrizione. (altro…)

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De LucaIL SUCCESSO A SORPRESA DI DE LUCA NONOSTANTE LE PRESSIONI PER RITIRARE LA CANDIDATURA.
«RITIRARMI ? Sarebbe come far uscire Maradona durante la finale di Champions», aveva detto Vincenzo De Luca nella fase più aspra dello scontro politico che aveva preceduto le primarie per la Regione Campania. Ma lo “sceriffo” di Salerno, il sindaco decaduto per incompatibilità, condannato in primo grado per abuso d’ufficio e dunque non ancora al riparo dalle tagliole della legge Severino, non ha accettato di farsi da parte. È rimasto in campo, ha giocato. E anche se tutti lo davano per battuto, ha puntato con determinazione sulla remuntada .

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No BCENAPOLI – . Il corteo era iniziato con la gente affacciata ai balconi che applaudiva. Quattromila persone in piazza, no global, disoccupati, precari, studenti, operai Fiat. Molti con la maschera di Pulcinella in viso. Ma quando la manifestazione No Bce è arrivata alle porte della Reggia di Capodimonte, con entrambe le vie d’accesso all’area del vertice internazionale sbarrate dalle forze dell’ordine in assetto anti-sommossa, si è temuto davvero che una protesta fino a quel momento pacifica potesse degenerare.
Un gruppo di attivisti ha indossato caschi e si è coperto il volto, mentre altri aprivano un corridoio per lasciar passare una scala sulla quale è salito Mario Avoletto, 43 anni, storico esponente della sinistra di lotta napoletana, che è riuscito a scavalcare il muro che circonda la Reggia.

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VergognaE Cantone gli ricorda che “un magistrato rispetta le sentenze” Grasso: “Sospensione inevitabile, la Severino va applicata”.

«IO NON- mi-dimetto. Se qualcuno ritiene di sospendermi, si assuma la responsabilità di farlo. Lo faccia domani mattina, di notte, a tambur battente. Ma io non lascio.
Semmai, guardandosi allo specchio e provando vergogna, dovrebbero dimettersi quei giudici». È un sindaco in trincea, Luigi de Magistris. Dopo la condanna a un anno e tre mesi per abuso d’ufficio nel caso Why Not, l’ex pm da tre anni primo cittadino di Napoli rischia la sospensione dalla carica in base alla legge Severino. «Noi non abbiamo armi, ma sappiamo resistere e resisteremo», dice nel corso di un intervento in consiglio comunale lungo 23 minuti. Evoca «poteri criminali», lo «Stato profondamente corrotto», la «melassa putrida di pezzi dello Stato che cercano dietro le quinte di abbatterti». Ma soprattutto attacca gli ex colleghi del tribunale di Roma che lo hanno ritenuto responsabile, insieme all’ex consulente Gioacchino Genchi, di aver acquisito senza autorizzazione tabulati di parlamentari durante le indagini coordinate come pm a Catanzaro.

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BerlusconiLunedì esame del verbale d’udienza. Sotto tiro l’accusa di “irresponsabilità” rivolta alle toghe da Napoli. Il suo legale Coppi: “L’hanno tirato per i capelli…”.

NAPOLI – LA MAGISTRATURA è incontrollata, incontrollabile, irresponsabile e ha la piena impunità », aveva detto Berlusconi durante la deposizione come testimone al processo dove Valter Lavitola è imputato di tentata estorsione ai danni di Impregilo. Lo sfogo potrebbe compromettere anche l’affidamento in prova ai servizi sociali che Berlusconi sta scontando dopo la condanna definitiva per la vicenda Mediaset.
Spiega il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo: «Mi riservo di esaminare il verbale di udienza. Solo all’esito dello studio degli atti, potremo verificare se ci sono ulteriori valutazioni da fare, il tutto naturalmente insieme con i colleghi», vale a dire il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, che era in aula, e il pm Henry John Woodcock. (altro…)

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IovineIl superpentito: 500 mila euro all’avvocato per aggiustare processi “Una struttura nel tribunale di Napoli”. Indaga la Procura di Roma.

NAPOLI – Cadono i primi omissis e il pentito del clan dei Casalesi Antonio Iovine apre la pagine dei processi «aggiustati». Per tre volte, sostiene il “ninno” di Gomorra, condanne decise in primo grado furono ribaltate in appello attraverso l’avvocato Michele Santonastaso, suo storico difensore attualmente in carcere, già imputato anche per le minacce in aula a Roberto Saviano e alla giornalista Rosaria Capacchione. «C’era tutta una struttura che girava nel tribunale di Napoli», afferma Iovine, senza chiarire i contorni di questa «struttura». «Era una sorta di ombra dietro», dice. E racconta di aver dato soldi a Santonastaso «per corrompere i giudici» ed essere scagionato pur essendo colpevole. La prima volta 200 milioni di lire, poi 200 mila euro. Solo l’altro padrino del clan, Michele Zagaria, si rifiutò di pagare 250 mila euro sospettando «una truffa».  (altro…)

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I casiNAPOLI— «Bevi Napoli e poi muori. Acqua contaminata ovunque… Nessuna zona è sicura », titola l’Espresso nel numero in edicola questa mattina. In un lungo reportage, il settimanale ricostruisce nei dettagli lo studio sull’inquinamento nelle province di Napoli e Caserta realizzato dal comando della Us Navy del capoluogo campano tra il 2009 e il 2011. Un lavoro costato 30 milioni di dollari che ha prodotto risultati definiti «inediti e sconvolgenti» sui quali, adesso, esplode la polemica. Secondo gli esperti americani, in tutta la regione si dovrebbe usare acqua minerale «per bere, cucinare, fare il ghiaccio e anche lavarsi i denti». Le istituzioni locali però insorgono. Il Comune di Napoli replica che l’acqua erogata in città «risulta controllata e potabile, i dati delle analisi sono pubblici e consultabili sul sito dell’azienda Abc», mentre la Regione difende la qualità dei prodotti locali e si dice pronta ad azioni legali a tutela «dei cittadini, dei produttori e delle
istituzioni». (altro…)

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L’ex premier non risponde ancora alla convocazione in procura
L’inchiesta.

NAPOLI — La partita a scacchi tra la Procura di Napoli e il Cavaliere è appena cominciata. I pm vogliono interrogare Silvio Berlusconi come indagato di corruzione e hanno convocato come teste l’avvocato deputato Niccolò Ghedini nell’inchiesta sui tre milioni di euro versati tra il 2006 e il 2008 all’allora senatore dell’Idv Sergio De Gregorio per «sabotare» il governo Prodi. Ma nessuna di queste due mosse, almeno per adesso, è stata raccolta. Tace l’ex premier, dice no il suo consulente giuridico.
A Berlusconi, i magistrati hanno chiesto di scegliere fra tre date, tutte della prossima settimana: martedì 5 marzo, giovedì 7, sabato 9. Fino a ieri il difensore napoletano del leader del Pdl, l’avvocato Michele Cerabona, non aveva sciolto la riserva. A differenza di quanto accaduto nell’inchiesta sulla tentata estorsione contestata a Valter Lavitola, dove figura come parte lesa, il Cavaliere compare nell’indagine arricchita dalle dichiarazioni di De Gregorio nella veste di indagato, dunque potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma prima di scegliere il silenzio (soluzione comunque più probabile) i legali vogliono studiare gli atti e potrebbero chiedere un rinvio in considerazione degli impegni politici del Cavaliere. (altro…)

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«La salvezza di Valter Lavitola è la salvezza del mio cliente», disse uno degli avvocati dell’ex premier Silvio Berlusconi per sostenere la necessità di incontrare in Argentina Valter Lavitola. In quel momento l’ex direttore ed editore dell’Avanti! era latitante nell’inchiesta sui soldi versati all’imprenditore barese Giampaolo Tarantini per conto dell’allora presidente del Consiglio. E stava cercando di spillare al Cavaliere 5 milioni attraverso l’uomo d’affari italo-argentino Carmelo Pintabona, facendo leva sul timore che Berlusconi aveva di possibili segreti custoditi da Lavitola. Ora nei confronti di Lavitola e Pintabona è stata emessa, su richiesta della Procura di Napoli, un’ordinanza cautelare per estorsione aggravata ai danni di Berlusconi. (altro…)

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