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Posts Tagged ‘Davide Milosa’

Gli atti – L’imprenditore vicino ai clan sull’ex vicepresidente forzista della Lombardia, indagato e nominato ieri in commissione Sanità.

L’imprenditore amico della ’ndrangheta non ha dubbi. Per riempire la cesta degli affari in Lombardia bisogna puntare su Mario Mantovani, l’ex numero due del Pirellone, indagato per corruzione e miracolosamente nominato proprio ieri nella commissione Sanità della Regione. Lo sa Antonino Lugarà, ras brianzolo dell’edilizia, arrestato due giorni fa nel maxi-blitz coordinato dalle Procure di Monza e Milano. (altro…)

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Stadio da derby: in ottantamila per Francesco, che prima trova la folla anche nelle periferie.

L’appartamento è modesto, ma di grande dignità. Due locali alle “case bianche” di via Salomone. Quartiere popolare di Milano. Difficile, degradato, troppo spesso abbandonato. Alle pareti del bilocale ci sono passaggi del Corano incorniciati. Karim Mihoual e la moglie Hanane ci vivono con i tre figli. Sono marocchini e musulmani. Qui, ieri, hanno ricevuto la visita di papa Francesco. Parla commosso Karim: “Appena è entrato abbiano sentito i brividi”. Poi quel particolare che riassume, forse, il messaggio di Bergoglio. “Ha mangiato datteri e bevuto latte. Ho portato due bicchieri. Lui prima di bere ha preso il bicchiere e me lo ha offerto. Poi ha bevuto”. È iniziata qui, nella periferia est, la visita del pontefice. “Arrivo come sacerdote”, ha detto il papa che ha scelto di dare rigore e spirito francescano alla sua tappa ambrosiana. (altro…)

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sala-indagato

Per la Finanza, il sindaco ha gestito la gara della “Piastra” con una “strategia volta a tutelare il suo ruolo”. È indagato per falso.

C’è il falso materiale e va bene. C’è quel documento retrodatato e una “commissione ombra” per non bloccare l’assegnazione dei lavori della Piastra di Expo. Per questo Beppe Sala rischia di finire a processo. E già domani forse si presenterà davanti al sostituto procuratore generale Felice Isnardi per farsi interrogare. Ma c’è qualcosa di più grave che emerge dalle carte dell’inchiesta avocata dalla Procura generale di Milano. (altro…)

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Milan Center for food law and policy a EXPOIl dossier – Raffaele Guariniello – In un eBook il magistrato raccoglie diverse sentenze della Cassazione che ribaltano in modo definitivo il concetto di “evento straordinario”.

Ci sono i terremoti, i morti, il dolore dei parenti, la rabbia e poi c’è la giostra delle scuse, sulla quale salgono tutti, politici nazionali e amministratori locali. Il fastidioso refrain è: “I terremoti sono imprevedibili”. Basta questo per scaricarsi di responsabilità evidenti. Dunque, discorso chiuso in attesa della prossima emergenza. (altro…)

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aquila

Nessun governo ha imposto gli interventi anti-sisma.

Imorti del terremoto impongono un’assunzione netta di responsabilità. Da parte di tutti. Succede ogni volta che la terra trema. La tavola s’imbandisce di buoni propositi. Sarà l’ultimo, è il refrain. Che poi, alla luce dei fatti, sarà sempre il penultimo. Eppure, al netto di quello che forse saranno le responsabilità penali, fin da subito un responsabile esiste ed è la politica italiana, che in decenni di scosse e cadaveri non è stata in grado di chiudere il cerchio attorno a una norma che renda obbligatorio (quantomeno per gli edifici pubblici) l’adeguamento antisismico. (altro…)

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scuola

Da Nord a Sud – Il gruppo siciliano, sospettato di essere vicino alle cosche, oltre alla ristrutturazione dell’istituto, ha fatto lavori per l’esposizione milanese.

Non solo la scuola elementare “Romolo Capranica” di Amatrice, il nome del gruppo messinese dei Mollica, sospettato di essere vicino ai boss di Cosa Nostra, è legato a decine di altre opere pubbliche in Italia. Su tutte: la costruzione delle fondamenta sulle quali sono stati poi montati i padiglioni stranieri per Expo. Ad Amatrice qualcosa, però, non ha funzionato. Nonostante la messa in sicurezza, la scuola è crollata lo stesso. (altro…)

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Di fretta

Il ministero delle Infrastrutture nel 2014:“Il settore degli allestimenti non è sensibile: fluidificare gli interventi antimafia” per sbrigarsi. E quei lavori sono finiti a Cosa Nostra.

La fotografia scattata dall’antimafia milanese è impietosa: gli uomini di Cosa Nostra si sono presi gli appalti di Expo. Le carte dell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, spiegano i contatti dei colletti bianchi con i vertici di Fiera Milano e con la società partecipata Nolostand. A margine del dato giudiziario, emerge come questa infiltrazione mafiosa sia stata provocata dalla rincorsa frenetica del governo, della Prefettura e di Expo Spa per sanare il ritardo e finire i lavori in tempo per l’inaugurazione del primo maggio 2015. Una fretta che ha permesso ai boss di accomodarsi al banchetto dell’Esposizione universale. (altro…)

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IntercettazioniGli 007 – Abbiamo attrezzature inadeguate: gli smartphone usati dai jihadisti si aggiornano di continuo e costa troppo stare al passo con la tecnologia.

Quattro mesi di silenzio, un cono d’ombra inaccettabile quando si tratta d’indagini sul terrorismo internazionale. Eppure il dato clamoroso è oggettivo. Il periodo di tempo che arriva fino a oggi riguarda le intercettazioni telematiche. Tradotto: l’ascolto, la visione e l’analisi di tutta l’attività prodotta da smartphone, tablet e computer. (altro…)

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Futuro senatore

Simone Uggetti – Dal municipio a San Vittore: arrestato per due piscine, accusato di turbativa d’asta Il gip: “Spregiudicato, voleva affidare i lavori senza gara”.

Sono quasi le tre del pomeriggio del 4 aprile. Il sindaco di Lodi Simone Uggetti e l’avvocato Cristiano Marini stanno parlando. Sul piatto il bando per due piscine all’aperto “pilotato” nelle tasche di società amiche. Entrambi sanno di aver commesso un reato. Dice Marini: “Lo sai ti buttan lì un’accusa di turbativa d’asta, poi è una menata. Mi viene un po’ di patema d’animo”. Ecco allora l’idea del primo cittadino: “E se formattiamo i computer? Estrai tutti i documenti e formatti”. “Siamo stati disattenti”, si preoccupa Marini. “Sì, sono stato un coglione”, stabilisce il sindaco. Il significato, per la Guardia di finanza di Lodi che intercetta già da due mesi, è chiaro: i due vogliono far sparire le prove. Sanno che la Procura indaga su di loro. (altro…)

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Maroni

A caccia del tesoro a Panama. Così parlava Longo con l’affarista Lorusso: “Devo essere sicuro che non sparisci”.

Passi pure per le tangenti. Il giochetto non è complicato. Le difficoltà arrivano dopo, perché gestire i “soldi sporchi” non è facile. Il leghista Mario Longo ne parla con Stefano Lorusso affarista con residenza in Florida. Le telefonate fotografano il sistema mettendo sul banco un bel risiko di nomi. Il presidente Bobo Maroni non è mai palesemente legato dagli investigatori alla rete di società estere, eppure il suo nome compare due volte in un’unica intercettazione. (altro…)

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Filippo-PenatiRequisitoria del pm contro l’ex presidente Pd della Provincia di Milano “Mercimonio della funzione pubblica”. La difesa: “Nessuna prova”.

Milano – Per anni Filippo Penati “ha fatto mercimonio della funzione pubblica”. Non solo: “Ha abusato del proprio potere, collocando suoi uomini nella filiera di comando delle società partecipate”. Col tempo ha affinato il sistema di finanziamento illecito. È partito dal denaro di Piero Di Caterina per arrivare allo “schermo” di Fare Metropoli “un’associazione culturale la cui attività è sconosciuta alla storia”. Un “lungo filo rosso” che si è fatto sempre più raffinato con l’arrivo dell’architetto Renato Sarno “un vero consulente globale” colui che “garantisce la nuova operatività di Penati”.Tra i due esiste“un patto di sangue” e per questo “Sarno non ha mai detto dov’è finita parte del denaro” che lui stesso ha veicolato all’estero.   

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l'assalto

L’ITALIA ESEGUE IL MANDATO DI TUNISI, POI SCOPRE L’ALIBI DEL 22ENNE MAROCCHINO. IN DUBBIO ANCHE IL RUOLO DI SUPPORTO ALL’ASSALTO AL MUSEO.

Milano – L’accusa è quella di aver partecipato alla pianificazione dell’attentato al museo del Bardo di Tunisi che il 18 marzo provocò 24 vittime, tra cui 4 italiani. Per questo, martedì sera, Abdelmajid Touil, 22 anni originario del Marocco, è stato fermato in un appartamento di Gaggiano, hinterland a ovest di Milano. Digos e Ros hanno eseguito un mandato di cattura internazionale emesso dall’autorità giudiziaria tunisina che inizialmente lo accusava di aver partecipato materialmente all’attentato. Accusa che in serata è stata derubricata a un semplice supporto logistico. In Italia da ieri l’uomo è indagato per terrorismo internazionale. Questo il capo d’imputazione scritto dal procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli nel mandato di perquisizione. Atto dovuto, anche perché fino a due giorni fa per la nostra intelligence Abdelmajid Touil era un perfetto sconosciuto (e soprattutto incensurato). (altro…)

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DISORDINI CON LE FORZE DELL’ORDINE SalviniDURANTE IL COMIZIO DEL SEGRETARIO LEGHISTA IN TOSCANA. DUE FERITI TRA I MANIFESTANTI E UN FERMATO. RENZI: “CONDANNARE LE VIOLENZE”.

Lo avevano annunciato da giorni: il comizio a Massa Matteo Salvini non doveva farlo. Ci hanno provato ma non ci sono riusciti. Il leader della Lega, però, ieri pomeriggio nella cittadina toscana ha parlato poco meno di mezz’ora, dopodiché è fuggito in auto verso Viareggio e in serata a Pisa. In archivio così va l’ennesima giornata di tensione attorno ai comizi del segretario del Carroccio. Comizi che, iniziati il 28 febbraio scorso, hanno mobilitato, per la sicurezza del politico milanese, 8465 uomini delle forze dell’ordine. Questi i dati del Viminale filtrati due giorni fa. (altro…)

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MilanoARRESTATI 5 ITALIANI, DUE DONNE, UNA HA PRECEDENTI PER DROGA E FURTO DENUNCIATI IN 33 PER LE ARMI. IL FILM DELL’ATTACCO CHE HA SPACCATO IL CORTEO.

Milano – Via Carducci ore 16.27. L’immagine vista dall’alto è impressionante. Il blocco nero appare perfettamente schierato. Ad aprirlo tre file. Tutti indossano il casco e tutti tengono serrati davanti bastoni di bambù. Dietro di loro la macchia nera ondeggia. Sono tanti, ben più dei cinquecento ufficializzati dalle forze dell’ordine. Manca poco. Il blocco avanza. La prima fila gira a sinistra e si ferma all’imbocco di corso Magenta. Fronteggia la polizia a una cinquantina di metri. Gli altri avanzano. Una bomba carta apre i giochi. Inizia la battaglia. Tutto viene devastato. Da piazza Cadorna fino ai giardinetti di via Pagano. L’assalto dura poco più di un’ora. Poi il corteo si scioglie.   Nel mirino della Digos   militanti di mezza Italia   È in questo momento che inizia la caccia. Scattano gli uomini dei reparti mobili. A due giorni dalla guerriglia di Milano, questo è il bilancio: 33 denunciati per la detenzione di armi improprie e 5 arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Si tratta di due donne di 42 e 33 anni, entrambe milanesi.

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Vendola

SEL A MILANO.

Sul tavolo un nuovo progetto di sinistra e un’idea di governo che metta al centro il concetto di solidarietà. A tirar le fila, questo è stato il senso della tre giorni milanese organizzata da Sinistra ecologia e libertà. Fattore umano (Human factor). Questo il nome dell’evento dove si è parlato di lavoro e rappresentanza con un occhio molto interessato alle elezioni parlamentari greche.   Si è volato alto, ma senza dimenticare i temi caldi dell’agenda politica. Su tutti: il nuovo presidente della Repubblica. E a ruota il patto tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, e non ultimo il destino del Partito democratico. Sì perché nella giornata finale di ieri c’erano tutti i big della minoranza Dem. Da Stefano Fassina a Gianni Cuperlo fino a Pippo Civati, da giorni nel mirino dei social network per aver fatto il nome di Romano Prodi come nuovo inquilino del Colle. “Sono stato un po’ preso di mira”, ha esordito ieri Civati che poi ha subito chiarito: “Qui mi sento tra compagni e amici”. (altro…)

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MilanoDROGA, OMICIDI, ARMI NEL CAPOLUOGO LOMBARDO COMANDANO LE MAGGIORI FAMIGLIE LEGATE ALLE COSCHE CALABRESI, HANNO CONTATTI E SANNO MUOVERSI: SULLE SPALLE PORTANO DECENNI DI CARCERE; OGGI, PERÒ, SONO UOMINI LIBERI.

Milano – Ama i casinò e i bei vestiti. Nasce a San Luca nel cuore dell’Aspromonte, ma è a Milano che tesse business e rapporti. Dalla Calabria però si porta in dote una relazione privilegiata con la cosca di Sebastiano Romeo detto u Staccu. In curriculum mette anche qualche anno di università. Da qui il soprannome di Dutturicchiu. Giuseppe Calabrò, classe ’50, è uno dei dieci uomini d’oro che sovraintendono gli affari nel capoluogo lombardo. Tutti hanno contatti e sanno come muoversi. Sulle spalle portano decenni di carcere.

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'ndrine

INCHIESTA “INSUBRIA”: 40 ARRESTI IN LOMBARDIA. FILMATA LA CERIMONIA DI AFFILIAZIONE ALLA “SANTA”. CITANO MAZZINI E GARIBALDI: “CHI SBAGLIA, MUORE”. C’ERA ANCHE UN MINORENNE.

Milano – Scena prima: interno di una Fiat punto. Parla la ‘ndrangheta: “La musica può cambiare (…) noi non possiamo cambiare”. Scena seconda: 12 aprile 2014, il sabato che precede la Domenica delle Palme. Capanno di Castello di Brianza, Lecco. Conferimento di una dote (carica, ndr) a Giovanni Buttà. Riti e formule in diretta. Roba mai vista. Con Buttà che da “camorrista” viene promosso “santista”. Perché se “fino a ieri era Monofriu, Misgrizzi e Misgarru oggi è Garibaldi, Mazzini e La Marmora”. E così se “eravate riconosciuto per quanto riguarda la ‘ndrangheta, oggi state prendendo un’altra strada” dove si mette da parte “la società criminale” per entrare “in una fase evolutiva” più affine alla massoneria.  

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Tensione sociale

A MILANO IN 80 MILA CON LA FIOM. CAMUSSO: “GOVERNO MEDIEVALE, NON RISPETTA I DIRITTI”. I CELERINI MANGANELLANO GLI STUDENTI (E AGENTI DELLA DIGOS) DOPO IL BLITZ NELL’ARCIVESCOVADO. TAFFERUGLI COI NO-TAV.

Milano – Largo Cairoli, ore dieci di ieri. La Clio grigia arriva in mezzo al corteo del movimento. Ci sono studenti, centri sociali, lavoratori. L’auto ha la targa oscurata. Qualcuno scarica dei cartoni. S’intravedono dei caschi. Trenta No-Tav incappucciati tentano di sfondare verso via Broletto. Vengono respinti. Scendono in metropolitana per unirsi agli 80 mila del corteo Fiom che punta verso piazza Duomo. Tanto vale, infatti, la manifestazione dei metalmeccanici alla quale ha partecipato anche il segretario generale della Cgil Susanna Ca-musso che dal palco ha definito “medievale il governo che non rispetta i diritti”. Mentre Maurizio Landini ha annunciato: “Non ci fermeremo”. Fotogrammi di una giornata ad alta tensione sociale a Milano e in tutta Italia: 25 città (da Padova a Roma) e migliaia in piazza contro il governo.

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OccupazioniLA NOTA DEI SERVIZI SEGRETI: “LA QUESTIONE ABITATIVA È RITENUTA STRATEGICA PER IL CONFLITTO SOCIALE” VIAGGIO NELLE DIVERSE ESPERIENZE DI OCCUPAZIONE IN CITTÀ.

Milano – Per chi può convergere in via Tracia, sgombero di una donna in corso, compagni già presenti”. Il messaggio corre su Facebook. È l’11 novembre. “Mattinata di resistenza in largo Fatima, solidali impediscono lo sgombero di una famiglia. Non facciamoci intimidire, uniti si vince!”. È il 10 novembre. Voci dell’antagonismo milanese che da mesi si batte per le occupazioni. Battaglia che spesso sfocia in atti criminali come successo due giorni fa al quartiere Corvetto quando un gruppo di incappucciati ha fatto irruzione all’interno di un circolo del Pd gettando nel panico una ventina di anziani tutti residenti nelle case popolari di via Mompiani.   Gli 007: “Potenziali spinte   ribellistiche degli antagonisti”   E così, se da un lato l’agenda della cronaca ogni giorno registra tensioni e violenze, dall’altro il problema della casa viene preso in grande considerazione dai Servizi segreti italiani.

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RosTREDICI ARRESTI. IN CARCERE ANCHE EX CONSIGLIERE COMUNALE DEL PD DI RHO MARIANO COMENSE, LE RICHIESTE DI VOTI AL BOSS AI DOMICILIARI IN VILLA.

Politica, affari, controllo del territorio. Storia di ’ndrangheta in Lombardia. Ieri tredici arresti. In carcere finisce gente legata al clan Mancuso e anche vecchie conoscenze dell’antimafia. Persone che, scontata la galera, tornano a fare l’unica cosa che gli viene bene: il mafioso. Ne è consapevole il procuratore aggiunto Ilda Boccassini che ieri ha commentato: “Dal giro è difficile staccarsi. Se ne esce solo da morti o collaborando con lo Stato”.   L’inchiesta Quadrifoglio condotta dal Ros, agli ordini del colonnello Giovanni Sozzo, fotografa una mafia che da un lato allarga il “suo capitale sociale” mettendo a libro paga poliziotti e funzionari dell’Agenzia delle entrate, e dall’altro non sente più nemmeno il bisogno di mimetizzarsi. In galera finisce anche un ex consigliere comunale del Pd di Rho imparentato con alcuni boss e accusato di aver addomesticato il Pgt (ex piano regolatore, ndr) locale favorendo la cosca Galati. Non manca Expo con un’impresa riconducibile al clan che ha lavorato in subappalto alla Tangenziale esterna di Milano. (altro…)

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