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Posts Tagged ‘davigo’

Non so se sia leggenda o una storia vera, quello che raccontò Joseph Kennedy a proposito della crisi del 29: un giorno un lustrascarpe gli consigliò dei titoli buoni per la borsa. “Se il mio lustrascarpe ne sa più di me, c’è qualcosa che non va nel mondo della finanza” – la conclusione del senatore.

Possiamo portare lo stesso ragionamento oggi: se a parlare di corruzione e corrotti sono persone come Lavia o la giornalista sportiva D’Amico (un maschio e una femmina, per non essere tacciato di maschilismo), usando pure argomentazioni vecchie di anni, un problema ce l’abbiamo. (altro…)

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davigoNon voglio essere ricordato come il presidente dell’Associazione nazionale magistrati che ha abdicato sulla difesa dell’indipendenza della magistratura. Signor ministro, spero che lei non voglia essere ricordato come quello che l’ha violata”. Le parole di Piercamillo Davigo – ieri a Milano all’inaugurazione dell’anno giudiziario – sono l’ultimo capitolo di un confronto, che è ormai scontro, tra le toghe e il governo.

Dottor Davigo, il ministro Orlando le ha risposto: si chiede perché l’Anm non ha protestato quando si decise di portare l’età pensionabile da 70 a 75 anni.

Fanno finta di non capire. Noi non abbiamo obiettato sul provvedimento, ma sul fatto che in un secondo momento è stata introdotta una proroga per i magistrati degli uffici direttivi e poi per altri 18 magistrati. Questo non è accettabile, perché dà la possibilità al governo di decidere chi fa il giudice, chi rimane in servizio e chi no. Può darsi anche che i prorogati siano i migliori, ma se passa il principio domani potrebbero essere i peggiori. (altro…)

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Davigo

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Secondo le rilevazioni dell’istituto Ixè in esclusiva per Agorà Rai3, l’88 per cento degli italiani concorda con le frasi del presidente dell’Associazione nazionale magistrati. E il Pd nella settimana in cui il leader ha polemizzato sul tema giustizia perde quasi un punto percentuale.

“I politici non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi”. Quasi nove italiani su dieci sono d’accordo con la frase del presidente dell’Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo: l’88 per cento delle persone intervistate per il sondaggio di Ixè in esclusiva per Agorà Rai 3 ha risposto che il magistrato ha ragione. L’82 per cento pensa inoltre che negli ultimi 20 anni la corruzione in Italia è aumentata. Nella settimana in cui Matteo Renzi ha polemizzato con Davigo sul tema giustizia, il Pd ha perso quasi un punto percentuale nei consensi elettorali. In crescita il Movimento 5 stelle, la Lega Nord e Forza Italia. (altro…)

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Vauro

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piercamillo-davigoConoscendo Davigo da vent’anni, avendolo intervistato parecchie volte, ascoltato in convegni e conferenze, letto nei suoi saggi e articoli su riviste specializzate, non c’è una sola parola fra quelle da lui pronunciate negli ultimi giorni che ci abbiano sorpreso: l’ha sempre pensata così e non ne ha mai fatto mistero. Se alle ultime elezioni per l’Anm è stato il più votato dai suoi colleghi, con 1041 preferenze personali e 1271 voti (su 7272) alla sua nuova corrente Autonomia e Indipendenza, uscita da Magistratura Indipendente che non lo era più, è proprio perché la pensa così. E perché un gran numero di magistrati non ne può più della gestione anonima, burocratica, consociativa del sindacato togato, affidata a uomini tremebondi e balbuzienti che si sono lasciati mettere i piedi in testa dalla politica, pagando pure il prezzo dell’impopolarità per la lunghezza dei processi. Che non è colpa dei magistrati fannulloni (i nostri sono i più produttivi tra i 54 membri del Consiglio d’Europa), né del destino cinico e baro: è una precisa scelta politica della classe dirigente più corrotta d’Occidente, e non solo. (altro…)

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“La classe dirigente di questo Paese quando delinque fa un numero di vittime incomparabilmente più elevato di qualunque delinquente da strada e fa danni più gravi”.

È questa la frase di Davigo che ha acceso lo scontro in atto, oggi argomento principale di tg, talk show, giornali, radio, social in cui si parla di politica.

Il significato della frase a me sembra evidente. È un confronto tra la criminalità che sta nell’establishment e quella che sta in strada. E vi si sostiene, con evidenti ragioni, che la prima sia di maggior nocumento. O qualcuno pensa seriamente che i ladri di strada facciano più danni al Paese di chi delinque nella classe dirigente? (altro…)

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Piercamillo Davigo ha detto stamani al Corriere della Sera: «Oggi è peggio di allora (ai tempi di Tangentopoli). È come in quella barzelletta inventata sotto il fascismo. Il prefetto arriva in un paese e lo trova infestato di mosche e zanzare, e si lamenta con il podestà: “Qui non si fa la battaglia contro le mosche?”. “L’abbiamo fatta — risponde il podestà —. Solo che hanno vinto le mosche”. Ecco, in Italia hanno vinto le mosche. Hanno vinto i corrotti (..) Nel 1994 erano crollati cinque partiti, tra cui quello di maggioranza relativa e tre che avevano più di cent’anni. Però noi eravamo stati come i predatori che migliorano la specie predata: avevamo preso le zebre lente, ma le altre zebre erano diventate più veloci. Avevamo creato ceppi resistenti all’antibiotico (..) Come va con Renzi? Questo governo fa le stesse cose (di Berlusconi). (altro…)

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Davigo

Piercamillo Davigo – Toghe e potenti, parla il neopresidente dell’Anm.

Piercamillo Davigo, dopo l’inchiesta di Potenza Renzi parla di “25 anni di barbarie giustizialista”, mentre Napolitano denuncia un “riacutizzarsi” del conflitto politica-giustizia e invoca la riforma delle intercettazioni.

Non commento le dichiarazioni del presidente del Consiglio. Ma è una vecchia storia, questa del ‘giustizialismo’ e del ‘conflitto’. Non c’è nessuna guerra. Noi facciamo indagini e processi. Se poi le persone coinvolte in base a prove e indizi che dovrebbero indurre la politica e le istituzioni a rimuoverle in base a un giudizio non penale, ma morale o di opportunità, vengono lasciate o ricandidate o rinominate, è inevitabile che i processi abbiano effetti politici. Se la politica usasse per le sue autonome valutazioni gli elementi che noi usiamo per i giudizi penali e ne traesse le dovute conseguenze, processeremmo degli ex. Senza conseguenze politiche. (altro…)

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DavigoPiercamillo Davigo L’ex pm di Mani Pulite: “Sequestro dei beni a chi evade Il capo della Gdf l’ha proposto alla Camera, l’hanno preso per un marziano”.

Non è credibile. Dare un impulso all’economia alzando le soglie di punibilità per gli evasori o aumentando l’uso del contante non è credibile. Semplicemente perché finora nessuno ha spiegato come. Piuttosto sono evidenti gli effetti negativi”. Parla Piercamillo Davigo, negli anni 90 nel pool Mani Pulite e oggi magistrato di Cassazione.   Ma quali effetti negativi   possono produrre?   Partiamo dall’innalzamento dei limiti per l’uso del contante e dalla sicurezza, di cui si fa un gran parlare. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché si debba andare in giro pieni di contante, favorendo gli scippatori. E non dimentichiamo che l’uso senza controlli del contante agevola anche il riciclaggio.   Il governo assicura:alzare le   soglie di punibilità e consentire un maggiore uso del contante dà impulso all’economia. Non sarete dei “gufi”?   Incentivare l’evasione non fa ripartirel’economia,trasferisce una parte di economia dal bianco al nero. Non basta. (altro…)

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Davigo

Il magistrato Piercamillo Davigo.

La bandierina della nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati è una foto di Enzo Tortora retwittata dal più social dei premer. Ci hanno detto: è l’Europa a chiederci di rivedere la legge Vassalli. Formuletta magica, leggenda metropolitana o meglio strumentale equivoco, come ha scritto Luigi Ferrarella sul Corriere: l’Europa chiedeva che fosse risarcibile anche l’errore commesso dalla Cassazione in violazione del diritto comunitario. Ma allora a cosa serve, e soprattutto a chi serve, questa legge? Lo abbiamo chiesto a Piercamillo Davigo, magistrato in Cassazione, uno dei fondatori della neonata corrente dell’Anm, Autonomia e indipendenza (che domani all’Aula Occorsio del Tribunale di Roma si costituirà ufficialmente). (altro…)

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DavigoLA CORRENTE DI DAVIGO.

“DIFESA ISTITUZIONALE E LOTTA SINDACALE”. NASCE NELL’ANM IL GRUPPO “AUTONOMIA E INDIPENDENZA”: 6 MEMBRI ANTI-FERRI.

Brutte notizie per Renzi anche dal fronte togato. La corrente conservatrice, ultimamente filogovernativa, di Magistratura indipendente perde alcuni dei suoi uomini migliori che fondano un nuovo gruppo al comitato direttivo centrale (Cdc) dell’Anm. Sei i componenti del Cdc che lasciano Mi: i cosiddetti antiferriani, duramente critici sulla commistione fra politica e magistratura creata dall’ex segretario di Mi Cosimo Ferri quando accettò l’incarico di sottosegretario alla Giustizia del governo Letta (in quota Berlusconi) e ora del governo Renzi (in veste di “tecnico”). (altro…)

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Davigo

Il giudice Piercamillo Davigo.

Certi amori finiscono. Alla fine, dopo mesi di polemiche, Piercamillo Davigo – simbolo di Mani Pulite, oggi consigliere di Cassazione – ha lasciato Magistratura Indipendente, la corrente moderata dell’Anm: ci era entrato nel 1978. L’addio definitivo si è consumato lo scorso weekend all’Assemblea nazionale di MI.   Dottor Davigo, come è passato dall’ipotesi di diventare presidente alle dimissioni?   La mia candidatura era stata proposta dal distretto di Torino, come tentativo di mantenere l’unità del gruppo, dove da tempo c’erano tensioni interne tra minoranza e maggioranza. Ho fatto un comunicato di accettazione della candidatura in cui dichiaravo quali erano i valori fondanti del gruppo: indipendenza della magistratura da ogni altro potere, indipendenza di ogni singolo magistrato all’interno dell’ordine giudiziario, la legittimazione tecnica e non politica dei magistrati. (altro…)

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Davigo

Mentre il Piatto del Nazareno si gonfia ogni giorno di nuove pietanze – le controriforme elettorale e costituzionale, il mega-condono fiscale, il falso in bilancio copiato da quello di B., i vertici delle Procure-chiave, gli inciuci per issare al Quirinale il consigliori di Craxi nonché candidato del Caimano – saltano fuori (dal piatto) due leader che offrono una zattera a chi non vuol morire nazareno. Entrambi strappano con le precedenti appartenenze all’insegna della legalità. Il primo è un politico, Sergio Cofferati, uscito dal Pd dopo la vergogna delle primarie liguri truccate da extracomunitari cammellati e infiltrati mafiosi, fascisti, alfaniani e scajoliani, uniti ai renzian-burlandiani per continuare a spartirsi la regione: un SuperNazareno locale che diventa partito unico con candidato unico, ben oltre il patto e il piatto romano. (altro…)

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DavigoIl giudice Piercamillo Davigo.

Riforme inutili”. Piercamillo Davigo, già pm del pool Mani Pulite, ora giudice di Cassazione, lo ripete di continuo (l’ultima volta domenica a Cernobbio) dopo aver letto le linee guida di riforma della giustizia. In questa intervista al Fatto, spiega il perché.   Partiamo dalle ferie dei magistrati: il governo le   vuole ridurre di due settimane perché siete i soli dipendenti pubblici che vanno in vacanza 45 giorni e dovete aumentare la produttività.   Intanto non è vero: abbiamo le stesse ferie di un maresciallo anziano dei Carabinieri. E poi non ha senso paragonare i magistrati ai dirigenti della PA. Noi, in vacanza, dobbiamo scrivere le sentenze e i provvedimenti. Le nostre ferie non sospendono mica i termini di deposito degli atti: se ritardiamo, finiamo sotto procedimento disciplinare. Poi gli statali hanno il sabato non lavorativo e gli straordinari, noi no. (altro…)

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20 anni da Mani pulite passati invano? Le cronache di queste settimane (ma potremmo dire di questi mesi e di questi ultimi anni) sembrerebbero dire di si.
Tangentopoli e i magistrati del pool di Milano (ieri sera in una reunion da Santoro), non hanno curato il male anzi, come ha raccontato anche Sgarbi, hanno solo contribuito a distruggere questo sistema dei partiti, che sono stati sostituiti con “altro“, ovvero i partiti ad personam (quello di Bossi, quello di Berlusconi, quello di Casini, di Di Pietro ..).
Ma forse questa è solo una visione semplicistica della storia: l’Italia non è cambiata, gli italiani non sono cambiati, semplicemente perchè non era compito dei magistrati educare gli italiani, i partiti, le istituzioni.
La ha spiegato bene l’ex pm Colombo che, non a caso, ha dismesso i panni della toga per girare l’italia e intraprendere il più difficile percorso di educazione. Ovviamente puntando sulle nuove generazioni potendo fare ben poco sui reduci da Mani pulite. (altro…)

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