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Posts Tagged ‘Dc-9’

La madre di Marco Volanti.

È un dolore che non si cancella. “Lasciateci stare, questa storia ci lacera ancora”, dice al Fatto Quotidiano Anna Giovagnoli, la madre di Marco Volanti, morto a 36 anni con altre ottanta persone sul Dc-9 Itavia. La Cassazione, con la sentenza 1871 della terza sezione civile, le ha confermato che il 27 giugno 1980 a uccidere suo figlio, fresco di assunzione alla Snam Progetti, fu un missile sparato all’interno di un’azione di guerra e che lo Stato deve risarcire lei e la sua famiglia. Ma non vuole aggiungere altro. Dalla sua casa di Rimini preferisce interrompere la comunicazione, dopo poche parole.

ERA IL 1990 e nel frattempo il padre di Marco è morto. Sono cambiati anche gli avvocati. Ad aver raccolto il testimone di questa vicenda sono Vanessa e Fabrizio Fallica di Palermo, insieme ad Alessandro Zanzi di Varese. Attendono da Roma i dettagli di un pronunciamento che aspettavano a giorni. “Aspettiamo di conoscere i dettagli”, dice Vanessa Fallica. “Ma già la notizia ci riempie di gioia e lo stesso accade ai familiari che rappresentiamo. (altro…)

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UsticaLA SENTENZA DELLA CASSAZIONE PREVEDE 1.240.000 EURO PER LE VITTIME DIODATO, VIOLANTI E PARRINELLO SCONOSCIUTI I RESPONSABILI, NUOVE OMBRE SULLA FRANCIA.

Trentadue anni, sei mesi e un giorno. Tanto tempo ci è voluto perché sulla strage di Ustica di quel famigerato 27 giugno 1980 e costata la vita a ottantuno persone, ci fosse una sentenza definita e definitiva. Una sentenza che spazzasse via anni di menzogne, e parlasse di quello che fu: un missile. Non fu un cedimento strutturale né una bomba esplosa nella toilette di coda. Ma un attacco militare contro il Dc-9 I-Tigi Itavia, decollato dall’aeroporto di Bologna per raggiungere Palermo e scomparso dai radar alle 20.59 mentre a 7.500 metri di quota si trovava tra Ponza e Ustica. La Cassazione è andata anche oltre: ha stabilito che lo Stato deve risarcire i familiari delle vittime perché ministero dell’Interno, della Difesa e dei Trasporti non seppero garantire la sicurezza di quell’aereo.   (altro…)

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Confermata la sentenza del tribunale civile di Palermo. Il Dc-9 distrutto in volo il 27 giugno 1980 con 81 persone a bordo non esplose per una bomba in cabina. E’ la prima verità giudiziaria definitiva dopo il nulla di fatto dei procedimenti penali. Le autorità, secondo i giudici, non furono in grado di garantire la sicurezza.

Chi sostiene ancora oggi, nonostante l’implausibilità giudiziaria di questa tesi, la teoria della bomba a bordo si rassegni. La Corte di Cassazione, dando ragione al tribunale civile di Palermo, stabilisce che l’aereo abbattuto il 27 giugno 1980 sui cieli sopra Ustica venne distrutto da un missile. E per questo lo Stato italiano deve risarcire i familiari delle vittime. La ragione? Non seppe garantire la sicurezza del volo partito da Bologna e diretto a Palermo. E non lo fece né con i radar civili né con quelli militari. (altro…)

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