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Posts Tagged ‘ddl intercettazioni’

Vertice di maggioranza sul ddl: “Il provvedimento non è su un binario morto”. Non si sarebbe discusso del merito del provvedimento, ma probabili modifiche alle norme sul carcere per i giornalisti, sui siti amatoriali e sull’udienza stralcio.

ROMA – Il dietrofront è ufficiale: se solo tre giorni fa il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto spediva il ddl intercettazioni sul binario morto (“le nostre priorità sono altre 1“), la maggioranza lo recupera subito e anzi annuncia una data di massima per l’approvazione: “Sì entro fine novembre”. 

Intercettazioni, cinque anni di guerra 2
LO SPECIALE SUL DDL INTERCETTAZIONI 1 3
 
E così il ddl sulle intercettazioni torna ad agitare i programmi della maggioranza, divisa tra il decreto sviluppo per fronteggiare la crisi economica, le fronde interne, la legge sulla prescrizione breve e quella sugli ascolti.  (altro…)

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Da oggi, cari lettori, troverete accanto alla testata del Fatto un logo su cui abbiamo riportato il titolo del giornale di domenica: “Noi non obbediremo alla legge bavaglio”. Disobbedienza civile che avevamo già promesso nel febbraio scorso, quando Berlusconi, terrorizzato (e ne aveva ben donde) dalle “prove evidenti” depositate dalla Procura di Milano sul caso Ruby, annunciò un decreto urgente per fare in modo che nessuno sapesse. Gli andò male, stoppato come fu dal presidente Napolitano. Ma poiché da allora i suoi problemi con la giustizia da pioggia sono diventati grandine, ecco che l’imputato di Arcore vuole di nuovo imporre il silenzio definitivo dell’informazione sulle sue gesta con battaglioni di prostitute minorenni e non. (altro…)

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Mentre il mondo piange Steve Jobs e rimpiange le sue geniali
allucinazioni che hanno abolito le distanze spazio-temporali della
comunicazione, il nostro regimetto è tutto indaffarato intorno a una
leggina premedievale che vieta ai cittadini di conoscere gli atti
d’indagine e le intercettazioni anche quando sono pubblici. “Pubblici, ma non pubblicabili” è lo slogan dei fascistelli della mutua che ci sgovernano. Tutt’intorno a loro, il mondo assiste
allibito. E anche buona parte dell’Italia che, con tutti i difetti, è
molto meglio dei suoi politici. La fuga di massa di un milione e mezzo di telespettatori dalla Rai è una grande prova di maturità.
E lo sarà anche l’aumento dell’evasione del canone che, se quest’anno
supererà i livelli consueti, andrà attribuita non a un ulteriore
crollo del senso civico, ma alla rivolta dei cittadini contro il
servizietto privato gabellato da servizio pubblico. (altro…)

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Dal caso Saccà al giro di escort, la grande guerra del Cavaliere per cancellare le inchieste che lo coinvolgono. Dopo la vittoria del 13 aprile 2008 l’annuncio: stretta alle intercettazioni, solo per mafia e Br. Fino alla cronaca di questi giorni.

È POTENTE e minacciosa, la forza di fuoco dispiegata nelle ultime settimane dal presidente del Consiglio sulle intercettazioni. “Voi parlamentari approvate al più presto la legge: la situazione attuale non è da Paese civile” (Agi, 6 ottobre). “Vi è un’urgenza a cui abbiamo il dovere di rispondere… Il cittadino alza il telefono e sente di poter essere controllato: è intollerabile, è un sistema barbaro a cui dobbiamo mettere fine” (Ansa, 7 ottobre). 

LO SPECIALE SUL DDL INTERCETTAZIONI 1
 
Silvio Berlusconi prepara con queste parole, scagliate come pietre contro i pm, il prossimo “giorno del giudizio”. Giovedì la Camera voterà la legge-bavaglio, dalla quale può dipendere la sopravvivenza del suo governo. Il premier cerca di dimostrare l’indimostrabile: quella sulle intercettazioni non è la “sua” guerra, ma deve essere la guerra di tutti gli italiani che hanno a cuore la libertà.  (altro…)

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B. può imporre i suoi diktat, ma i nostri lettori sapranno tutto su inchieste e processi. Lo consentono Costituzione e leggi europee.

Come questo giornale ha detto molte volte, non obbediremo alla legge bavaglio. I nostri lettori leggeranno le informazioni derivanti da un processo penale quando sarà caduto il segreto investigativo (art. 329 codice di procedura) e quindi quando saranno pubbliche per legge. Senza attendere l’udienza preliminare o altre scadenze processuali che la fantasia di B and C si inventerà. E non solo le informazioni di rilevanza penale, questa ridicola categoria che la Federazione della Stampa ha accettato, rendendosi schiava volontaria del giudice che dovrebbe stabilire, lui, quali notizie si possono pubblicare e quali no. Un nuovo Minculpop, con veline preconfezionate per giornali e giornalisti megafono del potere. Le leggeranno tutte; tutte, si capisce, quelle di interesse pubblico. B che ha pagato Mills perché dicesse il falso; ma anche B che si circonda di puttane e di magnaccia e che si fa ricattare. (altro…)

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L’idea di Ghedini è di eliminare il blackout tra l’ordinanza e l’udienza filtro. Il vero obiettivo è varare la prescrizione breve.

ROMA – Niente fiducia sulle intercettazioni. “Napolitano non la vuole” dice una super fonte del Pdl. “Colombe” al lavoro da qui a mercoledì. Per togliere alla legge bavaglio proprio quell’etichetta definita adesso “odiosa” dai berlusconiani più vicini al premier. Trasformarla in un’occasione per avvicinarsi all’Udc, per convincere il Terzo polo all’astensione, per recuperare “pure il voto di Giulia Bongiorno”, per mettere in difficoltà Pd e Idv accettando qualche loro emendamento. L’obiettivo è allentare la tensione su questa legge, per poi portare a casa, possibilmente senza polemiche e senza incorrere in uno stop del Colle,  la prescrizione breve per gli incensurati che ormai ha i giorni contati, visto che a metà novembre potrebbe già arrivare la sentenza sul caso Mills. (altro…)

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Mentre il paese va a rotoli, un gruppo di strani individui chiusi in un palazzo nel centro di Roma continua a lambiccarsi il cervello da giorni su quale sia il miglior modo per impedire che la gente si lamenti. Come se il fatto di non poter esprimere le miserie che ci circondano, e in qualche misura non conoscere quelle che circondano gli altri, o la pochezza di chi ci governa, potesse in qualche modo migliorare la nostra condizione.

Gli individui, lo si sarà capito, sono i membri della commissione Giustizia alla Camera. La legge a cui stanno lavorando, definita dai suoi detrattori, non a caso,legge “bavaglio”, dev’essere per loro un vero rompicapo. Come fare, la domanda principale, a tenere a bada qualcosa di immenso e incorporeo come il web? Sarebbe come cercare di tappare la bocca, ad uno ad uno, a ciascun avventore di qualsiasi bar o circolo del paese. (altro…)

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Wikipedia è ferma. Solo da noi. Solo in Italia. La più famosa e consultata enciclopedia online del pianeta, abbassa le saracinesche del sapere, per dire di no al ddl-intercettazioni. Per provare a fermare il bavaglio voluto dal Governo Berlusconi. Una cosa del genere, nel mondo, non s’era mai vista. Mai. Non era mai successo che Wikipedia decidesse di sospendere volontariamente i propri servizi. Manco in Cina. Manco in certi regimi, sapete, di quelli tosti. Un primato niente male per una “democrazia costituzionale” incastonata nel bel mezzo del Continente europeo. E no, la cosa non ha lasciato a bocca aperta solo i cittadini ed i media nazionali. Come potete immaginare la protesta sta viaggiando alla velocità della luce, ovunque, al grido di “Wikipedia si ribella a Berlusconi”, e credetemi, per questo governo non ci poteva essere cosa peggiore.

Per dire, dalla Germania …

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Quando parlavo di disobbedienza civile, ad esempio. Viva Wikipedia, non basta più bloggare.

Da Wikipedia.org

Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.» (altro…)

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Il tentativo di evitare la sentenza nel processo Mills con un blitz quasi contemporaneo a Camera e Senato. Ma c’è l’allarme del Quirinale sui voti blindati.

ROMA – Una doppietta. Tra Camera e Senato. Con la fiducia. Da una parte le intercettazioni. Dall’altra la prescrizione breve. Per evitare futuri “sputtanamenti”, come li chiama sempre il Cavaliere, dalle telefonate registrate. Per garantirsi di andare alle elezioni anticipate del 2012 senza una condanna per corruzione per il caso Mills. Questa è la strategia di Berlusconi maturata in queste ore. Senza sconti. “Andiamo avanti come un treno” ha detto ai suoi. E le sue intenzioni barricadiere stanno provocando grande preoccupazione al Quirinale, dove il ricorso eccessivo ai voti di fiducia non è mai piaciuto, né tantomeno possono essere condivisi su materie delicate come le intercettazioni e i ritocchi pesanti ai codici penale e di procedura penale, che richiederebbero quelle “riforme condivise” che il Colle ha sempre auspicato. (altro…)

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Stanchi di grane e di convocazioni alla polizia postale dopo le denunce di Vasco Rossi, quelli di Nonciclopedia chiudono i battenti.

Nonciclopedia è (era?) un sito satirico, una parodia di Wikipedia.

In passato era già stato oggetto degli attacchi di un parlamentare dell’Udc che chiedeva al governo di «intensificare il monitoraggio di internet».

La piccola case history di Nonciclopedia è una perfetta anticipazione di quello che accadrà molto più diffusamente e facilmente se il nuovo regolamento Agcom e il comma 29 del primo articolo del disegno di legge sulle intercettazioni (il cosiddetto Ammazzablog) diventeranno realtà: vip e potenti armati di grandi avvocati che faranno azioni legali, piccoli blog e non professionisti della comunicazione on line che pur di non avere rotture di scatole giudiziarie rinunceranno ai propri spazi di libertà e parodia.

E’ questo che vogliamo, davvero?

PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli

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Un manuale inquietante, ma da tenere a memoria, specie di questi tempi. Anche da queste parti.

Un articolo pubblicato da China Daily oggi fornisce un perfetto breviario delle tecniche cinesi di demonizzazione e, da ultimo, censura della Rete:

1. Collegare la tensione sociale all’utilizzo dei social media.

Many people are considering how to prevent the abuse of these networks [Facebook e Twitter] following violent crimes that took place in some parts of the world this year

Parts of Britain were rocked by riots in August, many of them organized by utilizing social network sites.

2. Trasformare le critiche in Rete in lesione dell’interesse pubblico e nazionale

The Internet should not be used to jeopardize the national or public interest, or the legitimate rights and interests of other citizens (altro…)

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Un simulacro di governo e una maggioranza a pezzi vogliono impadronirsi della vita e della libertà delle persone, con un attacco senza precedenti contro i diritti fondamentali. Si dice che i colpi di coda dell´animale ferito siano i più pericolosi. È quello che sta accadendo.
Dopo che l´articolo 8 del decreto sulla manovra economica ha cancellato aspetti essenziali del diritto del lavoro, ora si proclama la volontà di far approvare, con procedure accelerate e voti di fiducia, leggi che mettono il bavaglio all´informazione e negano il diritto di morire con dignità. Sarebbero così cancellati altri diritti. Quello di ogni cittadino ad essere informato, continuando così a vivere in una società democratica invece d´essere traghettato verso un mondo di miserabili arcana imperii. (altro…)

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Siete tutti invitati a condividere, postare (anche su facebook e su twitter), questo stesso post come segnale di protesta contro il comma 29, cosiddetto ammazza-blog.

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.  (altro…)

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Il governo ripresenterà lo stesso disegno di legge, inclusa la disposizione che obbliga i gestori di un sito a modificare i contenuti pubblicati se oggetto di richieste di rettifica. Nessuna possibilità di replica e multe salate. In Rete riparte la mobilitazione. Di Pietro sul web: “Non staremo con le mani in mano”.

ROMA – Il governo torna alla carica sul ddl intercettazioni, fortemente voluto dal premier Silvio Berlusconi. Una questione su cui l’esecutivo è orientato a porre la fiducia, bloccando la via a ogni eventuale emendamento. Ma il disegno di legge attualmente allo studio contiene ancora la norma 1 cosiddetta “ammazza blog”, una disposizione per cui, letteralmente, ogni gestore di “sito informatico” ha l’obbligo di rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Non c’è possibilità di replica, chi non rettifica paga fino a 12mila euro di multa.  (altro…)

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Botta e risposta tra Palamara e Cicchitto. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati: “Intercettazioni sono strumento indispensabile”. Il capogruppo Pdl a Montecitorio: “Certi pm fanno strame del diritto alla privacy”. La missione della maggioranza: fare presto.

Una “barbarie” che va fermata, dice Berlusconi. Passato il voto su Milanese e in attesa di quello su Saverio Romano, il Cavaliere pensa a sé e conferma che sulla legge sulle intercettazioni non ci saranno ripensamenti. E neppure modifiche. L’urgenza è tale che quella legge, che non piace un granché sia dentro il Pdl che nella Lega, sarà approvata il più presto possibile. Il dibattito comincerà martedì 27 alla Camera, ma la discussione entrerà nel vivo solo i primi di ottobre; il voto, secondo gli uomini di Berlusconi, dovrebbe esserci entro giovedì 6. (altro…)

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Lo sciopero dei giornalisti contro le norme del “ddl intercettazioni” è confermato: il 9 luglio sarà la giornata del silenzio.

I giornalisti italiani sono chiamati ad una forma di protesta straordinaria che si esprimerà in un “rumoroso” silenzio dell’informazione nella giornata di venerdì 9 luglio, contro le norme del “ddl intercettazioni” che limitano pesantemente il diritto dei cittadini a sapere come procedono le inchieste giudiziarie, infliggendo gravi interruzioni al libero circuito delle notizie.
Quanti lavorano nel settore della carta stampata si asterranno dalle prestazioni nella giornata di giovedì 8 luglio, per impedire l’uscita dei giornali nella giornata di venerdì. Tutti gli altri, giornalisti dell’emittenza nazionale e locale, pubblica e privata, delle agenzie di stampa, del web, dei new media e degli uffici stampa non lavoreranno nella giornata di venerdì. (altro…)

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