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Posts Tagged ‘de benedetti’

Questa sera ho visto la Gruber andare ad una trasmissione di De Benedetti. Ma chi è Carlo De Benedetti? Lo scrivo qui, senza censure (dato che una volta lo nominai in TV e mi dissero che non si poteva nominare, come fosse Lord Voldemort)…lo scrivo e spero che questo post venga letto da centinaia di migliaia di italiani.

De Benedetti, per molti anni a capo del Gruppo L’Espresso (capo del giornale Repubblica per intenderci) è uno degli uomini che ha dettato legge in Italia negli ultimi decenni.

 

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La nota – “La banca svizzera consigliò di comprare azioni delle Popolari”. Ma non risulta.

La linea di difesa già non dimostrava molto, ma ora si scopre che forse non sta proprio in piedi. Mercoledì, dopo le polemiche per gli acquisti sulle banche popolari alla vigilia della riforma, un portavoce dell’Ingegnere aveva diffuso questa nota: “Non vi è stato alcun abuso di informazione privilegiata da parte sua. L’approvazione della norma era ampiamente nota, al punto che Ubs (colosso bancario svizzero, ndr) aveva tenuto una conferenza stampa sul tema due settimane prima, presso la Borsa di Milano, consigliando di acquistare azioni delle Popolari”. (altro…)

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SorgeniaALL’ITALIANA. Anche un ragioniere avrebbe capito da anni che la situazione stava precipitando: ma gli istituti creditori hanno rinviato la resa dei conti.

Come a Caporetto. Quella di Sorgenia è una rotta disordinata. Rodolfo De Benedetti eccelle nell’arte della “rifocalizzazione”, la supercazzola manageriale.

Sul sito web della Cir, la holding della famiglia De Benedetti a cui fa capo la società elettrica, sono ancora pubblicate le vecchie “linee di sviluppo” : “Aumento della clientela residenziale” e “focalizzazione sul settore eolico”. Peccato che non valgano più dallo scorso 18 dicembre, quando Sorgenia ha cambiato idea: “Priorità allo sviluppo commerciale sul mercato “corporate” (grandi imprese e piccole e medie aziende)” e “dismissione di tutte le attività nelle energie rinnovabili in Italia”.  (altro…)

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De BenedettiCATTIVO CREDITO.

Le banche corrono in soccorso dell’Ingegnere per salvare la sua Sorgenia. Secondo quanto ha rivelato Milano Finanza, infatti, gli istituti di credito sarebbero disposti a convertire buona parte dell’esposizione del gruppo energetico – oggi di proprietà di Cir e partecipato dall’austriaca Verbund – prendendone così il controllo. L’orientamento di massima sarebbe emerso da un vertice tenuto tra tutte le principali banche (Mps, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi, Bpm, Portigon e altre) alle quali Sorgenia deve rimborsare complessivamente 1,9 miliardi e che sono attualmente concentrate su una manovra finanziaria da 600 milioni.  (altro…)

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De BenedettiCARLO DE BENEDETTI E LA LUNGA STORIA DEI CONSIGLI, PIÙ O MENO RICHIESTI, AL PARTITO. INTANTO SORGENIA È MALMESSA.

Anovembre ne compirà 80, ma ancora Carlo De Benedetti non trova pace. Colpa del carattere. E anche della sfortuna. Mentre vorrebbe fare solo ciò che ama – sputare sentenze sullo stato deplorevole in cui versa la Patria – deve rintuzzare l’accusa di essere il “grande burattinaio” dell’opaca operazione Renzi Uno. E anche occuparsi del figlio Rodolfo, alle prese con una possibile bancarotta di dimensioni ligrestiane. Ieri la holding di famiglia, la Cir, ha dovuto emettere su richiesta della Consob un comunicato pieno di inquietanti notizie.   (altro…)

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De BenedettiTRANELLO DE “LA ZANZARA” ALL’EX MINISTRO DELLA COESIONE TERRITORIALE CHE CONFESSA: “L’INSISTENZA È IL SEGNO DELLA LORO CONFUSIONE E DISPERAZIONE”.

Sembrava il favorito, anche se mai una volta aveva espresso l’ambizione di ricoprire l’incarico più difficile del momento, quello di ministro dell’Economia del nascente governo Renzi. A chi gli chiedeva se era pronto, Fabrizio Barca rispondeva sempre la stessa cosa: “Non ci penso proprio”. Anche perché da Matteo Renzi in persona non era mai arrivata nessuna richiesta formale, come ci ha tenuto a sottolineare l’ufficio stampa del segretario del Pd. Ma ieri questo messaggio è stato trasmesso in modo molto più esplicito di quanto desiderato, colpa di una intemerata telefonica della Zanzara, la trasmissione di Giuseppe Cruciani e David Parenzo su Radio24. (altro…)

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NatangeloNEL GIORNO IN CUI VIENE DESIGNATO PREMIER, IL SEGRETARIO PD SI INCAGLIA TRA I “NO” DEI MINISTRI E QUELLI DEI POSSIBILI ALLEATI. E DA RADIO 24 ARRIVA LA MAZZATA FINALE.

Sono le 10 e 20 quando Matteo Renzi, alla guida di una Giulietta bianca, accompagnato solo dal capo ufficio stampa del Pd, Filippo Sensi, varca la porta del Quirinale, per andare a ricevere l’incarico di formare il governo. Dieci minuti di anticipo. Alla direzione del Pd aveva rivendicato l’ “ambizione sfrenata” che l’ha portato fin qui: il sogno di fare il premier, la convinzione di poter riuscire dove molti hanno fallito. (altro…)

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Finisce in Barca

Dalla telefonata del finto Nichi Vendola che carpisce all’inconsapevole Fabrizio Barca una serie di indebite pressioni subìte per accettare la poltrona di ministro dell’Economia, ne esce benissimo il galantuomo modello di coerenza politica e disinteresse personale. Ne esce così così l’ingegner Carlo De Benedetti nelle vesti di padrone delle ferriere (e delle rotative di Repubblica),che sembra troppo interessato a quel dicastero (ma lui smentisce). Ne esce male Matteo Renzi: e non tanto perché, nella beffa ordita dai conduttori de La Zanzara (con relativa violazione della privacy), il regista dell’operazione Barca sembra proprio lui,manovrando da dietro le quinte; quanto per lo spaccato di intrighi che emerge, con l’assalto alla diligenza del nuovo esecutivo e con il leader Pd che non sembra recitare la parte dello sceriffo. (altro…)

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debenedetti_taxDe Benedetti, il vero mentore del pdexmenoelle, è uscito allo scoperto per difendere la Web-tax che sarebbe più opportuno chiamare De Benedetti-tax in quanto favorisce sfacciatamente e contro il diritto europeo la sua società di pubblicità, la Manzoni srl. Ecco l’intemerata della tessera numero uno del pdexmenoelle, vero elettore del burattino Renzie e lobbista a tempo pieno in Parlamento grazie al pdexmenoelle e ai suoi giornali.
L’incontenuta deriva populistico-sfascista ha portato Beppe Grillo – tra i più accesi difensori degli elusori legali delle tasse come Google, mito inossidabile del suo sodale Gianroberto Casaleggio – a indicare sul suo blog il nuovo avversario da abbattere, il presidente PD della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, colpevole d’aver voluto nella legge di Stabilità la norma incongruentemente definita “Web tax” da oppositori e detrattori.”. (altro…)

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IndagatiIVREA, INDAGATI ECCELLENTI PER LE RESPONSABILITÀ DELL’AZIENDA DAGLI ANNI 70 AI PRIMI ANNI 90: TRA GLI ALTRI CARLO DE BENEDETTI E CORRADO PASSERA.

Lucia Delaurenti “usava dei rulli pieni di talco, per cui il grembiule che portava a casa, alla sera, era tutto bianco. E prima di entrare lo scuoteva”, raccontava ai giudici il marito Giovanni. Quel bianco era amianto, quello usato nelle fabbriche dell’Olivetti di Aglié, vicino a Ivrea. Lucia è morta di mesotelioma pleurico nel 2005, dopo tre anni di sofferenze. F. L. invece lavorava al montaggio dei gruppi elettrici e al cablaggio di gruppi meccanici nello stabilimento di San Bernardo di Ivrea ed è morta nel 2007 all’età di 69 anni, sempre di mesotelioma pleurico. Sono le due vicende che hanno acceso i riflettori sul decesso o sulla malattia di altri 21 lavoratori degli stabilimenti Olivetti, scomparsi dal 2003 a oggi. (altro…)

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Caso Mondadori

LA CASSAZIONE: IL BISCIONE DEVE CIRCA 494 MILIONI ALLA CIR DI DE BENEDETTI PER IL LODO MONDADORI “COMPRATO” CON LO ZAMPINO DI CESARE PREVITI.

La “guerra di Segrate” tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti è finita ieri, dopo vent’anni, con la conferma in Cassazione del risarcimento, anche se con “sconto”, da parte della Fininvest alla Cir, per lo scippo della Mondadori, ottenuta grazie a una sentenza comprata nell’interesse del “dominus” del Biscione.

Accolta, dunque, la richiesta del sostituto pg, Pasquale Fimiani. Ieri, la Suprema Corte ha reso definitivo il risarcimento stabilito dai giudici della Corte d’appello di Milano, ma accogliendo il tredicesimo punto del ricorso Fininvest sulla liquidazione del “danno in via equitativa”, ha ridotto la cifra del “15%”. Dai 564 milioni (compresi gli interessi) stabiliti in secondo grado (in primo erano 750) bisogna sottrarre circa 70 milioni (compresi gli interessi).  (altro…)

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IL PG DELLA CASSAZIONE CONFERMA: LA FININVEST DEVE RISARCIRE MA CHIEDE DI RIVEDERE LA CIFRA DI 564 MILIONI FISSATA IN APPELLO.

Anche ieri è stata una pessima giornata giudiziaria per Silvio Berlusconi. Il sostituto procuratore generale della Cassazione Pasquale Fimiani ha chiesto ai giudici della terza sezione civile di confermare il risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti che nel 1991 perse la “guerra di Segrate” a causa di una sentenza comprata dalla Fininvest attraverso gli avvocati Cesare Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico. Il Cavaliere, come è noto, per essersi guadagnato la Mondadori con una tangente, non ha mai pagato per la corruzione del giudice Vittorio Metta perché in udienza preliminare la concessione delle attenuanti generiche fecero scattare la prescrizione del reato.  (altro…)

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Berlusconi e le sentenzeÈ L’ULTIMO ATTO DELLA GUERRA CON DE BENEDETTI QUELLA CHE PER LUI È LA “RAPINA DEL SECOLO” ANDÒ A SPIEGARLA ANCHE AL PRESIDENTE USA.

Se gli amici avvocati di Silvio Berlusconi, Cesare Previti in testa, non avessero corrotto il giudice romano Vittorio Metta, nel 1991, la più importante casa editrice, Arnoldo Mondadori, non sarebbe mai appartenuta al Cavaliere. Magari non sarebbe ancora dell’ingegner Carlo De Benedetti, ma sicuramente allora , quando fu annullato un lodo arbitrale a favore della Cir, la storia della “guerra di Segrate” sarebbe stata diversa.

Ma tangenti, corruzione, per Berlusconi sono quisquilie, lui è ossessionato dai 564 milioni di euro che la Fininvest ha dovuto dare, come risarcimento per lo scippo della Mondadori, alla Cir. Oggi, infatti, il destino definitivo di quel tesoretto è nelle mani dei giudici della terza sezione civile della Cassazione, presidente Francesco Trifone, relatore Paolo Travaglino. (altro…)

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E pensare che il presidente dell’Associazione nazionale magistrati aveva salutato con favore il testo della manovra economica nella parte riguardante la giustizia perché, diceva, «non contiene norme ad personam». Quasi fosse un’insperata novità. Ma ecco che nel decreto approvato dal governo e inviato al Quirinale per la firma, alle ultime tre righe dell’ultimo comma del terz’ultimo articolo— seminascosto in un malloppo di oltre cento pagine — compare una postilla che inevitabilmente rientra in quell’ormai logora definizione di cui pure le persone più a digiuno di leggi e questioni giudiziarie hanno imparato il significato: norma ad personam, appunto, cioè disegnata per risolvere o favorire la soluzione dei problemi giudiziari del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Una costante che si ripete da dieci anni. (altro…)

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Sul Fatto di domenica Vittorio Malagutti ha scritto (qui l’articolo) che in tre mesi, da aprile a oggi, le aziende di Silvio Berlusconi hanno perso per strada 800 milioni di euro a causa soprattutto dei pesanti passivi di Borsa. Nel suo eccellente articolo zeppo di dati, a un certo punto, Vittorio ricordava
la lacrimosa uscita di qualche settimana fa, quando il premier si domandava dove avrebbe trovato i soldi per fare fronte a un’eventuale sentenza d’appello sfavorevole sul caso Mondadori: un botto di almeno 500 milioni di euro (in primo grado erano addirittura 750) da versare alla Cir di Carlo De Benedetti. Nessuno ma proprio nessuno poteva immaginare che la soluzione sarebbe stata trovata inserendo il solito furtivo codicillo dentro il decreto legge sulla manovra economica. Di vergognose leggi personali e aziendali per aggirare codici e tribunali il personaggio in questione ne ha fatte ingoiare agli italiani una quarantina, grazie a governi e maggioranze ben felici di piegarsi ai suoi voleri. Ma qui siamo all’oscenità. Accanto alle norme che spremono i pensionati e impongono i ticket sanitari, ecco una robusta ciambella di salvataggio per tutti i condannati a pagare risarcimenti. Si obbliga infatti il giudice ad accettare le richieste dello sconfitto, libero di non pagare la somma dovuta fino alla sentenza della Cassazione. (altro…)

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