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Posts Tagged ‘de magistris’

IL REGALO di Luigi De Magistris a Silvio Berlusconi è talmente grande e insperato che neppure l’ex premier, di primo acchito, se n’è reso conto.
SU UN piatto d’argento, l’ex toga gli offre l’azzeramento della legge Severino, quella che in assoluto lo ha danneggiato di più togliendogli il parterre del Senato e la protezione dell’immunità dal carcere, dalle intercettazioni, dalle perquisizioni. Se Berlusconi è diventato un uomo come gli altri, pienamente soggetto ai codici, lo si deve a quella legge. Senza di essa sarebbe ancora lì a sfruttare i benefici e le protezioni garantite alla casta.
«Meglio stare tra la gente che a palazzo» esulta il sindaco di Napoli, senza accorgersi della contraddizione in cui si è cacciato, perché il tentativo, per ora riuscito, di picconare la legge Severino, trasforma De Magistris nell’idolo del palazzo e dei suoi inquilini, nel vessillifero di quanti, corrotti e corruttori, hanno avversato la legge sull’incandidabilità e l’hanno attaccata ovunque era possibile. (altro…)

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Travaglio (altro…)

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LO SBOCCO d ’ira di De Magistris contro i giudici e in difesa dell’“autonomia della politica” fa inevitabilmente sorridere, il cambio di ruolo (da implacabile magistrato inquirente a sindaco di Napoli) evidentemente muta il punto di vista fino a rivoltarlo come un calzino. È quasi introvabile, in Italia, uno sguardo comune sulle cose pubbliche, rarissimo chi riesce a mettere tra parentesi la propria funzione e la propria appartenenza. Il politico è per l’autonomia della politica, il magistrato per il primato della legge, il giornalista per la libertà di pubblicare tutto, chi si ritrova sbattuto in prima pagina lo è un po’ di meno, il militare è a favore delle spese militari, l’imprenditore preferisce che si investa nei lavori pubblici, chi fa parte di un ordine professionale lo difende, chi ne è escluso lo considera una casta di privilegiati, e così via.

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Genchi-e-De-MagistrisDopo la condanna in primo grado per abuso d’ufficio a 1 anno e 3 mesi, Luigi De Magistris deve lasciare la carica di sindaco di Napoli. Perché è giusto così e perché la legge Severino stabilisce la sospensione senza possibilità di scappatoie (che sarebbe anche poco decoroso imboccare, magari in attesa che il prefetto lo iberni fino all’eventuale assoluzione d’appello). Sono decine i consiglieri regionali, provinciali e comunali sospesi o rimossi per una condanna in primo grado o per una misura cautelare. E la legge è uguale per tutti, come De Magistris ben sa, avendo fatto della Costituzione il faro della sua vita professionale, prima da pm e poi da sindaco. Ciò premesso, parliamo del processo che ha originato la sentenza dell’altroieri, di cui siamo ansiosi come non mai di leggere le motivazioni. Chi conosce i fatti alla base del processo a De Magistris e al suo consulente tecnico Gioacchino Genchi ai tempi dell’inchiesta “Why Not” a Catanzaro, poi scippata da una manovra di palazzo, non può che meravigliarsi per la condanna dei due imputati e pensare a un tragicomico errore. Purtroppo, come sempre, i fatti li conoscono in pochi, men che meno chi ne scrive. (altro…)

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La Ztl, zona a traffico limitato, ha turbato i sonni dei commercianti di mezzo mondo. Ma in nessun luogo del pianeta aveva provocato le reazioni che si sono viste ieri a Napoli. Petardi e bombe carta sotto il Municipio. Cartelli contro il sindaco De Magistris, già osannato come libertador e ora schifato come munnezza. Serrande dei negozi abbassate ovunque e tizi dall’aspetto poco raccomandabile che si aggirano per controllare che nessuno le rialzi. Sparuti crumiri esposti al grido di «Scemo scemo». Bar saccheggiati da masse urlanti «Libertà!». Turisti costretti a scendere dai pullman delle vacanze con negli occhi la promessa di non tornare più. Lacrimogeni sul lungomare della Coppa America. Commercianti in preghiera nella cattedrale «per chiedere a Dio la grazia di illuminare il sindaco». E in strada una scia salmodiante e interclassista di negozianti, pescatori, tassisti, camorristi, precari, sfollati, centri sociali, ultrà del calcio, politici populisti e agitatori professionali.   (altro…)

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La rivoluzione è un “Servizio pubblico”. Al via la trasmissione di Santoro.

Interventi “anticasta” nella prima puntata del programma multipiattaforma del conduttore di Annozero. De Magistris: “Non c’è un’antipolitica, c’è un’anticricca e antimafia”. Lavitola: “Berlusconi disinteressato al potere”.

E’ rivoluzione la parola ricorrente della prima puntata di “Servizio Pubblico”, il programma multipiattaforma di Michele Santoro, al debutto con il tema “Azzerare la casta”. La “rivoluzione civile” evocata dal giornalista all’inizio della trasmissione, la “rivoluzione pacifica” auspicata dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ospite in studio. In collegamento esterno, il latitante del caso escort Valter Lavitola. Mentre Marco Travaglio, in un lungo monologo, si è messo nei panni di un senatore assai gratificato dai privilegi concessi appunto alla casta. (altro…)

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Non riveliamo quali sono i Paesi stranieri in cui smaltiremo i rifiuti per non compromettere le operazioni. In questi anni è mancata la pianificazione e la realizzazione degli impianti, ma da Settembre partirà il nostro Piano, con l’avvio della raccolta differenziata porta a porta.

Il sindaco De Magistris ha annunciato accordi con altri Paesi europei per lo smaltimento dei rifiuti di Napoli. Quali sono questi Paesi? Fanno parte del bacino del Mediterraneo?

“Su questo c’è uno stretto riserbo, non facciamo alcun cenno a questi Paesi per evitare possibili interferenze che possano compromettere le operazioni. Quindi su questo non diciamo nulla fin quando non partiranno le prime tonnellate di rifiuti.”

L’emergenza rifiuti a Napoli prosegue da oltre 15 anni. Perché solo a Napoli e non in altre città? Cosa impedisce la risoluzione del problema? (altro…)

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Bene ha fatto Luigi de Magistris a lanciare il cuore oltre l’ostacolo, anche se l’ostacolo è una montagna di spazzatura enorme. Ho sentito molti amici, sostenitori di De Magistris della prima ora, scorati e arrabbiati per la gaffe del sindaco con la sua promessa di superare l’emergenza rifiuti nel giro di cinque giorni. 

Personalmente credo che il sindaco di Napoli non abbia nulla di cui pentirsi, nemmeno dell’annuncio. Aveva le carte in regola per farlo, data l’esistenza di un preciso accordo con la Provincia di e la Regione, accordo che non ha avuto seguito non certo per sua responsabilità non avendo l’autorità per controllare e garantire l’effettiva apertura dei siti fuori dal Comune. (altro…)

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Napoli in tilt, roghi e tensioni. L’appello del Capo dello Stato: “Ora il governo agisca in fretta”. Le Regioni: pronti a intervenire.

Proteste, roghi, scorta armataper gli autocompattatori e rifiuti ovunque. Napoli è al collasso.  Il sindaco De Magistris lancia l’allarme: «La situazione ambientale e sanitaria è grave, ma la salute pubblica è messa ancora più a rischio dai roghi che, dolosamente, vengono appiccati».

In serata interviene anche Napolitano. «E’ assolutamente indispensabile e urgente un intervento per l’aggravarsi della acuta e allarmante emergenza», dice il presidente della Repubblica ricordando, in una dichiarazione a Il Mattino, di aver «seguito con crescente preoccupazione (anche cogliendo l’occasione della mia visita del 13 giugno a Napoli) l’aggravarsi della questione rifiuti divenuta nuovamente emergenza acuta e allarmante nella città e nella provincia». (altro…)

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Roma – “Nel 2007 l’inchiesta ‘Why not’ è entrata nel vivo, facciamo visita, con la polizia giudiziaria, a Luigi Bisigignani.
Faccio la perquisizione e da quel momento è un cataclisma”.

A ricordarlo è Luigi De Magistris in una intervista a ‘l’Unità’. “Quel sopralluogo imprime un’accelerazione folle, assolutamente inaspettata, alla vicenda che mi porterà nel giro di pochissimo tempo a perdere le funzioni di Pubblico ministero”, dice il sindaco di Napoli.

I miei ex colleghi Greco, Woodcock e Curcio hanno riscontrato quasi le stesse cose che stavo riscontrando io: un governo occulto della cosa pubblica, parallelo a quello legale e interagente con esso, che orienta il comportamento di organi costituzionali entrando nei processi di approvazione delle leggi e di adozione di provvedimenti amministrativi che incidono pesantemente sulla collettivita’”, dice de Magistris.

Da Adnkronos

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Milano, Napoli, Bologna, Torino, Trieste, Cagliari: capoluoghi all’opposizione. Resa dei conti nel Pdl. Bondi si dimette. Maroni: “Sberla, ora riflettere”. Politica della paura al capolinea (BLOG GOMEZ)
Pisapia alla piazza: “Non lasciatemi solo”. De Magistris: “Ora via il puzzo del compromesso morale”.

Milano e Napoli, volano De Magistris e Pisapia Berlusconi: “Milanesi preghino Dio ora”.

Alla fine il marchio della sconfitta lo mette Berlusconi in persona, parlando dalla Romania: “Abbiamo perso, è evidente”. La giustificazione è pronta: “Guardando caso per caso, la sconfitta non ha niente a che vedere con il governo”. Il premier assicura che l’esecutivo andrà avanti, contro tutto e contro tutti, “con l’accordo di Bossi”. E non risparmia la battutaccia nel giorno della sconfitta peggiore: “Ora i milanesi devono pregare il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo”. Quanto a Napoli, dice il Cavaliere, gli elettori “si pentiranno tutti moltissimo”. (altro…)

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L’assoluzione di Luigi De Magistris a Salerno dall’accusa di abuso d’ufficio, peraltro prevedibile vista la fumosità del caso, è una notizia come tante e meriterebbe, in un paese normale, poche righe in cronaca. Invece in Italia è quasi un affare di Stato e come tale va trattata. Ai nemici interni di De Magistris nell’Idv non era parso vero di sfruttare il suo rinvio a giudizio per intimargli di farsi da parte e accusarlo di incoerenza perché non lo faceva. 
E questo giornale scrisse che De Magistris avrebbe fatto bene ad autosospendersi dal partito, com’è buona regola per i rinviati a giudizio: oggi che è stato assolto, la sua posizione sarebbe uscita ancor più forte. Ma non è questo il punto. Qualche giorno fa una delle indagini da lui avviate a Catanzaro, detta “Toghe lucane”, è stata archiviata dal gip su richiesta del nuovo pm che l’aveva ereditata dopo il suo trasferimento forzato a Napoli da parte del Csm. (altro…)

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