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Con una decisione senza precedenti, l’organismo guidato da Pisauro dà un “esito non positivo” alla verifica sulla nota di aggiornamento al Documento di programmazione presentato nei giorni scorsi. Punto dolente, lo 0,4% di deficit aggiuntivo legato agli interventi per il terremoto e per i migranti, che secondo l’esecutivo porterà a una crescita equivalente del Pil. I dubbi sul responso di Bruxelles.

Un po’ tutti – Bankitalia, Istat, economisti sparsi, eccetera – pensano che il governo abbia gonfiato le previsioni di crescita per il 2017. Da adesso, però, questa non è più un’opinione scientificamente fondata, ma una dichiarazione ufficiale di un corpo dello Stato chiamato per legge a certificare quei numeri. (altro…)

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L’attacco La Ue: “Togliere le tasse non fa crescere l’economia”. Corte dei Conti e tecnici delle Camere: i numeri di Padoan non tornano.

Bruxelles, la Corte dei conti e i tecnici delle Camere assestano colpi non da poco ai piani dell’esecutivo e alla credibilità dei numeri della nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza su cui Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan imposteranno la legge di Stabilità. Andiamo con ordine   QUELLO PIÙ FORTE viene dalla Commissione Ue: l’Italia dovrebbe ridurre la pressione fiscale sul lavoro – tra le più alte d’Europa – e spostarla sui consumi e sugli immobili. La ricetta è contenuta in un capitolo del rapporto 2015“Riforme fiscali negli Stati dell’Ue” pubblicato ieri. (altro…)

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PadoanL’Ufficio parlamentare di bilancio: “Per il 2016 crescita al limite, per il 2017-2018 si va oltre”.

Per il 2016 la crescita del Pil stimata è al limite ipotizzabile. Per il biennio successivo,si esagera davvero con l’“ottimismo”. L’allarme potrebbe passare inosservato, annegato com’è nei tecnicismi, se non fosse che a lanciarlo è l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), previsto dal fiscal compact,l’organo che deve controllare le stime sui conti pubblici fatte dal governo e bollinare il Documento di economia e finanza. Se non è una bocciatura poco ci manca, considerando che molte delle coperture previste dal documento su cui verrà costruita la legge di Stabilità-stando a quanto filtra – sono davvero in alto mare.   (altro…)

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RenziPER SPENDERE 1,6 MILIARDI, IL GOVERNO NE BLOCCA ALTRETTANTI. MA SE L’UE, COME
SEMBRA, BOCCERÀ LE NORME SULL’IVA, I SOLDI SERVIRANNO A COPRIRE IL BUCO.

Più che gli inviti, non sempre disinteressati, alla prudenza, saranno i buchi di bilancio a congelare il “tesoretto” spuntato nel Documento di economia e finanza (Def). Poco importa: prima che questo accada, il governo è pronto a spenderlo coprendosi le spalle con una misura intrisa della stessa sostanza contabile di cui è fatto il “bonus”da 1,6 miliardi: è notizia di ieri, infatti, che per coprire l’uso del “tesoretto” saranno “congelate” risorse già stanziate nel bilancio dello Stato, “in attesa di registrarle” in autunno, a conti fatti. Tradotto: visto che non siamo sicuri di come andranno le cose, noi i soldi li spendiamo, ma “prudenzial – mente” accantoniamo lo stesso importo. Se qualcosa va storto, bisognerà trovarne altrettanti per coprire l’ammanco, ma questo è un problema che si porrà più avanti, quando le elezioni regionali saranno archiviate da un pezzo. (altro…)

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Niente tasse

IL PREMIER PRESENTA IL QUADRO DI FINANZA: PROMETTE DI EVITARE TAGLI E TASSE, STIME DI CRESCITA OTTIMISTICHE E SACRIFICI SCARICATI SUGLI ENTI LOCALI. PENSANDO ALLE ELEZIONI.

Pollice alzato e sorriso: “Non ci sono tagli e non c’è aumento delle tasse”. Il premier Matteo Renzi presenta il Def, Documento di economia e finanza che indica il quadro di finanza pubblica sulla cui base viene impostata la legge di Stabilità: è l’inizio del “semestre europeo”, come si chiama in gergo il lungo negoziato con la Commissione europea per definire il bilancio del prossimo anno. L’annuncio a uso interno più forte è questo: “Le clausole di salvaguardia le abbiamo totalmente eliminate”, messaggio rassicurante per gli italiani che temevano di dover pagare fino a 60 miliardi in tre anni tra aumenti dell’Iva e delle accise sulla benzina se il governo non avesse rispettato gli impegni di riforme e riduzione della spesa. (altro…)

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BianiDopo l’approvazione del decreto Irpef riproponiamo alcuni nostri interventi sul tema e le cinque domande che abbiamo posto al Governo Renzi sul Def. Aspettiamo ancora una risposta.

I titoli sono quelli giusti: detassare il lavoro e tagliare la spesa, partendo dal dare buone esempio con manager e dirigenti pubblici. Nulla da ridire anche sul fatto di tassare il regalo fatto sotto il governo Letta alle banche con l’operazione quote Banca d’Italia. Sotto il dettaglio di quanto costerà alle singole banche.
Dietro a questi titoli ci sono molti dettagli importanti (spesso più dei titoli). Il tempo a disposizione per scrivere i provvedimenti, compresi i tagli di spesa che vanno sotto al nome di spending review si va esaurendo. Sugli sconti in busta paga non si può andare oltre il 18 aprile. (altro…)

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RenziOTTIMISTA IL FONDO MONETARIO, LA COMMISSIONE EUROPEA CAUTA SULLE COPERTURE. CONFINDUSTRIA E CGIL ASPETTANO DI VEDERE I PROVVEDIMENTI.

L’unico davvero entusiasta è Matteo Renzi: “Mi ha colpito l’atteggiamento delle persone che ci dicono non tornate indietro, non mollate”, dice il premier dal VinItaly di Verona, utile fondale per ricordare agli elettori che il governo sta per dare la “quattordicesima agli italiani”. Sono i soliti 80 euro che arriveranno in busta paga a maggio a chi guadagna meno di 25mila euro all’anno. 

GLI ALTRI SONO, comprensibilmente più scettici: il Def, il Documento di economia e finanza, fissa solo il quadro contabile in cui poi bisogna agire con decreti e leggi. É il campo da gioco, non la partita. Il commento più atteso è quello della Commissione europea. (altro…)

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