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Posts Tagged ‘deflazione’

I tassi

Anche la Fed pensa a tassi d’interesse negativi ma Giappone e eurozona dimostrano che contro i prezzi in discesa e la stagnazione le banche centrali sono impotenti.

NELL’ELENCO di tutte le cose che vanno giù — le Borse, il petrolio, la fiducia degli investitori — oggi bisogna aggiungerne un’altra: il morale dei banchieri centrali. Dalla Federal Reserve alla Bce, dalla banca centrale del Giappone a quella della Cina, l’impotenza è il dato comune.
PER molti di loro è quasi cambiata la descrizione del mestiere. Devono ingegnarsi a fabbricare inflazione. E non ci riescono, per quanto si sforzino. Ieri anche Janet Yellen, la presidente della Federal Reserve, ha dovuto ammettere di “prendere in considerazione” che un giorno la Fed possa spingere i suoi tassi d’interesse sotto lo zero. E’ già avvenuto in Europa e in Giappone.

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DraghiAd agosto prezzi in calo dello 0,1%, è la prima volta dal 1959 Persi mille posti di lavoro al giorno. Istat: “Sarà stagnazione”.

ROMA  – Lo spettro che si aggirava sul Paese, ieri si è materializzato. L’Italia è caduta in deflazione. Come non accadeva da esattamente 55 anni. Era infatti il settembre del 1959 quando fu registrato un segno negativo dell’1,1% sull’andamento tendenziale dei prezzi. Ma quella era la vigilia del boom economico. Mentre oggi la tenaglia della crisi stringe anche sulla recessione accompagnata da una disoccupazione che arriva al 12,6% con quasi mille posti di lavoro bruciati ogni giorno a luglio.
Ma non basta: il tasso di disoccupazione della fascia compresa tra i 15 e i 24 anni, resta il più duro da digerire e risolvere in breve tempo, visto che la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro in questa forbice di età sfiora ormai il 43%. (altro…)

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L'inflazione in Italia

Bce sorpresa dall’inflazione bassa e cresce il peso del debito
La deflazione.

CERTI scorci del panorama urbano a volte possono lasciare una sensazione di déjà vu che gela il sangue. L’altro giorno un bar della Garbatella, a Roma, ha messo fuori un cartello: abbonamenti da 15 euro per dieci cappuccini e cornetti. Prezzi quasi dimezzati per una colazione. Nel 1934, anche Mussolini annunciò una decisione che oggi suona curiosamente simile: decretò che i commercianti che non avessero ridotto i prezzi sarebbero stati espulsi dal partito fascista.
Quando la grande depressione iniziò a mordere in Italia nel 1930, il duce impose un taglio ai salari del 12% lasciando sperare che sarebbe stato l’ultimo. (altro…)

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