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Posts Tagged ‘deforestazione’

L’attrice francese Marion Cotillard, vincitrice di un Premio Oscar e candidata ora alla Palma d’Oro al festival di Cannes, spiega in un corto d’animazione diffuso oggi da Greenpeace come il taglio illegale stia distruggendo la foresta amazzonica brasiliana.

http://allarmeamazzonia.greenpeace.it.

Da greenpeace.org

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Flooded forest, Amazonas, Brazil
Grazie alla pressione crescente di centinaia di migliaia di persone in tutto il Pianeta, Procter & Gamble ha pubblicato nelle ultime ore una nuova politica di acquisto. La multinazionale statunitense ha annunciato che controllerà l’origine dell’olio di palma e dei derivati che utilizza per i propri prodotti.

Una buona notizia per le foreste indonesiane, habitat di specie come la tigre di Sumatra e l’orango del Borneo, messe a dura prova dalla deforestazione causata dalle piantagioni di olio di palma, come dimostrato dalle nostre indagini.

P&G ha dichiarato che adotterà misure per eliminare la distruzione delle foreste entro il 2020 dalle proprie filiere.

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Raccolta da vari blogger internazionali su quello che è successo di positivo per il Pianeta.

È vero che in genere circolano poche notizie positive sullo stato di salute del pianeta. Eppure nel corso 2013 non sono mancati dei passi in avanti che aprono le porte alla speranza in un futuro migliore. Ecco perciò una raccolta dei dieci successi più significativi in campo ambientalista raggiunti quest’anno in varie parti del globo.  

1. Cina: ridotti inquinamento ed emissioni di monossido di carbonio.

Per far fronte alla drammatica situazione ambientale, in Governo cinese ha intrapreso una serie di misure per frenare l’inquinamento e l’effetto serra. Primo Paese nell’uso di carbon fossile, la Cina ha ridotto le emissioni di CO2, una conquista che sicuramente influenzerà il trend nel resto nel mondo.    (altro…)

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Se davvero il più grande trasformatore e rivenditore di olio di palma al mondo, Wilmar International, rispetterà l’impegno a porre fine alla deforestazione in tutta la propria filiera di questa materia prima, Greenpeace e le altre Ong avranno davvero fatto un colpo eccezionale e più di loro l’intero pianeta.

«Wilmar – spiega Esperanza Mora, campagna Foreste di Greenpeace Italia – ha agito dopo anni di pressioni da parte di Greenpeace e altre Ong, intensificatesi in questi ultimi mesi a causa dello scandalo degli incendi forestali in Indonesia, che hanno causato altissimi livelli di inquinamento dell’aria fino a Singapore, dove ha sede la multinazionale». (altro…)

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Cop 19La tragedia delle Filippine ha anche un altro nome: deforestazione.

La Conferenza delle parti (Cop 19) dell’United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc), che prende il via oggi a Varsavia, non poteva farlo con un monito peggiore: il supertifone Haiyan /Yolanda, che ha distrutto almeno 10.000 vite e raso al suolo città e villaggi nelle Filippine e che ora minaccia Laos, Vietnam e Cina. Sembra la palingenesi della globalizzazione: la natura mutante che colpisce ad oltre 300 Km all’ora i luoghi dove la fabbrica-mondo cerca le braccia più a basso costo, attirandole in fabbriche lager e in baraccopoli costruite su colline sdrucciolevoli di fango. (altro…)

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Foreste europee

Si assottiglia un importante bacino d’assorbimento per i gas climalteranti.

Le foreste europee stanno raggiungendo il punto di saturazione di assorbimento di carbonio, almeno stando ai risultati dello studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”. Dal 2005, la quantità di CO2 atmosferica assorbita dalle piante del vecchio continente sta rallentando. Scrivendo su Nature Climate Change, i ricercatori affermano che questo è stato il risultato combinato della diminuzione della massa degli alberi, la generale deforestazione e l’impatto diffuso dei disturbi naturali. (altro…)

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Secondo il Wwf, “emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista".

Secondo il Wwf, “emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista”.

In meno di vent’anni, tra il 1990 e il 2008, i consumi europei hanno causato l’abbattimento di foreste in varie parti del mondo per un’estensione pari ad almeno 9 milioni di ettari. Ad essere riconosciuti come i principali responsabili della deforestazione sono i prodotti alimentari.

In meno di vent’anni, tra il 1990 e il 2008, i consumi europei hanno causato l’abbattimento di foreste in varie parti del mondo per un’estensione pari ad almeno 9 milioni di ettari, una superficie paragonabile a quella dell’Irlanda. Peggio ancora di Usa e Canada: siamo noi europei i primi consumatori di foreste al mondo. Un triste primato, registrato il 2 luglio dalla stessa Unione Europea nel rapporto “The impact of Ee consumption on deforestation”.

Secondo il Wwf, “emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista, nonostante il suo impegno a ridurre la deforestazione tropicale del 50% entro il 2020”. E dire che Bruxelles aveva promosso lo studio nel 2011 per contribuire a contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità a livello mondiale. Obiettivo: valutare l’impatto del consumo europeo sulla perdita delle foreste nel mondo. A quanto pare, i migliori boschi del pianeta li divoriamo alla velocità della luce: più che il legname, ci interessa il pascolo che si ottiene radendo al suolo gli alberi. (altro…)

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Europa-leader-mondiale-nella-deforestazioneLo sapevate che, ancor prima di statunitensi e canadesi, siamo noi europei i primi consumatori di foreste al mondo? Un triste primato registrato il 2 luglio dalla stessa Unione Europea nel rapporto “The impact of EU consumption on deforestation” la cui lettura ci rende tutt’altro che fieri e dal quale secondo il WWF“emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista, nonostante il suo impegno a ridurre la deforestazione tropicale del 50% entro il 2020”.
 Come parte della sua strategia per affrontare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità a livello mondiale, la Commissione europea ha lanciato questo studio nel 2011 per valutare l’impatto del consumo europeo sulla perdita delle foreste nel mondo. Lo studio, ora completato, fornisce una valutazione approfondita dell’impatto dell’Unione sulla deforestazione e fornisce anche indicazioni generali per le possibili risposte politiche ad una situazione allarmante perché, a quanto pare, ci mangiamo letteralmente le foreste, se come si legge sul rapporto “tra il 1990 e il 2008, i consumi europei hanno causato l’abbattimento di foreste in varie parti del mondo per un’estensione pari ad almeno 9 milioni di ettari”, una superficie paragonabile a quella dell’Irlanda. (altro…)

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La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), in collaborazione con la NASA, ha lanciato un interessantissimo servizio di mappe interattive globali per monitorare costantemente la vegetazione della Terra. Non si tratta di una semplice cartografia ripresa dal satellite, bensì di un’analisi pixel per pixel del verde mondiale per comprendere quanto l’uomo ne incida sulla sopravvivenza, quanto si modifichi nel corso delle stagioni, quali indici possa suggerire in termini di inquinamento, siccità, diffusione di malattie e molto altro ancora. (altro…)

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giornata-della-terraAl centro della 43esima edizione  il concerto a km zero e la maratona web.

ROMA-

Dallo spettacolo al mondo dell’agricoltura, quella “buona”, dal calcio all’associazionismo. Tutti scendono in campo per Earth Day Italia e celebrare insieme la 43esima edizione della Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile presentata oggi nella sede romana della Fao.

Eventi centrali del programma che prevede numerose iniziative a beneficio dell’ambiente per tutto il 2013, il grande concerto organizzato insieme alla Fao e una maratona web.

L’Earth day è un evento internazionale che da oltre 40 anni viene celebrato il 22 aprile in più di 175 Paesi del mondo, per promuovere e sostenere la salvaguardia ambientale. Il concerto del 22 aprile quest’anno si terrà a Milano e ha come protagonisti Fiorella Mannoia e Khaled, l’artista algerino ambasciatore di buona volontà della Fao dal 2003, che nella sua musica fonde le sonorità della musica araba con il rock e il folk.   (altro…)

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Parlavamo non molto tempo fa dell’impatto dei cambiamenti climatici sulle donne in Asia e in Africa. Un rapporto dell’UNEP ha infatti rivelato che le donne nei Paesi in via di sviluppo pagano il prezzo più alto per i disastri ambientali, perché hanno meno accesso ai mezzi per salvarsi. Eppure sono proprio le donne, nelle aree rurali del Sud del mondo, a svolgere un ruolo cruciale contro la fame nel mondo e nella gestione delle risorse del territorio. In alcune regioni asiatiche ed africane reggono l’intero comparto agricolo. In occasione delle celebrazioni per la Festa della donna, per riconoscere l’impegno profuso dalle donne nella salvaguardia del territorio, l’associazione A Sud presenta il Premio Donne Pace e Ambiente, alla sua prima edizione. Il premio è dedicato a Wangari Maathai, premio Nobel per la Pace nel 2004, nota come la signora degli alberi per le sue battaglie contro la deforestazione. Fondò in Kenya il Green Belt Movement a difesa della biodiversità delle foreste e per uno sviluppo sostenibile. Gli attivisti del Green Belt Movement hanno piantato oltre 35 milioni di alberi. (altro…)

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Nel 1999 l’antica terra dei Deni, una tribù indigena della foresta amazzonica, viene venduta illegalmente a un’azienda per l’estrazione del legno. Dopo aver atteso invano per tanti anni una risposta dal governo brasiliano per il riconoscimento delle loro terre, i Deni chiedono aiuto a Greenpeace.

Entriamo in contatto con loro e nel 2000 parte la nostra spedizione a bordo della nave Amazon Guardian: i Deni e gli attivisti mandano insieme un messaggio alla multinazionale del legno chiedendogli di andare via.

Nel 2001 un team di Greenpeace va a vivere con loro e organizza corsi di formazione sul’utilizzo di GPS e altri strumenti di demarcazione. Si aggiungono anche tredici volontari venuti da tutto il mondo che li aiutano a delimitare la zona per proteggerla dai deforestatori. (altro…)

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Il congresso ha votato per togliere i paletti che proteggevano la foresta dall’aggressione di allevatori e latifondisti. Adesso la parola passa al presidente, che sola può porre il veto e salvare l’Amazzonia dalla distruzione.

“L’Amazzonia è in serio pericolo: una delle due camere del Congresso del Brasile hadeciso di cestinare le leggi che oggi proteggono la foresta. Se non agiremo immediatamente la gran parte del polmone verde del nostro pianeta potrebbe essere distrutta”. A lanciare l’allarme è Emma, Ricken, Alice, Ben, Iain, Laura, Graziela, Luis e tutto il resto del team di Avaaz.org, un’organizzazione no-profit e indipendente con 9 milioni di membri in tutto il mondo, che lavora affinché la voce della gente comune abbia un impatto costruttivo sulle decisioni globali, tanto che in molte lingue Avaaz significa proprio “voce”.  Questa volta la campagna che emerge campale sul loro sito riguarda appunto il dietrofront fatto dal parlamento brasiliano circa l’atteggiamento da tenere nei confronti della foresta amazzonica, già oggetto di un irreparabile saccheggio che ne sta minando l’ecosistema. (altro…)

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La saggia Bagheera, l’amico Baloo, l’astuto Kaa e la feroce Shere Khan… Questa è solo una parte della “biodiversità animata” che Walt Disney e i suoi fumetti hanno regalato e continuano a regalare a tutti noi. Ma oggi nella Giornata internazionale della diversità biologicanell’Anno internazionale delle foreste scopriamo che “La Disney stampa libri per bambini con la carta fabbricata distruggendo le ultime foreste pluviali dell’Indonesia”, ha spiegatoRobin Averbeck del Rainforest Action Network (RAN). “È ora che la Disney si adegui alle altre imprese e adotti una politica di acquisti che non la renda complice della deforestazione e tuteli la biodiversità”.

Il RAN aveva da tempo chiesto alla Disney di assicurare che la carta dei propri libri non provenisse dalla distruzione delle foreste pluviali, ma la risposta della Disney è arrivata solo in marzo, deludente e scivolosa: “Disney cerca di ottenere il 100% di sostenibilità nella scelta della carta dei propri prodotti, esclusi quelli su licenza. La carta conterrà fibre riciclate, o provenienti da foreste certificate o di origine certa”. (altro…)

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Quello della salvaguardia delle foreste è stato uno dei temi più controversi dibattuti alla conferenza sul clima di Cancun, chiusa nella notte con una bozza di accordo contenente la creazione di un fondo per sostenere i paesi poveri nella lotta ai cambiamenti climatici. Se tutti sono d’accordo sull’importanza di salvare i polmoni tropicali molto si litiga sulle modalità. La soluzione cui si lavora da tempo è il REDD +, il protocollo sulla lotta alla deforestazione, che a Cancun sembrava cosa fatta.

Il  suo destino, tuttavia, è  tutt’altro che definito, nonostante la promessa sulla carta, sia quella di dare vita a un gioco vincente per tutti. REDD, acronimo di Reducing Emissions from Deforestation and forest Degradation (Riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale)) è uno schema che prevede di pagare gli stati affinché conservino le foreste che si trovano sul loro territorio.

Il taglio degli alberi, per fare spazio a piantagioni industriali e coltivazioni estensive provoca ogni anno circa il 20 per cento delle emissioni di gas serra, più di quelle causate dall’intero sistema dei trasporti mondiale. Da qui la proposta, avanzata nel 2005 da Papua Nuova Guinea e Costa Rica per conto della Coalition for Rainforest Nations: dare vita a un vero e proprio mercato sulla falsariga di quello delle quote di CO2 in vigore nell’Unione Europea.

A comprare sarebbero i paesi e le aziende più inquinanti a vendere gli stati tropicali che spenderebbero i soldi per la salvaguardia delle foreste. Il meccanismo non è mai stato recepito in un’intesa internazionale vincolante, ed è di questo che si è discusso a Cancun. Un sistema denominato REDD+ che va oltre l’idea iniziale di pura conversazione e include anche progetti di gestione e sfruttamento sostenibile delle foreste. Come  debba essere attuato concretamente, è materia di scontro.

Nei giorni scorsi alcune migliaia di attivisti e membri di associazioni come La Via Campesina e Friends of the Earth hanno protestato per le vie della città messicana che ospita il vertice Onu, issando drappi contro il “capitalismo delle foreste”.

Secondo molte ong ambientaliste, REDD più che una soluzione al problema del cambiamento climatico rischia di essere una scappatoia per i grandi inquinatori che potrebbero continuare ad avvelenare l’atmosfera comprandosi l’indulgenza sotto forma di ettari di alberi. Ma anche un modo per privare popolazioni, già povere, della loro primaria fonte di sostentamento. (altro…)

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