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Posts Tagged ‘Delrio’

CON quella faccia da attore, quella bicicletta, quella famiglia così fascinosamente anacronistica (nove figli), Graziano Delrio non ha nemmeno bisogno di aprire bocca per essere un fuoriclasse della politica- immagine. Se si aggiunge che è sospettabile di avere, oltre l’immagine, anche sostanza, l’ipotesi che Renzi possa vedere in lui un potenziale rivale non è così peregrina. Si sprecano, difatti, interpretazioni tra l’arguto e il maldicente a proposito della sua nomina al ministero, delicato ma non di primissima scelta, delle Infrastrutture: sarebbe una maniera elegante per allontanarlo dalle immediate vicinanze di Palazzo Chigi e dal ruolo di eminenza grigia del governo. (altro…)

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DelrioL’attuale sottosegretario sostituirà Lupi. Al suo posto corsa tra Lotti e Richetti. Tra oggi e domani le nomine.

Sarà oggi o al massimo domani, ma il ministro delle Infrastrutture, quello che prenderà il posto di Maurizio Lupi, c’è già: sarà Graziano Delrio, attuale sottosegretario a palazzo Chigi. Matteo Renzi ha deciso di accelerare, di chiudere questa partita piazzando a Porta Pia un fedelissimo per rimettere ordine in una struttura che sembra andata fuori controllo. Ma qui finiscono le certezze.
Nemmeno un vertice pomeridiano tra il premier e Angelino Alfano (presente anche Maurizio Lupi) è bastato per sciogliere il nodo politico della faccenda. Ovvero, quale sarà la compensazione per i centristi? Renzi e Alfano un’intesa non l’hanno ancora trovata. «Noi — ha detto il ministro dell’Interno al premier — ti proponiamo Quagliariello per un ministero del Sud. Un nuovo ministero che metta insieme gli Affari regionali e la delega sulla coesione territoriale ».

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I nove figli di Delrio

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Cemento

Dopo un mese di latitanza, s’è visto finalmente un membro del governo sui luoghi di un’alluvione a caso. È il sottosegretario Graziano Delrio, avvistato a Genova. In politica da 15 anni, prima nel Ppi, poi nella Margherita, ora nel Pd, Delrio ha subito dato aria alla bocca incolpando i “governi precedenti”. Tesi originale quant’altre mai: peccato che fra i governi precedenti ci siano quelli di centrosinistra che ha sostenuto anche lui e quello di Letta in cui era ministro degli Affari Regionali. Ma la moda furbastra dei renziani di spacciarsi per marziani è troppo comoda per rinunciarvi, specie in tempi di sondaggi in calo e piazze in subbuglio. Renzi invece, tra un koala e un give-me-five al vertice australiano, ha fatto sapere che è tutta colpa delle regioni. (altro…)

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DelrioENTRO IL 12 OTTOBRE VERRANNO RINNOVATI 64 CONSIGLI E COSTITUITE 8 CITTÀ METROPOLITANE: NIENTE ELETTORI, SOLO LOGICHE DI PARTITO. AZZERATE LE LISTE CIVICHE.

Un po’ ristrette, un po’ insolventi, molto disordinate, però le Province stanno bene. E tra un paio di settimane, senza che le piazze siano invase da ingombranti palchetti per i comizi e senza consultare i cittadini con relativo scrutinio notturno e le proiezioni dei sondaggisti, saranno persino rinnovate, rimpinguate. Ci saranno presidenti (64), consiglieri (760); presidenti di città metropolitane   (8) e consiglieri di città metropolitane (162): una carovana un po’ ridotta, rispetto all’epoca di elezione di primo livello, questa è di secondo livello, politici votati votano politici: ce n’erano 2500, adesso saranno 986, ma si scelgono tra loro. (altro…)

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DelrioC’è voluto il forcipe per estrarre dalla bocca di un esponente di governo l’ovvia constatazione che i famosi 80 euro non hanno mosso di un millimetro il Pil e neppure i consumi degli italiani, come del resto molti avevano pronosticato, subito impallinati dal premier zoologo come gufi, sciacalli, avvoltoi e profeti di sventura. Onore quindi al sottosegretario Graziano Delrio e al suo eloquente “mi aspettavo qualcosa di più”, anche se poi grazie anche a quei soldini nella busta paga di dieci milioni di italiani Matteo Renzi ha fatto il boom alle europee del 25 maggio. Ma che a riconoscerlo fosse il numero due di Palazzo Chigi era chiedere troppo. Sarebbe sufficiente che il Presidente del Consiglio la smettesse una buona volta con la guerra personale contro tutti quelli che si permettono di non essere d’accordo con lui, ammettendo qualche errore e concedendo a chi lo critica l’esistenza di qualche fondato argomento. Invece, ecco riesumata la vecchia regoletta del “chi non è con me è contro di me”.   (altro…)

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Protagonisti dell'affaire TasiI COMUNI SONO IN RITARDO, L’ESECUTIVO HA PERSO UN MESE: SI PAGHERÀ A SETTEMBRE.

Lo sapevano da almeno un mese che si sarebbe arrivati a questo punto. Lo sapevano almeno da quando dentro il terzo decreto Salva-Roma è stato inserito un emendamento – concordato da governo e maggioranza – che spostava dal 31 maggio al 31 luglio il termine per i Comuni per predisporre i loro bilanci. Lo sapevano – e s’intende a Palazzo Chigi e in particolare il sottosegretario Graziano Delrio (ma pure il presidente Anci Piero Fassino) – perché il tema fu posto in quei giorni anche nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, specialmente dal presidente della prima, Francesco Boccia: qui si continuano a cambiare le leggi sulla fiscalità locale, non si fa in tempo, la prima rata della Tasi va fatta slittare a settembre. Niente. Ora, quando manca meno di un mese alla scadenza del 16 giugno, il governo si decide a farlo con un comunicato nella serata di ieri, costretto dal caos che già serpeggia tra commercialisti, Caf ed enti locali. “Dilettanti allo sbaraglio”, è il commento sprezzante degli esperti parlamentari di bilanci locali.   (altro…)

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