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Posts Tagged ‘derivati’

DraghiDOPO IL REGALO A MORGAN STANLEY.

Lo Stato italiano fece abbastanza per non regalare due miliardi e mezzo di euro a Morgan Stanley nel 201a, quando la banca d’affari Usa decise unilateralmente di “chiudere” un derivato aperto nel 1994? È una domanda che si pone anche la Procura di Trani, che ha istruito il processo alle agenzie di rating Standard & Poor’s e Fitch, accusate di aver manipolato il mercato e scatenato la speculazione contro l’Italia (il dibattimento riprende giovedì: né palazzo Chigi, né il Tesoro sono parte civile).   LA VICENDA è nota. Morgan Stanley aveva stipulato un contratto di finanziamento con l’Italia nel 1994: a palazzo Chigi c’era Lamberto Dini, alle Finanze Augusto Fantozzi, al Bilancio Rainer Masera e lo stesso Dini governava il Tesoro, il cui direttore generale era Mario Draghi, attuale governatore della Bce. Per motivi mai spiegati, il contratto prevedeva una clausola di uscita unilaterale per la controparte privata: se qualcosa andava male, la banca poteva chiedere di rientrare prima della scadenza, lo Stato italiano invece no. (altro…)

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Indagati MPS

Dai pm l’ex segretario che gestì i fax di Nomura sui derivati
L’inchiesta.

SIENA — «Ladro, buffone, delinquente, ti è finita la pacchia» così una ventina di senesi radunatisi davanti al palazzo di giustizia ha apostrofato l’ex presidente del Monte dei Paschi, Giuseppe Mussari, mentre stretto in un cordone di poliziotti, finanzieri, carabinieri e decine di cameraman e fotografi faceva il suo ingresso in tribunale. Dove per tre ore lo hanno interrogato i pm Antonio Nastasi, Claudio Natalini ed Aldo Grosso, titolari dell’inchiesta sulla passata gestione della banca fino al 2011.
Un interrogatorio svolto mentre contemporaneamente a Milano, un altro indagato, Gianluca Baldassarri, in stato di fermo dall’altro ieri e finito a San Vittore, veniva interrogato dai pm che hanno motivato la convalida del fermo disposto a Siena richiedendo la misura cautelare in carcere. (altro…)

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Antonio VigniIL CDA CALCOLA I DANNI DEI CONTRATTI ALEXANDRIA, SANTORINI E NOTA ITALIA.

Il cda del Monte Paschi si riunisce per ore cercando di calcolare la perdita dovuta ai tre derivati Alexandria, Santorini e Nota Italia. Risultato, comunicato in tarda serata : 730 milioni di euro (il Fatto il 22 gennaio aveva ipotizzato una forchetta tra 220 e 740). Ma anche la “banda del 5 per cento” subisce il primo colpo. La Procura di Siena ha sequestrato ieri 40 milioni di euro depositati in diverse banche italiane. Non sono i soldi della vagheggiata mazzetta sull’acquisizione di Antonveneta nel 2008 (che non esiste negli atti giudiziari) ma quelli delle “creste” realizzate grazie alle operazioni messe a segno dall’ex capo dell’area finanza Gianluca Baldassarri e dal suo vice Alessandro Toccafondi con alcuni intermediari.

Baldassarri, Toccafondi e i tre complici, secondo l’accusa, hanno fatto rientrare i 40 milioni grazie allo scudo fiscale in Italia e sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni di Mps. (altro…)

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Vauro

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Natangelo

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Dopo giorni di silenzio, il governo è “ pronto a riferire in Parlamento” Ma ormai è guerra di tutti contro tutti. Il ministro dell’Economia Grilli si difende e scarica su Bankitalia la responsabilità sui mancati controlli, ma Napolitano si schiera con la Banca centrale. L’imbarazzo dei democratici.

Ore 17.03, in simultanea. A Davos, Mario Monti, versione primo ministro, manda avanti Vittorio Grilli: “Il ministro dell’Economia è disponibile a rispondere al Parlamento su Mps”. A Roma, Gianfranco Fini, in uniforme da presidente di Montecitorio, divulga il colloquio con il professore e ripete il concetto. Mezz’ora più tardi, da Torino, Giorgio Napolitano schiera il Quirinale al fianco di Banca d’Italia, da molti sospettata di non aver fatto abbastanza durante la gestione Draghi, anche se la responsabile della vigilanza era Anna Maria Tarantola, oggi presidente in Rai su proposta di Monti. “È una questione grave – dice Napolitano – e se ne sta occupando la Banca d’Italia. Non sono esperto di banche, ma la questione è grave bisogna occuparsene. E io ho pie- SIENA È DIVENTATA capitale d’Italia e il Monte dei Paschi ha spedito al macero le agende elettorali. La politica ha cercato di sotterrare l’argomento, di non sentire la paura di un bilancio a groviera riempito con miliardi pubblici: ora la politica, dai palazzi più alti ai più bassi, interviene e s’accapiglia. È lo stesso Fini a invocare un chiarimento di Palazzo Chigi in Parlamento. E un commento di Grilli, che vuole tenersi lontano dal rimpallo di colpe, viene letto come un’accusa a via Nazionale: “La vicenda non è un fulmine a ciel sereno. Sappiamo da un anno che Mps è in una situazione problematica. Sui controlli dico solo che spettano a Banca d’Italia”. La miccia innesca il duello politico e così il Tesoro precisa le condizioni pattuite mesi fa sui 3,9 miliardi (non ancora versati) per l’istituito di Rocca Salimbeni, di cui 1,9 per rimborsare i precedenti Tremonti bond, sempre concessi dal governo. (altro…)

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Montepaschi Story tra risse politiche e azzardi finanziari.

L’ARCIVESCOVO senese Sallustio Antonio Bandini che “la dottrina della libertà economica insegnò per la prosperità”, come recita l’iscrizione ai piedi della sua statua dinanzi al Castellare dei Salimbeni, dovrà assistere domani, marmoreo, all’assemblea della disfatta della banca più antica del mondo.

PERCHÉ il “groviglio armonioso” prima tra aristocrazia e plebe, poi tra politica e finanza, chiesa e massoneria, banchieri e grassatori, che per cinque secoli e quaranta decenni ha governato l’enclave felix di Siena, s’infrange ora fragorosamente su una turpe storia di derivati, investimenti folli, patti scellerati e conti truccati. Un disastro che già sta costando a tutti noi 3,9 miliardi di euro di aiuti di Stato sotto forma di Monti Bond. E — peggio — che rischia di proiettare il contagio a tutto il sistema bancario italiano, che si teme non abbia fatto sufficiente pulizia nei propri bilanci, né ricapitalizzato a dovere.
Il famoso “groviglio armonioso”, definizione soave che ci scodellò il potente capo della Massoneria toscana Stefano Bisi, era già da tempo diventato bituminoso per gli scontri tra “rossi” nella città più rossa d’Italia. (altro…)

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Monte dei Paschi di SienaLA BANCA AMMETTE IL BUCO SCAVATO DAL DERIVATO SEGRETO. IL TITOLO CROLLA IN BORSA.

Giuseppe Mussari si è dimesso da presidente dell’Associazione Bancaria Italiana. Nella sua lettera al vicepresidente vicario dell’Abi, Camillo Venesio, scrive: “Ritengo di dover rassegnare con effetto immediato e in maniera irrevocabile le dimissioni da presidente. Assumo questa decisione convinto – prosegue l’ex presidente del Monte Paschi di Siena – di aver sempre operato nel rispetto del nostro ordinamento ma nello stesso tempo, deciso a non recare alcun nocumento, anche indiretto all’associazione”. Insomma nessuna violazione di regole, dice Mussari. Al Fatto, che lo ha raggiunto telefonicamente per avere chiarimenti sull’operazione Alexandria svelata ieri dal nostro giornale, replica: “Non faccio nessun commento, in questo momento sono in una riunione”. (altro…)

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Se un macellaio vi vende carne marcia, o un falegname vi consegna una sedia con le gambe rotte, non c’è cavillo giuridico che possa salvarli dall’obbligo di risarcimento. Perfino i medici sono chiamati a rispondere di eventuali lesioni dovute a cure sbagliate o interventi maldestri. La sentenza di Milano che riconosce responsabili quattro banche per avere investito il denaro del Comune nei famosi “derivati” — l’equivalente finanziario della carne marcia e della sedia con le gambe rotte — è dunque storica perché “laicizza”, finalmente, l’idea stessa che abbiamo del sistema bancario, sconsigliando, per il futuro, la classica definizione di “santuari della finanza”. (altro…)

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