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Posts Tagged ‘detenuti’

GenovesePD, FI, LEGA & C. BOCCIANO LA PROPOSTA M5S DI SOSPENDERE DALLO STIPENDIO I DEPUTATI ARRESTATI. IL PD GENOVESE AI DOMICILIARI, MA LO PAGHIAMO LO STESSO.

Francantonio Genovese, eletto in Parlamento col Partito Democratico, in questo momento agli arresti domiciliari nella sua enorme villa con vista sullo Stretto di Messina, continuerà a percepire regolarmente il suo stipendio da parlamentare di circa 10mila euro. Stipendio che poteva essere più alto ma a Genovese viene corrisposta soltanto l’indennità mentre non percepisce gli emulamenti accessori, a partire dalla diaria. Dopo il sì all’arresto dello scorso 15 maggio comunque la Camera fa un passo indietro e rigetta la proposta, arrivata dai tre parlamentari del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, Riccardo Vaccaro e Claudia Mannino, di sospendere lo stipendio ai deputati in stato di arresto. “Serve una legge ad hoc”, sarebbe questa la risposta dell’Ufficio di Presidenza della Camera. Di Maio non si ferma al rifiuto della Presidente Boldrini e la domanda che si pone dalla sua pagina Facebook appare perlomeno legittima: “Se Genovese è agli arresti domiciliari i cittadini che lo pagano a fare?”. (altro…)

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Parchi

L’immagine è illustrativa del lavoro nei parchi e non rappresenta detenuti.

Accordo tra i dicasteri della Giustizia e dell’Ambiente. Il primo progetto a partire dovrebbe essere quello delle Cinque Terre.

Detenuti al lavoro nei parchi nazionali per realizzare le finalità della rieducazione e del reinserimento sociale con quelle della tutela della natura. È stato firmato giovedì 29 maggio il protocollo d’intesa (dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti) del progetto che si pone come obiettivo la promozione e l’agevolazione dell’attività lavorativa dei condannati nei parchi nazionali italiani. Le modalità del progetto saranno definite con accordi operativi tra i singoli parchi e l’amministrazione penitenziaria. Le attività saranno volontarie per quei detenuti che hanno le caratteristiche idonee per poter partecipare al progetto. Il primo a partire dovrebbe essere quello delle Cinque Terre.

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Il sovraffollamento

Sconti di pena e braccialetto elettronico “Nelle carceri 3mila detenuti in meno”
La giustizia
Oggi il decreto del governo. E contro gli abusi arriva il Garante.

CON il merito di erodere la legge Fini-Giovanardi sulla droga (nasce il “piccolo spaccio”) e la Bossi-Fini sull’immigrazione. In consiglio dei ministri oggi arriva anche una corposa legge delega per il processo civile, che potrebbe passare alla storia come quella della “sentenza breve”, mentre è destinata al rinvio un’altra legge delega, questa davvero rilevantissima, frutto del lavoro della commissione presieduta da Giovanni Canzio, il presidente della Corte di appello di Milano, che riduce i tempi del processo penale. Niente “processo breve” come voleva Berlusconi, ma interventi sulle impugnazioni e sui ricorsi in appello e in Cassazione. Non sarà una passeggiata convertire il decreto e neppure spuntare le due deleghe in Parlamento, perché basta scorrere la materia scottante per prevedere le contestazioni. (altro…)

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Vauro

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Non per cercare di fare l’originale a tutti i costi ma mi piacerebbe ricordare che c’è qualcosa che prescinde dalla nostra Costituzione e che da questa è stato recepito ed è l’insieme dei cd Diritti Inviolabili dell’Individuo.

Sono diritti che comunemente si considerano non creati dallo Stato ma esigibili da ogni individuo a prescidere dall’organizzazione politica o amministrativa in cui si trova, a prescindere dalla condizione dell’individuo stesso, a prescindere pure dal suo certificato penale, appunto, penale.

Quanto detto sta nell’art 2 della nostra Costituzione, tra i Principi Fondamentali, cioè sta in ciò che potrebbe considerarsi un preambolo. Ma capita che gli individui violino certe leggi, spesso violando proprio i diritti inviolabili di altri individui, ne scaturisce una responsabilità penale accertata e sanzionata dal nostro sistema giudiziario. (altro…)

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L’associazione passa in rassegna le strutture costruite e mai utilizzate da Nord a Sud.

Istituti nuovi e mai aperti. Strutture che non hanno mai ospitato un detenuto e raccolgono l’aria con le sbarre di ferro alle finestre. Sono le “carceri fantasma”, 38 in tutto, secondo i dati dell’associazione Antigone, gli istituti penitenziari che, negli ultimi venti anni e più, sono stati costruiti, spesso ultimati, a volte anche arredati e vigilati e inutilizzati, sottoutilizzati o in totale stato d’abbandono.

L’elenco è lungo. Si va da Nord a Sud, con situazioni e storie diverse. Ad Arghillà(Reggio Calabria), il carcere è inutilizzato. Mancano solo la strada d’accesso, le fogne e l’allacciamento idrico ma per il resto è ultimato e dotato di accorgimenti tecnici d’avanguardia. Ancora più particolare la situazione di Bovino (Foggia), con una struttura da 120 posti, già pronta, chiusa da sempre. (altro…)

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La misura riguarderà i processati per direttissima. Celle anche nelle questure e domiciliari più facili via al piano svuota-carceri. Oggi in cdm il decreto Severino-Cancellieri. Misure presentate ieri sera da Monti a Napolitano Domenica la visita del Papa a Rebibbia.

ROMA – Luci accese in via Arenula, nella grande stanza del Guardasigilli Paola Severino, fino a notte fonda. Sul suo tavolo due pacchi di fogli, il primo decreto e il primo disegno di legge che porteranno il suo nome, lei prima donna ministro della Giustizia. Misure importanti, sulle carceri che ribollono perché dentro ci sono 68.050 detenuti. Un record. Interventi destinati sicuramente a far discutere e che oggi saranno assunti dal consiglio dei ministri. Che il premier Mario Monti ha già illustrato a Napolitano nelle sue linee guida.
Appuntamento a mezzogiorno a palazzo Chigi. Lì, per decreto, e d´accordo con la collega dell´Interno Annamaria Cancellieri, si decideranno due passi delicati. Il primo: trattenere nelle camere di sicurezza degli uffici di polizia, anziché mandarli in cella, gli arrestati che devono affrontare un processo per direttissima. Il secondo: ampliare da 12 a 18 mesi la norma Alfano che manda ai domiciliari chi ha da scontare ancora un anno di carcere per reati non gravi. Numeri forti, 21-22mila detenuti in meno nel primo caso, dai 3.300 ai 3.600 per il secondo. Con un risparmio economico che, per quella che un anno fa fu battezzata come la “svuota carceri” (3.965 messi fuori in 12 mesi), sarà di 375mila euro al giorno.  (altro…)

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GIUSTIZIA. Il programma della ministra: interventi limitati, e non nuovi, per diminuire le reclusioni.
«L’amnistia è fuori dalla portata del governo». Severino riconosce il dramma ma si pone obiettivi limitati. E resuscita pure il braccialetto elettronico. Però di giustizia si discute ROMA. La scena è vagamente surreale. Smessi i panni di ministro, Carlo Giovanardi torna senatore in commissione giustizia con la missione impossibile di difendere la legge sua (e di Fini) in materia di droghe, sostenendo a dispetto di tutte le statistiche che non si tratta di una legge che riempie le carceri. Lo contestano e lo interrompono altri senatori della ex minoranza, oggi però alleati di Giovanardi. Il Pd trova il coraggio di ipotizzare, con la senatrice Della Monica, una correzione «minima» della Fini-Giovanardi. È il giorno della presentazione del programma del governo sulla giustizia e si finisce a discutere di carceri. Merito della ministra Paola Severino che decide di partire dalla condizione insostenibile dei detenuti. Anche se lo fa evitando di pronunciarsi sull’amnistia e ipotizzando rimedi parziali. Ma il cambio di registro è netto: i senatori parlano per due ore senza che vengano fuori accuse di uso strumentale delle leggi, da una parte, o dei tribunali, dall’altra. (altro…)

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Celle usate solo per il pernottamento, ogni detenuto avrà il suo codice. E «carceri aperte» per i soggetti meno pericolosi. È quanto dispone la nuova circolare diramata dall’amministrazione penitenziaria ai provveditori e direttori. Si tratta di una piccola rivoluzione, un tentativo di rendere meno dura la vita nelle prigioni sovraffollate come mai lo erano state prima d’ora. ROMA — Un tempo si chiamavano celle, e tutti continuiamo a usare quel termine. Ma la dizione ufficiale è «camere di pernottamento» e così dovranno essere di fatto, non solo di nome.

I detenuti italiani assegnati al regime di «media sicurezza» — la grande maggioranza, più di 50.000 rispetto al totale di 67.500 — dovranno tornare nelle «camere» solo di notte. Durante il giorno potranno muoversi liberamente all’interno della prigione: «Il perimetro della detenzione dovrà estendersi quanto meno ai confini della sezione ovvero, dove possibile, anche agli spazi esterni alla stessa, seguendo così l’indicazione dell’ordinamento penitenziario sin qui scarsamente attuata».  (altro…)

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Una delegazione di Amnesty International, giunta in Libia martedì 23 agosto, ha raccoltotestimonianze di detenuti che hanno subito torture sia da parte dei soldati pro-Gheddafi che da parte delle forze ribelli nella zona di Az-Zawiya. Amnesty si è perciò appellata a entrambe le parti coinvolte nel conflitto in corso in Libia chiedendo loro di proteggere i detenuti dalla tortura.

Martedì 23 agosto, Amnesty International ha incontrato rappresentanti delle forze ribelli nei locali della scuola Bir Tirfas, usata ora come centro di detenzione per i soldati pro-Gheddafi e per presunti mercenari e civili fedeli al colonnello. I rappresentanti delle forze ribelli hanno dichiarato che le violazioni dei diritti umani commesse sotto il precedente regime non si ripeteranno. Hanno aggiunto che tuteleranno il diritto dei detenuti a essere trattati con dignità e che questi riceveranno processi equi. (altro…)

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Tra loro 150 innocenti. In Afghanistan era sufficiente indossare un orologio Casio per essere arrestati: era il detonatore più diffuso.

Una bomba nucleare pronta ad esplodere in Europa”. E’ solo uno dei segreti svelati dal Daily Telegraph, che cita i cablo di Wikileaks, contenuti negli interrogatori dei presunti terroristi reclusi a Guantanamo. Secondo l’intelligence americana, i prigionieri sui quali negli anni ha gravato il concreto sospetto di essere pericolosi terroristi sono stati 220, altri 380 sarebbero appartenuti ai gradi più bassi delle forze talebane mentre circa 150 sarebbero state le persone incarcerate e poi riconosciute innocenti.

I documenti – scrive il Telegraph – non fanno alcun riferimento alle tecniche di interrogatorio usate dai carcerieri di Guantanamo, non vengono citati, ad esempio, né il water-boarding né la privazione del sonno. Tra i detenuti, anche quindici leader terroristi. Il più importante è senza dubbio Khalid Sheikh Mohammed, la mente degli attentati dell’ 11 settembre 2001, che entro l’anno sarà giudicato da un tribunale militare. (altro…)

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Tra le tradizioni natalizie c’è anche quella che vede i microfoni di Radio Popolare trasformarsi in un passepartout che ha consentito a detenuti e familiari di scambiarsi, nella mattinata del 25 dicembre, gli auguri di Natale. Il Ministero di Grazia e Giustizia non ha concesso il permesso per la diretta da un carcere e quindi, in rappresentanza del popolo dietro le sbarre, nella Casa Circondariale di Bollate e nel carcere di Rebibbia con una delegazione di detenuti sono state registrate da Radio Popolare testimonianze, storie ed auspici per il nuovo anno.

La mattina di Natale, tra le 10.00 e le 12.00 familiari e amici di detenuti hanno telefonato in diretta allo 02.33001001 per salutare chi passerà le feste dietro le sbarre.  Una lunga diretta dove ex detenuti hanno raccontato come si vive un Natale dietro le sbarre e alcuni ospiti del carcere di Rebibbia e del carcere di Bollate hanno illustrato il menù del loro pranzo natalizio. E dove, grazie a Radio Popolare, familiari ed amici hanno raggiunto via etere i loro cari.

Spettacolare la descrizione radiofonica del lavoro di un gruppo di detenuti che ha costruito un presepe del tutto particolare riproducendo in miniatura gli edifici del carcere all’interno delle mura e dando l’idea, con un gioco di luci, della differenza percepita dai detenuti tra il dentro e il fuori. Un presepe basato sull’illuminazione diversificata dei luoghi e sul movimento di un globo terrestre mosso da un motorino rimediato artigianalmente.

Dalla rete un grosso augurio per un nuovo anno all’insegna dei diritti umani giunga a  tutti i detenuti, e in modo particolare a quelli che soffrono condizioni di sovraffollamento, di disagio strutturale e di carenze nell’assistenza legale e nell’assistenza sanitaria.

Un auspicio, infine, perchè gli educatori, i medici, gli psicologi e tutto il personale dei penitenziari abbia maggior forza e determinazione nella disobbedienza civile rispetto a disposizioni regolamentari, prassi e situazioni che travalicano i confini della carta costituzionale.

Domenico Ciardulli

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