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Posts Tagged ‘diaz’

Vauro

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Il miracoloSolo gli stupidi non cambiano mai idea. Ma sono gli ipocriti quelli che cambiano idea a seconda di come gli conviene.
E se poi questi cambiamenti di idea vengono nascosti dalla stampa (che nasconde il passato e ci fa vivere in un perenne presente), allora possiamo anche parlare di propaganda. E se la propaganda arriva dal governo, fate voi due conti. Nel caso c’è sempre il libro di Orwell a spiegare le cose.

“Le forze dell’ordine in questo Paese sono composte da persone perbene. Eppure quando ci sono queste vicende pagano spesso solo i pesci piccoli. Spero che non accada stavolta ciò che è accaduto a Genova, al G8. Guidavo il giornale scout “Camminiamo Insieme” e ricordo le testimonianze allucinanti di ciò che accadde in quelle ore. A distanza di anni devo prendere atto che funzionari che semplicemente firmarono verbali sono stati condannati alla interdizione dai pubblici uffici e si sono dovuto trovare altri lavori, mentre i loro capi no. I ministri e i parlamentari che impartivano disposizioni dalle caserme invece hanno continuato a far politica e per anni ci hanno spiegato in tv come andava il mondo.”

Chi l’ha detto? La parola magica, scout, vi metterà sulla strada giusta.Sempre lui, Matteo Renzi, nella sua newsletter ufficiale del 17 luglio 2013.Allora non era capo del governo e, a quanto pare, un po’ meno protettivo nei confronti di chi dava la linea a Genova.

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DiazPoteva l’ex capo della Polizia De Gennaro, dopo gli eventi del G8 di Genova del luglio 2001, dopo le documentazioni e le prove internazionali di quegli eventi, le denunce, le inchieste, i processi, essere nominato presidente della Finmeccanica? La questione è mal posta. Benché sia inevitabile fare riferimento a De Gennaro per quei terribili eventi (era capo della Polizia in quei giorni), benché sia definitiva la sentenza che, fra discussioni e incredulità, lo ha assolto da tutto, la vera domanda è: perché De Gennaro è stato nominato con tanta indiscutibile fermezza in quel posto da tre differenti governi? Non è ingegnere, non è manager, non ha esperienza commerciale, non ha coltivato, sia pure in altri campi, rapporti internazionali, non ha diretto altre aziende. Affidabile, d’accordo, ma per che cosa? Ovviamente adesso pesa contro di lui la sentenza europea, per ragioni di responsabilità e di immagine. Una persona così in vista, così importante, anche simbolicamente, era al vertice della Polizia nei giorni di Bolzaneto, e ora è al vertice di Finmeccanica. (altro…)

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Mannelli

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RepubblicaDe Gennaro può per il momento rimanere sereno: la posizione di Orfini (tardiva) nel chiedere le sue dimissioni è rimasta isolata nel PD.
Diversamente da Lupi, il presidente di Finmeccanica (riconfermato da Renzi nonostante si sapesse già delle torture alla Diaz e a Bolzaneto) non deve stringere mani o tagliare nastri alla luce del sole.
Se si dimette da solo, bene, altrimenti tutto rimane così.

Il gioco delle parti. Come l’approvazione (forse) del reato di tortura alla Camera: una foglia di fico per salvare la faccia nei confronti dell’Europa.
Questa legge, dice l’avvocato Anselmo, non potrebbe essere applicata nemmeno nei casi Altrovandi e Cucchi. (altro…)

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Ellekappa

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Diaz

La storia Caldarozzi a Finmeccanica con De Gennaro, Ferri alla sicurezza del Milan, Gava a Unicredit: così si sono salvati i funzionari condannati.

GENOVA  – Banche, squadre di calcio, aziende di Stato. In attesa di indossare di nuovo la divisa. Ricche consulenze per i big rimasti (temporaneamente) fuori dal corpo, e neppure un giorno di sospensione per i capisquadra che guidarono gli agenti torturatori. Con i protagonisti di una delle pagine più nere della democrazia italiana, in fondo, la sorte non è stata così maligna.
Ed è anche questo aspetto, quello di un’impunità quasi totale, che ha influito non poco nel giudizio con cui la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’Italia per le torture avvenute all’interno della scuola Diaz al G8 genovese del 2001.
La Corte di Strasburgo ha sottolineato che di fronte al semplice sospetto di gravi abusi commessi da appartenenti alle forze dell’ordine la Convenzione dei Diritti dell’uomo prevede l’allontanamento degli stessi dalle posizioni che occupano già nella fase d’indagine.

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Diaz

IL PRESIDENTE ORFINI: “UNA VERGOGNA CHE SIA A FINMECCANICA”. RENZI TACE.

Si è aperta  una piccola  breccia, forse solo apparente, nel muro che  da quattordici  anni  protegge Gianni De Gennaro e  gli assicura una sfavillante carriera nonostante fosse  il capo  della polizia ai tempi del G8 di  Genova 2001. Nei giorni dei pestaggi in piazza, del massacro  della scuola Diaz qualificato ieri  l’ altro   come   “  tortura  ”  dalla  Corte europea dei diritti umani  e delle sevizie di Bolzaneto.   “  Lo  dissi  quando fu nominato e lo  ripeto  oggi dopo  la  sentenza.  Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica ”  , ha scritto  ieri in un  tweet Matteo Orfini, presidente  del Pd. Renzi tace e forse un po ’  acconsente, a quanto racconta  lo stesso Orfini non l’  ha neanche chiamato dopo la sua uscita  “  non concordata  ”  . (altro…)

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INUTILE farsi illusioni, la sentenza di Strasburgo rimette un poco di ordine in materia di diritti e di doveri; ma non rimedia al deficit culturale e politico che ha messo l’Italia nelle condizioni di farsi sgridare, in materia di democrazia, come si sgridano i somari. Esiste, in Parlamento come nelle forze dell’ordine come nell’opinione pubblica, una forte componente sbirra (non trovo altra definizione) che niente sa e niente vuole sapere di come lo Stato deve porsi di fronte ai cittadini. È una tendenza antica, radicata (Bocca scriveva di “eterno fascismo italiano”), che dopo i fatti obbrobriosi della Diaz trovò voce in non pochi esponenti del sedicente centrodestra (per esempio l’eterno Gasparri) ma si sostanzia, soprattutto, nei silenzi, nelle omissioni, nelle sentenze flebili, dell’idea che chiunque si trovi davanti a un manganello in fondo “se l’è andata a cercare”. (altro…)

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Ellekappa

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ImpunitiBISOGNA essere molto longevi, in questo Paese, molto ostinati, un po’ fortunati certo e bisogna anche vivere di poco, consumare l’essenziale per avere — se non sei nessuno — giustizia, perché quattordici anni di ricorsi costano e se non hai soldi chi paga.
Bisogna anche essere dotati di una certa ironia e autoironia, o fatalismo almeno, o fede in una qualche divinità celeste o laica perché se no c’è il rischio molto serio e comprensibile — se per esempio la polizia ti ha massacrato di botte mentre dormivi senza che tu avessi alcuna colpa (ma anche se avessi avuto colpa: la polizia ti ha massacrato di botte) — c’è il rischio si diceva che l’iniziale incredulità per quel che ti è successo e poi la rabbia diventino un’ossessione che ti fa impazzire. (altro…)

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Tortura

LA CORTE EUROPEA CONDANNA: MA IL PARLAMENTO LA IGNORA DA TRENT’ANNI.

La settimana in cui Diaz è in programmazione nella sala del cinema Tibur, quartiere San Lorenzo, Roma, il bilancio è di un malore a sera. Ogni spettacolo , c’è qualcuno che non regge l’urto delle immagini che ricostruiscono la notte del 21 luglio 2001, quelle in cui la polizia fa irruzione nella scuola dove dormono i manifestanti del G8 di Genova. Siamo a maggio del 2012 e nella stessa città, a un paio di chilometri di distanza, c’è un’altra sala in cui va in onda lo stesso film. È quella dell’aula dei gruppi della Camera dei deputati. Stesse scene, ma pochi disagi. Anche perché dei 915 parlamentari invitati si sono presentati in 13. Basterebbe girare il collo tra questi due schermi per intuire perché è dovuta arrivare la Corte di Strasburgo a dire che in quella notte genovese l’Italia ha violato il divieto di tortura.

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DiazLA CASSAZIONE USA PAROLE DURE PER LE VIOLENZE NELLA PRIGIONE IMPROVVISATA DI BOLZANETO. MA NESSUNO ANDRÀ IN CARCERE.

In quella caserma lo “Stato di diritto fu accantonato”, la democrazia stracciata, la dignità delle persone violata. Ma nessuno dei responsabili pagherà. Medici che violarono ogni giuramento, infermieri che si trasformarono in complici degli aguzzini, poliziotti, e guardie carcerarie che inneggiavano a Mussolini e ai campi di concentramento mentre umiliavano con torture fisiche e psicologiche anziani, donne, ragazzi italiani e stranieri, carabinieri che assistettero senza intervenire, nessuno di loro varcherà la soglia di una cella. Tutti sono salvi grazie alla vergogna dell’inesistenza nel codice penale italiano di una norma che sanzioni la tortura, e grazie alla lentezza della giustizia. Molti reati di quei giorni infami del 2001 a Genova sono prescritti, per altri è intervenuto l’indulto. (altro…)

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g8-genova

In piazza Alimonda il primo anniversario accompagnato da sentenze definitive su tutti i processi più importanti, dagli scontri di strada alla Diaz a Bolzaneto. Ma resiste il mistero sulle responsabilità istituzionali. Dalle decisioni di ordine pubblico alla strategia della tensione messa in campo dai servizi, ecco i nodi ancora irrisolti.

Sono passati 12 anni dal G8 di Genova, e questo è il primo anniversario che si celebra con tutti i principali processi definitivamente chiusi. Esiste dunque una verità giudiziaria su quei giorni di violenze e abusi, ma la verità politica è ancora lontana. Le inchieste hanno ricostruito i due giorni di scontri fra polizia e manifestanti, le violenze e le umiliazioni subite dai fermati nel centro di detenzione allestito a Bolzaneto, il brutale pestaggio della polizia alla scuola Diaz. Sulla morte di Carlo Giuliani, ucciso da un colpo di pistola il pomeriggio del 20 luglio 2001 durante gli scontri dipiazza Alimonda, la verità giudiziaria è un’archiviazione per legittima difesa in favore del carabiniere Mario Placanica. I familiari hanno tentato tutte le strade per riaprire il caso, e hanno annunciato recentemente l’intenzione di aprire una causa civile(altro…)

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“La nomina di Gianni De Gennaro a presidente di Finmeccanica è semplicemente inaccettabile. Basta con gli uomini buoni per tutte le stagioni. In un qualsiasi paese civile De Gennaro avrebbe concluso la sua inarrestabile carriera nel Luglio 2001 con la mattanza alla Diaz di Genova. Invece governi di centrodestra, governi tecnici e governi di larghe intese continuano a proporre questo personaggio per ruoli di primissimo piano. Il M5S dice con chiarezza un netto NO. (altro…)

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DIAZ filmSentenza della Cassazione. Amnesty: introdurre il reato di tortura.

G8, violenze a Bolzaneto: ridotti i risarcimenti.
La Cassazione: 7 condannati, 4 assolti, prescrizione per 33.

GENOVA— Ci sono voluti 12 anni e 8 ore di camera di consiglio per scrivere l’ultimo atto del percorso giudiziario sulle violenze del G8. La sentenza della Cassazione conferma la responsabilità penale di chi nella caserma di Bolzaneto nel 2001 operò in nome dello Stato con sette condanne, ma lascia l’amaro in bocca. I risarcimenti, 10 milioni, sembrano più lontani. In alcuni casi sono stati già ridotti. In altri (quelli riguardanti i quattro imputati che ieri sono stati assolti) sono stati annullati. Per il resto le vittime dovranno affrontare un processo civile con il rischio che vengano gli importi vengano ancora diminuiti visto che è stata confermata la prescrizione del reato per 33 imputati.
La sentenza, apre poi un altro dibattito: la necessità dell’introduzione del reato di tortura perché, come era stato stabilito in appello, è stato ribadito che furono commesse gravi violazioni dei diritti umani: i manifestanti vennero legati, costretti a rimane immobili in piedi, senza poter andare in bagno, umiliati, picchiati, minacciati in ogni modo. Gli “ermellini” hanno però rigettato il ricorso presentato dalla procura generale di Genova, in cui si chiedeva di sollevare questione di legittimità costituzionale sul mancato adeguamento dell’Italia ai principi della convenzione europea
che sanciscono l’imprescrittibilità di ogni reato commesso in violazione della norma che pone il divieto di trattamenti inumani e degradanti in quanto in Italia non è stato introdotto il reato di tortura. (altro…)

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Diaz.

Mi sono visto il film di Daniele Vicari, Diaz. E’ stato uno choc.
Certe cose, prima di ieri, le avevo viste solo nei film sui nazisti: l’eliminazione del ghetto di Plascow, da parte delle SS del tenente Amon Goth, in “Schindler’s List”.

Qui, i cattivi, i sadici, i torturatori, sono italiani come noi, con la divisa della polizia italiana.
Che hanno picchiato selvaggiamente.
Che hanno deriso e violato l’intimità di persone che erano sotto la loro custodia.
Persone marchiate col pennarello (niente tatuaggio sull’avambraccio). (altro…)

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«Sono certo che il prefetto De Gennaro, nel suo nuovo incarico istituzionale, potrà efficacemente portare avanti il suo impegno…», così Massimo D’Alema, l’11 maggio, salutava la nomina a sottosegretario del governo Monti dell’uomo che ai tempi del massacro alla Diaz era il capo della polizia. La stessa persona che nelle motivazioni della Corte di Cassazione interpreta il ruolo del fantasma del palcoscenico, l’ispiratore di una repressione disumana, segnata da efferatezze che ancora oggi si fatica a leggere nei particolari descritti dai giudici. Quel poliziotto d’Italia che non volle fermare le squadracce spinte, invece, a emulare un clima cileno, nel cuore dell’Europa, quando l’Italia berlusconiana sospese la democrazia con il sangue di ragazzi inermi. (altro…)

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L’ex comandante della “celere” di Roma firma un libro sull’irruzione nella scuola del G8 di Genova. Dove accusa gli alti vertici della Polizia di Stato di aver cercato di depistare le indagini su quella “macelleria” scaricando tutte le colpe sui suoi uomini.

“La Diaz fu una rappresaglia scientifica alla figuraccia mondiale per le prese in giro dei black bloc. Un tentativo, maldestro, di rifarsi un’immagine e una verginità giocando sporco, picchiando a freddo, sbattendo a Bolzaneto ospiti indesiderati assolutamente innocenti”. A dirlo, anzi a scriverlo, non è un no global reduce dalG8 di Genova, ma un poliziotto. E che poliziotto: Vincenzo Canterini, primo dirigente oggi a riposo, all’epoca dei fatti comandante del Primo reparto mobile, cioè dei “celerini” romani. Nel quale era inquadrato il VII Nucleo Sperimentale, l’élite antisommossa protagonista dell’irruzione nella scuola genovese sotto il comando di Michelangelo Fournier, che per quell’operazione avrebbe poi coniato l’efficace etichetta di “macelleria messicana“. Canterini ha deciso di raccontare la sua verità su quell’episodio inDiaz, libro scritto con i cronisti del “Giornale” Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo e pubblicato da Imprimatur. Undici anni dopo i fatti del 2001 e, soprattutto, neppure un mese dopo la condanna definitiva in Cassazione dello stesso Canterini e di altri 24 poliziotti, compresi Fournier e diversi capisquadra del VII. (altro…)

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Da Il Fatto Quotidiano del 15/07/2012.

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