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Posts Tagged ‘difesa dei diritti’

La memoria rende l’uomo libero, per questo è giusto di tanto in tanto dedicare un post a qualche accadimento storico, anche molto recente, per ricordarci di grandi uomini da considerare esempio di grande civiltà e umanità.

Oggi mi va di parlarvi di Ken Saro-Wiwa, uno scrittore e attivista nigeriano, appartenente all’etnia degli Ogoni, che si fa promotore di un movimento per la loro sopravvivenza, il MOSOP (Movement for the Survival of the Ogoni People). Quelle terre sono infatti devastate dalle multinazionali in cerca di ricchezza, responsabili di continue perdite di petrolio che danneggiano le colture di sussistenza e l’ecosistema della zona.

Ken Saro-Wiwa non ha paura di combattere per le proprie idee e per la propria terra. Grazie a lui il movimento ottiene risonanza internazionale con una manifestazione di 300.000 persone. L’attivista nigeriano, perché scomodo, viene imprigionato  più volte senza nemmeno un processo, ma grazie anche all’attenzione internazionale che il MOSOP era riuscito a raggiungere viene rilasciato e continua a testa alta la sua battaglia.

Arrestato una seconda e una terza volta nel 1994, con l’accusa di aver incitato all’omicidio di alcuni presunti oppositori del MOSOP, Ken Saro-Wiwa viene impiccato a Port Harcourt con altri 8 attivisti del MOSOP al termine di un processo che ha suscitato le più vive proteste da parte dell’opinione pubblica internazionale e delle organizzazioni per i diritti umani. (Wikipedia)

Per la morte di Ken Saro-Wiwa fu avviata una causa legale contro la Shell per dimostrarne il coinvolgimento nell’esecuzione. Il processo non andò mai fino in fondo perché la Shell ha subito patteggiato accettando di pagare un risarcimento di 15 milioni e mezzo di dollari, ma secondo molti ambientalisti, documenti confidenziali dimostrerebbero il coinvolgimento della compagnia petrolifera nelle violazioni dei diritti umani in Nigeria.

Molti artisti e scrittori cercano di non far morire il nome di Ken Saro-Wiwa. Per esempio Roberto Saviano, durante la trasmissione Che tempo che fa, ha raccontato di Ken Saro Wiwa ponendo il parallelo di chi denuncia un’ingiustizia o un malaffare perpetrati da una Multinazionale o dalla Camorra. Anche il gruppo noise-rock “Il Teatro degli Orrori” ha dedicato la titletrack del suo secondo album, “A sangue freddo”, al poeta nigeriano.

Tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente. Così ho dedicato tutte le mie risorse materiali ed intellettuali a una causa nella quale credo totalmente, sulla quale non posso essere zittito. Non ho dubbi sul fatto che, alla fine, la mia causa vincerà e non importa quanti processi, quante tribolazioni io e coloro che credono con me in questa causa potremo incontrare nel corso del nostro cammino. Né la prigione né la morte potranno impedire la nostra vittoria finale. (Ken Saro-Wiwa).

byteliberi.com

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