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Posts Tagged ‘dimissioni’

Turista per sempreLA STORIA La faida dei due anni   Il feeling con Marino non è mai scattato. Così a Roma il partito Democratico ha fatto la guerra al “suo” uomo.

Chi bazzica il Campidoglio (e il Pd) da almeno un decennio, la riassume così: “Le fasi sono due: quella in cui questi non lo sostenevano e quella in cui questi hanno cominciato a sostenerlo”. Dietroilsipariocalatosull’esperienza romana di Ignazio Marino si scorgono le macerie di un partito che nella Capitale d’Italia è riuscito a dare il peggio di sé. Lontani i fasti delle giunte Veltroni,passato senza troppa acrimonia illustro di Gianni Alemanno, i democratici romani hanno riservato al sindaco marziano un trattamento da peggior nemico. (altro…)

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Dimissioni

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Errani

Vasco Errani, governatore Pd dell’Emilia Romagna al terzo mandato, viene condannato in appello a un anno con la condizionale per falso ideologico: secondo l’accusa, dopo aver finanziato con fondi pubblici la coop del fratello con un milione di euro per la creazione di una cantina non completata nei termini previsti dal bando, avrebbe indotto due funzionari regionali a certificare la correttezza dell’operazione. Appresa la sentenza, Errani si dichiara innocente, ma rassegna le dimissioni e dice: “Davanti a tutto, l’onore della Regione”. La vicenda potrebbe chiudersi qui, dimostrando una volta tanto che il nesso tra causa ed effetto e tra condanna e dimissioni vale anche per la casta della politica. Non sia mai. (altro…)

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GiannelliDOPO LA SEGRETERIA PD A FIRENZE, IL SINDACO FA SALTARE LA PRIMA POLTRONA DEL GOVERNO. E SULLA LEGGE ELETTORALE PROMETTE: “CHIUDIAMO IN SETTE GIORNI”.

Fassina? Chi?”. A chi gli chiede cosa pensi del rimpasto in conferenza stampa, facendo riferimento alla richiesta del vice dell’Economia di nuovi ministri più adatti a rappresentare il nuovo Pd, Matteo Renzi risponde così. Una battuta che dura mezzo secondo e un’ora e mezza dopo non c’è più un viceministro, ma un ex. Fassina presenta le sue “dimissioni irrevocabili”: “Le parole di Renzi su di me confermano le mie valutazioni politiche”. La prima segreteria democratica del 2014 convocata a Firenze in trasferta, a palazzo Ruspoli, nella sede che ha ospitato il comitato primarie, produce un effetto bomba. (altro…)

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NatangeloTRA I PARLAMENTARI PDL IL GIORNO DOPO LO SHOW L’ENTUSIASMO È GIÀ SVANITO BERLUSCONI: “CON ENRICO NIENTE DA CHIARIRE”. MEDIASET CONTRO I FALCHI.

Quel piatto, esangue, non cambia mai aspetto: pieno, e triste. La pasta non va giù, per niente. Il prosciutto provoca acidità. Soltanto la dieta, involontaria, procede bene. A pranzo con Gianni Letta e Niccolò Ghedini, e con il mal di stomaco per il comunicato di Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi ha cercato rassicurazioni dai commensali: “Non è che abbiamo fatto una cazzata con queste dimissioni di massa?”. Anche le rassicurazioni restano lì, solitarie e tristi, davvero tristi. Perché il Cavaliere, archiviato lo sfogo di un’ora e mezza a Montecitorio, ha un pensiero fisso: l’arresto a palazzo Grazioli o in villa San Martino appena decaduto dal Senato, un mandato da Napoli o da Milano. Il Quirinale ha ripetuto in pubblico quello che aveva spiegato al segretario Angelino Alfano in privato: non possiamo garantire sui magistrati e sui giudici. (altro…)

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Napolitano

IL QUIRINALE REPLICA AI “FATTI INQUIETANTI” E ALLE RICHIESTE DI B. TERRORIZZATO DA L L’ARRESTO. LETTA: OGGI AL COLLE, FIDUCIA PRIMA DEL VOTO SULLA DECADENZA.

Non solo dovrai decadere da senatore, ma né io né il governo possiamo fare niente se qualche Procura decide di chiedere il tuo arresto, è inutile che insisti. Il vero senso della seconda lettera di Giorgio Napolitano a Silvio Berlusconi è questo. E non è neppure nascosto, ma scritto in bella evidenza nel paragrafo finale, subito dopo aver definito “assurdità” l’idea che sia in atto un colpo di Stato anti-Pdl: “L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva, inflitta secondo le norme del nostro ordinamento per fatti specifici di violazione della legge, è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto”, scrive Napolitano per poi piazzare l’affondo che svela il contenuto della seconda trattativa Stato-Mediaset: “Così come lo è la non interferenza del capo dello Stato o del primo ministro in decisioni indipendenti del-l’autorità giudiziaria”. (altro…)

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Ellekappa

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Il Paese delle sedi vacanti e dei poteri nascosti.

Mi nasconderò al mondo” ha detto l’ex Papa a un’assemblea di preti romani che hanno accolto con uno scroscio lunghissimo di applausi la strana frase. Sono in tanti ad applaudire, in piedi, con forza, benché non sappiano esattamente che cosa è accaduto e perché.

È ciò che accade in un film uscito da pochi giorni, con il titolo solo apparentemente celebrativo di Viva la libertà. Quando andrete a vederlo (un’esperienza inevitabile, perché parla di noi, adesso) non dimenticate che è stato scritto (nel libro Il Trono vuoto) e girato, prima della drammatica e misteriosa fuga del Papa. Vuol dire che l’autore del libro e del film, Roberto Andò è un profeta, che (come Nanni Moretti con il suo Habemus Papam) ha visto prima del tempo quell’avvicendamento impossibile? O forse vuol dire che alcune persone attente e sensibili hanno toccato prima di altri il muro che costringe un intero Paese a una lunga fermata? Il fatto interessante, nel film di Andò, è che la storia è subito quella che deve essere e che ci tormenta: la politica senza voce, senza volto, senza sbocchi, imprigionata in una routine fra rito e interessi personali, fra celebrazioni e convenienze che, come in Vaticano, rendono impossibile qualunque gioco.  (altro…)

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Ellekappa

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“Starò nascosto al mondo” dice il Papa, che probabilmente è l’uomo più esposto allo sguardo del mondo dopo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Tra le dieci letture possibili del suo abbandono, quella che più affascina (anche quando fosse la meno rilevante) è proprio quella mediatica. Nessun precedente storico può valere, nessun papa, nessun sovrano, nessun potente della Terra è vissuto, prima del nostro evo, nell’ininterrotto cono di luce che replica all’infinito ogni parola, ogni sguardo, ogni gesto, ogni ruga del volto. (altro…)

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Ellekappa

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papa_interna_newDodici mesi fa lo scoop del Fatto sul mordkomplot e sulle condizioni del Papa. Oggi le dimissioni legate “all’esame di coscienza sulle sue forze”, come detto da padre Lombardi in conferenza stampa. Dietro alla rinuncia di Benedetto XVI una condizione fisica ormai compromessa. In un libro del 2010 l’ipotesi: “Se un pontefice non è in grado ha il diritto e anche l’obbligo di lasciare”.

“Motivo fondamentale è l’esame di coscienza sulle sue forze in rapporto al ministero da svolgere”. Con queste parole padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha spiegato in conferenza stampa la rinuncia di Benedetto XVI al soglio papale. Di fatto quindi, lo stesso portavoce del Vaticano ha dato riscontro alle voci che cercano una motivazione di questo gesto senza precedenti – se non quello di Celestino V – nelle condizioni di salute di Joseph Ratzinger. Anche se lo stesso Lombardi ha negato l’esistenza di una “malattia specifica”. “Avendolo incontrato spesso in queste ultime settimane posso dire di non aver mai notato segni di depressione in Benedetto XVI – ha detto – credo che tutti possano essere tranquilli sulla piena libertà con la quale ha preso la sua decisione. Non risulta – ha aggiunto – nessuna malattia in corso che influisca sulla decisione”. (altro…)

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Scandalo Lega, Bossi si dimette scoperta cartella intestata a “The family”.

Prime rivelazioni sui documenti rinvenuti nell’ufficio dell’ex tesoriere della Lega. La drammatica decisione del segretario nel corso del consiglio federale del partito convocata per nominare il nuovo tesoriere destinato a sostituire l’indagato Belsito. Il partito affidato a un triumvirato di reggenti.

MILANO– Umberto Bossi si è dimesso. La decisione è arrivata nel corso del consiglio federale della Lega che avrebbe dovuto decidere la nomina di un nuovo tesoriere al posto di Francesco Belsito, costretto a lasciare dalle inchieste sull’utilizzo improprio dei rimoborsi elettorali da parte del Carroccio. Le dimissioni sono state definite “irrevocabili” e l’orientamento del partito sarebbe quello di sostituire il leader con un triumvirato di reggenti composto da Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Giancarlo Giorgetti che dovrebbe restare in carica fino alla convocazione del prossimo congresso. (altro…)

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Dopo l’ennesima inchiesta che ha travolto il Pirellone, i partiti dell’opposizione trovano la quadra e con una campagna di affissioni pubbliche chiedono un passo indietro del presidente e di tornare al voto.

“Formigoni, tempo scaduto”. Gli scandali inLombardia compattano il centro sinistra che chiede a gran voce le dimissioni del presidenteRoberto Formigoni. Dopo l’inchiesta che ha travolto il leghista Davide Boni, portando a quattro su cinque gli uomini dell’ufficio di presidenza alle prese con guai giudiziari, le voci che chiedono un passo indietro al governatore si sono fatte coro: tutta l’opposizione ha sottoscritto un manifesto con un cronometro e la scritta “Tempo scaduto. E’ ora di cambiare, andiamo subito a votare”. Firmato PdIdv e Sel. Che per l’occasione hanno anche rinunciato ai colori di bandiera e usato l’arancione, il colore che ha accompagnato PisapiaDe Magistris e altri esponenti del centro sinistra nell’impresa di espugnare le roccaforti del centrodestra. (altro…)

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Qual è l’unico quotidiano al mondo che oggi, dalla prima all’ultima pagina, non pubblica una sola volta il nome di Silvio Berlusconi, né la parola “dimissioni”? Qual è l’unico quotidiano al mondo a non dare la notizia della notizie? L’Osservatore Romano, quotidiano ufficiale del Vaticano.

[Clicca per ingrandire – Qui il pdf integrale]

nonleggerlo.blogspot.com

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“Garanzie per me e le mie aziende”.  Folla in festa al Quirinale, e Silvio esce dal retro.  Livido e gonfio in viso, rintanato nell´autovettura che sale al Colle, mentre dalla gente in piazza sale l´urlo “dimissioni”. L´alleato ex An De Angelis: tra il Pdl e la sua “roba” ha scelto quest´ultima, a lui del partito non interessa nulla. L´ultimo rito alla Camera: quando entra in aula i suoi si alzano in piedi e applaudono, sembra quasi una cerimonia funebre.

La berlina blu di Silvio Berlusconi avanza lentissima verso il Colle, la folla grida, piazza Venezia è blindata dalle camionette della polizia, migliaia di persone hanno occupato via del Corso, il traffico è interrotto, gli accessi a palazzo Chigi sono bloccati, la piazza del Quirinale invasa da una moltitudine.

Non ci sono monetine, questa volta, che coi tempi che corrono è meglio tenerle in tasca. «Poi magari ci andiamo a riempire i ristoranti», dice sprezzante una ragazza. Non ci sono fuochi come nel film di Moretti ma il tramonto del Caimano somiglia moltissimo, davvero in modo impressionante a quegli ultimi fotogrammi. Non è livida, però, l´aria di Roma. E´ festosa e anche le grida sono di sollievo, molti brindano, si bagnano di spumante o di birra, va bene anche la birra, i ragazzi che sanno l´inglese si fanno intervistare da Al Jazeera, «abbiamo estirpato un cancro». Le strade risuonano delle voci forti dei cronisti di tutto il mondo che annunciano la fine della farsa del cartone animato, “that´all, folks”, nightmare before Christmas, l´incubo finisce prima di Natale, come in quell´altro film. (altro…)

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Berlusconi si è dimesso. 

Giornata cruciale per il Paese: mentre Montecitorio approva il ddl, sul tavolo della politica gli scenari del post Berlusconi. D’Alema: “Governo Alfano? Assolutamente no”. Tosi: “Passo indietro arriva troppo tardi”.

Silvio Berlusconi non è più il presidente del Consiglio. Dopo 1284 giorni. Alle 21.42 ha consegnato le sue dimissioni nelle mani diGiorgio Napolitano. Fuori dal Quirinale, migliaia di persone hanno atteso il momento per ore, festeggiando e contestando al tempo stesso. Lui è andato via da un’uscita secondaria per evitare la folla: più che un addio, una fuga. All’arrivo del premier, del resto, qualcuno ha tirato centesimi di euro: una scena che non può non riportare alla memoria il 30 aprile del 1993, quando l’uscita di scena di Bettino Craxi fu accompagnata dallo stesso gesto, monetine fuori dall’hotel Raphael di Roma all’indirizzo del leader socialista. Alle 21.42 la notizia del passo indietro ufficiale. La scena è la stessa: giubilo e contestazione. E’ finita un’era durata 18 anni, la gente fa festa. Domani sarà il giorno di Mario Monti, i prossimi mesi quelli dei sacrifici per uscire dalla crisi. Il passo indietro del Cavaliere, comunque, è l’ultimo atto dell’esperienza governativa del Cavaliere e arriva al termine di una giornata contrassegnata da tutta una serie di tappe d’avvicinamento, prima fra tutte il faccia a faccia con il suo probabilissimo successore. (altro…)

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La Lega Nord non lo vuole (Monti) e propone Dini (quello che prende 27 mila euro al mese di pensione), La Russa e Frattini s’insultano, e in molti nella maggioranza (come nell’opposizione) mostrano il proprio disappunto per la paura di rimanere fuori dalle nomine dei nuovi ministri, Di Pietro prima dice “no” poi ci ripensa e dice “forse” … è questo lo squallido scenario post Berlusconi (8 anni di governo del “nulla” – o al massimo qualche bunga-bunga – accompagnato da altrettanto “nulla” dell’opposizione) … e a me sta bene tutto, nel senso ci posso stare al discorso che la crisi è stata voluta (anzi è quello che penso), ma adesso la situazione è questa, che piaccia o no, e va risolta il prima possibile perchè il fallimento non è poi lontano (e li significherà fare la fame vera, altro che patrimoniale o ritorno dell’Ici)!

E dopo (permettetemelo), spero che se ne vadano tutti e 900 a fanculo (e per sempre)!

Da stopcensura.com

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