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Posts Tagged ‘dipendenti pubblici’

Il ministro ha ribadito che gli statali sono esclusi dall’applicazione del Jobs Act, che ha cancellato la reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa. Le rassicurazioni si scontrano però con quanto stabilito dalla Cassazione lo scorso novembre. Un decreto ad hoc, poi, creerebbe disparità di trattamento rispetto ai dipendenti privati.

Il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia non cambia linea: per i dipendenti statali “l’articolo 18 non si tocca, lo abbiamo sempre detto”, ha ribadito domenica a Sky Tg24, anticipando alcuni contenuti dei decreti attuativi della riforma della pa che andranno in Consiglio dei ministri mercoledì.  (altro…)

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La caduta dei dipendenti pubblici

Denuncia Cgil: illegittimo sbloccarne solo una parte.

ROMA— Il blocco c’è, ma non per tutti. Dopo il pasticcio – e relativo dietrofront del governo – sulla richiesta fatta agli insegnanti, di restituire gli scatti d’anzianità loro versati, un altro caso infiamma la platea degli statali. Il blocco delle retribuzioni cui tutto il settore è sottoposto dal 2010 – e che l’ultima legge di Stabilità ha confermato per il 2014 – comincia a registrare qualche cedimento – ma le aperture non riguardano tutte le categorie. A sollevare la questione è stato non tanto il caso dei professori (che, assieme alle forze di sicurezza, sono gli unici ad avere diritti agli scatti) quanto quello del personale non docente, i cosiddetti Ata. (altro…)

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LettaIL PREMIER SI LAMENTA IN TV PER LA “CIFRA FASULLA” CHE PERÒ È SCRITTA NELLA RELAZIONE TECNICA. BUGIE ANCHE A EPIFANI SUGLI ESODATI. SACCOMANNI SALVA GLI AMICI DI BANKITALIA.

Enrico Letta era andato da Lilli Gruber a Otto e mezzo per togliersi “un sassolino dalla scarpa”. Ne è uscito con un masso. Le sue parole ora lo inchiodano smentendo la sua proverbiale prudenza. “Questa storia dei 14 euro è una cosa che mi ha dato noia” ha detto il presidente del Consiglio, “non so chi l’ha inventata, è una cifra fasulla, un’operazione mediatica per farci solo del male”. Peccato che la cifra fasulla a proposito della riduzione del cuneo fiscale, con l’incremento delle detrazioni per i lavoratori dipendenti, l’abbia fornita lui stesso. Anzi, l’ha scritta, nero su bianco, sulla Relazione tecnica della legge di Stabilità. Ognuno può leggere e verificare. Come abbiamo fatto noi, dotati di penna e calcolatrice.  (altro…)

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Detrazioni dei dipendenti.

Confindustria teme “porcate” in Parlamento. Confedilizia prevede aggravi fino al 30%.

Potrebbe tornare il tributo sulle rendite finanziarie.

Arriva in un Senato carico di tensione la legge di Stabilità 2014. Ancora incertezze sul testo che è atteso a Palazzo Madama, mentre i partiti prendono posizione per cambiare le norme sul cuneo e sulla nuova tassa sugli immobili. Le parti sociali sono in fermento: ieri Cgil-Cisl-Uil hanno proclamato 4 ore di sciopero e la Confindustria lancia l’allarme: “Temiamo che dal passaggio in Parlamento vengano fuori le solite porcate”. Se tutte le richieste sul campo fossero tradotte in cifre si sommerebbero circa 10 miliardi di spese in più. Intanto è guerra di cifre sulla riforma della tassa sulla casa: la Tasi, a parità di condizioni, dovrebbe dare un gettito solo leggermente inferiore alla vecchia Imu sommata alla parte patrimoniale della tassa sui rifiuti che verrà abolita. Fervono i lavori per le modifiche: si studia l’ipotesi di far rientrare l’aumento della tassa sulle rendite finanziarie dal 20 al 22 per cento. (altro…)

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L'iter parlamentare

Oggi la legge di stabilità a Bruxelles: così gli emendamenti parlamentari rischiano di zavorrarla. Immobili, il Tesoro smentisce il centrodestra sui nuovi aggravi.

Imu, cuneo fiscale, statali e Cig: ecco tutti i costi delle modifiche dei partiti.

LA DILIGENZA della legge di stabilità inizia da domani un percorso assai pericoloso. Tra le gole delle Commissioni parlamentari stanno affilando le armi e preparando gli agguati i Sioux.

I partiti, Pd e Pdl sono già pronti a scrivere montagne di emendamenti che, se dovessero essere approvati, potrebbero appesantire la manovra di 8-10 miliardi. In questo caso l’esame di Bruxelles, dove il testo arriva oggi, potrebbe essere severo. Le critiche alla legge di Stabilità finanziaria 2014 fioccano e monta il malumore da parte di partiti, sindacati (che oggi vaglieranno l’ipotesi di uno sciopero) e Confindustria. Tanto più in vista della tornata elettorale di primavera che riguarderà almeno le elezioni europee. (altro…)

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Nardi

NON È VERO CHE LA LEGGE DI STABILITÀ È SENZA TAGLI E SENZA NUOVE TASSE: IL CONTO A R R I VA A STATALI, PENSIONATI, RISPARMIATORI E PROPRIETARI DI IMMOBILI (PRIMA CASA INCLUSA).

Se avete una pensione superiore a 3 mila euro, avete investito i risparmi di una vita per comprare un appartamento che affittate nel centro di una grande città, sul conto titoli c’è qualche euro, e magari vostro figlio è un dipendente pubblico, allora per voi non vale lo slogan con cui Enrico Letta ha presentato la legge di Stabilità 2014: “Niente tasse e niente tagli”. Vediamo chi sarà a pagare il conto della manovra che per il 2014 vale 11,6 miliardi di euro.  (altro…)

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AnnunciIL PREMIER EVITA IL TEMUTO INTERVENTO SULLA SANITÀ, MA LO STIMOLO ALL’ECONOMIA SI RIDUCE A POCHE DECINE DI EURO ALL’ANNO. MA PD E PDL SONO CONTENTI.

Enrico Letta riesce nel suo obiettivo principale: non scontentare nessuno nel passaggio più difficile di queste settimane, l’approvazione della legge di Stabilità. “La manovra non toglie nulla alla Sanità e fa scendere tasse per famiglie e imprese”, annuncia in una conferenza stampa convocata a metà della riunione del Consiglio dei ministri, in tempo per i tg della sera. Al suo fianco torna Angelino Alfano, vicepremier del Pdl, felice di poter vantare i risultati del suo ruolo di “sentinella delle tasse”. Sono tutti contenti: la stangata diventa una spolverata di rigore con accenni di spesa per scavallare almeno la scadenza della mezzanotte, termine per mandare la bozza della legge di Stabilità alla Commissione europea a Bruxelles che farà un’esame preliminare prima del Parlamento. (altro…)

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La manovrina

IL GOVERNO APPROVA LA LEGGE DI STABILITÀ IN TEMPO PER MANDARLA A BRUXELLES: UN PO’ DI SPESA IN DEFICIT, ANCHE PER IL SOCIALE, PICCOLA RIDUZIONE DELLE TASSE SUL LAVORO.

Quella presentata ieri da Enrico Letta, giusto in tempo per i Tg della sera, è davvero la sua manovra: leggerina e piena di cose atte a dare l’idea del buon senso e del pragmatismo. Si tratta di quella levità da cui scaturiscono i miracoli: il rapporto deficit/Pil migliora, il debito cala e la crescita decolla attorno al “2 per cento” all’anno (dice il ministro Fabrizio Saccomanni). In attesa del testo definitivo, messo a punto nella notte a palazzo Chigi, ecco un riassunto di quel che si sa finora e degli annunci a margine.  (altro…)

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Tutti i numeri del decreto. Sanità, via 2 miliardi a regime.

ROMA — Inizia oggi dal Senato il tour de force parlamentare che porterà al via libera della revisione della spesa pubblica entro il 3 agosto. Ospedali, scuole, carceri. Ma anche giudici di pace, siringhe e spese per le intercettazioni. Il menù della spending review è dettagliato nella relazione tecnica del provvedimento. Si confermano i tagli sui dipendenti statali: gli esuberi calcolati sono 24.000 ma solo 8.000 i pensionabili. Il personale in eccesso andrà in mobilità con il 60% dello stipendio. Cura da cavallo per l’amministrazione pubblica. Via 24mila dipendenti. Tanti sono gli esuberi previsti nella relazione tecnica che accompagna il decreto sulla spending review. Ottomila sono i pensionamenti già realizzabili con i requisiti pre-riforma Fornero. Gli esuberi, per lo più, è questa l’intenzione, andranno ricollocati riequilibrando eccedenze e carenze di personale nei singoli uffici pubblici. In alternativa: prepensionamenti (con deroga alla riforma) o mobilità con l’80% dello stipendio base che corrisponde al 60% di quello effettivo. (altro…)

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MENO TRASFERIMENTI AGLI ENTI LOCALI. SFORBICIATE SU ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E PROVINCE. BLOCCATI (FORSE) GLI AUMENTI DELLE TARIFFE.

Tagli, tagli e ancora tagli. Nella bozza del decreto (il governo precisa che il decreto é in corso di stesura), che potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri venerdì, é contenuta una sforbiciata lineare a tutti i settori. Ecco di cosa si tratta, misura per misura: Le misure sugli Statali. Quello che il governo ha in mente è l’estensione a tutte le amministrazioni pubbliche della riduzione delle piante organiche attraverso un taglio del personale del 10% per i dipendenti e del 20% per i dirigenti. Un taglio, però, che sarà preceduto da una mappatura delle piante organiche delle amministrazioni. Solo al termine di questa verifica, infatti, saranno quantificati gli esuberi effettivi di personale. Per la gestione di queste eccedenze, ha spiegato il governo, gli strumenti in campo prevedono sicuramente il ricorso alla mobilità obbligatoria di due anni all’ 80% dello stipendio, come stabilito dalla legge Brunetta. (altro…)

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Un “taglietto” da 15 milioni in due anni. E le auto blu restano quelle di quando c’era B.

C’è un’unica voce, nella bozza circolata ieri sulla spending review, che riguarda direttamente Palazzo Chigi. È la diminuzione, di 5 milioni nel 2012 e di 10 per il 2013 del “fondo di funzionamento” della Presidenza del Consiglio. Una miseria se pensiamo che, quando al governo c’erano i berlusconi, i brunetta e le brambille, quel fondo lievitò in un solo anno da una previsione di 363 milioni di euro a un consolidato quasi doppio di 616. Per “pesare” la misura basti pensare che solo sul capitolo “auto blu” il palazzo di governo segna in un anno la cifra di 9 milioni di euro, e nulla è cambiato nemmeno con le “se vere” norme varate da Brunetta. Come prima, infatti, i capi dipartimento della Presidenza dispongono di due autisti dedicati e di una macchina. L’unica differenza formale è che l’auto è in capo al dipartimento e non più al dirigente. È per l’appunto una formalità. Oggi come allora infatti, quell’automobile serve che è a capo del dipartimento. NON È L’UNICA anomalia di una macchina che non riesce a riformare sè stessa. Bruno Stramaccioni, sindacalista Usb a Palazzo Chigi, ne cita diverse altre: “Hanno esternalizzato i servizi informatici. Sa quanto costano? Undici milioni di euro nel triennio. (altro…)

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Ai dipendenti pubblici ridotti i permessi sindacali, buono pasto non oltre 7 euro, ferie obbligatorie a Ferragosto e fine anno. Nella sanità, -30mila posti letto e scure sulle farmacie. Riduzione delle Province, meno risorse alle Regioni, alle Università, alle missioni di pace, dimezzata la spesa in auto blu. Aumento Iva congelato a tutto il 2012.

ROMA – Palazzo Chigi precisa che il decreto è in scrittura e che ogni anticipazione è priva di fondamento, ma dai contenuti che filtrano dalla bozza sulla spending review, appare chiaro che il lavoro del supercommissario Enrico Bondi si è concentrato molto sulla pubblica amministrazione. Il provvedimento del governo si presenta, infatti, denso di interventi decisi sulla macchina burocratica dello Stato, per porre fine agli sprechi e renderla efficiente. Misure e tagli profondi, che si presentano però molto difficili da digerire per il pubblico impiego. E i sindacati si dichiarano pronti alla mobilitazione. Tra le altre misure, dimezzata la spesa in auto blu, ridotta quella della Presidenza del Consiglio, limate le risorse alle Regioni e riduzione delle Province. Ma non mancano, come anticipato nei giorni scorsi, pesanti tagli anche alla Sanità, all’Università, agli istituti di ricerca. Inoltre, con il decreto di attuazione della delega sulla revisione della geografia giudiziaria, un sostanzioso taglio è in arrivo con la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che porterebbe alla chiusura di oltre 280 uffici giudiziari 1, tra tribunali, procure, e sezioni distaccate. (altro…)

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Salviamo l’articolo 18. Per toccare l’Art. 18 servono le elezioni. Oggi lo sciopero degli statali. La battaglia unisce i sindacati. Priorità alle tutele: assurdo pensare a come licenziare. L’inutile ossessione della flessibilità in uscita. I numeri smentiscono. La “licenziabilità” è nei fatti aumentata ma ciò non ha portato il promesso aumento dell’occupazione. Il sospetto è che il vero obiettivo sia il mutamento della relazioni industriali e la riduzione del ruolo dei sindacati. Giornata di mobilitazione di tutto il comparto pubblico, scuola e sanità comprese. Scioperano anche le Poste. Presidio alle 9,30 a Montecitorio. I sindacati: il nostro settore è il più colpito.

Il secondo round dello sciopero generale unitario. Dopo quello di tre ore del 12 dicembre per il settore privato, oggi tocca ai dipendenti pubblici. Le regole sul preavviso hanno costretto Cgil, Cisl, Uil e Ugl a differire le proteste di una settimana.
Per gli statali, la protesta sarà di otto ore mentre per tutta la giornata si fermeranno i lavoratori dell’università e della ricerca. Gli insegnanti, oltre ai confederali si sono unite alla protesta anche lo Snals e la Gilda, incroceranno le braccia per un’ora (nelle scuole statali, un’ora al termine delle lezioni o del servizio e per il personale docente con turno pomeridiano, alla prima o ultima ora di lezione; Scuola non statale e formazione professionale, un’ora al termine delle lezioni o del servizio). (altro…)

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Un articolo della manovra sospende la causa di servizio a tempo indeterminato. Motivazione? Non ci son soldi. Nemmeno i sindacati se ne sono accorti: lunedì il pubblico impiego sciopera ma tra le motivazioni l’abrogazione di questa norma non c’è. Addio richieste di infermità, anche derivanti da amianto. Per non parlare del mobbing. Esclusi militari, poliziotti e personale del soccorso pubblico.

Come un cancellino che cassa via i vecchi compiti dalla lavagna, così, proprio così, sono stati archiviati alcuni tra i più importanti diritti dei lavoratori nel settore pubblico. E mentre tutti parlano dei contenuti più direttamente economici della manovra Monti, ecco che all’articolo sei, nella distrazione generale, trova spazio un testo che in sostanza elimina l’istituto della causa di servizio e quindi dell’equo indennizzo.

Ai lavoratori del pubblico impiego rimarrà solo la tutela dell’assicurazione obbligatoria, ma non potranno più presentare richiesta di infermità derivante da causa di servizio, equo indennizzo e pensione privilegiata. E d’altro canto il trattamento assicurativo previsto per i privati di fatto si applica non a tutti i lavoratori pubblici come l’equo indennizzo e la pensione privilegiata, ma solo a quelli che sono applicati a determinati macchinari o a specifiche attività, individuate come pericolose nell’ambito dell’ordinamento dell’Inail. (altro…)

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Liquidazione congelata per 2 anni. I sindacati: è odio di classe.  Saranno vietate, nel comparto pubblico, le promozioni e i premi alla fine della carriera

ROMA – Il “capo”, se lo ritiene utile ai fini della produzione, potrà trasferirli per poco tempo o per sempre, ma rischiano anche di ricevere la tredicesima a rate e senza interessi, e per la buonuscita dovranno aspettare due anni. In più, a fine carriera niente promozioni, niente premi che possano in qualche modo dare una piccola spinta all´assegno previdenziale.
La manovra bis, come già la prima varata a luglio, incide con decisione sul pubblico impiego, tanto che i sindacati del settore parlano di «odio di classe». Ecco le principali novità contenute nel decreto. (altro…)

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La vera novità contenuta nel decreto legge varato ieri sera dal Consiglio dei ministri per «ristrutturare» (e non solo anticipare) la manovra sui conti pubblici riguarda i dipendenti statali.
Non più solo i dirigenti (che già con manovra varata a luglio dovranno versare un contributo di solidarietà), ma tutti i dipendenti che hanno come datore di lavoro lo Stato, cioè quasi 3 milioni e mezzo di persone, saranno interessati dalle nuove norme decise dal governo.
Ecco le misure. La prima è, diciamo così, una «messa in mora». Se gli obiettivi fissati di riduzione delle spese dei ministeri non verranno rispettati, ci sarà il congelamento delle tredicesime mensilità dei dipendenti del pubblico impiego. È ovviamente una norma draconiana che spinge le amministrazioni a non prendere sotto gamba la necessità di rispettare al millimetro i tagli decisi dal governo. (altro…)

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Per contenere il deficit e per rispettare i vincoli di bilancio imposti dall’Europa, il blocco degli scatti di anzianità e degli stessi contratti collettivi potrebbe continuare ancora per altri due-tre anni: la notizia sta ormai circolando da diversi giorni anche perché il Governo ha già fatto sapere che nella prossima manovra finanziaria da 40 miliardi bisognerà prevedere una bella sforbiciata delle spese.
E poiché una delle spese principali del bilancio dello Stato riguarda proprio gli stipendi pubblici, è davvero molto probabile che stipendi e pensioni vengano rivisti e corretti.
Nei giorni scorsi il ministro Renato Brunetta si è comunque affrettato a precisare che non c’è nessuna volontà del Governo di cancellare la contrattazione che, al contrario, rappresenta il pilastro centrale delle relazioni con le organizzazioni sindacali. (altro…)

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I dati della Ragioneria generale dello Stato: nel 2009 gli occupati sono diminuiti dell’1,89 per cento rispetto all’anno precedente. I tagli maggiori riguardano il personale docente e non docente del comparto scolastico. Aumenta la presenza femminile soprattutto nella Sanità negli enti locali; lo stipendio medio è di 34.500 euro.

Calano i dipendenti pubblici, soprattutto per effetto dei tagli agli insegnanti, ma chi rimane ha per lo Stato un costo più elevato: più della metà sono donne (55 per cento) e guadagnano mediamente 34.500 euro. Sono alcuni dei dati forniti dalla Ragioneria generale dello Stato nel Conto Annuale, aggiornato al 2009 e appena pubblicato, sul pubblico impiego. Per quanto riguarda il numero degli occupati, la Ragioneria segnala che nel 2009 la cifra ha subito una riduzione rispetto all’anno precedente di circa 64.000 unità (-1,89 per cento) determinata principalmente dalla contrazione del personale docente e non docente del comparto scuola per 55.000 unità, di cui 26.600 a tempo determinato annuale e non annuale. Si è passati così da 3.366.376 unità nel 2007 a 3.375.440 nel 2008 per scendere a quota 3.311.582 nel 2009.

Aumenta la presenza femminile e la sua incidenza sul totale a tempo indeterminato: 1.840.440 unità nel 2007 (54,7 per cento); 1.859.951 unità nel 2008 (55,1 per cento) e 1.827.271 unità nel 2009 (55,2 per cento). La variazione in aumento della presenza femminile è determinata soprattutto dai comparti sanità, Regioni ed autonomie locali, ma anche enti di ricerca, magistratura e corpi di polizia. Nella scuola, nelle università e nei ministeri si registra una riduzione della presenza femminile solo in termini assoluti, mentre a seguito della contrazione complessiva dei comparti, in termini relativi, l’incidenza della componente femminile è comunque di segno positivo. (altro…)

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