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Posts Tagged ‘diritti civili’

ROMA – I cattolici del Pd aprono un nuovo fronte sulle unioni civili. Anche le norme sulle coppie di fatto etero sono «sbagliate», per i cattodem. Troppo simili ai Pacs alla francese, mentre il riconoscimento deve essere solo dei «diritti e doveri dei conviventi», quindi sì al subentro alla casa in affitto, alla visite in ospedale o in carcere, ma no alla reversibilità della pensione. E soprattutto la convivenza deve essere stabile, di almeno due anni. «Il matrimonio a questo punto sarebbe meno attraente delle unioni civili», denunciano i cattodem. Il senatore Stefano Lepri ha posto la questione al capogruppo del Pd, Luigi Zanda, chiedendo che la legge Cirinnà sia modificata radicalmente anche su questo punto (capo II del testo) e non solo sulla stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner in una coppia gay.

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diritti-civili

I tempi dei diritti sono sempre difficili. Lo conferma la lunga e travagliata vicenda delle unioni civili, la cui conclusione è annunciata dal Presidente del Consiglio per il 2016. Le ragioni delle difficoltà sono molte. I diritti incidono sull’ordine costituito.

REDISTRIBUISCONO poteri, e per ciò si cerca di neutralizzare questa loro intima capacità di cambiamento contrapponendo loro doveri sempre più aggressivi, imponendo limiti costrittivi, subordinandoli a convenienze politiche talora meschine e così pianificando scambi tra sacrificio di diritti sociali e mance di diritti civili. Si è inclini a dimenticare che i diritti sono indivisibili e che le vere stagioni dei diritti sono quelle in cui diritti individuali e diritti sociali procedono insieme. È il modello, non dimentichiamolo, della nostra Costituzione. È quello che è accaduto negli anni ’70, quando il congiungersi del “disgelo costituzionale” e della capacità della politica di cogliere senza timidezze le dinamiche sociali cambiò davvero l’Italia, senza reazioni di rigetto determinate dal fatto che le richieste di diritti hanno sempre la loro origine nello sguardo lungimirante e nella cultura delle minoranze escluse.

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unioni civiliDal fine vita alle unioni gay: anche il 2015 
ha visto soltanto promesse. E chi vuole l’eutanasia è sempre costretto ad andare a morire all’estero.

Poche parole per dire addio a una persona che, come fa chi costruisce la storia dei diritti negati nel nostro paese, ha reso pubblica una decisione del tutto privata. E lo ha fatto per dare voce a chi viene silenziato da una politica sempre in ritardo.

Addio a Dominique Velati, la donna che ha deciso di praticare l’eutanasia in Svizzera. Se volete conoscere Dominique, potete farlo attraverso una bellissima intervista che le ha fatto Giulia Innocenzi per Servizio Pubblico, poco prima che andasse in Svizzera. Dovreste farlo perché nove anni dopo la morte di Piergiorgio Welby (era il 20 dicembre 2006) nulla è cambiato e ancora in Italia non esiste una legge che regolamenti il fine vita. (altro…)

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Matteo Renzi e Sergio Marchionne in conferenza a Detroit

Mi ha sorpreso, durante il viaggio americano di Renzi, leggere delle lodi e del compiacimento dedicati al primo ministro italiano da Marchionne, che intanto, per precauzione, ha portato via la Fiat dall’Italia. E ascoltare l’elogio di Renzi al “Made in Italy” della nuova azienda ex italiana, insediata a Detroit (Michigan), e intanto spiegare a Marchionne che in Italia solo i “poteri forti” si oppongono alla sua legge contro il lavoro detta “Jobs Act”. Evidentemente i poteri forti sono Landini e Camusso, Fassina e Cuperlo (con i loro miti ritocchi). E intanto Renzi stava festosamente accanto alla persona che ha sottratto all’Italia l’intera tassazione Fiat. C’è un insegnamento in questa serie di modesti eventi. C’è la storia del come si liquida l’uguaglianza, mito e fatti. Provo a raccontare. (altro…)

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Matrimonio per tutti.Ecco la proposta del Pd. Ma il centrodestra già frena
Il caso.

ROMA— Non ha ancora una sigla, tipo i ben noti Dico e Pacs, che certo non hanno portato fortuna, in Italia, alla possibilità di riconoscere – giuridicamente ed economicamente – le coppie di fatto etero ed omosessuali. Diciamolo subito, non si prevede la possibilità di adottare i figli, e questo di certo non piacerà alle coppie gay. Né, tantomeno, c’è un capitolo dedicato ai figli. Una scelta voluta, fatta per andare per gradi. Quando Renzi ne parla a Milano, a Roma il testo è già pronto. Per lui ci mettono la faccia, per ora, tre senatori, Andrea Marcucci, Laura Cantini, Isabella De Monte. (altro…)

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La Bindi non mette al voto gli odg su unioni gay e primarie, in tre restituiscono la tessera.

Prende la delega e, lentamente, un gesto dopo l’altro, la straccia. Intorno a lui i rappresentanti dell’area Marino in piedi urlano contro una presidenza impietrita. Tocca ad Andrea Benedino, ex portavoce nazionale dei gay dei Ds, compiere il gesto simbolico, che dà un’immagine alla rottura che si è consumata, per una volta platealmente, alla fine dell’Assemblea del Partito democratico. Votata la relazione del segretario Pier Luigi Bersani (5 astenuti, un contrario) la tensione repressa si scatena sugli ordini del giorno. Si vota il documento sui diritti, elaborato dal Comitato, presieduto da Rosy Bindi, in cui si dice, tra l’altro, che all’ “unione omosessuale” spetta “il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge, il riconoscimento giuridico”. Quando la Bindi, in veste di Presidente dell’Assemblea, lo mette al voto, dalla platea parte l’attacco: “Non erano questi i patti”, urla qualcuno. In piedi, tra gli altri, ci sono Paola Concia, Ignazio Marino, Pippo Civati. (altro…)

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PD, LITE CONTINUA DOPO GRILLO LE COPPIE GAY. 

Deleghe strappate, urla, insulti: bagarre dopo la decisione di Rosy Bindi di non mettere ai voti i documenti su diritti civili e primarie. All’assemblea nazionale è vietato pronunciare la parola “matrimonio omosessuale”. Proteste di Marino, Civati e Concia: “Fini è più avanti di noi”. Bersani: “Il Paese non ne può più delle nostre beghe”. In tre restituiscono la tessera.

Ai lettori che chiedono conto delle nostre frequenti critiche al Pd (troppo frequenti secondo alcuni), rispondiamo mettendoci dalla parte dei tanti elettori democratici che quelle critiche, ormai, possono esprimere nel solo modo loro consentito: non votare più Pd. La separazione di proposte e valori tra vertice e base fotografa la crisi di tutti i partiti, ma nel caso delle forze di sinistra o che dalla sinistra hanno origine, si esprime con un di più di coinvolgimento emotivo. Cinque anni fa, nel suo stato nascente, il Partito democratico aveva suscitato grandi speranze tra i tanti fiduciosi che la fusione del ceppo progressista e di sinistra con quello cattolico democratico avrebbe prodotto cose buone per l’intero paese. Purtroppo, la fusione è risultata fredda sommando più i difetti che i pregi dell’una e dell’altra componente, perché non sempre (o forse quasi mai) in politica uno più uno fa due.

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Il film, interpretato e diretto da Denzel Washington, racconta una storia vera: le sfide “oratorie” del gruppo di dibattito del college nero di Wiley, nel Texas degli anni 30.

Sfide in cui due gruppi di ragazzi (di ciascun college) dovevano argomentare a favore e contro un determinato argomento: i sussidi governativi e la disoccupazione, la necessità di scuole separate per bianchi e ragazzi di colore, la disobbedienza civile ..
I quattro ragazzi di Wiley, diretti dal professor Melvin Tolson (professor nonché poeta e sindacalista), arrivarono a battere il gruppo di oratori di Harvard.
In una sfida  dove l’asserzione su cui dibattere riguardava la disobbedienza civile, questo è il discorso finale di James Leonard Farmer Junior: è sempre giusto rispettare le leggi? Anche quando sai che lo sceriffo non farà nulla per difendere un nero dal linciaggio (il cui nome deriva dallo schiavista Willy Linch)? (altro…)

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Dobbiamo purtroppo continuare a subire le prepotenze di una maggioranza parlamentare lontana dalla percezione stessa di che cosa significhi rispetto per i diritti civili. È passato appena un giorno dalla severa lezione impartita dalla Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il divieto di sposarsi per gli immigrati senza permesso di soggiorno, perché così veniva negato un diritto fondamentale della persona.Ed ecco che la Camera dei deputati ha subito voluto smentire questo segnale di civiltà che, per un momento, ci aveva fatto sentire vicini ai Paesi che praticano il buon diritto, quello che ha la sua bussola nel rispetto dell´altro, nell´accettazione della diversità come fondamento dell´eguaglianza. Nell´aula di Montecitorio si è bloccata la possibilità di approvare una norma contro l´omofobia, usando addirittura, in maniera del tutto distorta l´argomento di una sua incostituzionalità. Il mondo capovolto. (altro…)

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