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Posts Tagged ‘diritti umani’

Save Meriam

Annullata la condanna a morte per apostasia. Lo ha annunciato l’avvocato della ragazza parlando con la Bbc dopo che i media locali avevano dato notizia dell’imminente rilascio.

Meriam Yehya Ibrahim, la donna cristiana condannata a morte per apostasia il 15 maggio scorso, «è stata liberata e ora è sulla strada di casa». Lo ha annunciato il suo avvocato, Elshareef Ali, parlando con la Bbc dopo che i media locali avevano dato notizia dell’imminente rilascio. La misura è stata decisa da un tribunale d’appello di Khartoum, che ha annullato la sentenza di condanna a morte. «Siamo felicissimi – ha detto Ali – e stiamo andando da lei». (altro…)

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Nella Riserva naturale dell’isola dei Conigli gestita da Legambiente è nato il Giardino dell'accoglienza

Nella Riserva naturale dell’isola dei Conigli gestita da Legambiente è nato il Giardino dell’accoglienza

366 Piantine per ricordare le vittime del naufragio del 3 ottobre scorso e tutti i migranti morti in mare. Nella Riserva naturale dell’isola dei Conigli gestita da Legambiente è nato il Giardino dell’accoglienza. “Questo è il primo, per la Festa dell’albero pianteremo giardini dell’accoglienza in tutta Italia”. È quanto ha affermato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza sottolineando che sono “urgenti nuove politiche migratorie europee e italiane per la salvaguardia di vita e diritti”.

“Persone in fuga dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla fame non possono più continuare a morire in mare o nel deserto mentre cercano la via per chiedere asilo; per l’Europa e per l’Italia non è più rimandabile l’adozione di politiche migratorie che mettano al primo posto, e assicurino in maniera effettiva, la salvaguardia della vita e dei diritti umani”. (altro…)

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Diritti umani

Amnesty International, presente in questi giorni al Cairo, ha messo in guardia rispetto a un giro di vite nei confronti dei sostenitori di Mohamed Morsi, all’indomani dell’arresto dei leader dei Fratelli musulmani, degli attacchi ai mezzi di comunicazione e dall’uccisione di un manifestante da parte dell’esercito.

L’organizzazione per i diritti umani ha raccolto testimonianze da persone che manifestavano in favore del deposto presidente, colpite da proiettili letali in una strada nei pressi di piazza Rabaa Aladaweya, nel quartiere di Nasr City.  (altro…)

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La mancanza d’azione a livello globale in favore dei diritti umani sta rendendo il mondo sempre più pericoloso per i rifugiati e i migranti. È questo il messaggio diffuso da Amnesty International in occasione del lancio del suo Rapporto annuale 2013, che descrive la situazione dei diritti umani in 159 paesi e territori, nel periodo tra gennaio e dicembre 2012.

I diritti di milioni di persone in fuga da conflitti e persecuzioni, o in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita per se stesse e le loro famiglie, sono stati violati da governi che hanno mostrato di essere interessati più alla protezione delle frontiere nazionali che a quella dei loro cittadini o di chi quelle frontiere oltrepassava chiedendo un riparo o migliori opportunità. (altro…)

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Pubblicato il rapporto “Un anno di rivolta”. L’organizzazione ha evidenziato che i successi dei movimenti di protesta non sono stati cementati da profonde riforme istituzionali. Uccisioni e torture in Siria, l’Iran stronca pesantemente il dissenso.

ROMA – La repressione e la violenza di Stato sono destinate a continuare a flagellare il Medio Oriente e l’Africa del Nord anche nel 2012, se i governi della regione e le potenze internazionali non si dimostreranno all’altezza dei cambiamenti richiesti. E’ quanto dichiara Amnesty International, diffondendo un rapporto di 80 pagine dal titolo “Un anno di rivolta. La situazione dei diritti umani in Medio Oriente e Africa del Nord”, sui sensazionali avvenimenti del 2011: un anno in cui, da un lato, i governi della regione hanno mostrato di essere disposti a ricorrere alla violenza estrema per cercare di resistere alla richiesta senza precedenti di profondi cambiamenti e, dall’altro, i movimenti di protesta hanno fatto vedere di non avere la minima intenzione di voler abbandonare i loro ambiziosi obiettivi o di accontentarsi di riforme di facciata. (altro…)

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Tutti i giorni in più parti del mondo vengono violati i diritti umani e le pagine dei giornali si riempiono di storie di sofferenza, uccisioni, errori giudiziari, torture. Ma accade anche che arrivino delle buone notizie frutto delle battaglie combattute da instancabili uomini e donne che difendono quotidianamente, come possono, i principi della libertà e della democrazia. Amnesty International ha diffuso «le migliori buone notizie del 2011», un calendario di piccole e grandi vittorie, «il risultato — scrive l’organizzazione — del nostro impegno: prigionieri politici liberati, condanne a morte commutate, sgomberi forzati fermati». (altro…)

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Il caso di Kate Omoregbe è l´ennesima dimostrazione che occorre avere una concezione del diritto internazionale e dei diritti umani che includa le disuguaglianze di genere rispetto a questioni fondamentali di sicurezza e di diritto alla vita. È già successo in casi di donne fuggite dal loro paese per non essere sottoposte a mutilazioni sessuali – una violenza e un attacco alla integrità fisica che non trova riconoscimento in concezioni del diritto letteralmente a misura di uomo/maschio.
Anche se non corresse il rischio di essere uccisa per essersi ribellata ad un matrimonio combinato e ad una conversione forzata, Kate dovrebbe poter trovare diritto d´asilo in un paese che, come l´Italia, si proclama rispettoso dei diritti umani e delle libertà individuali. (altro…)

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Quest’anno per la seconda volta, Amnesty International sarà presente al Salone del libro di Torino con un suo stand (padiglione 3 – S117 8MQ) per presentare il materiale editoriale dell’associazione e le grandi novità collegate al suo 50° anniversario e proporre giochi e attività al pubblico. 

Proprio a Torino, sabato 14 maggio alle 16.30, presso l’Arena Bookstore, si terrà infatti la prima presentazione del libro “Io manifesto per la libertà“:  25 poster che ripercorrono 50 anni di attività, provenienti dalle sezioni di tutto il mondo, affiancati dai contributi d’autori d’eccezionedel contesto culturale nazionale e internazionale. Solo per fare qualche esempio, Sandro Veronesi ci racconta la campagna contro la pena di morte, Dacia Maraini quella contro la violenza sulle donne, Roberto Saviano la campagna contro la repressione, Alessandro Baricco perla libertà di pensiero, Carmen Consoli contro l’uso eccessivo della forza da parte delle istituzioni, Horacio Verbitsky parla della dittatura argentina, Carmen Lasorella dei conflitti dimenticati, Gipi dei prigionieri di coscienza, Francesca Comencini della campagna “Io pretendo dignità” e così via. (altro…)

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Ne sono arrivate cento. «Diamo futuro ai nostri figli».

Le mani sotto il ventre, «cerchiamo di parare i colpi» , di tenere e stringere almeno fino a terra. «Ce la fai perché ce la devi fare— dice Cynthia, 24 anni e una pancia di nove mesi che è sul punto di cedere eppure ha resistito a cinque giorni di traversata —. Lo fai per te, ma soprattutto per il bambino che porti in grembo» . Lo fai perché non hai scelta: «In Libia c’è la guerra, non si vive più. Mio marito è di fede cristiana e ci avevano già presi di mira. Lì mio figlio non avrebbe mai potuto ricevere l’assistenza che trova qui» , nell’ambulatorio di Lampedusa, dove per la magia del caso il responsabile è un ginecologo. «Non ho mai fatto ricorso alla mia vecchia specializzazione come in questo periodo» , confessa il dottor Pietro Bartolo. Anche perché nella piccola struttura sanitaria ormai gli unici bambini a nascere sono quelli delle donne immigrate che non arrivano in tempo nemmeno per affrontare il trasferimento in elicottero a Palermo. (altro…)

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L´organizzazione festeggia mezzo secolo di lotte e nel suo rapporto sottolinea più dati positivi che violazioni.

ROMA – Nel pianeta connesso e nell´era digitale non c´è più posto per gli abusi. Ai tempi di Facebook e Twitter è scomparsa la divisione fra i fortunati occidentali, nei Paesi civilizzati e rispettosi dei diritti umani, e le masse un tempo dimenticate nelle terre della prepotenza. Non c´era modo più adeguato di festeggiare i cinquant´anni, per Amnesty International, che presentare il rapporto annuale 2011 con una sfumatura di ottimismo: chi l´avrebbe immaginato, mezzo secolo fa, che la dignità degli esseri umani avrebbe fatto tutta questa strada?
Nessuno avrebbe creduto di ottenere risultati «mobilitando persone comuni», ricorda la presidente Christine Weise. Eppure i semplici hanno conquistato la Storia con la S maiuscola, in quella che oggi è «una rivoluzione dei diritti umani». (altro…)

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In tribunale vengono accusati i colleghi per diffamazione. Indifferenza sulle indagini per trovare i colpevoli.

Natalya Estemirova era un’attivista russa per i diritti umani, ex insegnante di storia, giornalista e collaboratrice dell’ong Memorial, con una prestigiosa carriera di successi nel documentare decine di casi di abusi dei diritti umani in Cecenia. Si era occupata delle famiglie delle vittime civili, dell’assistenza agli sfollati, delle torture, dei maltrattamenti, uccisioni e sparizioni misteriose dall’inizio della seconda guerra di Cecenia nel 2000. Per il suo merito e coraggio nel lavoro era stata premiata e ricompensata in diversi paesi del mondo, come con la vittoria del primo premio all’«Anna Politkovskaya Award» per le donne che combattono per il rispetto dei diritti umani in guerra.

Il15 luglio del 2009, a 51 anni, Natalya Estemirova è stata assassinata: dopo essere stata rapita alle otto e mezza del mattino in casa sua, a Grozny, e chiusa in una macchina, è stata uccisa a colpi di pistola in testa e al petto e poi abbandonata in un bosco, nel pomeriggio. «L’uccisione di Natalia Estemirova è una conseguenza della perdurante impunità permessa dalle autorità russe e cecene» – così aveva affermato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International poco dopo la notizia della sua morte- «Le violazioni dei diritti umani in Russia e in particolare nel Caucaso del Nord non possono più essere ignorate. Coloro che si battono per i diritti umani hanno bisogno di protezione». (altro…)

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«Una decisione di portata storica» commenta Carlotta Besozzi, direttrice dell’European Disability Forum.

Ieri era la giornata internazionale delle persone con disabilità e l’Unione Europea ha pensato bene fare un regalo agli 80 milioni di disabili che vivono in Europa. La sorpresa è giunta ieri sera al termine del Consiglio dei Ministri della Giustizia e degli Affari Interni. Come al solito quando si tratta di sociale, le informazioni vengono diffuse con la più grande discrezione.

Eppure quella apparsa nell’ultima pagina del comunicato stampa diffuso ieri dal Consiglio ha il sapore di una grande, immensa vittoria per la società civile europea. Il trionfo si riassume in tre righe, in apparenza insignificanti: “Il Consiglio” si legge nel comunicato “ha adottato un codice di condotta tra gli Stati Membri, la Commissione e lo stesso Consiglio stabilendo accordi interni per l’implementazione da parte dell’Unione Europea e in sua rappresentanza della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”.

Con l’adozione di questo codice di condotta, il Consiglio Ue dà il via libera definitivo per la ratifica da parte dell’Unione Europea della Convenzione Onu che mira a promuovere, proteggere e garantire il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di tutte le persone disabili.

Ora si aspetta soltanto che la presidenza di turno belga (entro fine dicembre) o quella ungherese (da gennaio) depositi la Convenzione presso il Palazzo di Vetro, un gesto che verrà formalizzato al più tardi nel gennaio 2011. (altro…)

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L’apparizione del primo raggio del nuovo quarto di luna sarà funestata dalla morte di Sakineh? Il mese sacro del Ramadan sarà celebrato in Iran con la lapidazione di una donna? L’onore di una società patriarcale sarà santificato con il sangue di una «adultera»? Perché il mondo occidentale, che sobbalza a ogni notizia che riguarda il nucleare iraniano (ma non quello israeliano, pachistano…), non ha chiesto le sanzioni contro l’Iran per la questione ben più valida dei diritti umani, del diritto alla vita?
Non vogliamo difendere le sanzioni come mezzo di costrizione, sappiamo che penalizzano solo le popolazioni e non i potenti, vogliamo solo sottolineare l’ipocrisia del mondo occidentale che fa della democrazia il pretesto per sanguinose guerre (Iraq, Afghanistan, etc.) ma non è disposto a difendere i diritti universali soprattutto quando sul patibolo sale una donna.
Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43 anni, vedova e madre di due figli, è stata condannata alla lapidazione per adulterio. Non è il primo
caso in Iran e non sarà l’ultimo. E non solo in Iran, ma anche in Arabia saudita, Afghanistan, Iraq, Bangladesh, Nigeria e molti altri paesi musulmani. Sono sempre le donne a dover salvare l’onore del marito, del maschio, della famiglia. Assolta dall’accusa di complicità nell’uccisione del marito non ha ottenuto la libertà, ha subito prima la fustigazione (99 frustate) e poi, speriamo di no, forse la condanna a morte in una delle sue modalità più atroci. Per completare il macabro spettacolo è stata costretta anche a confessare le proprie colpe in tv.
Ma di quale adulterio si tratta se non aveva nemmeno il marito? L’ossessione del controllo della sessualità rende la donna un oggetto nelle mani di un marito, di un carceriere o di un regime teocratico. (altro…)

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Oggi 18 luglio 2010 è il novantaduesimo compleanno del presidente Nelson Mandela  e  per la prima volta nella storia si festeggia il: ” Nelson Mandela International Day”.

Questa decisione è stata adottata dall’Onu nel Novembre 2009 , come tributo al presidente per il suo notevole contributo alla pace,alla libertà e alla cultura.Per aver saputo risolvere conflitti razziali in modo umano e creativo, per essere stato un importantissimo paladino nella causa del rispetto dei diritti umani.

BUON COMPLEANNO e  MILLE DI QUESTI GIORNI

SIGNOR PRESIDENTE!

reset-italia

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